Orientarsi nella ricerca

Distinguere le fonti attendibili da quelle che tali non sono

  • In Articoli
  • 19-11-2013
  • di Manuele De Conti
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©siamackz, wikicommons
Fin dall’antichità gli oratori di professione si sono domandati se alla base della capacità di discutere ci sia il sapere, oppure se la cultura sia separata dal maneggio dell’arte verbale. Così la pensa Cicerone «[...] nessuno può essere un oratore compiuto se non ha acquisito la conoscenza degli argomenti e delle discipline più importanti. Infatti il discorso deve sbocciare e sgorgare abbondante dal sapere[1]». L’autorità di Cicerone corrobora una posizione condivisa nell’ambito dibattimentale: la ricerca è il fondamento attorno al quale il dibattito ruota. Senza argomenti e prove per sostenere e difendere le proprie posizioni, un buon dibattito è pressoché impossibile. Ma come ci si può preparare per affrontare dibattiti pubblici con chi sostiene e divulga dottrine, teorie e credenze pseudoscientifiche?

Un punto di riferimento stabile per orientare la preparazione a questi dibattiti lo gioca la finalità di questi stessi incontri: minimizzare l’impatto delle posizioni pseudoscientifiche mostrando l’esistenza di spiegazioni naturali ragionevoli per i fenomeni apparentemente soprannaturali e le credenze bizzarre propugnate. Sarà quest’obiettivo a orientare l’approfondita ricerca degli argomenti e delle prove a sostegno delle nostre tesi. Per evitare fraintendimenti esplicitiamo che con ricerca intendiamo la raccolta d’informazioni, argomenti e prove, nonché la loro organizzazione ai fini del dibattito, e non l’indagine empirica sui fenomeni considerati pseudoscientifici. In quest’articolo vedremo come reperire informazioni attendibili, mentre nei prossimi cosa reperire e come organizzarlo.

Oggigiorno una ricerca può essere intrapresa, o almeno avviata, tranquillamente da casa. Internet, infatti, offre una notevole quantità di siti su qualsiasi argomento. Tuttavia questo è già un primo problema d’affrontare. Ad esempio digitare “channelling” su Google conduce a oltre 200 mila risultati e tra questi ci si deve destreggiare. Pertanto alcune regole basate sul buon senso e sull’osservazione possono essere d’aiuto per distinguere siti o documenti attendibili da quelli che non lo sono.

Per prima cosa è importante verificare qual è la fonte del documento reperito. Il testo che stiamo leggendo può infatti essere anonimo oppure essere attribuito a un’organizzazione se non a un autore o a un insieme di autori. Nel primo caso lo scetticismo è un imperativo e forse trascurare quanto si sta leggendo a favore di altri e più trasparenti testi è preferibile; nel caso di un’organizzazione o di uno o più autori è opportuno intraprende una ricerca su di loro cercando di valutarne la credibilità. Ad esempio professori universitari presenteranno pagine sobrie legate ai server delle università in cui lavorano e in queste pagine sarà possibile trovare la descrizione dei loro interessi di ricerca e le loro pubblicazioni. Sedicenti ricercatori e organizzazioni presentaranno invece riferimenti generici, riferimenti ad altri e altrettanto vaghi enti o organizzazioni o saranno caratterizzati da eccessiva autocelebrazione. Non è raro inoltre imbattersi in presunti esperti che esibiscono titoli accademici non corrispondenti alla disciplina su cui intervengono, titoli emessi da istituzioni non riconosciute o addirittura titoli falsi.

