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Sfere di luce (3): La scienza discutibile
dei cerchi nel grano
Grassi et al. rispondono alla reazione rapida su internet di Eltjo Haselhoff all'articolo sul JSE
(Luglio 2006)
di Francesco Grassi,
Claudio Cocheo e Paolo Russo
Poco dopo la pubblicazione del nostro articolo sul Journal of Scientific
Exploration, il Dr. Eltjo Haselhoff, uno degli autori degli articoli da
noi criticati, ha scritto una breve replica, giusto una "reazione rapida",
come l'ha definita. Ha aggiunto:
"Prenderò in considerazione l'idea di scrivere una
replica formale, assieme agli autori degli altri due articoli, al
Journal of Scientific Exploration. In una tale replica prenderei in
esame tutte le critiche di Grassi una ad una, in maggior dettaglio.
Tuttavia, essendomi diventato chiaro che Grassi e collaboratori hanno poco
o nessun interesse per una discussione scientifica onesta e costruttiva, e
dato che secondo me fin troppo tempo ed energie sono già stati sprecati,
potrei decidere di impiegare il mio tempo in attività più utili."
Ciò è esattamente quanto sembra aver deciso, dato che è passato un anno e
Haselhoff ha recentemente confermato di non aver ancora scritto alcuna
replica formale. La attendevamo per poter poi replicare, ma adesso ci
sembra di aver atteso abbastanza. Quest'articolo esamina tutti i punti
sollevati da Haselhoff nella sua replica. Essendo passato parecchio tempo,
può essere utile riportare la maggior parte del testo di Haselhoff.
"Mi ha sorpreso vedere che un commento su delle
pubblicazioni precedenti non sia stato pubblicato sulla stessa rivista che
ha presentato gli articoli originali, in questo caso Physiologia
Plantarum. Ciò è insolito per le comunicazioni scientifiche, ed è
lecito assumere che se l'articolo di Grassi et al. fosse stato un
commento appropriato, i curatori di Physiologia Plantarum non
l'avrebbero respinto. Sebbene Grassi fornisca effettivamente una
spiegazione del fatto che Physiologia Plantarum abbia respinto il
suo articolo - il che, per inciso, è un argomento di discussione molto
insolito in una comunicazione scientifica - le sue affermazioni sono
curiose e sono attualmente oggetto di indagine."
Confermiamo che è un argomento molto insolito, ma la ragione per cui
abbiamo dovuto includerlo nell'articolo è mostrata chiaramente nella
citazione precedente: per evitare "lecite assunzioni" come quella di
Haselhoff circa l'appropriatezza del nostro articolo. Confidiamo anche che
Haselhoff abbia avuto tempo a sufficienza per indagare in maniera
approfondita sulle nostre affermazioni.
"Fondamentalmente, le critiche di Grassi alla mia
pubblicazione sono quattro: [...]"
Questo è un forte travisamento delle nostre critiche. Il nostro articolo
solleva molti più punti dei quattro menzionati da Haselhoff. Giusto per
elencarne alcuni: la formazione di Beckhampton non è stata analizzata e non
si adatta al modello, l'assunto sull'espansione termica dell'acqua è
fisicamente incoerente, il meccanismo termico poteva e doveva essere
testato e non lo è stato, il criterio per l'inclusione dei campioni nel
gruppo di controllo non è definito, i ciuffi centrali sono stati esclusi,
l'assunto circa l'allungamento "normale" dei nodi è contraddetto dal
cerchio di origine umana di Nieuwerkerk... non avrebbe scopo riassumere qui
l'intero articolo. (Molti di questi problemi sono già presenti negli
articoli di Levengood e Talbott da cui si sviluppa quello di Haselhoff, ma
ciò non toglie che anche quest'ultimo ne sia altrettanto affetto,
come abbiamo indicato nel nostro articolo.)
Ovviamente Haselhoff è libero di non commentare questi
punti, ma non dovrebbe negarne l'esistenza nel nostro articolo, né
nasconderli dietro la parola "fondamentalmente".
Poi Haselhoff cerca di respingere i "quattro" punti che secondo lui avremmo sollevato.
"Prima di esaminare - e respingere - queste
quattro affermazioni, un fatto dev'essere enfatizzato. Una parte importante
dell'analisi di Grassi è basata su un estensivo lavoro sul campo e di
laboratorio svolto da me."
Una buona parte della nostra analisi è una critica a quel lavoro, quindi è
solo ovvio che quella parte sia basata su di esso.
