| GLI ESERCITI DELLA NOTTE.
di Isaac Asimov
Lo scorso fine settimana, aspettavo
a New York una riunione della Mensa, poiché ne sono il vicepresidente
internazionale e si è instaurata la tradizione che io parli alle
assemblee di New York.
La Mensa è un'associazione
che raccoglie individui di alto QI e in quest'ambito ho incontrato moltissime
persone intelligenti e amabili. Pertanto è per me un grandissimo
piacere partecipare a questi incontri.
Tuttavia, ho il sospetto che
per una persona con alto QI comportarsi in maniera ridicola sia altrettanto
facile che per qualsiasi altra.
E quindi, alcuni membri dell'associazione
sembrano molto interessati all'astrologia e ad altre forme di occultismo,
e la sera in cui ho pronunciato il mio discorso sono stato preceduto da
un astrologo che ha parlato per una quindicina di minuti di cose senza
senso, con mia notevole noia.
Tuttavia, non è stato
questo il mio unico rapporto con l'astrologia, quel giorno.
Gli adepti alla Mensa hanno
la consuetudine di sfidarsi l'un l'altro in ogni sorta di conflitti intellettuali
ed io sono un naturale bersaglio, sebbene faccia ogni sforzo per rimanerne
fuori, e faccio poco più che parare le stoccate quando il combattimento
è inevitabile. O, almeno, ci provo.
L'altra sera una giovane donna,
decisamente attraente, mi si avvicina (naturalmente sapendo chi ero) e
mi dice in maniera aggressiva: "Che cosa pensa dell'astrologia?".
Difficilmente avrebbe potuto
leggere la maggior parte dei miei libri senza sapere la risposta a quella
domanda, quindi dedussi che voleva provocarmi. Io non volevo accettare
la provocazione, e quindi mi limitai ad una semplice asserzione sulla mia
posizione e dissi "Non mi impressiona".
Doveva aspettarsi quella risposta
e disse subito "Ha mai studiato l'astrologia?".
Pensava di essere al sicuro
facendomi quella domanda, poiché certamente sapeva che uno
scrittore di divulgazione scientifica che lavora sodo come me, che si scontra
costantemente con le difficoltà di continuare il proprio lavoro
nel campo della ricerca scientifica attiva, potrebbe a mala pena dedicare
del tempo ad una diligente ricerca su ciascuna delle numerose ultime follie
che infestano le menti della gente.
Ero tentato di risponderle positivamente
poiché conosco abbastanza l'astronomia per sapere che le assunzioni
astrologiche sono ridicole e ho letto abbastanza lavori di scienziati che
hanno studiato l'astrologia per sapere che non le va data alcuna credibilità,
neppure in minima parte.
Se però le avessi detto
che studiavo l'astrologia mi avrebbe sicuramente chiesto se avevo
letto qualche libro insensato di un somaro numero uno e qualche volume
idiota di un pazzo numero due e mi avrebbe inchiodato nelle mie responsabilità
non solo come uno che non aveva mai letto niente di astrologia ma che aveva
anche mentito su questo.
Pertanto le dissi, con un sorriso
disarmante: "No".
Ed ella prontamente : "Se l'avesse
studiata, ne sarebbe rimasto impressionato".
Risposi ancora telegraficamente:
"Non credo".
Era quello che voleva sentirsi
dire. Trionfalmente disse: "Questo significa che è un settario
dalla mentalità ristretta, che teme di far vacillare i propri pregiudizi
con lo studio".
Avrei dovuto semplicemente stringermi
nelle spalle, sorridere e allontanarmi, ma mi trovai coinvolto in una risposta
per le rime. Le dissi: "Sia comprensiva, signorina, io penso di essere
un po' settario nell'intimo e quindi sto attento a non esercitare tale
mio settarismo con l'astrologia perché non voglio essere tentato
di servirmi di essa su qualsiasi argomento senza alcun'ombra di pudore
intellettuale". Batté i piedi adirata.
Il problema, vedete, non è
che io non ho fatto ricerche sull'astrologia; è che lei non si era
documentata affatto nel campo dell'astronomia e non era in grado di capire
quanto vuota di contenuti sia l'astrologia.
