Fantasmi e magnetismo

Londra. Sul British Journal of Psychology è stato pubblicato un articolo in cui alcuni psicologi britannici, coordinati da Richard Wiseman, cercano di fornire un'interpretazione del perché alcune persone credono di vedere spettri e fantasmi. Lo studio, che ha utilizzato un centinaio di volontari, sostiene di aver dimostrato l'importanza delle condizioni ambientali (temperatura, intensità luminosa, ecc.) sugli avvistamenti. In particolare dallo studio emergerebbe anche l'importanza dell'azione dei campi magnetici.

Nei due luoghi presi in esame dai ricercatori, Hampton Court Palace a Londra e le cripte di South Bridge a Edinburgo, dove si sarebbero verificati vari avvistamenti, le variazioni dei campi magnetici sono risultate più elevate rispetto ad altri luoghi dove non sono stati registrati avvistamenti spettrali.

Le variazioni dei campi magnetici erano molto piccole - circa 100 volte inferiori a quelle che si possono subire sedendo a un metro da una televisione - ma ciò nonostante i ricercatori pensano che possano avere un effetto significativo. "Le correlazioni tra avvistamenti spettrali e variazione dei campi magnetici erano relativamente grandi e concordano con alcune scoperte di laboratorio che suggeriscono un'influenza della variazione dei campi magnetici sulla fisiologia umana" afferma il Dott. Paul Stevens, della Koestler Parapsychology Unit dell'Università di Edimburgo, che ha eseguito misure di campi magnetici in entrambi i siti.

Altri studi hanno precedentemente mostrato che l'applicazione di campi elettromagnetici a certe parti del cervello, come i lobi temporali, possono indurre sia sensazioni fisiche che metafisiche, come la sensazione di vicinanza a Dio.

Dello stesso parere è il Dott. Michael Persinger, della Laurentian University di Ontario, Canada. Egli afferma che "Quando le forme di questi campi magnetici sono riprodotte in laboratorio e vengono generate attraverso i cervelli dei volontari, si sviluppa la sensazione di avvertire strane presenze... Comunque, sia nelle ricerche sul campo che in laboratorio, i dettagli delle esperienze sono fortemente dipendenti dalle aspettative del soggetto, e dalla loro sensibilità nei confronti dei campi elettromagnetici".

I risultati del Dott. Persinger sono simili a quelli ottenuti dal Dott. Wiseman e collaboratori in Inghilterra. "Quando noi facciamo misure in case dove si verificano avvistamenti di fantasmi, nel posto dove gli abitanti dormono troviamo valori elevati del campo magnetico" dice Persinger.

Tutto ciò significa che i fantasmi non avrebbero un'esistenza propria. "Una probabile spiegazione è che i fantasmi siano indotti principalmente dagli effetti diretti della stimolazione di eventi fisici e naturali sul cervello dell'osservatore" sostiene il Dott. Persinger. "Comunque, la scienza è sempre alla ricerca dell'ignoto. Ci possono essere altre cause che dobbiamo ancora misurare".

L'ipotesi che associa la visione dei fantasmi a variazioni di campi magnetici non è nuova. Ce ne eravamo già occupati in un precedente Terzo Occhio (S&P n. 24, marzo-aprile 1999). Naturalmente, non sono mancate le critiche a questa ipotesi. Ad esempio Tony Cornell, autore e ricercatore del paranormale da 50 anni, fa notare che l'ipotesi non è in grado di spiegare gli avvistamenti condivisi da più persone contemporaneamente poiché le esperienze allucinatorie indotte dai campi magnetici sono molto soggettive.

È difficile al momento fornire un parere circa l'attendibilità dell'ipotesi magnetica: probabilmente non tutti i presunti avvistamenti hanno la stessa causa. In ogni caso è un'ipotesi interessante che merita ulteriori verifiche.

- Silvano Fuso

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