"Nel 2003, Grassi mi ha contattato per mezzo di
parecchie e-mail molto gentili ed educate, autodefinendosi come un
'ricercatore sui cerchi nel grano', e chiedendomi se potesse
ottenere i dati grezzi delle misure che avevo raccolto da un insieme di
cerchi nel grano (Nieuwerkerk, 1996). Dopo averglieli mandati, nessun'altra
comunicazione su questi dati né sul mio lavoro correlato ha più avuto
luogo."
In effetti è successo molto più di questo (vedere dopo).
"(Non sarò offeso dal fatto che Grassi abbia
trascurato di ringraziarmi nel suo articolo, cosa che non sarebbe stata
solo una questione di cortesia, ma è anche molto comune nelle comunicazioni
scientifiche.)"
Siamo lieti di sapere che non si è offeso. Abbiamo evitato di ringraziarlo,
come sarebbe stato normale in circostanze diverse, perché la nostra critica
non era lieve. Ci sono culture, come quella italiana, dove ringraziare
qualcuno per aver contribuito a un'analisi che annienta le sue stesse
conclusioni non suonerebbe cortese, ma ironico, forse perfino offensivo.
Non volevamo davvero niente del genere.
"Ora commenterò brevemente i quattro punti
principali sollevati da Grassi:
a. Sono stati omessi aspetti importanti
del modello fisico presentato
Quest'affermazione, assieme a parecchie
altre critiche sollevate da Grassi
nel suo articolo, sarebbero state appropriate se il mio scritto fosse stato
un articolo a pieno titolo, che descriveva un lavoro originale. Ad ogni
modo, il mio scritto era chiaramente un commento ad uno degli
articoli del BLT, e pertanto non una pubblicazione autosufficiente di una
ricerca originale. I punti sollevati da Grassi, compreso quello
summenzionato, erano implicitamente affrontati nelle mie conclusioni, dove
dichiaravo che l'articolo commentato 'stimola ulteriori studi'.
Quindi respingo la critica di Grassi, dato che i commenti ad altre
pubblicazioni scientifiche devono essere mirati e concisi."
I commenti dovrebbero essere mirati e concisi perché dovrebbero essere
realmente solo commenti al lavoro di altre persone. Questo è il motivo per
cui di solito non sono neppure referati. Il "commento" di Haselhoff è molto
insolito: la prima parte commenta effettivamente un articolo del BLT,
mettendo in evidenza un paio di errori nell'analisi dei dati; se solo il
"commento" finisse lì, sarebbe perfetto. Ma poi continua con del lavoro
originale: una nuova ipotesi con un nuovo modello (BOL), nuovi dati
(Nieuwerkerk), nuovi calcoli, nuove conclusioni. Innanzi tutto, cose del
genere non avrebbero mai dovuto essere scritte in forma di "commento". I
commenti sono una preziosa risorsa per evidenziare e correggere rapidamente
i difetti degli articoli scientifici; non sono da intendere come un modo
per pubblicare rapidamente brevi articoli, eventualmente aggirando il
processo di referaggio.
Avremmo potuto criticare l'uso improprio dei "commenti" da parte di
Haselhoff nel nostro articolo sul JSE. Non l'abbiamo fatto, perché eravamo
- e siamo - più interessati a ciò che ha scritto che a come l'ha
pubblicato. Ma la scienza è scienza, e c'è solo un modo di farla:
correttamente. Semplicemente non c'è posto nella scienza per affermazioni
straordinarie basate su modelli inadeguati, dati insufficienti e calcoli
impropri. Se Haselhoff pensa di aver trovato un simile posto nei
"commenti", dovrebbe ripensare a cos'è la scienza.
In quanto a quell'"implicitamente affrontati nelle
mie conclusioni", vedere il prossimo punto.
"b. I risultati mancano di rilevanza
statistica
Alla fine del mio articolo concludevo che
'molti più dati dovrebbero
essere analizzati e approfonditi studi statistici saranno necessari...'
È pertanto curioso vedere Grassi usare le mie stesse argomentazioni contro
di me. Ripete semplicemente le mie stesse conclusioni, il che non può mai
essere una nota critica, nonostante il fatto che Grassi la presenti come
tale, e perfino in modo denigratorio. Sono effettivamente d'accordo con
l'asserzione di Grassi, ma la respingo come critica al mio lavoro."