E questo avviene perché
gli americani considerano alla moda non avere alcuna nozione scientifica,
anche se sono colti in altri campi, e sono quindi facile preda delle insensatezze.
Essi fanno parte degli eserciti
della notte, dell'oscurantismo, degli approvvigionatori di stupidità,
dei divulgatori di cibo intellettuale scadente, dei mangiatori di cartone
mentale, ché la loro ignoranza li tiene lontani dal distinguere
il nettare dal fango.
Tuttavia, in un certo senso,
la mia astrologica avversaria aveva abbandonato il campo prematuramente.
Ella non aveva usato armi che erano invece a sua disposizione e mi avrebbe
potuto facilmente irretire in ulteriori discussioni completamente inutili.
Poteva richiamare l'attenzione
sul fatto che grandi astronomi antichi si erano interessati di astrologia.
L'importante curatore di libri di fantascienza John Campbell una volta
usò questo argomento con me, per esempio.
Prendiamo Keplero! Egli è
stato un astronomo di prima grandezza e il primo a realizzare il corretto
disegno del sistema solare. E tuttavia egli faceva oroscopi.
In realtà a quei tempi,
come oggi, si guadagnavano molti più soldi facendo l'astrologo che
l'astronomo, e Keplero lo faceva per vivere. Dubito che credesse negli
oroscopi che preparava e, anche se così fosse, non vorrebbe dire
niente.
Quando Campbell usò questo
argomento con me, quello che gli risposi fu: "Ipparco di Nicea e Tycho
Brahe, due tra i più grandi astronomi di tutti i tempi, pensavano
che il sole ruotasse intorno ad una Terra immobile. Con tutto il rispetto
che ho per quelle due menti veramente geniali, non accetto la loro autorità
su questo punto".
La giovane donna avrebbe anche
potuto dire che la Luna ci influenza certamente nell'ambito delle maree
e infatti per secoli moltissimi astronomi studiarono il fenomeno. Una delle
loro osservazioni era che l'alta marea aveva luogo anche quando la Luna
non era nel cielo.
E questo è abbastanza
vero, e se fossi vissuto ai tempi di Galileo, avrei potuto ignorare l'influenza
della Luna, come ha fatto lui; e avrei sbagliato, come ha fatto lui.
Tuttavia il rapporto tra la
Luna e le maree non è una credenza astrologica; l'esistenza di questa
relazione è stata dimostrata da astronomi e non da strologi,
e una volta che questo nesso è stato provato non ha portato all'astrologia
nemmeno un atomo di credibilità.
Il problema non è se
la Luna influenza le maree, ma se la Luna (o qualsiasi altro corpo celeste)
influenza noi in modo da persuaderci del fatto che un piccolo particolare
del nostro comportamento sia determinato dai cambiamenti delle configurazioni
di quei corpi celesti.
Sappiamo, voi ed io, che cosa
sia l'astrologia. Se avete qualche dubbio, leggete l'oroscopo su qualsiasi
giornale e non avrete problemi. Se siete nati in un certo giorno, dicono
gli astrologi, state attenti ai vostri investimenti, dovete essere
prudenti con chi amate, non dovete aver paura di correre rischi eccetera
eccetera.
Perché? Qual'é
la relazione?
Avete mai sentito un astrologo
che spiega esattamente perché mai una particolare data di nascita
influenzi il vostro comportamento in un determinato modo? Egli potrebbe
spiegarvi che quando Nettuno è in congiunzione con Saturno, gli
affari finanziari (diciamo così) diventano precari ma vi ha mai
spiegato perché dovrebbe accadere questo? O come sia giunto a questa
conclusione?
Avete mai avuto notizia di due
astrologi che discutessero seriamente di come una atipica configurazione
di corpi celesti possa influenzare gli individui, presentando ognuno prove
per la propria tesi? Avete mai avuto notizia del fatto che un astrologo
abbia fatto una scoperta e abbia avanzato una teoria astrologica al riguardo?
