di Giorgio Ferrari

Brescia, venerdì 17 giugno 2011

Appena arrivati in Corso Zanardelli davanti al numero 3, dove si trovava la zona operativa della III Giornata Antisuperstizione, un grosso furgone ci impedisce di lavorare. Rosa si muove decisa nella sua direzione e senza nemmeno aprir bocca l’autista mette in moto e va via. Forse la telecinesi esiste davvero. In ogni caso non vorrei trovarmela davanti arrabbiata.

Iniziamo a scaricare il materiale cartaceo, elettronico e i pezzi del gazebo. Appena finito porto il furgone nel parcheggio sotterraneo in Piazza Vittoria. Non appena si inizia con il montaggio del gazebo, un signore passando ci chiede se siamo della Lega (!).

Alcuni di noi proseguono con il montaggio della struttura e altri mettono subito in funzione i tavoli con il materiale informativo. Arrivano due giornalisti di Teletutto la televisione locale di Brescia e iniziano a filmare gli “articoli” disposti sui tavoli. Danilo ha trovato un telo di carta di un bel blu-azzurro color CICAP che fa un figurone. Arriva anche Marco Morocutti che intrattiene i giornalisti mentre ultimiamo le operazioni.

Faccio delle foto e inizio a prendere qualche appunto. Oramai manca poco.

Arriva l'ora fatidica, le 17.17 di venerdì 17 giugno, scelto così dovrebbe avere un concentrato di “sfortuna” terribile invece c'è del grande divertimento per tutti. Magari si potrebbe costruire una giostra per sperimentare rotture di specchi, versamenti di sale, olio, passaggi sotto le scale e altre iniziative simpatiche di questo genere.

Notiamo subito una certa diffidenza dovuta più al timore che siamo venditori di enciclopedie, cercatori di firme, come mi fa notare una signora o tecnoarraffoni in cerca di soldi rispetto alla paura della superstizione. Ma non è vero niente ci stiamo solo divertendo tutti insieme con il solo scopo di dimostrare che non può succedere niente.

Come Superman in un attimo Francesco si trasforma indossando il costume da iettatore. Bombetta, bastone, occhialini rotondi assieme a un completino rigorosamente nero. Un figurone incredibile, pronto per una festa? No, pronto per iellare. Attorno alle 18.30 un corteo di motociclisti passa davanti a noi. Francesco si esibisce nei loro confronti con una serie di rituali iettatori causando abbondanti risate nei centauri, pochissimi gesti scaramantici e uno o due accidenti.

Inizio a distribuire dei volantini che spiegano lo scopo di questa iniziativa e che cos'è il CICAP. Allungo la mano per consegnarli a due uomini ma, questi tirano dritto cose se fossi l'uomo invisibile. Antonella gestisce il gioco dei dadi e i risultati ottenuti.

Dopo varie esibizioni sotto ai portici e in strada, Francesco ritorna nel gazebo perché vuole rompere uno specchio, sfidato da una ragazza che visita l’angolo degli oggetti superstiziosi. Dopo averlo fatto compare sul suo volto un'espressione soddisfatta mentre la ragazza di cui prima gli dice adesso sono “affari” tuoi.

Viene a trovarci un socio che orgogliosamente afferma di possedere una cosa che noi non abbiamo. Tira fuori dalla tasca la tessera “Antisfiga” di Lupo Alberto. Pronta come un vulcano in eruzione Rosa risponde ma quella l'ho pure io a casa.

Proseguono i giri con la ruota della sfortuna e le relative prove da superare che assegna agli impavidi che decidono con il giusto atteggiamento di cimentarsi in prove da far impallidire i superstiziosi. La rottura dello specchio è l'azione più desiderata.

Durante un periodo di calma improvvisiamo il classico trenino sotto alla scala con in testa lo iettatore Francesco. Una ragazza guarda divertita e le dico “adesso siamo rovinati”, poi aggiungo “perché abbiamo perso la reputazione!”

Una coppia di signori ha giocato con i dadi e poi ha chiesto cosa volevamo. La risposta che gli è stata data è che vogliamo combattere la superstizione e far capire alle persone che il destino è nelle loro mani. La signora ci ha fatto i complimenti dicendo che siamo proprio bravi a comunicare un messaggio positivo e soprattutto non vogliamo vendere niente. Anche loro hanno avuto l'impressione che noi eravamo in strada per pubblicizzare qualcosa da far acquistare ai passanti.

C'è stato persino chi ha detto, mentre rompeva lo specchio, che sognava di farlo da ben 24 anni...

Un altro signore ha comunicato ad Anna che il suo modo di scacciare i “problemi” è quello di “toccarsi” e ha pure mimato l'azione.

Prima di andare in pizzeria facciamo una foto collettiva in un punto del porticato che si dice porti sfortuna, tanto non ci crediamo e diventa l'occasione per fare diverse battute a tema.

Alle 20.00 iniziamo a smontare tutto e iniziano a cadere due gocce d'acqua, proprio di numero, mi ricorda la prima Giornata Antisuperstizione con fulmini e temporali in tutto il nord Italia mentre Largo La Foppa a Milano ha tenuto meravigliosamente. Che la giornata Antisuperstizione porti bene lo sapevamo già.