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VIVERE DI PRANA E DI LUCE SOLARE

VIVERE DI PRANA E DI LUCE SOLARE

Avete mai pensato di smettere totalmente di nutrirvi di cibo, concedendovi al massimo solo un po’ d’acqua e mangiare solo … luce solare? Al giorno d’oggi molte persone vorrebbero perdere qualche chilo di troppo e sono alla ricerca di qualche dieta più o meno miracolosa per potere superare agilmente la prova costume, altre sono alla ricerca di un qualche tipo di spiritualità, magari non troppo dogmatica, per stare meglio con se stessi e sentirsi in pace.

Forse non tutti sanno che esiste una soluzione in grado di coniugare entrambe le esigenze, il breatharianesimo .

Un breathariano (in inglese breatharian, talvolta reso in italiano come brethariano, bretariano o respiriano) è una persona che dichiara – senza che ciò sia mai stato dimostrato oggettivamente – di essere in grado di sopravvivere senza mangiare (talvolta anche senza bere), e di nutrirsi semplicemente “respirando” (to breathe in inglese) prana (la presunta “energia vitale” dell’Induismo) o, in alcuni casi, l’energia del Sole. Uno dei casi più famosi fu quello di un certo Prahlad Jani, che l’ANSA definì “un asceta indù, che sopravvive senza mangiare e senza bere da 74 anni” e continuava dicendo che Jani, “era già stato esaminato nel 2003 da un’altra squadra di medici, che non erano riusciti a spiegare scientificamente il fenomeno”. Al di là dell’episodio di quello che è stato definito da più parti “giornalismo irresponsabile”, diffondere una notizia del genere senza fare nessun controllo ma passandola per certa, credo possa essere considerato un insulto a chi di fame muore davvero, e tuttavia l’hanno fatto diverse testate tra cui: Libero, TGcom, La Stampa. Sarebbe stato sufficiente cercare un po’ su altre testate per scoprire quantomeno un’altra versione della vicenda.

Su The Guardian del 18 maggio 2010 infatti , un articolo più serio , di Sanal Edamaruku, presidente della Indian Rationalist Association documentava meglio l’intera vicenda. Lascio a voi la lettura ma in pratica venne fuori che non era vero che il santone era stato ripreso e controllato 24 ore su 24 dai medici nel 2003 anzi gli lasciavano ogni tanto qualche minuto di isolamento in cui si chiudeva in una stanza per “fare abluzioni”. Inoltre non fu mai permesso né a loro né ad altri osservatori indipendenti, di fare nessun controllo serio.

A mio avviso però il vero rischio di questo “giornalismo spazzatura” è il fatto che fornisce modelli emulativi.

E’ di questi giorni la notizia della morte di una cinquantenne svizzera, che si era convinta di poter sopravvivere nutrendosi solo di luce. La donna era rimasta particolarmente colpita dal film-documentario “Am Anfang war das Licht” (“In principio c’era la luce”), presentato nei cinema svizzeri nel 2010, che raccontava la storia di due uomini che avrebbero vissuto solo di luce e meditazione anziché di cibo, secondo la dottrina del breatharianesimo. La donna avrebbe iniziato i suoi lunghi preparativi per il processo di purificazione, con la lettura di un libro di un altra sostenitrice del “breatharianesimo”, l’australiana Ellen Greve, nota anche con il nome di Jasmuheen, o “aria eterna” (consiglio la lettura del link su Ellen e sugli esperimenti condotti su di lei). La signora avrebbe poi applicato alla lettera quanto descritto nel film e nel libro , interrompendo l’assunzione di cibo ed acqua, anche se alla seconda settimana avrebbe ricominciato a bere . Invitata dai figli , preoccupati per la sua salute, ad abbandonare la “folle” filosofia e a riprendere a mangiare, la donna aveva garantito loro che avrebbe ripreso a nutrirsi qualora la situazione fosse diventata critica. Purtroppo così non è stato, e  pochi giorni dopo è deceduta. L’autopsia ha dimostrato senza ombra di dubbio che la morte è stata causata da inedia, escludendo qualsiasi altra causa.

Il Dr. Dee Dawson, specialista britannico in disturbi alimentari, non ha mai avuto dubbi circa i pericoli di breatharianesimo: “E’ un suicidio “, ha detto in un’intervista a “The Local” ,”queste persone devono avere un qualche tipo di problemi psicologici, per fare tutto ciò. Sanno perfettamente che si muore di fame se non si mangia. Questi mistici credono davvero nel potere nutritivo della luce nonostante l’enorme quantità di dati disponibili, che dimostrano come il corpo abbia bisogno di energia e idratazione derivante da cibi e bevande per sopravvivere.”

Ma gli esponenti del breatharianismo rifiutano l’accusa:  “il problema è che la donna non è entrata nella giusta sintonia con le forze praniche”. (!)

Questo è stato  il primo a caso in Svizzera di morte dovuta ad ’“alimentazione pranica”, ma non è certo l’unico nel mondo:

  • Nel 1997, il 31enne Timo Degen , insegnante di Monaco, convinto da un articolo dal titolo “”Liberazione dalla schiavitù di cibo e bevande” su un sito di breathariani, ha iniziato l’astensione da cibo. Al dodicesimo giorno riferì di avere problemi visivi e una settimana dopo cadde in coma. Un portavoce dell’ospedale disse che Degen aveva subito “un collasso circolatorio quasi totale” e sembrava che “fosse stato in un campo di concentramento“, dopo quattro settimane di fleboclisi sembrò recuperare, ma cercando di alzarsi dal letto cadde e morì per una ferita alla testa.
  • Nel 1998 a 53 anni, la neozelandese, Lani Morris, dopo sette giorni di dieta di luce , senza cibo né acqua, perse la capacità di parlare e l’uso di un braccio per un ictus causato da perdita di liquidi. Quando, tre giorni dopo morì, la Jasmuheen suggerì che il fallimento poteva essere stato causato dal fatto che la Morris non era moralmente integra e che non era abbastanza motivata.
  • Nel 1999, l’australiana Verity Linn, fu trovata morta in un lago in Scozia dopo aver tentato di seguire le pratiche di “nutrizione di luce” per 21 giorni
  • …  e si potrebbe continuare ma lascio a voi eventuali altre ricerche su Google .
Naveena Shine

Naveena Shine

Attualmente è in corso un altro “esperimento” breathariano, stavolta in versione social, si tratta della signora Naveena Shine, che ha creato un profilo Facebook per documentare il tutto. Si è circondata di telecamere “così nessuno potrà dubitare della mia onestà.“  e posta quotidianamente video per spiegare l’andamento dell’esperimento. In uno di questi afferma: “Ho la sensazione che il mio corpo abbia esaurito tutti i grassi immagazzinati e che ora stia cercando altrove l’energia da consumare. Questo è il momento giusto per capire se può esserci un’altra fonte di nutrimento”“ Ma basta guardare il suo aspetto nei filmati dei primi giorni e quello degli ultimi video per capire che se non si fermerà l’epilogo potrà essere soltanto uno.

About Silvano Cavallina

Sistemista informatico, consulente, analista software, esperto in sicurezza delle reti. Da tempo si occupa di bufale e dell'irrazionale legato soprattutto ai dispositivi "biomedicali"