L'astrologia consiste in nient'altro
che banali affermazioni. Quella che va per la maggiore è quella
relativa al fatto che il numero di atleti (facciamo un esempio), nati sotto
l'ascendente di Marte (o qualcos'altro), è maggiore di quella che
ci si aspetta in una distribuzione casuale. Generalmente, anche questa
sorta di dubitabili "scoperte" si rivela inconsistente, ad un esame più
approfondito.
Facciamo un altro esempio. Alcuni
anni fa è uscito un libro intitolato The Jupiter effect. In esso
veniva proposta una complicata tesi riguardante gli effetti delle maree
sul sole. Questi effetti delle maree esistono e Giove ne è una delle
prime cause, sebbene anche altri pianeti (in particolare la Terra) vi contribuiscano.
Venivano portati argomenti a
sostegno dell'ipotesi che queste maree fossero correlate all'attività
solare come nel caso delle macchie e dei flares. Questi fenomeni, a loro
volta, avrebbero delle conseguenze sul vento solare che, a sua volta, influenzerebbe
la Terra e potrebbe, al limite, influenzare il delicato equilibrio dei
movimenti tettonici della crosta terrestre.
I pianeti sarebbero stati più
vicini del solito in cielo nel marzo 1982 e i loro effetti di maree combinati
sarebbero stati un po' più intensi del solito. Se le macchie solari
avessero raggiunto un massimo nel 1982, vi sarebbero state anche delle
conseguenze più rilevanti e l'effetto sulla Terra sarebbe stato
maggiore. Se allora la faglia di Sant'Andrea fosse stata sul punto di scorrere
(come sostenuto da molti sismologi), l'influenza del vento solare avrebbe
potuto fornire quest'ultima pagliuzza necessaria a tale evento e provocare
un terremoto nel 1982.
Gli autori non facevano segreto
di quanto il concatenamento degli avvenimenti fosse articolato e improbabile.
L'editore mi fece avere le bozze
e mi chiese di scrivere un'introduzione. Io fui colpito da quell'ipotesi
e scrissi un'introduzione, il che fu un errore. Non avevo immaginato quanta
gente avrebbe letto quel libro e, ignorando gli ammonimenti, lo avrebbe
preso invece terribilmente sul serio. Cominciai ad essere bombardato da
lettere di persone spaventatissime che mi chiedevano cosa sarebbe successo
nel marzo 1982. Dapprima avevo risposto con delle cartoline con scritto:
"Niente". Alla fine i messaggi che scrivevo dicevano: "Niente!!!!!!!!!".
E' accaduto che il picco nelle
macchie solari sia stato raggiunto ben prima del 1982, e non vi è
stato alcun evento catastrofico. Chiaramente non c'era alcuna connessione
necessaria tra l'attività di maree planetaria e il ciclo delle macchie
solari. Uno degli autori del libro disconobbe subito la teoria. (E se anche
non lo avesse fatto, in fondo, tutto quello che aveva detto era che un
terremoto che stava comunque per accadere poteva solo avere un piccolo
anticipo a causa di effetti planetari - in marzo, diciamo, invece che in
ottobre).
Ma l'autore si era rimangiato
la sua teoria troppo tardi. The Jupiter effect aveva catturato l'attenzione
degli eserciti della notte ed essi si erano innamorati dell'"allineamento
dei pianeti".
Quello che avevo tratto dalle
lettere era che essi avevano capito che i pianeti si sarebbero allineati
l'uno con l'altro, dritti in riga. (In realtà sono sparsi, anche
quando raggiungono la minima distanza relativa, in un quarto del cielo).
Essi pensavano che fosse un
misterioso avvenimento che accadeva solo ogni milione di anni o quasi.
In effetti questo raggruppamento avviene ogni secolo e un quarto. Infatti,
non erano passati molti anni da quando c'era stato un allineamento ancor
più stretto di quello del marzo 1982, ma in quell'occasione alcuni
pianeti si trovavano da una parte del Sole e altri dall'altra.
