La salita di Roccabruna
anurbaccoR id asecsid aL
Figlia di un dio minore1, la salita di
Roccabruna, salita per chi sale ma discesa per chi scende, finalmente svela
tutto il suo mistero sotto gli occhi impietosi della scienza che la analizza,
scruta, legge, misura, percepisce.
Non si sa dove nasca la leggenda, (altrimenti che leggenda sarebbe?) ma di
tradizione orale in tradizione si sviluppa e cresce fino a fiorire ai giorni
nostri in un ameno angolo della mitica provincia cuneese. Pochi metri di strada,
dieci forse venti, su una provinciale che dal paese di Roccabruna sale alla
frazione di S. Anna bastano ad attirare scettici e curiosi. L'incrocio c'è, è
reale più di una congiunzione stellare o un tema astrale, l'asfalto è grigio,
“fatto male”, come dice l'esperto chiamato a carpire con magici strumenti
topografici i segreti numeri e le mistiche coordinate (da giocare al Lotto nelle
prossime 70 settimane?). Una “schina d'asu” per i conoscitori della materia,
“schiena d'asino” per chi non ha il piacere di conoscere il cantilenante
dialetto piemontese. Basta questo e qualche spanna d'illusione ottica per
generare un fenomeno curioso: sei in un punto della salitadiscesa e
l'immancabile amicone che ti fa da mentore e cicerone ti chiede “da che parte
pende la strada”; oppure arrivi in auto, ti fermi e togli il freno a mano: “da
che parte andremo adesso?”. E tu rimani lì indeciso: “Se me lo chiede il trucco
deve per forza esserci”, poi guardi ed effettivamente hai qualche attimo
d'indecisione. Qualcuno può anche provare a convincerti che “c'è qualcosa di
strano”: “non senti anche tu un senso di vertigine e nausea” e tu provi a
convincerlo che non senti niente; ma per definizione uno scettico è uno
scettico. Puoi sostenere davanti ad una scettico doc che “non senti nulla?”.
Ed infine ecco l'esperto di chiara fama2 ed in un
amen distrugge il mito: è un illusione ottica, ci sono due strade che convergono
nell'incrocio con pendenze diverse e l'occhio rimane disorientato. In aggiunta
l'ultimo rifacimento del manto stradale (qualche manciata d'anni fa) completa
l'opera. Misteri a parte le misure parlano fin troppo chiaro: la salita è una
salita, la discesa è una discesa. È un illusione ottica, un fenomeno curioso e
bello da vedersi, ma niente di paranormale, almeno topograficamente e
geometricamente parlando.

Restano in piedi altre ipotesi? Beh, sì forse presenze aliene, distorsioni
spaziotemporali, multiuniversi o contatti soprannaturali potrebbero riaprire la
partita ma per ora nessun Xfiles è aperto (forse) sull'argomento, nessuna
traccia emerge dagli archivi consultati, solo leggenda orale e qualche bisbiglio
misterioso: “Qualcosa c'è!”, sussurra enigmaticamente una nativa, ma è doveroso
sottolineare che tutti gli abitanti del luogo contattati oralmente si sono
dimostrati degli ottimi conoscitori di fisica ottica e dei potenziali iscritti
al CICAP. Scende velocemente la sera ma resta in ogni caso il consiglio per una
gita in un luogo incantato... condito da uno spuntino o una cena dai sapori
magici ed arcani, consiglio da mettere in pratica al più presto, perché il
prossimo consiglio comunale di Roccabruna potrebbe decidere di utilizzare un
imminente finanziamento per ripassare il manto stradale della salitadiscesa ed
allora il mistero veramente diventerà leggenda e pochi beati potranno dire “io
c'ero, ho visto, ho percepito...”.
Roberto Revelli
Ph.D. in Ingegneria Idraulica, ricercatore, Dipartimento di Idraulica,
Trasporti e Infrastrutture civili, Politecnico di Torino www.polito.
it/dpi/ditic/webditic
Contatti: roberto.revelli@polito.it
Note
- La dea maggiore, forse di Roma, pare sia apparsa in un numero di
Focus, mormora qualcuno, altri in modo più misterioso sostengono che una volta
il mitico Angela Piero l'abbia nominata all'orecchio di pochi adepti... altro
mistero su cui indagare?
- Corre l'obbligo di ringraziare il prof. Fulvio Rinaudo, docente di
Topografia al Politecnico di Torino, che per amicizia e... una birra ghiacciata,
si è lasciato convincere ad effettuare una misura sul luogo del delitto.
Link
Scarica la foto completa della "salita in discesa" da cui è
stata ritagliata l'immagine a metà pagina.
|