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Il ministero, Darwin e la censura

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15-11-2005

Sulle queste pagine ci siamo ripetutamente occupati del caso Darwin ovvero della cancellazione dell'insegnamento dell'evoluzionismo dai programmi delle scuole medie prevista dalla riforma Moratti (vedi anche Scienza & Paranormale n. 55 e 60). Il bimestrale Micromega (n. 6, ottobre-novembre 2005), in un articolo dell'epistemologo Telmo Pievani, rivela oggi inquietanti retroscena sul comportamento del ministero.
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Come è noto, in seguito alle profonde reazioni di protesta suscitate dalla cancellazione dell'evoluzionismo dai programmi delle scuole medie, a fine aprile 2004 il ministro Moratti aveva istituito una commissione di saggi per esaminare il problema. La commissione, presieduta da Rita Levi Montalcini, redasse un documento (in cui ovviamente si sottolineava la necessità di reintrodurre Darwin nei programmi delle scuole medie) che venne consegnato al ministero il 23 febbraio 2005.

La redazione di Micromega, in seguito a un diverbio epistolare con Giuseppe Bertagna, principale ispiratore della riforma Moratti, si rivolse al ministero chiedendo di poter avere copia del documento originale redatto dalla commissione. Inizia a questo punto un incredibile balletto in cui la redazione viene ripetutamente invitata a rivolgersi a molteplici uffici del ministero senza che il documento salti fuori. Alla fine, dopo estenuanti ricerche e insistenze, appaiono chiari i motivi di queste resistenze. La redazione di Micromega scopre infatti che al ministero esistono ben due documenti: oltre all'originale, infatti, esiste una seconda versione (l'unica a essere stata divulgata) che è stata pesantemente censurata. Nel documento originale, infatti, compaiono diverse severe critiche all'operato del ministero che sono state puntualmente eliminate nel documento "addomesticato". (Si può scaricare l'articolo originale di Micromega con il confronto tra le due versioni del documento qui )

Ad esempio, scompare completamente questo brano:

Trascurare l'insegnamento dell'evoluzione, in favore della quale esistono oggi molti fatti incontrovertibili e teorie molte chiare, probabilmente ignorati dagli estensori delle nuove norme ministeriali, sarebbe un errore intollerabile in una società che si ritiene civile.

Altri brani cancellati riguardano in generale le scienze. Come questo:

Nel formulare i suoi suggerimenti la Commissione ha ritenuto importante che in generale le Indicazioni riconoscano il ruolo delle scienze come componente essenziale della cultura umana e in particolare il principio che la responsabilità di indicare che cosa insegnare delle scienze tocchi agli scienziati, ai pedagogisti, come; e a entrambi, quando.

O quest'altro:

Si scoraggia l'uso generalizzato del termine «scienze» ad esempio se riferito allo sport: l'uso dell'espressione «Scienze motorie e sportive» pare un omaggio ad una non incoraggiabile tendenza che arriva a manifestarsi addirittura nella dizione «scienze religiose» (che per fortuna non compare qui!): a questo riguardo va però sottolineato che l'aggettivazione di religione come «cattolica» (assente nei precedenti programmi) e il richiamo alla «definizione delle Indicazioni a quelle che saranno indicate dalla Cei» limitano fortemente le auspicabili aperture interreligiose e interconfessionali che pure ricevono forti sollecitazioni dalle massime autorità religiose, cattoliche e non.

In un caso, un brano del documento è stato addirittura riscritto alterandone pesantemente il senso. I quattro punti che compaiono infatti nelle "Raccomandazioni generali" nel testo originale:

RACCOMANDAZIONI GENERALI
Alla fine del 1 ciclo si dovrebbe aver trasmesso agli studenti una comprensione dei seguenti concetti basilari della scienza:
1. La scienza è una delle due forme più alte della cultura umana;
2. Universalità delle caratteristiche essenziali del pensiero e della prassi scientifica;
3. Responsabilità della scienza;
4. Essenzialità dell'evoluzione al fenomeno vita.

risultano così trasformati:

- le scienze hanno un ruolo essenziale nei processi produttivi;
- il metodo delle scienze è uno strumento universale per la conoscenza della realtà empirica: i giovani devono imparare ad esaminare i dati acquisiti dalle materie scientifiche, correlandoli a ipotesi e teorie;
- lo studio dell'evoluzione è essenziale per una visione olistica del fenomeno vita.

Tali censure e manipolazioni rappresentano indubbiamente un preoccupante fatto politico, ma ancor prima culturale. Nella censura operata dal ministero traspare infatti una concezione della scienza esclusivamente strumentale che non riconosce affatto la fondamentale valenza culturale che essa possiede. Che un ministero dell'istruzione e della ricerca sia tuttora ancorato a questa obsoleta visione è un fatto gravissimo e del tutto inaccettabile in una paese che ambirebbe a essere moderno e avanzato.

Silvano Fuso


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