Dal punto di vista delle maree
non importa che i pianeti siano tutti dalla stessa parte del Sole o distribuiti
da ambo le parti purché siano approssimativamente allineati,
ma per la gente, evidentemente, l'allineamento è tale solo se i
pianeti si trovano tutti dalla stessa parte. Avendoli tutti da uno stesso
lato, rispetto al Sole, sembrava che il Sistema solare si sarebbe potuto
rovesciare, suppongo.
Ma c'è di più.
I sostenitori dell'allineamento planetario non si sarebbero accontentati
di un terremoto. La voce era che la California sarebbe scivolata in mare.
In realtà, per molti,
nemmeno la perdita della California era sufficiente. Si sparse la voce
che sarebbe arrivata la fine del mondo, e io penso che molta gente si sia
svegliata nel giorno dell'allineamento pronta ad andare incontro a quella
che fosse la sorte che essi pensavano di dover subire quando un grande
FINE fosse apparso nel cielo.
E intanto, non potevo
fare a meno di chiedermi perché si fossero preoccupati di associare
l'allineamento ad un giorno preciso. I pianeti si muovono lentamente nel
cielo sulle loro traiettorie che non si intersecano e in un giorno particolare
l'area in cui si sarebbero tutti trovati avrebbe avuto un minimo. Il giorno
prima e il giorno dopo l'area era leggermente più grande di quella
minima, e due giorni dopo e due giorni prima ancora un po' più grande.
Qualunque fosse stato l'effetto materiale di quell'allineamento, non sarebbe
potuto essere molto più grande, al momento dell'area minima, di
quello realizzatosi nell'intervallo di diversi giorni, prima e dopo del
giorno fatidico. Io, tuttavia, sospetto che i drogati dell'allineamento
avessero la nozione che tutte le cose avvenissero sotto una qualche mistica
influenza che si estrinsecava solo quando tutti i pianeti si fossero disposti
l'uno accanto all'altro a formare una linea perfettamente retta (cosa mai
avvenuta, naturalmente).
In ogni caso, il giorno dell'allineamento
arrivò e passò senza che fosse avvenuto niente di funesto.
Sono certo che nessuno si sarà
svegliato e avrà detto "Oh, mi ero sbagliato". Erano troppo preoccupati
ad attendere la prossima manifestazione della fine-del-mondo. Forse la
Cometa di Halley.
Gli ignoranti non si sono mai
preoccupati di imparare ad usare correttamente il vocabolario.
Una teoria, quando è
proposta da uno scienziato competente, è un elaborato ed approfondito
tentativo di rendere conto di una serie di osservazioni, peraltro sconnesse
ed apparentemente scorrelate. Essa si basa su un'ampia fenomenologia, sofisticati
ragionamenti e, dove necessario, su attente deduzioni matematiche. Perché
abbia successo, una teoria deve essere confermata da altri scienziati mediante
ulteriori numerosi esperimenti e verifiche e, dove sia possibile, deve
fornire previsioni che possano essere verificate e confermate. La teoria
può essere, e così, avviene, precisata e migliorata man mano
che vengano eseguiti ulteriori e più sofisticati esperimenti.
Voglio fare degli esempi di
teorie che hanno avuto successo, con delle date nelle quali sono state
avanzate per la prima volta:
La teoria atomica, 1803
La teoria dell'evoluzione, 1859
La teoria quantistica, 1900
La teoria della relatività,
1905
Ciascuna di esse è stata
continuamente sperimentata e verificata fin dalla sua prima enunciazione
e, con i necessari miglioramenti e perfezionamenti, ha superato tutte le
prove.
Nessuno scienziato con una certa
reputazione dubita che atomi, sviluppo evoluzionistico, quanti, e moto
relativistico esistano sebbene ulteriori miglioramenti e perfezionamenti
dei dettagli possano risultare necessari.
Che cosa non è una teoria?
Non è un'"ipotesi".
Molta gente che non sa assolutamente
nulla di scienza non crede alla teoria dell'evoluzione perché é
"solo una teoria". Un cervello come Ronald Reagan, nella sua campagna elettorale
del 1980, rivolgendosi ad un gruppo di fondamentalisti, respinse l'evoluzionismo
in quanto era "solo una teoria".
