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LA DONNA CHE VEDE SENZA PUPILLE

LA DONNA CHE VEDE SENZA PUPILLE

Parleremo di miracoli, ed esamineremo uno dei casi sbandierati come prova vivente di un evento soprannaturale.

Anna “Gemma” Di Giorgi, siciliana di Agrigento, è videolesa dalla nascita poiché “senza pupille”, e ha (ri)cominciato a vedere grazie a Padre Pio, o almeno così lei afferma.

Ma non è l’unica a sostenere questa tesi: vi sono anche i suoi familiari e, ovviamente, i mass-media, in particolare la televisione (in cui appare con grandi occhiali da sole) e Internet, che fondano le proprie opinioni sulle dichiarazioni della donna e su alcuni (presunti) certificati medici di 50 anni fa, compilati da dottori di “provata (?) esperienza”.

Il caso non è mai stato preso in considerazione dal Vaticano; nonostante ciò è divenuto famosissimo.

Ma l’avvenimento accaduto alla bambina è veramente un prodigio? Oppure è semplicemente il frutto di menti semplici, che messe di fronte ad una remissione spontanea, hanno pensato di essere state “toccate” da forze trascendenti?

La storia

Nel libro di F. Ruffo Padre Pio da Pietrelcina troviamo la storia “classica”: “la bambina arriva cieca da padre Pio, che gli fa il segno della croce e solo successivamente, nel viaggio di ritorno, comincia a vedere qualcosa e negli anni guadagna una vista normale”.

Nell’opera di F. Bevilacqua Opere e Miracoli di Padre Pio troviamo alcune notizie in più: “la bambina vedeva già qualcosa prima di intraprendere il viaggio (motivando il fatto alla precedente consacrazione della piccola a Santa Gemma Galganil) e con l’incontro con Padre Pio la piccola Di Giorgi riacquista la vista all’istante. In questa storia si scopre che (divenuta adulta) entrerà nell’ordine delle Ancelle della Divina Misericordia e vengono nominati i medici che dichiararono inguaribile la piccola: i professori Cucco, Contino e il dottor Bonifacio”.

Peccato che non vengano forniti (volontariamente?) i nomi di battesimo per effettuare una ricerca precisa sulle loro credenziali.

Ma è nel volume di R. Allegri Padre Pio. L’uomo della speranza che troviamo la storia raccontata nel modo più preciso ed accurato:

“la bambina non vedeva nulla fino a che non intraprese il viaggio verso Foggia, spinta da un contatto onirico di Padre Pio con una suora, zia della bambina. Già sul treno comincia a vedere luci e ombre, ha un miglioramento quando riceve la comunione da Padre Pio e la vista si affina fino alla normalità solo tornando a casa”.

Qui però scompare il dottor Bonifacio, ma compare il professor Caramazza di Perugia quale “garante” del prodigio.

Per tutti e tre gli autori alla fine la ragazza vede perfettamente pur senza avere le pupille, Ma se è guarita completamente, come mai alle trasmissioni televisive si presenta sempre con occhiali da sole? E come mai quando se li toglie, ha gli occhi che roteano come se fossero terribilmente infastiditi dalla luce?

Provando a cercare su Internet altre versioni del racconto le incongruenze aumentano.

  1. 1. In alcuni casi è lei che sogna il frate e non la parente suora.
  2. 2. Si viene a sapere che non esiste una data “esatta” del viaggio. Ne vengono citate almeno tre: il 1 il 6 e il 18 giugno del 1947.
  3. 3. Cambiano i nomi dei medici.
  4. 4. Si viene a sapere la professione dopo gli studi: infermiera ad Agrigento oppure maestra a Messina. Ma da come si esprime nelle interviste televisive mostra uno scarso grado di scolarizzazione.

Domande e Spiegazioni

Ma prima di andare da Padre Pio vedeva o non vedeva? Quale è la data del viaggio? Chi sono i medici consultati? Dove sono i certificati provanti del suo stato precedente e successivo? Le cartelle cliniche (se ci sono), in che anni sono state redatte? Nel 1947? La storia delle apparizioni in sogno alla zia suora, come mai non viene enfatizzata in tutti i racconti?

Alle nostre ripetute lettere la signora non ha mai risposto. Il telefono è sempre risultato staccato. Contattando dei medici veniamo a sapere che esistono rare patologie con sintomi simili a quelli dichiarati dalla Di Giorgi.

Alla richiesta di partecipare alla Sfida di Randi, quale portatrice di una guarigione soprannaturale, la signora non si è dimostrata interessata.

Ogni tentativo di farla sottoporre ad un controllo oculistico è stato ignorato.

Chiedendo informazioni direttamente all’ordine dei Cappuccini si scopre che esiste un unico documento di Padre Agostino da San Marco in Lamis (Superiore proprio al santuario di S. Maria delle Grazie) in cui viene annotato, in data 27 giugno 1947: ” Giorni fa si presentò un Signore di Ribera (Agrigento) riferendomi che la sua bambina nata cieca ha avuto la vista per le preghiere di Padre Pio. Ho detto a quel signore che procurasse i documenti da medici e altri testimoni che attestino il fatto miracoloso con fede giurata”

La richiesta del 1947 di Padre Agostino è rimasta inevasa fino a oggi.

Domandando a Padre Marcello, attuale Responsabile dell’Archivio dei Cappuccini, cosa pensi del caso, questi mi risponde che tra i frati di Foggia del caso “si parla poco” perché lo considerano poco attendibile!

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