No, non abbiamo ripetuto le conclusioni di Haselhoff. Quando i risultati di
un qualunque studio scientifico mancano di rilevanza statistica, l'esito
dello studio è considerato "negativo". In altre parole, nel linguaggio
scientifico, "i risultati mancano di rilevanza statistica" significa in
effetti "non ci sono risultati". Haselhoff non ha mai concluso ciò,
ovviamente. Al contrario, ha scritto: "I dati
sperimentali [...] suggeriscono che l'espansione della lunghezza dei nodi
nei cerchi nel grano sia un effetto termo-meccanico, possibilmente indotto
da qualche tipo di sorgente elettromagnetica puntiforme. I dati ottenuti da
una semplice formazione fatta a mano non rivelano le stesse
caratteristiche." Quindi Haselhoff afferma di aver trovato qualcosa:
caratteristiche statistiche, che suggeriscono un fenomeno fisico. Aggiunge
anche: "[...] la lunghezza dei nodi dipendente
dalla posizione, e in particolare l'apparente carattere organizzato dei
dati analizzati, è interessante e stimola ulteriori studi." Di
nuovo, scrive di caratteristiche trovate nei dati dalla sua analisi
statistica e meritevoli di ulteriore studio. Di un'analisi statistica si
può dire che ha trovato qualcosa solo quando il risultato è statisticamente
significativo.
La citazione di Haselhoff dalle sue stesse conclusioni è troppo corta per
apprezzare il significato della frase originale. La citazione completa è:
"L'autore non pretende in alcun modo di presentare
una 'cartina di tornasole' per distinguere tra una formazione nel grano
'genuina', qualunque cosa possa essere, e un'area di grano appiattita a
mano. Molti più dati dovrebbero essere analizzati e approfonditi studi
statistici saranno necessari prima di poter definire un tale
criterio." Quindi Haselhoff afferma soltanto che i suoi risultati
non sono così universali da poter essere usati come test di 'genuinità' per
tutti i cerchi nel grano - almeno, non ancora. Pertanto, sebbene le
conclusioni di Haselhoff siano effettivamente un po' vaghe e lascino un
certo spazio alle interpretazioni, questo spazio non è illimitato. Non ha
mai concluso di non aver identificato alcun elemento di prova a favore
del'ipotesi BOL. Non ha mai concluso di non aver trovato nulla; nessuno lo
fa mai. Se pensi di non aver trovato nulla, non scrivi un articolo, né un
commento, né nient'altro, a meno che tu non voglia rendere noto che il
risultato del tuo studio è stato negativo: hai cercato qualcosa che sembra
non esistere e vuoi pubblicare questa prova negativa. In nessuna parte
delle conclusioni di Haselhoff si può trovare una simile ammissione di un
esito negativo.
Giusto come nota conclusiva, siamo sorpresi dal contrasto stridente tra la
recente minimizzazione di Haselhoff del suo stesso lavoro (solo un
commento, solo uno stimolo per ulteriori ricerche, mai inteso essere nulla
di diverso) e il modo roboante in cui lo presenta nel suo libro (La
natura complessa dei cerchi nel grano, vedere www.deepeningcomplexity.com):
"[...] i coefficienti di regressione lineare
avevano tutti un valore che si avvicinava all'unità, prova
significativa per dimostrare che una sorgente elettromagnetica
puntiforme aveva provocato il rigonfiamento dei nodi. [...] Queste scoperte
vennero presentate ad una rivista di informazione scientifica [...] Il
fatto che il mio articolo sia stato pubblicato assume una certa importanza,
avvalorando l'ipotesi che le "sfere di luce" siano direttamente implicate
nella creazione di formazioni nel grano (o almeno in alcune di queste). Ciò
non è più soltanto un'ipotesi, ma un fatto riconosciuto e
scientificamente provato e rimarrà tale finché qualcun altro non
presenterà una spiegazione alternativa [...] o dimostri come l'analisi
fosse sbagliata." (dall'edizione italiana, pg. 89-90; l'evidenziazione
del testo è nostra).
Questa citazione può servire a cancellare qualunque ragionevole dubbio su
ciò che Haselhoff intendesse nelle conclusioni del suo articolo, anche se
adesso sembra aver cambiato idea. Accogliamo con piacere quest'evoluzione
della sua posizione ufficiale, che consideriamo un effetto positivo del
nostro lavoro, ma respingiamo qualunque ridefinizione della sua posizione
precedente: il passato non si può riscrivere. Tra l'altro, in quella
citazione Haselhoff considera l'eventualità che qualcuno possa dimostrare
che la sua analisi fosse sbagliata: sembra molto aperto alla critica, come
ogni ricercatore dovrebbe essere. Tuttavia, pensiamo di aver fornito la
dimostrazione che aveva chiesto, ma ora Haselhoff sembra alquanto
riluttante ad accettarla.
"c. C'è una mancanza di informazioni
dettagliate e le tabelle con i dati originali avrebbero dovuto essere
fornite
Questa critica è curiosa, dato che ho
fornito a Grassi tutti i dati originali che avevo disponibili."