Una volta inveii, sulla stampa,
contro uno dei seguaci del "solo una teoria", dicendo che chiaramente non
sapeva nulla di scienza. Il risultato fu che ricevetti una lettera da un
quattordicenne che mi diceva che le teorie non sono altro che "ipotesi
avventate" ed egli lo sapeva perché glielo avevano detto i suoi
insegnanti. Rifiutava la teoria dell'evoluzione in modo grossolano e mi
diceva con orgoglio che aveva pregato a scuola perché nessuna legge
gli potesse mai impedire di continuare a farlo. Allegava una busta affrancata
e con il suo indirizzo perché voleva che gli rispondessi sulla questione.
Pensai che l'unica cosa da fare
era di accettare l'invito. Gli scrissi chiedendogli di considerare
seriamente se non poteva essere possibile che i suoi insegnanti fossero
così digiuni di scienza come lui. Gli suggerii anche che nelle prossime
preghiere implorasse Dio di concedergli l'opportunità di un'acculturazione,
in modo che non rimanesse ignorante per tutta la vita.
E questo solleva una questione
importante. Come si fa a non far rimanere ignoranti le persone se quelli
che dovrebbero insegnare sono spesso essi stessi spaventosamente ignoranti?
Chiaramente vi sono delle magagne
nel sistema scolastico americano e le scuole americane sono particolarmente
carenti nell'insegnamento scientifico per un certo numero di ragioni.
Una di queste, suppongo, è
che la vecchia buona tradizione pionieristica ha sempre nutrito dei profondi
sospetti nei riguardi dell'"insegnamento libresco" e pensava che il vecchio
"buon senso" fosse tutto quello che era realmente necessario.
Che negli Stati Uniti abbiano
raggiunto e superato il primato nel mondo nella scienza e nella tecnologia
è dovuto, in parte, ai suoi abili "geniacci" - i Thomas Edison e
gli Henry Ford - e, in parte, al contributo di molti che si erano già
formati culturalmente in Europa o avevano imparato dall'Europa il rispetto
per l'apprendimento e si erano preoccupati che i loro figli fossero educati
in maniera corretta.
Adolf Hitler è stato
responsabile, negli anni trenta, dell'ingresso negli Stati Uniti di dozzine
di scienziati di alto livello e i benefici effetti della loro presenza,
e degli allievi che essi hanno formato, sono ancora davanti a noi e hanno
a ridimensionare l'inadeguatezza del sistema educativo americano.
Questo non può durare
in eterno. Man mano che la nostra tecnologia diventa più complessa,
diventa meno probabile che possiamo dipendere da "geniacci" autonomi. Ed
errori come quelli di Hitler non si ripeteranno. I sovietici, per esempio,
fanno grandi sforzi per non permettere di espatriare a chiunque possa in
qualche modo aiutare quelli che considerano loro nemici.
Tuttavia, al di là della
generale inadeguatezza, sembra che la scuola americana si sia degradata
enormemente negli ultimi vent'anni. Si fanno continuamente racconti terribili
di gente che arriva all'università senza saper scrivere una frase
corretta e sensata. Ed è chiaro a chiunque voglia guardare
alla situazione americana con occhio obiettivo che stiamo perdendo la nostra
supremazia tecnologica, scientifica e industriale, nel Mondo.
Perché accade ciò?
Vi espongo quello che penso.
Circa vent'anni fa la
Corte suprema decise che la Costituzione americana non doveva permettere
la segregazione razziale e le corti furono istruite affinché i bambini
venissero allontanati dal loro quartiere al fine di equilibrare il rapporto
neri/bianchi. Ne seguì, come sappiamo, un allontanarsi dai sobborghi
dei bianchi e un loro affollarsi nelle scuole private, con l'esito che
le scuole pubbliche, nella maggior parte delle nostre città, sono
frequentate soprattutto, ed in maniera sempre crescente, da gente di colore.
Con questo si è determinato
un calo di interesse nel sostenere le scuole pubbliche da parte della media
borghesia bianca, che fornisce la maggior parte dei finanziamenti e anche
la maggior parte degli insegnanti.
