Pseudoscienze: giù la maschera!

1. Luoghi comuni sul paranormale



Il paranormale, così come le pseudoscienze, viene difeso dalla gente comune attraverso delle considerazioni che sono divenute col tempo via via sempre più diffuse. Tali considerazioni hanno il vantaggio di apparire di primo acchito molto azzeccate, dettate dal buon senso e universalmente condivisibili. Invece...
 

1.1 La scienza non accetta l'esistenza dei fenomeni che non riesce a spiegare

Il principale luogo comune in difesa del paranormale afferma che la scienza rifiuta l'esistenza di un fenomeno quando non lo sa spiegare. A forza di sentirla ripetere in continuazione da radio, stampa e TV, e anche da persone di cultura, questa sciocchezza è ormai entrata nel sapere comune e viene accettata senza critica dalla maggioranza delle persone. La verità è però completamente diversa: "La scienza non riesce a trovare alcun vero fenomeno paranormale da spiegare." Le discipline scientifiche infatti non solo accettano, ma addirittura cercano continuamente l'esistenza di nuovi fenomeni, i quali ovviamente, essendo nuovi, non possono essere già spiegati. Se così non fosse, non ci sarebbe alcun progresso scientifico e il sapere umano sarebbe rimasto fermo ai secoli e ai millenni passati (proprio come è accaduto per l'astrologia o per la chiromanzia, o per quelle persone che sono tuttora fossilizzate in una visione del mondo che presuppone la Terra piatta). I fenomeni scoperti dalla scienza che non sono ancora stati spiegati sono moltissimi e nessuno si sogna di dire che non esistono. È bene precisare che non ha assolutamente alcun senso spiegare un fenomeno che non è ancora stato osservato: sarebbe come cercare di spiegare come facciano le mucche a volare senza avere le ali. La conoscenza di un fatto nuovo precede per forza la sua eventuale spiegazione: prima si osserva un fenomeno e poi se ne cerca (e non è detto che si riesca a trovare) la spiegazione. Invece la parapsicologia inverte quest'ordine e si mette a costruire una teoria per spiegare come fanno le mucche a volare, senza osservarne nemmeno una che voli davvero. Per quanto strano possa sembrare, questo modo di ragionare fa ancora molto presa sulla gente. Così si continua a pensare che la scienza respinga a priori dei fatti veri solo perché non sarebbero spiegabili con le attuali conoscenze. È invece sempre stata l'osservazione di 'fatti veri non spiegati' a far evolvere le teorie scientifiche (si pensi ad esempio alle osservazioni che hanno portato alla formulazione della Meccanica Quantistica o alla discrepanza fra il flusso di neutrini solari calcolato e misurato). Dopo più di cent'anni di osservazioni nel campo della parapsicologia, invece, quello che manca ai fenomeni paranormali non è una spiegazione, ma una prova della loro esistenza. La telepatia, la psicocinesi, o la chiaroveggenza non sono 'inspiegabili', sono molto più banalmente non accertati: in pratica tali fenomeni non si verificano quando vi sono condizioni di controllo.
 

1.2 Se tanta gente ci crede ci dev'essere qualcosa di vero

Con questa affermazione si decide che una cosa è vera, o ha qualcosa di vero, quando abbastanza gente ci crede. È un modo di ragionare a dir poco pigro, che fa venire in mente l'effetto-pecora più che il pensiero cosciente. Partendo dal presupposto che "se tanta gente pensa così allora ci deve essere un buon motivo", si possono sviluppare credenze di qualsiasi tipo, totalmente prive di fondamento o riscontri oggettivi, che si autoalimentano per passaparola e suggestione. Con questo meccanismo, ad esempio, si è intrapresa la caccia alle streghe e si sono giustificate le leggi razziali. La verità invece è che ci può benissimo essere tanta (e anche tantissima) gente che crede a qualcosa di assolutamente falso. L'astrologia è solo l'esempio più facile, ma i casi sono migliaia.

 

1.3 La verità sta in mezzo

Questo discorso serve a presentarsi come sagge persone che non si schierano fra due ipotesi contrapposte, perché la verità sta filosoficamente un po' qui e un po' là. Fra i tanti esempi che si possono scegliere per mostrare quanto questo luogo comune sia fallace, è significativo quello proposto da Piero Angela. Si considerino le seguenti due affermazioni contrapposte: a) la Terra è piatta, b) la Terra è tonda. Utilizzando il luogo comune sopra citato si dovrebbe concludere: "La Terra è un po' piatta e un po' tonda, come un melone tagliato a metà."
 