Curiosamente, la maggior parte dei dati che abbiamo richiesto è sempre
stata non disponibile. Abbiamo chiesto a Haselhoff i dati di tutte le
formazioni che aveva analizzato: Devizes, Chehalis, Sussex (campionati dal
BLT), Nieuwerkerk e Hoeven (campionati da Haselhoff). Sebbene ci avesse
assicurato che li avremmo ricevuti tutti, abbiamo ricevuto solo i dati di
Nieuwerkerk. In tutti gli altri casi abbiamo dovuto lavorare con dati
riletti dai grafici.
"Inoltre, chiunque con appena un pochino
d'esperienza di comunicazione scientifica sa che la pubblicazione di
tabelle con i dati originali è non solo insolita, ma è addirittura contro
le linee guida di fondamentalmente tutte le riviste scientifiche. I dati
originali si trovano in libri o diari di ricerca o nei fogli elettronici su
computer, e dovrebbero essere disponibili su richiesta, ma non sono
pubblicati nelle comunicazioni scientifiche. Questo è quanto mi hanno
insegnato al primo anno di Università, e per buone ragioni: altrimenti il
mio articolo sarebbe stato lungo venti pagine anziché due, e sarebbe stato
fatto perlopiù di numeri. Pertanto respingo anche questa critica."
Siamo sorpresi che Haselhoff non colga il nostro punto. Abbiamo fornito tre
tabelle di dati nel nostro articolo; tutte insieme, hanno riempito una
pagina scarsa del Journal of Scientific Exploration, e avrebbero
occupato meno di mezza pagina di Physiologia Plantarum, che ha
pagine più dense. Ovviamente le tabelle contenevano solo le medie dei
campioni, non i singoli valori, e anche se le medie dovrebbero essere
sufficienti a riprodurre e verificare le regressioni, sono del tutto
inadeguate a fornire informazioni circa l'incertezza sull'asse x; anche
questa informazione avrebbe dovuto essere fornita negli articoli di
Haselhoff e del BLT. Al contrario, non c'era nessuna tabella di dati.
Nella scienza la riproducibilità non può mai essere una preoccupazione
secondaria: è la sua caratteristica chiave. Senza tabelle, chiunque voglia
verificare l'analisi deve o ricavare i dati dai grafici a mano con riga e
squadretta, lentamente, con precisione limitata, o chiedere i dati
all'autore e aspettare e sperare. Entrambe le opzioni sono piuttosto lente
e scomode e scoraggiano la verifica; non saremmo sorpresi se fossimo stati
i primi a verificare l'analisi di Haselhoff. Non fornire le tabelle con i
dati non è sempre una mancanza grave, ma è raramente una buona scelta
quando le tabelle sono piccole; in un articolo che avanza ipotesi
straordinarie sulla base di appena pochi campioni, è quanto meno una scelta
incomprensibile e discutibile.
Inoltre, abbiamo messo in discussione la carenza di altri tipi di
informazione. Per esempio, non sono state mostrate le forme dei cerchi.
"d. Non ho deliberatamente reso pubblici dei
dati misurati al fine di manipolare la statistica
Questa è più una grave accusa di frode che una
critica. Grassi scrive che,
dopo aver ricevuto da me il foglio elettronico con i dati grezzi, ha
'scoperto' misure che non avevo pubblicato, e che, una volta incluse nella
sua analisi, avrebbero cambiato significativamente l'esito dei miei
risultati."
Ovviamente non abbiamo mai accusato nessuno di frode; non riusciamo proprio
a immaginare un ricercatore fraudolento che invia per e-mail la prova delle
sue azioni a qualcuno che gliel'ha chiesta. Pensavamo che fosse ovvio.
Abbiamo solo notato che qualcosa non andava dal punto di vista del metodo
scientifico (nella vita di tutti i giorni uno può anche decidere di non
utilizzare tutte le informazioni che ha a disposizione, ma nella scienza
non ha una tale libertà), ma avevamo già notato altri esempi di quello
stesso tipo di errore nel lavoro di Haselhoff, quindi eravamo preparati ad
accettare quella sorpresa finale.
"Tuttavia, il motivo per omettere i dati dalla mia
analisi era semplice: a causa di uno sfortunato incidente parecchi dei
campioni in questa serie erano stati mescolati prima ancora di essere
misurati. Per quanto avessi riordinato i campioni meglio che potevo,
quest'evento rendeva priva di valore qualunque analisi di correlazione,
compresa la maggior parte del lavoro svolto da Grassi e presentato nel suo
articolo. Tutti i suoi corrispondenti risultati e conclusioni sono perciò
altrettanto privi di valore. È interessante notare che una semplice e-mail
avrebbe evitato a lui e ai suoi collaboratori di sprecare tempo
prezioso."