Dobbiamo capire che per insegnare
bene le scienze sono necessari grossi finanziamenti. Occorrono testi piuttosto
sofisticati, insegnanti formati con un alto livello di qualificazione e
laboratori ben attrezzati. Se i fondi a disposizione diminuiscono, la formazione
scientifica ne risente in maniera drammatica. Né serve guardare
al futuro non considerando affatto la componente di colore. L'amministrazione
Reagan sta decurtando ( si parla del 1984. NdR) considerevolmente i finanziamenti
per la scuola pubblica e sta proponendo di erogare contributi per l'insegnamento
nella scuola privata.
Bene, e allora, la scuola privata
vuole insegnare le scienze?
Il sistema scolastico pubblico
è finanziato dal governo. I singoli contribuenti non possono facilmente
influenzare proprio coloro che dovranno spendere i loro contributi, e l'amministrazione
scolastica, se ha qualche competenza professionale, insisterà su
un sistema educativo ben funzionante. Gli insegnanti, come facenti parte
di un pubblico servizio, difficilmente sono perseguibili per il reato di
insegnare, e la Costituzione serve a prevenire i più grossolani
abusi contro tale libertà. (Era così in passato, prima che
il sistema scolastico pubblico fosse praticamente smantellato.)
Le scuole private, d'altra parte,
sono finanziate dai genitori degli studenti, e la maggior parte di essi,
rifiutando un sistema scolastico pubblico, che non gradisce per diverse
ragioni, non può permettersi un insegnamento che abbia costi superiori
a quelli delle tasse scolastiche. Naturalmente, non vogliono aumentare
le spese che non siano strettamente necessarie.
Poichè una formazione
scientifica qualificata implica un ulteriore sforzo sull'insegnamento,
i genitori sono portati a vedere i pregi dei fondamentali, vecchi, tradizionali
"leggere, scrivere e far di conto". E' una formazione al livello di quarta
classe, ma permette diversi fronzoli come l'impegno all'obbedienza e le
preghiere a scuola, e questo deve bastare.
Le scuole private devono essere
sensibili ai desideri dei genitori e dei loro portafogli, così che
possiamo considerarle finalizzate ad un'educazione sicura, qualcosa che
qualifichi gli studenti ad un ruolo di giovani executive e sviluppi la
loro abilità a maneggiare tre Martini, a pranzo. Ma è una
buona educazione? Mi meraviglio.
Tuttavia non voglio dividere
il mondo in buoni e cattivi in maniera semplicistica. Moltissimi di quelli
che non hanno avuto una formazione scientifica sono intelligenti e razionali.
E d'altra parte vi sono scienziati, anche famosi, che si sono impantanati
sia nel passato che nel presente.
In effetti, non è sorprendente
che accada ciò. Il metodo scientifico è un esercizio spartano
e austero per il cervello. Comporta dei progressi lenti, raramente e a
pochi dà origine a fenomeni tipo "Eureka" ed anche per quei pochi,
certo non spesso. Perché gli scienziati non dovrebbero essere tentati
di tornare indietro, per cercare qualche altra strada verso la verità?
Ero abbonato una volta a un
giornale scientifico per studenti di scuola superiore, e venne il momento
in cui provai disagio a leggerlo. Mi sembrava che l'editore mostrasse una
chiara simpatia per il velikovskianesimo e l'astrologia. Una volta, quando
un certo numero di astronomia firmò un documento contro l'astrologia,
il giornale fece delle obiezioni e espresse il dubbio che gli astronomi
non avessero in realtà studiato l'astrologia.
Fui spinto a scrivere una dura
lettera di risentimento per quell'obiezione folle.
L'editore mi rispose con una
lunga lettera, nella quale tentò di spiegarmi che la ragione e il
metodo scientifico non erano l'unica strada che portasse alla verità
e che dovevo essere più tollerante nei riguardi di metodi ad essi
alternativi.