1.4 È vero, ci sono tanti imbroglioni, ma il dieci percento...

Questo discorso può anche essere espresso dal proverbio "Non far di tutta l'erba un fascio". Come tutti i proverbi, se applicato alla lettera, diventa uno sterile luogo comune. In base a questo ragionamento moltissime persone (di qualsiasi livello culturale) affermano: "Sì, il mondo del paranormale è pieno di imbroglioni, ed è bene smascherarli, ma non si può dire che sono tutte bugie: il dieci percento saranno veri...". In base a quale ragionamento logico si fissa la percentuale di casi veri quando dopo più di cent'anni di ricerca non s'è trovato uno solo caso vero? Se il dieci percento, o anche l'un per mille, delle persone che dicono di saper levitare ne fossero veramente in grado, ci sarebbero comunque centinaia e centinaia di uomini e donne svolazzanti per aria. Invece, disgraziatamente, non ce n'è proprio nessuno. Quindi, per correttezza, si deve concludere che fino ad ora gli imbroglioni o gli illusi sono esattamente il cento percento. Domani si vedrà.
 

1.5 Non può essere una coincidenza

Le persone che vogliono credere ai fenomeni paranormali interpretano ogni fatto raro o psicologicamente rilevante supponendo l'esistenza di relazioni occulte. In questo modo si trovano delle spiegazioni paranormali per banali casi della vita quotidiana, non accettando l'idea che possano esistere le coincidenze. Le quali, invece, non solo possono, ma devono esistere. Una selezione psicologica può portare ad accumulare nella memoria tutte le coincidenze che capitano della vita, fino ad avere una visione maniacale della realtà. È interessante, ad esempio, la rubrica titolata "le mie coincidenze" che compare sulla rivista di astrologia Astra: qui tutta una serie di normali coincidenze vengono presentate come la prova di qualcosa di occulto, soprattutto quando si tratta di numeri ricorrenti. Così una persona che abbia 43 anni, abiti al numero 43 di una certa via e porti il 43 di scarpe, rimarrà sconvolta e si affretterà a scrivere alla redazione di Astra non appena uscirà il numero 43 al Lotto. È un gioco molto facile trovere un numero ricorrente. Proviamo con il 5: ci sono 5 continenti sulla Terra, le stelle hanno 5 punte (è risaputo), abbiamo 5 dita per ogni mano e 5 dita per ogni piede, 5 è il numero tipico di posti a sedere in un automobile, 5 sono i sensi, 5 sono le righe del pentagramma musicale, 5 sono i tasti neri nel pianoforte, 5 è il numero di confetti nelle bomboniere, 5 sono i giorni feriali della settimana, 5 sono i mesi dell'anno che non hanno 31 giorni, 5 sono le punte di una stella marina, 5 sono le ruote di un'automobile (compresa quella di scorta) e 5 è il numero di questo sotto-paragrafo... Insomma il 5 ricorre molte volte. E la parola "volte" è fatta di 5 lettere. Insomma, non può essere una coincidenza!
A proposito: "Non può essere una coincidenza" è una frase di 5 parole.
 

1.6 Non può essere un trucco, non ho visto nessun trucco

Se trucco è stato, è giusto che non si sia visto. Altrimenti che trucco sarebbe?
 