È interessante notare che abbiamo inviato quella e-mail. Questo è un breve
riassunto degli eventi.
Quando abbiamo iniziato la nostra indagine, abbiamo letto non solo gli
articoli del BLT e di Haselhoff, ma anche il famoso libro di Haselhoff.
L'articolo menzionava l'analisi di un cerchio fatto dall'uomo:
"Nieuwerkerk, 1997".
Il libro menzionava l'analisi di un cerchio fatto dall'uomo:
"Dreischor, 1997".
I grafici corrispondenti erano completamente diversi.
Tuttavia, una piccola indagine ha evidenziato
che si trattava in effetti dello stesso cerchio. Lo sospettavamo, perché
Haselhoff aveva già fatto qualcosa di simile con l'altra formazione che
aveva esaminato, denominata "Hoeven" in una pagina web e "Noord-Badant" nel
suo libro. Non discuteremo qui le possibili ragioni di questa strana e
fuorviante abitudine.
A quel punto abbiamo pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato nei
grafici. Questa è una delle ragioni per cui abbiamo chiesto in privato a
Haselhoff i dati di Dreischor-Nieuwerkerk. Questo è un breve passo
(tradotto in italiano) tratto dalla prima e-mail di Grassi a Haselhoff:
"Per quanto riguarda la formazione di Nieuwerkerk, dall'articolo
sembra che tu abbia personalmente campionato solo 6 punti, ma i valori
riportati in un grafico nel tuo libro sono diversi.
Hai campionato altri punti nella formazione di Nieuwerkerk?
Ti è facile mandarmi anche tutti i dati in forma elettronica che hai
raccolto a Nieuwerkerk?"
Haselhoff ha risposto con una e-mail con un file di dati accluso. Il testo
della e-mail citava (nel quoting) quel passo, perciò è lecito assumere che
Haselhoff l'abbia letto, ma dopo la citazione ha risposto solo di guardare
il file accluso. Che è ciò che abbiamo fatto.
Quando abbiamo visto che il file conteneva due set di dati distinti, è
risultato evidente che Haselhoff aveva usato il set A nell'articolo e il set
B nel libro. Un esame più dettagliato ha rivelato che aveva anche adottato
due diversi valori per il livello dei controlli, nonostante avesse raccolto
un solo gruppo di campioni di controllo; mentre l'articolo usava
correttamente la media di tutti i campioni di controllo, il libro ne usava
erroneamente solo una parte. Grazie a questa selezione dei dati,
l'allungamento dei nodi mostrato nel grafico del libro è inferiore al
dovuto, il che porta a sottostimare l'allungamento naturale dei nodi e a
favorire l'ipotesi BOL: a uno dei campioni è attribuito addirittura un
allungamento negativo. Quel campione solitario sotto il livello
dello zero è solo una delle caratteristiche che rendono i due grafici
facilmente distinguibili a colpo d'occhio.
Abbiamo semplicemente pensato di avere di fronte due selezioni di dati, un
genere di errore scientifico che avevamo già riscontrato in altre parti
dell'articolo di Haselhoff (ciuffi centrali, Beckhampton) e del suo
rapporto su Hoeven (vedere più avanti). Niente di nuovo. Perché avremmo
dovuto sospettare che il set B fosse rovinato, visto che Haselhoff l'aveva
pubblicato nel suo libro?
Al contrario, la spiegazione di Haselhoff ci sorprende davvero. Uno
sfortunato incidente può sempre succedere, su questo non abbiamo nulla da
dire; ciò che troviamo stupefacente è la catena complessiva di eventi
improbabili implicati da quella spiegazione:
1) Uno sfortunato incidente ha rimescolato i dati, rovinando il set B.
2) Haselhoff ha pubblicato per sbaglio il grafico del set B nel suo libro.
Uno sbaglio è la giustificazione che ha fornito come risposta a una domanda
nel newsgroup italiano it.discussioni.misteri: http://tinyurl.com/lesod. Sembra che
intendesse pubblicare nel libro il set A, ma gli è capitato di pubblicare
invece il set B.
3) Ha commesso un altro errore nello stesso grafico: ha in qualche modo
sostituito il livello dei controlli originale con uno ricalcolato male.
4) Durante l'intero processo di preparare il grafico, posizionarlo nella
pagina, aggiustare colori e dimensioni, controllare la qualità di stampa
finale, prendersi cura di tante traduzioni ed edizioni del libro, non si è
mai accorto che il grafico era completamente sbagliato. Non ha mai scorto
il solitario campione sotto zero. Una semplice occhiata di sfuggita
l'avrebbe probabimente localizzato.
