Folkloristica “computazionale”, vecchi periodici e leggende urbane

  • In Articoli
  • 26-04-2019
  • di Roberto Labanti
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Frederick Burr Opper ©Wikipedia
Nel gennaio 1922 diversi quotidiani polacchi raccontarono una storia orrifica: quella di un figlio tornato dopo sette lunghi anni di prigionia nella sua casa a Cekcyn, nel centro-nord del paese, dove, non riconosciuto dalla madre, venne da questa sgozzato per rapina; una volta capito l’errore, la donna si suicidò. Come spiegano i linguisti computazionali Filip Graliński, Daniel Dzienisiewicz e Piotr Wierzchoń in un articolo appena pubblicato su Contemporary Legend, la rivista peer review dell’International Society for Contemporary Legend Research (ISCLR)[1], si trattava di una storia “completamente fabbricata”, smascherata presto da altri giornali. Anzi, si trattava di un esempio di quel complesso di narrazioni che gli studiosi di folklore conoscono con il nome de “il figlio assassinato” (tipo novellistico AaTh/ATU 939A; motivo N321 “Son returning home after long absence unwitti[...]
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