1.7 Non si può misurare tutto

Un altro luogo comune che viene portato a difesa dei fenomeni paranormali è il fatto che "non si può misurare tutto". Questo discorso viene proposto per spiegare come mai i fenomeni paranormali sfuggano (o più precisamente scompaiano) non appena si attua nei loro confronti un controllo o una verifica sperimentale. La colpa del bizzarro comportamento dei fenomeni paranormali sarebbe quindi dovuta alla non misurabilità di gran parte del mondo che ci circonda. In questo modo il sensitivo che dice "io levito spesso, ma se mi guardate in quel modo non ci riesco proprio" non deve destare malevoli sospetti.
Che dire? Se è certamente vero che non si può misurare tutto, è altrettanto vero che i fenomeni paranormali, per come vengono descritti e propagandati, appaiono tutt'altro che non misurabili. Anzi, se accadessero realmente, sarebbero di quanto di più facile da misurare. Ad esempio, se i guaritori a mani mani nude fossero veramente in grado di smaterializzare della materia da un punto e rimaterializzarla in un altro punto, come affermano sempre, oppure se i vari maghi dell'Universo fossero realmente in grado di predire i numeri del Lotto come scrivono nei volantini pubblicitari, allora... cosa ci sarebbe di così difficile nell'eseguirne una misura, un controllo? Se però, nell'atto di misurare tali capacità si notasse sul pollice della mano sinistra del guaritore il trucco dei guaritori filippini, oppure si notasse che i numeri "previsti" dai maghi escono con probabilità identiche di quelli tirati a caso, cosa si dovrebbe concludere? Che queste loro capacità paranormali sono talmente sopraffine da non essere misurabili? Certo che no! I fenomeni paranormali si pongono, per come sono formulati, proprio nel campo del misurabile. Non sono loro a sfuggire alla misura. Proprio per questo ha senso renderli oggetto di indagine.


 

2. Come distinguere una scienza da una pseudoscienza



Ciò che può permettere di distinguere una scienza da una pseudoscienza è il metodo di indagine, di ricerca e di validazione dei risultati che viene utilizzato.
Le pseudoscienze crescono ogni giorno di numero (sono molto redditizie) e diffondono il loro credo sempre più vistosamente nel sapere comune sfruttando con abilità i mezzi di comunicazione, a torto ritenuti autorevoli in questo campo, come ad esempio i quotidiani, le riviste mensili e settimanali e le trasmissioni d'intrattenimento e d'informazione televisive. Di fronte a un tale proliferare di informazioni, sempre presentate come l'avanguardia della ricerca scientifica o delle capacità umane, è facile cadere nella confusione fra scienza e pseudoscienza, specialmente se non si hanno degli strumenti concettuali che permettano di distinguere con sicurezza l'una dall'altra. Le pseudoscienze, infatti, amano circondarsi di un alone di professionalità e di alta tecnologia, e ripropongono vecchie superstizioni degne del medioevo mascherandole con camici bianchi, computer e lauree varie. A posteriori una pseudoscienza può essere facilmente riconosciuta come tale, in quanto quello che essa prevede o afferma non si verifica. In altre parole le pseudoscienze, una volta messe alla prova, non funzionano, non hanno riscontri oggettivi. A volte però sarebbe bene saper individuare una falsa scienza prima di lasciarci dentro palate di quattrini o di energie. L'intento del discorso che segue è quello di stimolare un approccio critico e di fornire, tramite una discussione per punti sulle principali differenze fra metodo scientifico e persuasione pseudoscientifica, qualche strumento concettuale che possa essere utilizzato per togliere la maschera alle più comuni pseudoscienze, affinché vengano riconosciute per quello che sono: banali superstizioni prive di qualsiasi fondamento.
 

2.1 Il concetto di causa-effetto (prova e controprova) nel metodo scientifico

Si supponga che esista un popolo che abbia la seguente teoria (gli Aztechi credevano in qualcosa di simile): "Il sole è un guerriero che lotta tutto il giorno contro le tenebre per dare la luce al mondo. Alla sera è stanco e viene ferito; perciò sanguina, e infatti è rosso. Ha bisogno di un sacrificio umano per riprendere le forze e rialzarsi il giorno dopo per illuminare ancora il mondo." A causa di questa teoria si supponga che questo ipotetico popolo, al calar della sera, sacrifichi una giovane vergine per guarire il dio-sole. A dimostrazione che questa teoria è vera sta il fatto incontrovertibile che il giorno successivo il sole sorge effettivamente. Dunque questa teoria è giusta. È basata sui fatti, no? Questo è un tipico esempio di come si possano adattare i fatti alle teorie e non le teorie ai fatti (cosa che Sherlock Holmes aborriva). Tutte le pseudoscienze (del mondo del paranormale o dell'occulto che siano) hanno in comune questo funzionamento di base. Mancano completamente del concetto, evidentemente troppo sottile, di controprova (concetto che serve a stabilire se due fatti sono correlati da causa-effetto oppure no). Per esempio una semplice controprova è in grado di dimostrare che non esiste alcuna relazione fra la posizione dei pianeti alla nascita di una persona e il destino e il carattere di essa. Proprio come non esiste alcuna correlazione fra un sacrificio umano e il susseguente sorgere del sole. Eppure l'astrologia è ancora seguita da circa un terzo degli italiani, ed è la pseudoscienza più popolare e redditizia. Un terzo degli italiani dunque non è in grado di utilizzare il moderno concetto di causa-effetto (concetto sviluppatosi più di tre secoli fa) e ragiona in modo prescientifico, come i popoli antichi.
Alcuni esempi di controprove che potrebbero essere suggerite per saggiare la ipotetica teoria sul dio-sole descritta prima: a) sacrificare due vergini e vedere se il giorno successivo ci saranno 24 ore di luce; b) sacrificare una non-vergine e vedere se per il dio-sole fa differenza; c) sacrificare un maschio e vedere cosa succede; d) non sacrificare nessuno e guardare se il sole sorge lo stesso.
 

