Stonehenge: era un sito sepolcrale?

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Stonehenge
Londra. Un gruppo di archeologi, che lavora per la "Wessex Archaeology" e la "Archaeoptics", ha effettuato nuovi studi sul misterioso sito di Stonehenge (vedi foto a fianco). Un resoconto del loro lavoro si può trovare in un articolo intitolato "The Stonehenge Laser Show" pubblicato sul numero di novembre 2003 della rivista British Archaeology.

Esaminando dettagliatamente con una tecnica laser una parte delle ottantatre pietre che compongono il famoso monumento preistorico di Wiltshire, in Gran Bretagna, gli studiosi hanno evidenziato la presenza di segni lasciati intenzionalmente dall'uomo con asce di bronzo. Questi segni farebbero pensare a un uso del monumento a fini sepolcrali. Secondo i ricercatori il ritrovamento dei segni è un indizio forte a favore dell'ipotesi che il sito possa essere stato trasformato nel corso dei millenni in un area sepolcrale. I segni trovati sono infatti del tutto simili a quelli individuati in altre zone del paese su altri siti destinati alla sepoltura e risalenti all'età del bronzo.

I segni apposti sulle pietre sarebbero stati realizzati più recentemente rispetto alla costruzione dell'edificio. L'età del bronzo nella regione risale infatti ad almeno il 1800 a.C., mentre la costruzione del complesso megalitico risale a cinque secoli prima.

La scoperta del possibile uso per sepolture non è quindi incompatibile con l'ipotesi secondo la quale il complesso megalitico sarebbe stato concepito originalmente come un enorme calendario orientato sul Sole.

Mike Pitts, esperto di Stonehenge e direttore della rivista British Archaeology, ha dichiarato: "È straordinario che queste incisioni, la più significativa galleria d'arte dell'antica Gran Bretagna, siano state finora così poco studiate".

Per maggiori dettagli si può vedere il sito Internet: http://www.stonehengelaserscan.org .

 

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