Home / INDAGINI / IL MONDIALE VINTO DA SCHUMACHER
IL MONDIALE VINTO DA SCHUMACHER

IL MONDIALE VINTO DA SCHUMACHER

Dunque Michael Schumacher e la Ferrari hanno vinto il loro ennesimo titolo mondiale. Tutti sappiamo che il punto matematicamente decisivo è stato ottenuto nell’ultima gara di Suzuka, ma certamente determinante è stata la precedente gara di Indianapolis che ha visto il colombiano Montoya, il rivale più accreditato, uscire dalla corsa al titolo. Sicuramente gli ignari saranno convinti della netta superiorità della macchina italiana e del suo pilota, penseranno che se a Indy Montoya è andato a sbattere prima contro Barrichello, poi due volte fuori pista sia stato perché non aveva saputo predisporre bene la sua Williams o perché le particolari condizioni atmosferiche hanno mandato nel pallone le gomme Michelin. Ma è davvero così, o perlomeno solo così?

Ebbene, noi del Cicap Emilia Romagna sappiamo che in realtà qualcosa di diverso potrebbe esserci stato. Infatti noi abbiamo avuto la ventura di conoscere il Sig. G. C., di Lugo di Romagna, che potrebbe aver giocato un ruolo non indifferente sull’esito di quella gara.

Questo signore ci aveva contattato qualche tempo fa chiedendo se fosse ancora in palio il famoso premio di Randi, poiché egli si riteneva in grado di manifestare un potere paranormale decisamente insolito e, a suo dire, strabiliante. Si riteneva infatti in grado di orientare la direzione di una automobile in moto, a prescindere da qualunque movimento del volante, con la sola forza del pensiero.

Ovviamente colpiti da questa perentoria affermazione ci siamo immediatamente attivati per una verifica sul campo.

Convocato alla nostra riunione di venerdì 26 settembre, è stato proprio durante il colloquio preliminare che G. C. ha detto di sfuggita di avere usato il proprio potere una volta per aiutare Valentino Rossi a vincere una gara di moto GP.

A quel punto quelli di noi tifosi ferraristi preoccupati per le allora incerte condizioni di classifica della “Rossa” non hanno potuto esimersi dal chiedere, assai poco sportivamente per la verità, un piccolo aiuto per l’imminente gara americana. Come sia andata è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo però il premio di Randi rimane ancora saldamente nelle mani dell’investigatore americano. Probabilmente l’enorme sforzo di concentrazione sull’imminente intervento da compiere in Formula 1 e forse, perché no, un poco di emozione per l’altisonanza dell’impresa, hanno impedito che il nostro riuscisse nella molto più modesta attività di deviare la mia normalissima auto. Ci abbiamo provato in molti modi e a lungo: prima in un grande parcheggio sfruttando le corsie parallele delle piazzole, ma l’asfalto troppo ruvido e irregolare era un ostacolo insormontabile; poi in una strada cittadina, ma le mie inevitabili correzioni di rotta contrastavano eccessivamente il presunto effetto (ma non doveva essere indipendente dal volante?); infine per un lungo tratto di tangenziale, dove i miei interventi, questa volta volutamente contrari alle indicazioni del nostro sensitivo, hanno finito col dargli il definitivo colpo di grazia e col farci guadagnare l’immancabile qualifica di sperimentatori poco seri.

P. S. – Non ho fornito dati, nomi e descrizioni particolareggiate di questa sperimentazione perché non si è trattato in realtà di una verifica sperimentale vera e propria non essendo stato stabilito un preciso protocollo. Il primo incontro voleva solo essere una verifica empirica che il presunto fenomeno effettivamente si manifestasse, soltanto dopo si sarebbe studiato un criterio di controllo per l’eventuale verifica sperimentale. Dati i risultati la cosa è da ritenersi conclusa.

About Lucio Braglia