2.2 Le scienze sono esplicative e predittive

Una delle caratteristiche delle scienze è la loro capacità, dato un processo, di modellarne i meccanismi sottostanti e di prevederne i comportamenti futuri sulla base di deduzioni teoriche. L'astronomia, per esempio, può prevedere con precisione l'arrivo di una cometa grazie al calcolo dell'orbita, oppure può prevedere sia il posto sia l'istante in cui è osservabile un'eclissi solare. L'astrologia, di contro, non prevede nulla di preciso e fa affermazioni ambivalenti o generiche, che sarebbero equivalenti a dire: "Una cometa verrà. Prima o poi. Forse. E passerà di qui, oppure di là. Ma non è detto che si veda. In ogni caso la prossima estate sarà caldo e i nati sotto il segno del leone saranno generosi. Ma in luglio i pesci cambieranno idea riguardo a qualcosa." Si può considerare predittiva una cosa del genere?
 

2.3 Le pseudoscienze fanno uso massiccio della selezione dei risultati

Uno dei metodi che le discipline pseudoscientifiche adottano per riuscire a far presa sulla gente, è quello di riportare una serie di risultati clamorosi e/o inspiegabili. Tali risultati, però, sono frutto di una selezione delle prove effettuata per dimostrare a priori la validità della data pseudoscienza. Collezionare una serie di risultati clamorosi per mezzo della selezione degli avvenimenti è infatti molto facile. Facciamo un esempio: se un mago dà i numeri del Lotto per fare ambo a 300 clienti e poi durante una trasmissione televisiva legge le commoventi letterine di ringraziamento di quei tre o quattro che sono riusciti a vincere, questo darà al telespettatore l'impressione che il mago abbia poteri di preveggenza. Se invece si considerassero anche quei 297 poveracci che hanno buttato via i loro soldi il fenomeno apparirebbe completamente diverso. Questa tecnica è soprattutto utilizzata dai guaritori (o promotori delle cosiddette medicine alternative), dai sensitivi e dai veggenti. Selezionando i loro risultati positivi (che nel caso dei veggenti sono ottenuti a partire da interpretazioni a posteriori di affermazioni vaghe) costoro possono crearsi un cumulo di "fatti inspiegabili" che non hanno in realtà alcun valore probante. Sarebbe come portare ad esempio un fumatore che è vissuta novant'anni, per dimostrare che fumare fa bene alla salute. O portare la testimonianza di una persona che passando col verde ha avuto un incidente per dimostrare che conviene passare col rosso. Quando si vuole dimostrare l'esistenza di un fenomeno in modo statistico bisogna considerare tutti i risultati sperimentali, non solo quelli favorevoli ai propri preconcetti o alla propria tesi.
 

