Un ingiustificato sostegno alla grafologia

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Un vecchio manuale di grafologia. ©ausslerupe/Flickr

In un articolo apparso sulla rivista scientifica International Journal of Clinical Practice, S. Mouly e colleghi (2007) del reparto di Medicina Interna dell'ospedale Lariboisiére, a Parigi, in collaborazione con membri della società francese di grafologia, hanno sostenuto il merito della grafologia nell'identificare persone che hanno tentato il suicidio. Lo studio è complesso e difficoltoso e per questo gli autori vanno applauditi.

Il loro scopo era di valutare se applicando criteri grafologici (per una revisione critica sulla grafologia si veda Beyerstein, 2007) si potessero differenziare lettere scritte da 40 persone che avevano tentato il suicidio da lettere di simile contenuto scritte da 40 volontari sani e non depressi, che mai avevano tentato il suicidio. A questo scopo gli autori hanno chiesto a due grafologi professionisti e a due specializzandi in medicina interna senza alcun training in grafologia di classificare le 80 lettere in "suicidio" o "non suicidio".

I risultati hanno dimostrato che sia i grafologi che i non grafologi sono riusciti a classificare le lettere nelle due categorie molto meglio che se avessero scelto a caso. Cioè, ed è interessante, qualche cosa nelle lettere suggeriva agli scrutinatori se lo scrivente era o meno un parasuicida. Va anche osservato però che non è emersa alcuna differenza fra i due gruppi di scrutinatori: grafologi e non-grafologi sono risultati egualmente bravi nel discernere se le lettere erano scritte da parasuicidi o meno. Quindi essere un grafologo professionista non apportava alcun ulteriore capacità nell'analisi degli scritti.

Ciononostante, gli autori concludono che "l'analisi grafologica è in grado di differenziare lettere scritte da pazienti che avevano in precedenza tentato il suicidio da quelle scritte da persone senza problemi di personalitá". Dal momento però che anche gli specializzandi non grafologi erano riusciti altrettanto bene in questo compito, la conclusione degli autori che "la grafologia dimostra un livello accettabile di accuratezza e potrebbe quindi fornire informazioni rilevanti circa la decisione se dimettere o meno persone instabili da reparti di Psichiatria o Medicina Interna" appare ampiamente ingiustificata (Della Sala, 2010).

Voci bibliografiche


  • Beyerstein BL. (2007) Graphology - a total write off. In: S. Della Sala (ed.) Tall Tales about the Mind & Brain. New York: Oxford University Press, pp. 233- 270.
  • Della Sala, S. (2010) Unjustified tribute of graphology. Int J Clin Pract. In press.
  • Mouly S, Mahé I, Champion K et al. (2007)Graphology for the diagnosis of suicide attempts: a blind proof of principle controlled study. Int J Clin Pract; 61: 411-415.
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