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MIRACOLO!

MIRACOLO!

Parlare di miracoli in modo scettico equivale a camminare su un terreno minato, perché’ il rischio è che possa essere percepito come un atteggiamento irridente nei confronti della religione. Ovviamente non è questo il mio intento. Anzi, personalmente ritengo che spesso gli eventi miracolosi legati alla religione vengano catalogati tali in modo così superficiale e sguaiato da esseri essi stessi irriverenti verso i credenti e la loro fede.
In questa sede non voglio parlare di statue piangenti sangue (vi siete mai chiesti perché’ le facciano quasi sempre piangere sangue e non le normali lacrime? Semplice: perché’ se piangessero lacrime, che sono trasparenti, le noterebbero in pochi) o di macchie di umido sul muro a forma di Padre Pio. Voglio parlare delle guarigioni miracolose ritenute tali dalla Chiesa, e per questo scopo prenderò come esempio quelle ufficialmente approvate presso un grande luogo di culto come Lourdes, l’unico per il quale esiste una documentazione completa redatta da un ufficio appositamente dedicato.
Quello che segue non vuole essere un processo a Lourdes come luogo di fede, ne’ tanto meno un processo all’esistenza dei miracoli dal punto di vista del credente. La critica è invece alla metodologia con cui si affronta la questione, quando si va oltre il considerare il miracolo come tale unicamente dal punto di vista della fede, ma si afferma di averne trovato una validazione oggettiva tramite il metodo scientifico.
Esemplificando all’estremo per motivi di chiarezza, la Chiesa procede nel seguente modo: si analizzano i casi dichiarati di guarigioni, che devono essere rapide, complete e definitive, nonché’ avvenute nell’ambito di una visita al grande santuario mariano, e se la guarigione è di tipo “eccezionale”, essa viene definita “miracolo”.

Non voglio entrare nel dettaglio dei casi ufficialmente miracolosi attribuiti a Lourdes. Ci sono circa 7000 guarigioni dichiarate dal tempo delle apparizioni, di cui circa 2000 catalogate “inspiegabili”, secondo criteri non ben specificati. Tra queste tuttavia solo 68 sono state ufficialmente dichiarate tali dalla Chiesa. Metà di queste sono relative a patologie causate dalla tubercolosi. Alcuni dei 68 casi sono essi stessi, secondo alcuni, parzialmente ambigui, in quanto non sempre soddisferebbero tutti i requisiti elencati sopra.
Si può anche questionare su quanto sia quantificabile l’affermazione che una guarigione sia stata “rapida” (non sempre questo criterio è soddisfatto dai casi ufficialmente dichiarati miracolosi), e su come sia possibile attribuire il miracolo alla visita a Lourdes se la guarigione è in realtà avvenuta fuori dal contesto della visita al santuario, o in un periodo di tempo successivo alla visita stessa, e, soprattutto, cosa significhi che una guarigione è “eccezionale”. Molti hanno obbiettato, secondo me a ragione, che una guarigione veramente eccezionale, ad esempio una gamba che ricresce, o un occhio che si riforma, a Lourdes non si è mai verificata. Si sono invece verificate guarigioni di patologie un tempo incurabili, ma che adesso non lo sono più.

Però, a parte questo, è importante evidenziare come in questo modo di affrontare la questione ci siano due errori veramente grossolani di metodologia scientifica, generalmente ignorati quando si parla di questo tema.
Primo errore: la selezione dei soli casi favorevoli. Si selezionano i casi di guarigioni, e si ignorano deliberatamente tutti gli insuccessi, ovvero i numerosi casi in cui non solo non c’è stata alcuna guarigione, ma addirittura è avvenuto un peggioramento delle condizioni di salute. Ovvero tutti i casi di pazienti che, arrivati a Lourdes in buone condizioni, sono improvvisamente peggiorati o magari sono addirittura morti. Numerosi perché’, dato l’altissimo numero di malati che quotidianamente visitano il santuario, è sicuramente proporzionalmente elevato anche questo numero di eventi.
E che dire poi di coloro che, partiti per Lourdes perfettamente sani, hanno avuto a Lourdes un grave incidente invalidante, oppure, appena ritornati a casa, è stata loro diagnosticata una grave malattia? Sicuramente ci saranno anche casi del genere. Perché’ questi casi non sono inclusi nella statistica? Se si guarisce è un miracolo, e se invece da perfettamente sani ci si ammala gravemente in modo improvviso o addirittura si muore, quello non conta, perché’ sono cose che succedono? Mi viene da dire: “ti piace vincere facile!”.