2.4 Mille esperimenti mal fatti non ne valgono nemmo mezzo ben fatto

Le pseudoscienze forniscono numerosi pseudo-esperimenti. Spesso, leggendo un manuale pseudoscientifico, si può restare sorpresi dalla quantità di esperimenti che vengono portati come prova di ciò che viene scritto. Grafici, formule, disegni e statistiche sembrano dimostrare che la pseudoscienza in questione ha profonde radici empiriche. Il problema sorge quando si va ad analizzare i singoli esperimenti e i singoli grafici: si scopre che mancano le descrizioni degli assi, mancano le definizioni delle variabili, mancano dei passaggi logici, mancano test in doppio cieco (nel caso delle medicine alternative) e mancano, in definitiva, le basi elementari del metodo scientifico. Tutto questo inficia completamente i risultati ottenuti dagli pseudo-esperimenti. Anche se a prima vista può sembrare strano, è bene riflettere sul fatto che un esperimento eseguito male, che abbia anche un solo difetto in un singolo passaggio, non porta affatto a risultati "vicini alla realtà": porta a risultati completamente sbagliati, fuorvianti. In questo caso, quindi, la numerosità non ha alcun valore. Mille esperimenti raffazzonati alla buona non ne valgono nemmeno mezzo di eseguito con attenzione. Ecco perché può accadere che un singolo esperimento di fisica cambi la storia, mentre decine di migliaia di esperimenti mal fatti non lasciano alcuna traccia.
 

2.5 L'onere della prova spetta a chi fa le affermazioni

Nelle scienze (e nel vivere civile) spetta a chi fa le affermazioni provare quello che dice. Nelle pseudoscienze invece si accetta una teoria non dimostrata finché qualcuno non riesca a provare che è falsa. (Anzi la si accetta anche dopo che qualcuno è riuscito a dimostrarla falsa, come nel caso delle cosiddette foto Kirlian usate come dimostrazione dell'aura o del fluido emanato dai pranoterapeuti. Da decenni si è scoperto che l'aura in questione dipende dalla particolare e complessa tecnica fotografica detta appunto Kirlian, e infatti la manifestano anche cacciaviti e chiavi inglesi. Nonostante ciò ancora oggi i pranoterapeuti mostrano con orgoglio, incorniciate e appese al muro, le foto Kirlian delle loro mani quale prova indubitabile dell'emissione magica di terapeutiche 'onde positive'). Si considerino i seguenti esempi sul tipico comportamento di chi inverte l'onere (cioè il dovere) di portare le prove di quello che dice:
a) Il signor K afferma d'aver inventato un motore che funziona con l'acqua al posto della benzina. Gli si chiede di mostrarlo e il signor K porta 10 testimoni che giurano d'aver visto un'automobile andare con quel motore. I testimoni, uno dopo l'altro, dicono "anch'io prima ero scettico, ma ora...". Si insiste a voler vedere la favolosa automobile. K allora, visibilmente offeso, fa notare come i suoi testimoni siano brave persone, degne di fede. Si chiede di nuovo a K di provare concretamente le sue affermazioni. A questo punto K si arrabbia e lancia la sfida: "Dimostrate voi che non è vero che io ho inventato un'automobile che funziona con l'acqua. Se non ci riuscirete allora dovrete accettare che l'auto ad acqua esiste."
b) Supponiamo che qualcuno (un sensitivo, un medium, un guru, è lo stesso) dica che "alcune mucche sono capaci di volare" e suffraghi questa teoria con la solita serie di testimoni. Egli, anziché presentare una mucca capace di volare (la prova a suo onere), sfiderà gli zoologi a dimostrare che la sua teoria è falsa, ovvero che tutte le mucche non volano. E dirà: "Finché non sarà dimostrato che tutte le mucche non sono capaci di volare io avrò il diritto di dire che alcune volano". Ma come si può dimostrare una cosa del genere? Gettando centinaia e centinaia di mucche da una rupe? E poi? Andare avanti fino all'estinzione della specie? Gettata l'ultima mucca dalla rupe il sensitivo potrebbe sempre dire che le mucche non hanno voluto volare pur essendone capaci, solo per fare un dispetto alle indagini sperimentali. Può sembrare esagerato, ma non è così: i sensitivi si sono perfino inventati l'esistenza del 'Campo Scettico' per spiegare perché i loro poteri scomparissero non appena si trovavano di fronte a un prestigiatore. Essi fanno continuamente affermazioni strampalate o fantastiche senza addurre mai alcuna prova, e se qualcuno gli si mette contro lo sfidano a dimostrare che loro mentono. Questo è il meccanismo di rovesciare l'onere della prova. Questo meccanismo è una truffa intellettuale, un segno di mancanza di civiltà.
 

