Addio agli studiosi dell'occulto

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  • 06-12-2004
  • di Francesca Rezzani
Chicago. Sono ben quattro i celebri studiosi ed esploratori dell'insolito che se ne sono andati nell'ultimo anno.

Il primo è stato il sociologo americano Marcello Truzzi (1935-2003). Era stato uno dei fondatori dell'americano CSICOP, che aveva poi lasciato perché non ne condivideva l'approccio a suo dire "troppo scettico" verso l'alternativo. Aveva così fondato un nuovo periodico, lo Zetetic Scholar, e nel 1982 aveva partecipato alla fondazione della Society for Scientific Exploration (SSE).

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Robert L. Morris


È stata poi la volta, il 12 agosto 2004, di Robert L. Morris (n. 1942), titolare dell'unica cattedra universitaria di parapsicologia, la Koestler Chair di Edimburgo. Morris, Era previsto tra i relatori del World Skeptics Congress di Abano Terme (v. pag. 12) quando ci è giunta la notizia dell'infarto del tutto inatteso che lo aveva colpito durante la notte. "Era una persona molto ragionevole", lo ha ricordato Massimo Polidoro, "visto quasi come uno scettico tra i parapsicologi, ma soprattutto era una persona simpatica, disponibile e con un gran senso dell'umorismo. Avevamo trascorso alcuni giorni insieme poco tempo fa, ospiti di Chris French, a Greenwich, e avevo avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo ancora meglio: una vera girandola di battute e di perfetto sense of humor britannico. La foto [che vedete qui riprodotta] l'avevo scattata proprio in quell'occasione: eravamo sulla pensilina della metropolitana per tornare a Londra e aveva fatto l'ennesima battuta. Volevo una foto di lui che lo mostrasse per la persona sorridente che davvero era".

In rapida successione se ne sono poi andati il 27 settembre John E. Mack (n. 1929) e il 4 ottobre Jacques Benveniste. Mack, psichiatra ad Harvard, sosteneva che alcuni suoi pazienti che affermavano di essere stati rapiti dagli alieni dicevano la verità. Non era però riuscito a fornire prove più convincenti della propria parola a sostegno di una così incredibile ipotesi.

Il nome di Benveniste, invece, è indissolubilmente legato alla vicenda dell'acqua con la memoria. Nel 1988 affermò che l'acqua conservava il "ricordo" delle sostanze con cui veniva in contatto: fatto che avrebbe finalmente dato una base scientifica all'omeopatia. Tuttavia, quando una commissione della rivista Nature, che comprendeva anche l'illusionista James Randi, dimostrò che gli esperimenti non fornivano i risultati previsti, l'acqua... perse la memoria.