Cercare la prova a favore di Lourdes solo fra i successi (le guarigioni), ignorando tutti gli insuccessi e disinteressandosi della loro frequenza è, dal punto di vista della metodologia scientifica, un’imperdonabile ingenuità se si vuole pensar bene, e pura malafede se si vuole pensar male. Sarebbe come raccogliere e selezionare i casi di coloro che hanno vinto al superenalotto e mostrare al pubblico solo quelli, ignorando tutti coloro che, pur giocando settimanalmente, non hanno mai vinto, e magari si sono addirittura rovinati economicamente, e poi in base a questi pochi casi concludere che al Superenalotto la fortuna è di casa molto più che altrove (ma è esattamente quello che dice la pubblicità! E io che credevo di fare un esempio assurdo!). Sappiamo bene invece che la realtà è molto diversa, e che il Superenalotto è un gioco dove la normalità è perdere, e la vincita è solo un accidente estremamente improbabile.
E quindi, così come per il Superenalotto un approccio corretto è confrontare la probabilità di vincere con quella di perdere, sarebbe altrettanto corretto determinare non solo quanto è frequente guarire a Lourdes, ma anche quante volte, fra i fedeli, si è assistito ad un inspiegabile e drammatico peggioramento del quadro clinico di patologie non gravi e confrontare i due numeri, per vedere se effettivamente Lourdes è un luogo particolarmente “fortunato”.

Un esempio emblematico di questo modo di procedere è il caso delle spoglie di Papa Giovanni XXIII, risultate “miracolosamente” integre dopo la recente riesumazione. Questo fatto è stato interpretato come una manifestazione della santità della persona. Ci si dovrebbe chiedere a questo punto: e tutti gli altri pontefici, cardinali e uomini di chiesa che dopo la morte si sono miseramente decomposti? Erano meno santi, nonostante molti di essi siano stati comunque dichiarati santi? E qualcuno ha mai provato a controllare se mafiosi, camorristi e criminali della peggior specie si decompongano sempre inesorabilmente? Se si dovesse mai scoprire che le spoglie di Heinrich Himmler sono rimaste “miracolosamente” integre, si direbbe che è un caso fortuito dovuto a particolari condizioni di umidità e temperatura, o piuttosto si concluderebbe che pianificare la deportazione e lo sterminio di qualche milione di persone senza manifestare alcun patema d’animo è sinonimo di estrema bontà e altruismo?
Per inciso questo errato modo di procedere è tipico di tutte le pseudoscienze, dall’omeopatia al metodo Stamina: nei casi in cui si vede qualche beneficio, allora è merito della terapia alternativa, mentre negli altri casi semplicemente si tace, oppure è colpa dell’ineluttabile decorso della malattia.
Secondo errore: il “fondo” non stimato. In qualunque analisi di tipo scientifico che riguarda la ricerca di eventi rari (e una guarigione “miracolosa” è un evento raro!) è fondamentale avere una perfetta conoscenza del cosiddetto “fondo”, ovvero quell’insieme di eventi che simulano nel comportamento gli eventi rari ricercati, ma che con questi ultimi non hanno niente a che fare.
Ad esempio per arrivare alla scoperta del Bosone di Higgs agli esperimenti del Cern è stato necessario valutare con accuratezza l’ammontare di tutti quegli altri processi fisici che, pur non avendo niente a che vedere con la particella di Higgs, presentano caratteristiche del tutto simili. E’ importante avere pertanto una stima la più accurata possibile dell’ammontare degli eventi di fondo per valutare se il numero di eventi osservati dall’esperimento sia compatibile con un’ipotesi di “solo fondo” (e quindi niente Bosone di Higgs) o piuttosto con l’ipotesi alternativa di “segnale + fondo”, ovvero ci sia un eccesso significativo di eventi di segnale (il Bosone di Higgs) rispetto a quanto mediamente aspettato per il fondo. Significativo è un termine apparentemente ambiguo, ma in realtà perfettamente quantificabile in base alle regole della statistica.
E’ importante sottolineare che niente può essere detto sulla natura del singolo evento: esso può essere di segnale o di fondo, e non c’è modo di risolvere questa ambiguità, proprio perché’ segnale e fondo si presentano, per definizione, con le stesse caratteristiche. La separazione fra segnale e fondo avviene pertanto solo su basi statistiche. Questa prassi è alla base della metodologia scientifica, e si applica ai settori più svariati della ricerca sperimentale, dalla fisica delle particelle alla medicina.