2.6 Nella scienza non vale il principio d'autorità

Il principio d'autorità consiste nel far accettare, senza possibilità di critica, il pensiero di una data persona (l'autorità) sulla base del fatto che questa deve essere considerata superiore. Un tipico uso popolare di questo principio è: "Siccome lo ha detto Tizio, che sa tutto, allora deve essere sicuramente vero. Caio, che non è nessuno, non ha alcun diritto di criticare". Il principio d'autorità, in genere, è una convenzione sociale, tuttora diffusa in molte attività umane. Il valore di un'opera d'arte, per esempio, è anche stabilito dal pensiero dei maggiori critici contemporanei, considerati vere e proprie autorità.
Il moderno pensiero scientifico, sorto col metodo di Galileo Galilei, dovette scontrarsi appena nato con il principio d'autorità invocato dagli aristotelici. Costoro, convinti che Aristotele conoscesse in modo perfetto tutti i fenomeni naturali e la loro spiegazione, si rifiutarono di accettare i fatti nuovi che Galileo andava scoprendo. Per esempio, il 10 gennaio del 1610, a Padova, Galileo scoprì quattro satelliti di Giove con il suo cannocchiale. Alle osservazioni di Galileo gli aristotelici del tempo opposero il principio d'autorità. Il loro ragionamento era che siccome Aristotele, che sapeva tutto, non aveva mai nominato i satelliti di Giove, allora essi non potevano esistere. Galileo Galilei, che non era un'autorità, non aveva il diritto di criticare Aristotele.
Nella scienza, a differenza che in altre attività umane, non si può accettare alcun principio di autorità. Ogni divergenza di opinione va risolta non in base alla fama dei contendenti, ma in base ai risultati di esperimenti naturali. In altre parole è la natura l'unico arbitro adatto a rispondere alle questioni scientifiche. Anche nella scienza ci sono delle persone e delle istituzioni considerate più autorevoli di altre grazie ai loro meriti acquisiti in passato. In questo caso le affermazioni fatte avranno inizialmente un peso maggiore, ma non verranno accettate supinamente dal resto della comunità scientifica: anzi saranno più velocemente criticate qualora risultassero errate. Anche i più grandi geni dell'umanità possono sbagliare: non è la loro parola che conta, ma le loro prove e i loro ragionamenti che devono essere riproducibili in altri esperimenti, anche dall'ultimo arrivato. Insomma, si crede alla forza di gravità non perché "l'ha detto il grande scienziato Newton", ma perché la sua teoria è continuamente confermata da esperimenti che può fare chiunque.
Le pseudoscienze, a differenza delle scienze, usano intensivamente il principio di autorità. I libri che propongono le teorie pseudoscientifiche citano sempre, anziché dei fatti sperimentali accertabili da qualunque laboratorio abbastanza attrezzato, una serie di sedicenti esperti (le autorità appunto) che non vanno messi in discussione. Questi saggi vantano titoli del tipo: "Chevalier dell'Accademia Internazionale John Fitzgerald Kennedy", "Diploma Honoris Causa al Merito della Parapsicologia", "Veggente d'Italia", "Gran Maestro degli Occultisti d'Italia", "Divino Celebrante di Magia Bianca", "Unico Messaggero del Pianeta Venere e Arconte del Terzo Raggio", "Fratello Cosmico del Geroglifico di Horus", eccetera. I nomi vengono sventolati in faccia ai lettori con lo scopo di impressionarli e intimidirli; questi altisonanti titoli non hanno altra utilità: i diretti interessati spesso se li autoattribuiscono, abbandonando qualsiasi modestia, persi quasi in un delirio di onnipotenza.
 

2.7 L'evoluzione delle scienze è determinata da una continua ridiscussione critica

Le scienze evolvono. Se ad esempio la medicina non evolvesse, ci sarebbe ancora il salasso come terapia per ogni diagnosi. L'astrologia e la pranoterapia sono invece ferme da millenni (la pranoterapia ha solo cambiato nome). E vantano questo fatto come garanzia della loro qualità. Come dire che più una teoria è vecchia e rigida più la sua qualità è alta. Un'altra differenza importante da notare è la seguente: l'evoluzione delle scienze è determinata da un continuo affinamento di modelli e teorie. Non è vero che le teorie nuove cancellano quelle vecchie e che che ciò che era vero ieri oggi è falso: ad esempio la meccanica newtoniana è stata estesa (ma non cancellata) dalla teoria della relatività di Einstein. Sebbene i concetti di tempo e di spazio assoluti siano ora del tutto superati, il valore predittivo della meccanica newtoniana rimane perfettamente valido per la comprensione dei fenomeni che si manifestano a velocità piccole rispetto a quella della luce o per densità di materia tipiche del sistema solare. In questi casi la complessa formulazione di Einstein coincide esattamente con quella di Newton e Galileo e in questo senso è come se la relatività generale estendesse la meccanica celeste classica. Per mandare una sonda nel Sistema Solare la meccanica che a tutt'oggi si usa per i calcoli è quella newtoniana.
 

