Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


Indagine su Rennes-le-Château

Nel suo Le Petit Prince lo scrittore francese Antoine de Saint-Exupery scriveva: “Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c’era un tesoro nascosto. Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, né forse l’ha mai cercato. Eppure incantava tutta la casa.”

Sono poche le certezze sull'intricatissimo mito di Rennes-le-Château, ma su una non si può dubitare: è un luogo incantevole. Lo è quanto la piccola casa antica di Saint-Exupery. E lo è forse per le stesse ragioni: la leggenda racconta che a Rennes ci sia un tesoro nascosto. Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo - sebbene in molti l'abbiano cercato. Eppure - lo si può vivere personalmente - incanta tutto il paese.

Passeggiando per le sue minuscole stradine, non lo si potrebbe distinguere da qualunque altro villaggio di montagna, ma le leggende sorte intorno al suo vecchio parroco e alla sua storia lo hanno illuminato di una luce straordinariamente affascinante.
Per molti cultori del mistero si tratta di una luce sinistra, che ad ogni nuova rivelazione assume inediti lati oscuri, fa sorgere nuovi dubbi e aggiunge incoerenza ad incoerenza. Per noi, affascinati dai perversi meccanismi alla base dell'inganno e della credulità, è una luce continuamente schermata dai folli visionari che tentano di trasformare la sua bellezza in un vuoto e sgangherato sistema autoreferenziale.
Villaggio delle contraddizioni, non nasconde improbabili tesori, conoscenze occulte o inquietanti segreti, eppure - proprio grazie alla letteratura prodotta da chi lo crede - evoca anche in chi è impermeabile al mito sensazioni archetipiche: non c'è alcun bisogno di sospendere l'incredulità per "percepire" a Rennes-le-Château il fascino infantile della "caccia al tesoro", l'adolescenziale trasporto per le vicende di Indiana Jones, l'eternità ciclica della queste du Graal.

A Rennes è necessario scavare. Ma la terra da eliminare è costituita dalle ipotesi contradditorie che hanno sotterrato la vera storia di Bérenger Saunière, dai documenti apocrifi che hanno superato, in quantità, quelli autentici, dalle domande "tangenziali" che non sfiorano minimamente il nucleo del mistero ma ruotano continuamente su se stesse.

Rennes-le-Château ha un fascino simile a quello del Cubo di Rubik. Tiene in scacco gli enigmisti più esperti, i solutori più abili, fornendo un enigma dalle inesauribili sfaccettature, ma gli elementi che lo compongono sono strettamente legati e tutti condensati nell'arco di pochi chilometri quadrati; elementi che consentono miliardi di permutazioni, che nessuno potrà mai analizzare completamente. Ed è un enigma colorato, piacevole all'occhio, la cui multicromia non viene sbiadita da un'indagine seria e documentata. Sarà per tutte quelle incisioni nella pietra da interpretare, per quei dipinti nei quali cercare paesaggi del Razes, per quei reperti archeologici così affascinanti ed evocativi, ma i divani della Tour Magdala, le tapezzerie di villa Bethania e lo sguardo del demone Asmodeo non smettono di brillare di una luce bellissima - anche se osservati con l'occhio disincantato di chi ha scorto il vuoto dietro la leggenda.
Non esistono grigi a Rennes. Le poche lapidi che vorrebbero tendere a quel colore sono violate da iscrizioni che assicurano loro i chiaroscuri, gli stessi che si ammirano sul pavimento della chiesa di Santa Maddalena come tra i mattoni e le feritoie della Tour.

Quello di Rennes è un mito appassionante per un enigmista: forse nessuna caccia al tesoro ha mai proposto tanti acronimi dal significato ambiguo, tanti complicati anagrammi, tanti messaggi nascosti e libri ricolmi di assurdi giochi di parole; non c'è ricercatore, per quanto razionale, che non arrivi a scuotere la testa confuso di fronte ad una mole di materiale così ampia: la leggenda di Saunière invita a guardare dietro la superficie delle cose alla ricerca della verità, e - cosa fondamentale - non frustra la ricerca di un senso. Ciò che il sacerdote fece nel corso di una vita ha un significato, segue davvero un preciso disegno; le sue enormi ricchezze hanno origini perfettamente individuabili; le pergamene create negli anni Sessanta del XX secolo contengono davvero un messaggio nascosto, che ha davvero un senso - rintracciabile calandosi attentamente nello zeitgeist dell'epoca.
Il mistero di Rennes-le-Château, dunque, consente anche al più scettico dei "cercatori" un approccio - per citare Umberto Eco - à la diabolique, e garantisce traguardi ben tangibili, a differenza della maggior parte delle indagini su fenomeni paranormali, UFO e civiltà perdute, che si concludono quasi invariabilmente con l'amara scoperta che l'oggetto dell'indagine non esisteva.

I risultati di un'indagine che prosegue, ormai, da due anni, sono esposti in questo sito, continuamente aggiornato alle ultime novità sul mito.

Resta però una domanda: qual è il vero oggetto di questa ricerca? Tempo fa mi trovavo ai margini di un crop circle insieme all'amico Francesco Grassi. Ci accorgemmo molto presto di non essere lì a studiare la discesa di un'astronave aliena sulla terra: era oltremodo interessante seguire i discorsi dei presenti, che saltavano da una considerazione esoterica ad una interpretazione simbolica dell'agroglifo ad un'ipotesi sulla sua formazione che avrebbe coinvolto "vortici di plasma". No, non ci stavamo appassionando a quel disegno nel grano: ci appassionava l'Uomo. L'Uomo e la sua straordinaria fantasia, la sua inesauribile sete di mistero, l'illusione in cui spesso sceglie di vivere.

Rennes-le-Château impone un simile approccio. Pochi "cercatori" se ne sono accorti, distratti dallo sguardo di Asmodeo o dai paesaggi sullo sfondo del bassorilievo della Maddalena, ma nella chiesa, subito dopo l'ingresso, c'è un cartello scritto con un pennarello nero che indica la precisa ubicazione del tesoro di Rennes.

"Dans cette Eglise, le trésor c'est Vous..."

Mariano Tomatis
Scrittore, ricercatore



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