Questo mi irritò. Gli
mandai una lettera abbastanza breve in cui dicevo qualcosa del tipo: "Ho
ricevuto la sua lettera nella quale mi spiega che la ragione non è
l'unica strada che conduce alla verità. Tuttavia la sua spiegazione
consiste sostanzialmente in un tentativo di spiegazione di questo. Non
me lo dica a parole, me lo dimostri! Mi convinca venendomi in sogno, o
me lo faccia intuire. Od anche mi scriva una sinfonia, mi dipinga un quadro,
mi faccia meditare su una meditazione. Faccia qualcosa - qualsiasi cosa
- che mi porti dalla sua parte e che non sia questione di ragionamento!".
Non l'ho più sentito.
Ma c'è dell'altro. Alcuni
mesi fa, Science Digest programmò di pubblicare un articolo su scienziati
contemporanei di prima grandezza, inclusi dei premi Nobel, che avevano
sviluppato degli argomenti mistici e inusuali sulla mente umana, che tentavano
di penetrare i segreti della natura con la meditazione, che erano
stati fortemente colpiti dalle filosofie orientali, e così via.
Science Digest mi inviò il manoscritto e mi chiese dei commenti.
Gli inviai una lettera di risposta,
contenuta in una scatola (con l'intestazione "Follie scientifiche") e che
accompagnava l'articolo poi pubblicato nel numero di luglio 1982 del giornale.
Ecco la lettera, parola per parola:
"Nel corso della storia, moltissimi
grandi scienziati hanno lavorato su qualche idea bislacca. Keplero fu un
astrologo professionista. Isaac Newton tentò di trasformare metalli
vili in argento e oro. E Nepero, che aveva inventato i logaritmi, produsse
un'imponente assurda interpretazione del Libro della Rivelazione.
Questa lista non finisce qui.
William Herschel, lo scopritore di Urano, pensò che il Sole fosse
oscuro, freddo ed abitabile sotto la sua superficie fiammeggiante. L'astronomo
americano Percival Lowell disse con insistenza di vedere dei canali su
marte. Robert Hare, un chimico americano molto esperto, inventò
un apparecchio con il quale poteva comunicare con l'aldilà. William
Weber, un fisico tedesco, e Alfred Wallace, coideatore della moderna teoria
dell'evoluzione, furono accaniti cultori dello spiritismo. Ed il fisico
inglese Oliver Lodge fu fautore di ricerche medianiche.
"Conoscendo questa documentazione
da primato, sarei enormemente meravigliato se nel 1982 non vi fosse nessun
grande scienziato innamorato di una qualche teoria speculativa che, alle
menti inferiori come la mia, sembri essere irrazionale.
"Sfortunatamente la maggior
parte di queste teorie speculative non può essere verificata in
alcun modo ragionevole, non può essere usata per fare previsioni
e non è presentata con argomenti irresistibili che possano convincere
altri scienziati. Infatti, tra tutti questi devoti immaginatori non ve
ne sono due che si trovino d'accordo su tutto. Ognuno dubita della razionalità
dell'altro.
"Può essere, naturalmente,
che al di là di tutte le apparenti sciocchezze, qualche pepita d'oro
possa brillare e qualche utile genio venga fuori. Quello che è avvenuto
in precedenza basta a giustificare tutto ciò. Tuttavia io ho il
sospetto che queste pepite saranno poche e sporadiche. Molte delle speculazioni
che sembrano senza senso - anche quando originate da grandi scienziati
- alla fine, si rivelano delle sciocchezze.
Ecco fatto. Io sto decisamente
con la ragione, e mi oppongo a tutto quanto mi sembri irrazionale, qualunque
ne sia l'origine.
Se voi siete dalla mia parte,
debbo avvertirvi che l'esercito della notte ha il vantaggio della superiorità
numerica, e per sua natura è insensibile alla ragione, quindi è
estremamente improbabile che voi ed io possiamo vincere.
Rimarremo sempre una piccola
minoranza, probabilmente senza speranze, ma non stanchiamoci mai di sostenere
la nostra opinione e di combattere la nobile battaglia per il giusto.
Isaac Asimov
da X stands for unknown, Nightfall
Inc. USA, 1984.
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