2.8 Una teoria non è scientifica se non è falsificabile

Questo importante concetto della moderna filosofia della scienza è dovuto a Popper. In parole povere, questo ragionamento può essere riassunto in questo modo: un'affermazione che può essere smentita da fatti nuovi è un'affermazione falsificabile (da non confondere con falsa), mentre un'affermazione che risulta, anche in linea di principio, impossibile da smentire qualsiasi siano i risultati di un dato esperimento, è un'affermazione dogmatica.
Questo è un punto importante, che non deve essere frainteso. Esso sta a significare che le affermazioni per cui non si può neppure immaginare un fatto o una prova sperimentale nuovi che le contraddicano, sono affermazioni dogmatiche e perciò non-scientifiche. Attenzione però, essere falsificabile non significa essere falso o qualche volta falso, significa 'vero fino a prova contraria', cioè soggetto a verifiche sperimentali che a priori devono anche poter smentire oltre che confermare. Se qualsiasi sia il risultato di un esperimento, una data affermazione rimane comunque sempre vera, allora tale affermazione non è scientifica, ma dogmatica. In altre parole, se la 'prova contraria' non è nemmeno ipotizzabile concettualmente, allora l'affermazione deve essere accettata sulla parola e non sulla base degli esperimenti. Facciamo un esempio: la legge di gravità è una legge vera, nel senso che è sempre stata verificata, da ogni esperimento. Non è però una legge non falsificabile, cioè dogmatica: esiste infatti un esperimento semplicissimo che potrebbe falsificarla. Se, lasciando cadere un sasso sotto la sola influenza del suo peso, questo cominciasse a salire invece che a scendere, ecco che la legge di gravità verrebbe falsificata. Questo però non è mai successo, per cui la legge di gravità è falsificabile, ma non (fino a oggi) falsificata. Ci sono affermazioni invece che per la loro stessa formulazione risultano impossibili da contraddire, anche in linea di principio, qualsiasi risultato sperimentale venga ipotizzato. Queste affermazioni sono diffusissime in alcune pseudoscienze. Di fronte a un'affermazione fatta da qualcuno, per capire se è falsificabile (in linea di principio) o dogmatica, bisogna chiedergli: "Qual è il fatto nuovo che, se accadesse, ti farebbe cambiare opinione?" Se non esiste alcun fatto immaginabile capace di far cambiare opinione, vuol dire che quella affermazione sta al di fuori della scienza.

Alcuni esempi di affermazioni non-falsificabili, e quindi dogmatiche (e non-scientifiche):

  • "L'universo, prima del Big Bang, era tutto rosa e a pallini verdi." Questa affermazione è non falsificabile perché l'universo, prima del Big Bang, è un oggetto non osservabile. Quindi fare ipotesi su come poteva essere, significa fare ipotesi non-scientifiche, cioè non verificabili con nessun mezzo. Ogni ipotesi scientifica deve poter prestare il fianco alla conferma o alla smentita sperimentale.


  • "Sto parlando con la voce di un uomo vissuto 400.000 anni fa." Anche questa affermazione può solo essere creduta o no sulla parola di chi la pronuncia. Quale esperimento (al di là del buon senso) potrebbe smentirla?


  • "Gli alieni sono fra noi, ma sono indistinguibili dagli esseri umani." Questa è classica. Se gli alieni sono indistinguibili dagli umani, allora, per definizione, non esiste modo di sapere se sono alieni o umani, cioè non esiste esperimento che, a seconda del risultato ottenuto, possa verificare o contraddire l'ipotesi. L'affermazione è dunque dogmatica.


  • "Ieri notte, in un campo, si è posata un'enorme astronave aliena. Ha lasciato dei solchi identici a quelli della mia auto."



