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LO SCETTICISMO NELLA SCIENZA

LO SCETTICISMO NELLA SCIENZA

Un’accusa che spesso viene mossa alla scienza cosiddetta “ufficiale” da parte dei sostenitori delle varie pseudoscienze e’ quella di essere scettica a priori e quindi chiusa verso le novità, restia ad accettare le possibili nuove scoperte che rivoluzionerebbero il sapere. Tralasciando il fatto che la scienza e’ stata capace di metabolizzare e fare proprie alcune scoperte che hanno scosso le fondamenta del pensiero e della logica umana (basti pensare alla teoria della relatività e soprattutto alla meccanica quantistica) lo scetticismo della scienza verso l’annuncio di nuove scoperte e’ reale. Effettivamente, prima di abbracciare una nuova teoria o consacrare come certi alcuni risultati sperimentali, il metodo scientifico vuole effettuare tutti i possibili controlli, in un modo che può apparire maniacale. Ma il punto che non viene compreso e’ che la scienza e’ innanzitutto scettica verso se stessa, e lo scetticismo e’ un ingrediente fondamentale del metodo scientifico stesso.
Ogni qualvolta un esperimento sembra indicare una qualche importante scoperta, il primo pensiero del ricercatore e’ quello di trovare un eventuale errore nell’analisi dei dati o nella procedura della misura. Un errore che può avere falsato il risultato, e portato ad una errata interpretazione dei dati. In altri termini la scienza, tramite il metodo sperimentale, cerca continuamente di “falsificare” se stessa. Senza questo modo di procedere la scienza non sarebbe stata in grado di progredire nella comprensione dei fenomeni naturali.
Per citare un esempio recente, la prima reazione dei ricercatori dell’esperimento Opera ai Laboratori del gran Sasso, di fronte alla “scoperta”, da loro stessi effettuata, dei neutrini che sembravano andare più veloci della luce, e’ stata: “c’e’ molto probabilmente un errore nella misura, ma non riusciamo a trovarlo”.
Se la comunità scientifica avesse accettato quella che sembrava una concreta evidenza sperimentale (i neutrini superluminali) senza effettuare tutti i possibili controlli, adesso staremmo a chiederci perché’ la natura produce neutrini superluminali, cercando di elaborare astruse quanto completamente infondate teorie. Un sano scetticismo, in altri termini, ci cautela dalle cantonate, dagli abbagli, dalle strade senza sbocco che costellano il percorso dello studio dei fenomeni della natura.
Lo stesso Galileo Galilei, “inventando” la scienza con lo studio del moto dei corpi, compì un grande gesto di scetticismo verso quello che sembrava palese a tutti: corpi diversi, di materiali diversi, di forma diversa, di massa diversa, appaiono cadere per effetto della forza di gravità in modo diverso. Una piuma cade innegabilmente in modo diverso da un martello, e lo stesso fa un pezzo di legno rispetto a una pietra di uguali dimensioni. Lo scetticismo e’ stato dubitare che queste apparenti ovvietà, provenienti dall’esperienza quotidiana, fossero realmente il comportamento della natura. Oggi sappiamo che e’ solo la resistenza dell’aria ad alterare quello che e’ il vero moto di caduta dei corpi, identico indipendentemente dalla loro forma, dimensione e massa. Senza questa operazione di scetticismo ci sarebbe stata preclusa la chiave per indagare e comprendere al meglio i fenomeni naturali: la scienza, appunto.

About Stefano Marcellini

Primo ricercatore dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bologna, esperto in fisica delle particelle, lavora all'esperimento CMS dell'LHC al Cern di Ginevra.