5) Dopo aver impiegato un sacco di tempo e sforzi a raccogliere e
analizzare i dati e dopo che un incidente ha rovinato metà del suo lavoro,
ha semplicemente dimenticato di menzionare questo dettaglio quando ci ha
inviato i dati. Questo è un altro sbaglio che la maggior parte della gente
troverebbe assai difficile commettere.
6) Abbiamo indicato la discrepanza dei grafici nella nostra prima e-mail e
Haselhoff l'ha inclusa nel quoting. Non ha intrapreso alcuna azione
correttiva. Ha reagito alla domanda postagli su it.discussioni.ufo come se
non gliene avessero mai parlato prima. Sembra che non abbia preso ciò che
abbiamo scritto - e che aveva letto - nella benché minima considerazione:
ancora un altro errore.
Lasciamo al lettore ogni giudizio su questa lunga catena.
A parte la combinazione stupefacente di sfortuna e trascuratezza che sarebbe
necessaria per provocare quanto sopra, dovrebbe risultare fin troppo chiaro
che se qualcuno ha commesso un errore non siamo davvero stati noi.
Haselhoff sembra pensare che questo "errore" invalidi le conclusioni del
nostro articolo, ma chiunque accetti la sua spiegazione dovrebbe notare che
la sua implicazione non è corretta: solo una piccola parte del nostro
lavoro riguardava la formazione di origine umana di Nieuwerkerk, così
piccola infatti che non ci siamo neanche curati di menzionarla
esplicitamente nelle conclusioni. In particolare, la nostra frase
"l'andamento 1/r2 esiste solo in virtù di un'esclusione
ingiustificata di dati indesiderati" si riferisce prevalentemente ad altre
esclusioni di dati, che Haselhoff non ha commentato: i ciuffi centrali
delle formazioni di Chehalis e del Sussex e l'intera formazione di
Beckhampton.
"A questo punto aggiungerei che la richiesta di
Grassi di 'più prove' era stata già affrontata. Questo è ancora oggi
il fulcro delle mie personali attività sui cerchi nel grano. Uno specifico
caso (Hoeven 1999) era stato già studiato in dettaglio e pubblicato nel mio
ultimo libro, che è in possesso di Grassi e ha formato la base dei suoi
studi."
Confermiamo che abbiamo studiato anche il caso di Hoeven.
"Grassi ha richiesto anche i dati grezzi di questa
formazione, tuttavia non li avevo prontamente disponibili. Da allora,
novembre 2003, non ho più sentito nulla da Grassi."
È una visione molto riduttiva.
Aprile 2003: Grassi invia il suo primo messaggio, qualificandosi
come ricercatore sui cerchi nel grano, chiarendo correttamente la sua
intenzione di verificare le affermazioni di Haselhoff e chiedendo tutti i
dati analizzati nell'articolo. Riceve solo una risposta automatica;
Haselhoff è temporaneamente irraggiungibile.
Maggio 2003: Grassi prova ancora. Haselhoff manda i dati di
Dreischor e aggiunge che manderà anche i dati di Devizes, Chehalis, Sussex
e Hoeven, non appena riuscirà a recuperarli (!).
Novembre 2003: Grassi chiede di nuovo. Haselhoff non è ancora
riuscito a recuperare i dati (!), ma assicura che tenterà.
Febbraio 2004: uno di noi (Russo), che si è interessato
particolarmente al caso di Hoeven, decide di compiere un ultimo tentativo
di ottenere i dati. La sua e-mail chiarisce che sta chiedendo i dati allo
scopo di verificare l'analisi di Haselhoff. Non riceve alcuna risposta.
"Comunque, oltre all'informazione dettagliata nel
mio libro, Grassi era anche al corrente del rapporto estensivo su questo
caso che era stato pubblicato molto tempo fa (1999) su
internet1, compresi i dati grezzi2."
1 http://archiv
.fgk.org/99/Berichte/Hoeven99/index.shtml
2 http://www.dcccs.org/sample.htm
(attualmente non più on-line)
Non avremmo mai chiesto a Haselhoff i dati di Hoeven, né lui sarebbe stato
incapace di mandarceli, se fossero stati già messi on-line. Ovviamente non
lo erano; i dati di Hoeven sono suddivisi nei set A, B, C, D, E, F, G, Co
(il rapporto1 su Hoeven di Haselhoff contiene i loro grafici,
senza valori numerici); un solo set grezzo è stato messo
on-line2 (molto più tardi), in una forma veramente grezza
(immagini di steli, non lunghezze misurate di nodi). Un singolo set non ha
valore per una corretta analisi. La pagina web di Haselhoff non specifica
quale set abbia messo on-line, ma un rapido confronto con i grafici nel
rapporto rivela che si tratta del set B.
