Relatore: Giorgio Ferrari

Durante la conferenza verranno presentate le varie teorie riguardanti il significato del famosissimo rilievo posto sul coperchio del sarcofago di Pakal, sovrano di Palenque, importante città Maya del Messico preispanico. Guardandolo con “occhi” moderni non possiamo fare a meno di “vedere” un personaggio alla guida di un mezzo meccanico, in grado di poter volare come un razzo o un veicolo spaziale. Quando abbiamo a che fare con le civiltà del passato dovremmo cercare di osservare la storia trascorsa nel modo più distaccato possibile da quello che è il nostro modo di pensare.

In alternativa si possono generare dei fraintendimenti incredibili, come quello capitato ai primi missionari arrivati in quei territori. Una volta entrati nel Tempio della Croce a Palenque, dopo aver visto un complesso rilievo con le sembianze di una croce, posto sul fondo dell’edificio, si sono chiesti se quei popoli fossero Cristiani come loro. Questo perché i missionari hanno interpretato quello che avevano davanti agli occhi secondo la loro cultura e il loro credo.

In cosa credevano le popolazioni Maya? Qual’era il complesso sistema religioso e culturale che ha generato il disegno sul coperchio del sarcofago? A chi appartenevano i resti trovati al suo interno? Perché il personaggio raffigurato sulla lastra non si può considerare un antico astronauta e nemmeno un pilota di un mezzo volante? Dopo decenni di ricerche e studi approfonditi condotti dagli archeologi fra i quali Linda Schele e Merle Greene Robertson, possiamo tracciare una storia omogenea della dinastia reale di Palenque. Interpretando in un modo più umano e archeologico quello che è stato ipotizzato da alcuni autori, lasciando al campo della fantascienza alcune teorie fantasiose che ci raccontano di astronavi, autorespiratori e viaggi spaziali al tempo dei Maya.

Durata: 1h 40m

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