Inoltre siti o ricerche poco attendibili possono presentare espressioni quali “antica saggezza” o “antica conoscenza”, per rendere credibili le nozioni che propugnano, o espressioni che alludono a una repressione autoritaria dei loro risultati o a una cospirazione contro i loro esiti, del tipo «[...] non vogliono che si sappia» o «Ciò che non vi viene detto dai medici». In questo modo aggirano l’onere di rispondere con prove e argomenti plausibili alle critiche loro mosse o affrettano l’adesione del lettore a conclusioni in conflitto con i risultati scientifici. Tali siti o documenti, inoltre, possono cercare di convincervi che abbiate qualcosa che non va, e di cui non vi siete mai accorti, per poi proporvi l’acquisto dei prodotti necessari a risolvere tale “problema”, oppure presentare quanto proposto come un’esclusiva o qualcosa di segreto per giustificare l’assenza di ogni informazione a sostegno. Infine possono includere il riferimento ad autori molto famosi come Albert Einstein o Stephen Hawking, oppure a testimonials che non costituiscono alcuna prova della verità o efficacia di quanto proposto. Siti e soprattutto ricerche attendibili, invece, non si rifanno alla tradizione, al complotto o a nomi d’effetto bensì all’ampio contributo di ricerche e ricercatori coevi.

La presenza d’errori grammaticali, di termini carichi emotivamente, di una molteplicità di punti esclamativi in stile chat o sms, oppure di un linguaggio gergale possono essere un altro indicatore per insospettirsi dell’inattendibilità del sito. Ricerche attendibili vengono infatti corrette da persone terze e richiedono forme espositive semplici, scorrevoli e non emotive.

Ulteriore aspetto da considerare è la presenza di una bibliografia. È infatti improbabile che testi o ricerche scientifiche non abbiano bibliografia. La presenza in un testo della bibliografia non garantisce la sua attendibilità ma gioca a favore della sua trasparenza: non solo sapremmo da quali fonti l’autore ha attinto informazioni, ma potremmo ricercare quegli stessi documenti e verificarne il contenuto e il modo in cui sono stati riportati. Spesso, infatti, i sostenitori delle pseudoscienze citano autori, anche appartenenti alla comunità scientifica, fraintendendo o manipolando quanto da essi scritto. In questo modo fanno dire loro ciò che vogliono sentir detto.

Infine un altro segnale che dovrebbe generare scetticismo nei confronti di un sito è un dominio altisonante come ad esempio Scienzadellacartomanzia.com o Energylifepower.com.

Le regole fin qui considerate sono utili per una ricerca tra pagine web che non si conoscono e che risultano da una semplice interrogazione dei più comuni motori di ricerca. Esse possono essere d’aiuto per approfondire una ricerca che parte ad esempio da una generica, ma spesso ben documentata, pagina Wikipedia o per valutare i libri che potremmo cercare in libreria o nelle biblioteche. A questo riguardo è opportuno segnalare che la casa editrice è sovente rivelatrice dell’appartenenza disciplinare del libro. Case editrici quali la Macro Edizioni e la Edizioni Mediterranee pubblicano spesso libri su tematiche che potrebbero essere considerate pseudoscientifiche, anche se non si limitano soltanto a pubblicazioni di questo genere. È tuttavia importante sottolineare che le semplici regole di buon senso fin qui viste non sostituiscono un’approfondita analisi critica dei testi reperiti ma, al più, ne favoriscono l’avvio.

Per semplificare la ricerca e renderla meno soggetta alle regole fin qui introdotte ci si può avvalere di siti tematici specializzati sull’argomento di nostro interesse. Il sito del CICAP (http://www.cicap.org ) ad esempio offre articoli affidabili e ben organizzati per soggetto, riferimenti a siti che si occupano dei loro stessi argomenti, riferimenti a organizzazioni che operano in altre nazioni e che hanno i suoi stessi obiettivi, oltre a recensioni di libri e molto altro materiale utile per intraprendere la ricerca. Anche Query o Query online (http://www.queryonline.it/ ), ossia le riviste ufficiali del CICAP, sono risorse fondamentali per una ricerca spedita e mirata al fine di raccogliere le informazioni, gli argomenti e le prove da utilizzare nel confronto argomentativo.

Nota

1) Cicerone, 2001. Dell’oratore. Milano: BUR, I, 20


Bibliografia

  • Dunning, B. 2012. How to Tell a Good Website From a Crap Website. Skeptoid. http://skeptoid.com
  • Park, R. L. 2003. The Seven Warning Signs of Bogus Science. The Chronicle
of Higher Education. http://chronicle.com
  • Willinghan. E. 2011. Real Science vs. Fake Science: How Can You Tell Them Apart? Double Science.
http://www.doublexscience.org