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EPPURE A CASA MI VENIVA…

EPPURE A CASA MI VENIVA…

Ecco come andò la prova di una sensitiva reggiana che chiese una verifica dei suoi poteri paranormali

 

Nell’autunno del 1999, a seguito di una sua intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio a proposito di Rosemary Althea, il segretario del Gruppo Regionale Emilia-Romagna del C.I.C.A.P. Lucio Braglia ricevette una lettera da parte della signora V. M., sempre di Reggio Emilia.

Nella lettera la signora raccontava di possedere fin da bambina dei poteri simili a quelli dichiarati dalla Althea, poteri che però non aveva mai sfruttato fino a tempi recenti e che nel passato le avevano creato, soprattutto in famiglia, diversi problemi relazionali.

Ci chiedeva dunque di contattarla, per un’ eventuale sperimentazione.

Qualche tempo dopo mi recai con Lucio e l’amico Roberto Labanti a far visita alla signora.

Ella ci raccontò che esercitava anche con ottimi risultati l’attività di pranoterapeuta. Ci mettemmo allora a discutere sulla possibilità di poter sottoporre a verifica qualcuno dei poteri che lei dichiarava di possedere.

Per quanto riguarda il principale di essi, quello di poter evocare e parlare con qualche defunto in qualche modo legato a chi aveva di fronte, la difficoltà principale consisteva nel fatto che la signora non era in grado di stabilire prima chi sarebbe apparso.

Ciò rendeva impraticabile la più ovvia delle prove, quella di preparare in anticipo qualche precisa domanda da sottoporre al defunto. Veniva poi la pranoterapia, che fu immediatamente scartata in quanto non disponevamo di alcuna struttura che ci consentisse di effettuare indagini di tipo epidemiologico.

A questo punto la signora ci raccontò di un suo ulteriore potere, che giudicava in qualche modo minore: quello di riconoscere alcune caratteristiche del proprietario di un oggetto, manipolando l’ oggetto stesso. Venne allora in mente il seguente semplice esperimento: sottoporre alla signora un certo numero di oggetti e le descrizioni dei proprietari, e farle abbinare a ciascun oggetto il relativo proprietario.

Il numero dei successi sarebbe stato assunto come indicatore dell’effettiva esistenza della capacità dichiarata. La signora accettò di sottoporsi a una prova che seguisse l’idea ora esposta. Mi incaricai io stesso della preparazione della prova.

Scelsi 10 come numero degli oggetti.

Per quanto riguarda la soglia di superamento della prova, gli standard statistici classici li fissano in maniera tale che la probabilità di superarla abbinando a caso sia non superiore a 5% o a 1%, a seconda delle situazioni.

In base a tali considerazioni fissai 4 come numero minimo di successi per il superamento della prova: dati 10 oggetti, la probabilità di azzeccarne almeno 4 tirando a caso è dell’ordine di 1,9%.

Per quanto riguarda la scelta degli oggetti, era chiaro che si sarebbe dovuto abbinare la familiarità e proprietà esclusiva della persona corrispondente con il fatto che fossero i più anonimi possibile.

L’ amico Massimo Brighi mi diede un’idea eccellente: utilizzare delle chiavi.

Così tra i dieci oggetti scelsi otto chiavi. Chiesi infine a ciascun proprietario di fornirmi una sua breve autodescrizione (di sette, otto righe), che “colorai” poi io stesso, cercando di differenziare il più possibile le singole persone e accentuando gli aspetti più inconsueti di ciascuna di esse.

La prova ebbe luogo infine la sera del 13 aprile 2000 in una sede speciale: il Mauriziano di Reggio Emilia, la vecchia casa di Ludovico Ariosto. Il suo esito fu assolutamente negativo: la signora non azzeccò neppure una risposta esatta.

Come si vede, l’ esperimento realizzato è estremamente semplice, quasi banale, ma penso che il resoconto di questa esperienza possa essere utile anche a qualcun altro che trovi qualche presunto “sensitivo” disponibile a farsi esaminare.

Accludo dunque nel seguito il protocollo di sperimentazione accettato dalle parti ed effettivamente seguito. Sottolineo il fatto che è assolutamente necessario che il direttore della prova (vale a dire, colui che dirige la prova sul campo) e chiunque assista al suo svolgimento siano totalmente all’oscuro delle risposte esatte.

 

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