"Questo studio discute un caso di un cerchio nel
grano che si adatta all'ipotesi BOL con una rilevanza statistica molto
alta, ed è perciò in conflitto con la conclusione principale di Grassi che
"il coinvolgimento di una qualche forma di irraggiamento
elettromagnetico ... non trova supporto nell'evidenza sperimentale".
"
Di tutti i set di dati di Hoeven, solo il B corrisponde bene al modello BOL
ed è evidente che questa è la ragione per cui è stato scelto per la
pubblicazione on-line. In realtà è profondamente scorretto isolare quel set
dalla massa dei dati per un'analisi statistica: è solo un'altro errore di
selezione dei dati. Abbiamo verificato l'analisi di Haselhoff della
formazione di Hoeven; i risultati si possono vedere nell'articolo a questo
link. In sintesi: l'analisi di Haselhoff è affetta da
alcuni errori (perlopiù selezioni di dati); i risultati corretti non
mostrano alcuna ragionevole prova a favore delle BOL.
"Si può solo fare ipotesi sul perché Grassi abbia
deciso di non includere questi dati nella sua analisi."
Sarebbe stato il luogo sbagliato. Il rapporto su Hoeven non era mai stato
pubblicato su rivista scientifica, quindi non c'era bisogno di criticarlo
su rivista scientifica. Sentivamo che se l'avessimo fatto avremmo potuto
attribuire implicitamente al rapporto una credenziale scientifica che non
meritava. Inoltre, il nostro articolo era già piuttosto lungo. Quindi
abbiamo pubblicato la nostra analisi del caso di Hoeven sulla rivista del
CICAP, Scienza & Paranormale (S&P N. 63 - Anno XIII
- Set/Ott 2005), e l'abbiamo anche messo online.
"Infine, vorrei esprimere il mio sbigottimento
circa lo stile roboante e denigratorio dell'articolo di Grassi, in cui
pretende di smontare un'affermazione sensazionale. Chiunque legga il mio
scritto concorderà che si trattava di un semplice commento al lavoro del
gruppo BLT, che suggeriva alcuni adattamenti al modello e portava avanti le
loro ipotesi con una versione modificata, solo per stimolare ulteriori
studi."
Abbiamo già commentato la recente posizione minimalista di Haselhoff, ma
forse qui è opportuno un ulteriore commento. Haselhoff sembra pensare che
non avremmo dovuto criticare il suo articolo perché è "un semplice commento". Nel gergo scientifico c'è
una differenza precisa tra un articolo sottoposto a peer review e un
semplice commento. Un commento è l'espressione dell'opinione (opinione, non
scienza) di qualcuno circa il lavoro svolto da qualcun altro, con i limiti
imposti dal solo comitato editoriale (e nessun controllo dal gruppo dei
revisori). Inoltre, mentre un commento dovrebbe godere del vantaggio di non
essere criticabile scientificamente, come espressione del libero pensiero
di qualcuno, allo stesso tempo non dovrebbe pretendere di dimostrare
scientificamente nient'altro che un pensiero personale e soggettivo.
Abbiamo già fatto notare che il "commento" di Haselhoff non è affatto un
mero commento, dato che contiene nuove ipotesi, dati, calcoli e
conclusioni, proprio come un articolo a pieno titolo, ed è quindi anche
passibile di critiche sul piano tecnico come la nostra. Ma anche se
accettassimo - e non la accettiamo - l'opinione di Haselhoff che il suo
lavoro non debba affatto essere commentato perché non è - formalmente - un
vero articolo, Haselhoff andrebbe incontro a un altro problema. Abbiamo
appena criticato la sua asserzione che il suo rapporto su Hoeven fornisca
le prove scientifiche che mancavano dall'articolo, ma, a prescindere da
questa nostra critica, quel rapporto non è mai stato pubblicato su nessuna
rivista scientifica, neppure in forma di commento. Coerentemente con la sua
recente visione che niente di meno di un vero e proprio articolo formale e
referato dovrebbe mai essere considerato come un tentativo di dimostrare
scientificamente alcunché, Haselhoff non avrebbe mai dovuto neppure citare
il rapporto su Hoeven come fonte di prove scientifiche.
"Secondo me sia lo stile del commento di Grassi
che la propaganda ad esso correlata che egli sta attualmente portando
avanti su internet e oltre sono di gran lunga sproporzionati, e gettano
un'ombra scura sulle sue vere intenzioni."