Attenzione: esistono anche pseudoscienze che fanno affermazioni non-dogmatiche e quindi falsificabili. Esse sono state però, proprio per questo, falsificate migliaia di volte, cioè sono risultate palesemente false. Ad esempio, le affermazioni fatte dalla teoria della lettura della mano riguardo alla dipendenza del numero di figli dal numero di certe righe nel palmo sinistro, sono affermazioni che possono essere facilmente contraddette da un semplice esperimento. Basta guardare il numero di righe sulle mani delle donne che hanno almeno sessant'anni (e che quindi probabilmente non avranno altri figli) e poi contare il numero effettivo dei figli che queste hanno avuto nella loro vita. Cosa si scopre? Che la teoria della lettura della mano è un frottola madornale. Idem come sopra per l'astrologia: le influenze dei pianeti sul destino e sul carattere delle persone, quando non sono vaghe e valide per tutti (tipo: "per te l'amicizia è importante, perché il tuo segno...") possono venire facilmente verificate, col risultato che tirare a indovinare dà le stesse capacità di previsione di studiare le posizioni dei pianeti. Ricordate il concetto di causa-effetto? Forse nei disastri aerei e nelle guerre muoiono le persone a seconda del loro segno zodiacale o del loro oroscopo? La posizione di Marte e Giove può forse determinare la media in matematica di uno studente? Nelle coppie divorziate si trova forse una correlazione coi segni ritenuti poco affini?
 

2.9 Nelle scienze è assente la figura del "tuttologo"

Un'altra differenza fra scienza e pseudoscienza è quella delle competenze dei rispettivi operatori (quelle persone che vi si dedicano con impegno e passione). Gli scienziati, tipicamente, pur avendo spesso una notevole visione d'insieme, hanno un proprio particolare campo di specializzazione; sono cioè esperti su quei temi che hanno avuto modo di studiare e sviluppare più a lungo. L'esperto di chimica, ad esempio, non sarà contemporaneamente anche esperto di genetica, di botanica o di archelogia. Il medico oculista non sarà anche anestesista, dentista, cardiologo e pneumotisiologo. Anche all'interno di una stessa disciplina vi saranno competenze diverse fra le varie branche, così il matematico algebrista non sarà altrettanto competente nella geometria differenziale o nella topologia, e il cosmologo non sarà anche esperto di planetologia o di propulsori spaziali.
Nel mondo delle pseudoscienze le cose vanno invece in modo completamente diverso. Qui capita che i vari operatori dell'occulto assicurino una serie di competenze da veri e propri tuttologi: ognuno di essi infatti è mago, occultista, sensitivo e medium, ma anche veggente, esoterista e cartomante; è specializzato nei problemi d'amore e di studio, ma anche in quelli di salute, lavoro e denaro; ha particolari competenze nell'interpretazione dei sogni e nella radioestesia, ma anche nei contatti con l'aldilà e nella previsione dei numeri che usciranno al Lotto; è abile con l'oroscopo e con gli esorcismi, ma anche con le negatività e il malocchio. Insomma: promette di risolvere qualsiasi problema voi abbiate, perchè - eccetto dimostrare quel che va dicendo - non c'è nulla che egli non sappia fare.
 

2.10 Le discipline scientifiche si integrano fra loro e tendono a una visione coerente

Le varie discipline scientifiche tendono a integrarsi fra loro in modo coerente: ad esempio fra la fisica e la chimica c'è la chimica-fisica, fra la biologia e la fisica c'è la biofisica ecc., quando due campi si trovano ad avere delle sovrapposizioni nell'oggetto di studio, i risultati vengono confrontati e discussi e si tende a unificare i modelli e le teorie. Le discipline pseudoscientifiche, invece, pur occupandosi spesso delle stesse cose, propongono ognuna una visione completamente differente dalle altre, e si fondano su principi e idee che sono spesso in contraddizione uno con l'altro. Ad esempio il destino e il carattere di una persona dipendono dal segno zodiacale o dalle linee della mano? L'oroscopo che vale è quello Cinese o quello occidentale? Perché Plutone influenza la nostra vita e Ganimede, oppure Cerere, che sono più grandi e più vicini non contano niente? Nel corpo umano ci sono le onde negative e positive dei pranoterapeuti o i canali energetici dell'agopuntura?
Non c'è comunque da meravigliarsi per queste contraddizioni: quando le cose sono inventate con la fantasia non ci si deve aspettare per forza un risultato coerente o non contraddittorio, anzi.