Fatima critica. Contesto, apologia, veggenti (recensione)

di Francesco DÂ’Alpa<br>Laiko.it, 2007<br>pp. 380, &euro; 18,00

  • In Articoli
  • 19-10-2007
  • di Maria SoleFerrario
Questo libro viene da lontano. Viene da una curiosità nata quando, a 9 o 10 anni,

l’autore lesse un libro intitolato I tre pastorelli, in cui si raccontava di come la Madonna avesse predetto con grande anticipo la Seconda Guerra Mondiale e il diffondersi del comunismo su scala mondiale. Quella lettura, scrive D’Alpa, «produsse una ferita: come spiegare quello che avevo letto e che sembrava testimoniato con tanta certezza?». Ed è proprio per sanare questa ferita intellettuale che D’Alpa anni dopo comincia ad occuparsi approfonditamente del mistero di Fatima. Un lavoro che nel 2003 lo porta a pubblicare con Avverbi il libro Fatima senza segreti, di cui questo nuovo volume, Fatima critica. Contesto, apologia, veggenti costituisce un approfondimento tematico.
Lo scopo del volume è quello di presentare «un lavoro esegetico sulla costruzione del mito» di Fatima. Un mito, la cui forza è testimoniata oggi dai milioni di fedeli che ogni anno si recano a Fatima, che viene analizzato nel suo farsi - i primi resoconti delle apparizioni, gli interrogatori di Lucia, Francesco e Giacinta, i tre pastori che sostenevano di aver ricevuto un messaggio dalla Madonna - e soprattutto nel suo trasformarsi. Nel diventare cioè leggenda, narrazione ricca di contraddizioni, ma capace di veicolare nuovi significati e di servire a nuovi scopi. La tesi centrale del libro è infatti che il racconto delle apparizioni e l’interpretazione dei segreti che la Madonna avrebbe rivelato si trasformano nel corso del tempo.
In una prima fase Fatima «si inserisce nello specifico percorso di apparizioni mariane iniziato circa alla metà dell’800 con le apparizioni di La Salette e Lourdes». I messaggi che i veggenti riceverebbero sono caratterizzati infatti da un medesimo schema, ovvero da contenuti comuni e da un’identica struttura: peccato, guerra, inferno; preghiera, penitenza, premio, cui si aggiunge la promessa finale di salvezza e l’intervento decisivo di un "deus ex machina". Si tratta di quelle che D’Alpa, collocandole nel quadro del contesto politico, sociale e religioso dell’epoca, definisce le "mariofanie dell’antimodernità", caratterizzate da un messaggio conservatore e reazionario che trova una corrispondenza nella battaglia culturale che le gerarchie ecclesiastiche dell’epoca andavano conducendo contro l’Illuminismo, il libero pensiero, il materialismo, il naturalismo, il nascente socialismo. In questa prima fase storica e «fino al 1935, ma in sostanza fino al 1941», la valenza che viene attribuita ai Segreti è di tipo consolatorio.
La "seconda" Fatima si inserisce invece in una fase storico-politica profondamente mutata, caratterizzata dall’apparire di un nuovo potente nemico, il comunismo, che dopo essersi affermato in Russia, sembra in grado di diffondersi anche in Europa. Ecco allora che il significato attribuito ai Segreti si trasforma ed essi divengono una profezia carica di minacce, che chiama a una reazione contro il pericolo proveniente dall’Unione Sovietica.
All’analisi del contesto storico- politico dentro le quali la storia di Fatima nasce e si trasforma vengono dedicati i primi otto capitoli, mentre i successivi cinque, che sono a mio avviso il cuore e la parte più interessante del libro, presentano un’accurata analisi dei testi italiani e stranieri attraverso i quali la narrazione su Fatima è stata costruita.
Qui si osserva come la cronaca semplice di una mariofania si trasforma in «un racconto "meraviglioso" i cui elementi sono stati aggiunti progressivamente in base a "rivelazioni" postume e a testimonianze tardive, la cui autenticità e sincerità resistono poco a una seria analisi critica». La terza parte del libro propone prima un’analisi psicologica dei veggenti e poi una disamina della biografia di Lucia e della sua produzione letteraria.
Gli ultimi due capitoli sono infine rivolti a offrire un’interpretazione complessiva di Fatima, per come essa è inserita nel percorso della religiosità del XX secolo, un quadro che consente di intravedere alcuni possibili sviluppi futuri del mito di Fatima, come per esempio la lettura in senso profeticamente anti-islamico dei tre Segreti.