Propaganda? Non siamo noi ad eseguire selezioni di dati. Analizziamo le
informazioni disponibili e pubblichiamo i risultati. Ci interessano solo le
affermazioni sul paranormale e i fatti che dovrebbero supportarle. Pertanto, non
commenteremo lo stile di Haselhoff né trarremo alcuna conclusione circa le
sue vere intenzioni (sebbene i lettori possano anche farlo): ciò va
assolutamente al di là dei nostri interessi.
L'articolo-"commento" di Haselhoff porta alla luce un paio di errori molto
seri nell'articolo del BLT a cui si riferisce, invalidando effettivamente
le sue conclusioni. Questa è una critica seria, comunque sia presentata.
Qualunque ricercatore ha il diritto scientifico di criticare il lavoro di
chiunque altro. Ogni ricercatore serio conosce questa regola; la scienza
non funzionerebbe altrimenti. La ragione principale per cui uno scienziato
deve essere così scrupoloso nel suo lavoro è che sa fin troppo bene che, se
commette errori, qualcun altro li troverà. Haselhoff era semplicemente nel
suo diritto quando ha indicato gli errori del BLT; anche noi.
Inoltre, noi stessi abbiamo direttamente invitato Haselhoff, e Levengood
& Talbott tramite Haselhoff, a scrivere una replica ufficiale e a
presentarla al JSE. Non eravamo soddisfatti della "reazione rapida"
pubblicata da Haselhoff sul sito del DCCCS, perché non era una vera critica
scientifica ma una semplice opinione. Abbiamo atteso fino ad ora,
aspettandoci una pubblicazione scientifica sia da Haselhoff che da
Levengood & Talbott che criticasse il nostro articolo sul JSE in
profondità e con critiche ben fondate.
Non siamo chiusi ad alcuna critica scientifica al nostro lavoro, che
ovviamente è a disposizione di chiunque voglia esaminarlo. Finora non
abbiamo avuto risposte.
"Conclusioni
Normalmente, agli autori di comunicazioni
scientifiche si chiede un
commento prima di criticare il loro lavoro. Non è solo una questione di
cortesia, ma evita anche sprechi di tempo prezioso. Qualunque ricercatore
serio si prenderebbe il tempo di verificare se c'è qualche fatto che ha
trascurato o eventualmente frainteso prima di precipitarsi alle
pubblicazioni e ai comunicati stampa. Posso solo concludere che il Sig.
Grassi ha poca o nessuna esperienza di comunicazione scientifica. Una
corrispondenza franca e onesta, iniziata dal Sig. Grassi e coautori,
avrebbe risparmiato a me, a loro e ai curatori di Physiologia
Plantarum e del Journal of Scientific Exploration un sacco di
lavoro inutile. Apprezzo davvero gli sforzi dediti a perseguire la
conoscenza. Tuttavia, non posso evitare di sospettare dal corso degli
eventi che il Sig. Grassi fosse più dedito a screditare me e il mio lavoro
che a svolgere ricerche oneste e corrette."
Quest'argomento di Haselhoff avrebbe un certo valore se il nostro articolo
fosse stato davvero solo una perdita di tempo, cioè se tutte le questioni
che sollevava si fossero rivelate prive di fondamento. Al contrario, tutte
le nostre conclusioni rimangono valide. Circa i dati di Nieuwerkerk:
neppure l'ipotesi dell'incidente trasformerebbe in uno spreco di tempo il
nostro lavoro su questo singolo punto. Come minimo, avrebbe portato a
identificare un errore la cui esistenza non era mai stata riconosciuta in
precedenza, ossia che il set di dati pubblicato nel libro di Haselhoff era
del tutto sbagliato.
In effetti ci siamo presi il tempo di verificare la nostra analisi il più a
fondo possibile. C'è una ragione se il nostro articolo porta tre firme:
abbiamo discusso estesamente ogni singolo punto. Abbiamo anche chiesto
l'opinione di parecchi altri esperti. Questo processo ha richiesto un sacco
di tempo, ma è stato speso bene. Il solo spreco di tempo che abbiamo
incontrato durante questo studio è stata la vana attesa della maggior parte
dei dati che abbiamo chiesto a Haselhoff. Comunque, in due occasioni
(Grassi, aprile 2003; Russo, febbraio 2004) abbiamo tentato di discutere
con lui dei punti oscuri del suo lavoro, senza alcun risultato. Abbiamo
semplicemente lasciato perdere.
Francesco Grassi Ingegnere, Gruppo
sperimentazioni CICAP
Claudio Cocheo Centro di Ricerche Ambientali,
Fondazione Salvatore Maugeri, CICAP Veneto
Paolo Russo Programmatore, CICAP Friuli Venezia
Giulia
Tutti e tre fanno parte del Gruppo di Ricerca del CICAP sui Crop
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