Nel caso dei miracoli il fondo è rappresentato dalle guarigioni spontanee, ovvero quei casi, molto rari ma comunque ben noti e documentati nella casistica medica, in cui malattie definite genericamente “incurabili” regrediscono spontaneamente o addirittura scompaiono senza lasciare traccia. Sono stati osservati numerosi casi di guarigione spontanea dal cancro, perfino casi di cancro al pancreas, che è uno dei più implacabili. Per sottolineare che le guarigioni spontanee non sono balle, voglio esplicitamente quotare una fonte medica divulgativa seria e affidabile: Medbunker: Guarire miracolosamente o spontaneamente.
Per questo motivo scriverò, riferendomi ai casi di Lourdes, di guarigioni “miracolose”, virgolettato, per indicare che sono guarigioni che soddisfano sia le caratteristiche del miracolo che di una regressione spontanea di una malattia grave, essendo le due cose indistinguibili, per lo meno finché’ non si riscontrerà il caso di una ricrescita di un braccio o di un piede precedentemente mancante, ovvero di qualcosa che spontaneamente non è mai avvenuto.
Questo aspetto non è marginale nel caso di Lourdes, perché’ l’affluenza di malati gravi a questo santuario è talmente grande da rappresentare un campione statistico enorme, per i quali le guarigioni spontanee sopra indicate possono rappresentare un contributo importante al numero di guarigioni osservate.
Quindi è concettualmente sbagliato chiedersi se il singolo caso di guarigione sia catalogabile come miracolo o no, come invece normalmente si fa, perche’, come per il Bosone di Higgs, sul singolo episodio non c’è modo di distinguere se si tratti di “segnale” o di “fondo”, ovvero un miracolo o una regressione spontanea. La domanda scientificamente corretta e invece chiedersi se il numero di guarigioni “miracolose” osservate a Lourdes è compatibile con il numero medio di eventi aspettato dal “fondo” dovuto ai casi di regressione spontanea, o se invece a Lourdes queste guarigioni sono statisticamente in eccesso rispetto al fondo. Parafrasando quindi il caso del Bosone di Higgs: a Lourdes si osserva un numero di guarigioni compatibile con il “solo fondo” o piuttosto con un’ipotesi di “segnale+fondo”? Questo è il problema che dovrebbe affrontare uno studio scientificamente serio.
Questo studio è possibile, sebbene il risultato sia affetto da notevoli incertezze dovute alle imprecisioni con la quali sono note le quantità determinanti per questo calcolo, proprio perché’ le remissioni spontanee di malattie gravi sono, sfortunatamente, eventi rari.

A Lourdes affluiscono al giorno d’oggi 5.5 milioni di pellegrini l’anno, e si stima che in totale circa 300 milioni abbiano finora visitato il santuario. Di questi si stima che circa 1 su 100 sia malato di una patologia ritenuta grave. La Chiesa ha accertato 68 miracoli a Lourdes, pari a 23 casi su 1 milione. Le remissioni spontanee relative soltanto al cancro, e note dalle casistiche cliniche, sono circa 20 su 1 milione, mentre a Lourdes le guarigioni dal cancro sono state invece relativamente poche. Quindi da un semplice studio statistico le guarigioni “miracolose” di Lourdes sono compatibili in frequenza, se non addirittura inferiori, con le guarigioni dovute a remissioni spontanee di malattie gravi, che avvengono con simile frequenza ovunque nel mondo. Paradossalmente, come qualcuno ha detto a mo’ di battuta estremizzandone le conclusioni, è più facile guarire standosene a casa. Io direi che, purtroppo, è difficile guarire (per caso) in entrambi i casi.

(Sull’argomento Lourdes segnalo il testo “Lourdes. I dossier sconosciuti” di Luigi Garlaschelli che ha condotto un’indagine approfondita dell’argomento ndr)

About Silvano Cavallina

Sistemista informatico, consulente, analista software, esperto in sicurezza delle reti. Da tempo si occupa di bufale e dell'irrazionale legato soprattutto ai dispositivi "biomedicali"