GLI ESERCITI DELLA NOTTE.

di Isaac Asimov
 

Lo scorso fine settimana, aspettavo a New York una riunione della Mensa,  poiché ne sono il vicepresidente internazionale e si è instaurata la tradizione che io parli alle assemblee di New York.
La Mensa è un'associazione che raccoglie individui di alto QI e in quest'ambito ho incontrato moltissime persone intelligenti  e amabili. Pertanto è per me un grandissimo piacere partecipare a questi incontri.
Tuttavia, ho il sospetto che per una persona con alto QI comportarsi in maniera ridicola sia altrettanto facile che per qualsiasi altra.
E quindi, alcuni membri dell'associazione sembrano molto interessati all'astrologia e ad altre forme di occultismo, e la sera in cui ho pronunciato il mio discorso sono stato preceduto da un astrologo che ha parlato per una quindicina di minuti di cose senza senso,  con mia notevole noia.
Tuttavia, non è stato questo il mio unico rapporto con l'astrologia, quel giorno.
Gli adepti alla Mensa hanno la consuetudine di sfidarsi l'un l'altro in ogni sorta di conflitti intellettuali ed io sono un naturale bersaglio, sebbene faccia ogni sforzo per rimanerne fuori, e faccio poco più che parare le stoccate quando il combattimento è inevitabile. O, almeno, ci provo.
L'altra sera una giovane donna, decisamente attraente, mi si avvicina (naturalmente sapendo chi ero) e mi dice in maniera aggressiva: "Che cosa pensa dell'astrologia?".
Difficilmente avrebbe potuto leggere la maggior parte dei miei libri senza sapere la risposta a quella domanda, quindi dedussi che voleva provocarmi. Io non volevo accettare la provocazione, e quindi mi limitai ad una semplice asserzione sulla mia posizione e dissi "Non mi impressiona".
Doveva aspettarsi quella risposta e disse subito "Ha mai studiato l'astrologia?".
Pensava di essere al sicuro facendomi quella domanda,  poiché certamente sapeva che uno scrittore di divulgazione scientifica che lavora sodo come me, che si scontra costantemente con le difficoltà di continuare il proprio lavoro nel campo della ricerca scientifica attiva, potrebbe a mala pena dedicare del tempo ad una diligente ricerca su ciascuna delle numerose ultime follie che infestano le  menti della gente.
Ero tentato di risponderle positivamente poiché conosco abbastanza l'astronomia per sapere che le assunzioni astrologiche sono ridicole e ho letto abbastanza lavori di scienziati che hanno studiato l'astrologia per sapere che non le va data alcuna credibilità, neppure in minima parte.
Se però le avessi detto che studiavo l'astrologia mi avrebbe sicuramente chiesto se  avevo letto qualche libro insensato di un somaro numero uno e qualche volume idiota di un pazzo numero due e mi avrebbe inchiodato nelle mie responsabilità non solo come uno che non aveva mai letto niente di astrologia ma che aveva anche mentito su questo.
Pertanto le dissi, con un sorriso disarmante: "No".
Ed ella prontamente : "Se l'avesse studiata, ne sarebbe rimasto impressionato".
Risposi ancora telegraficamente: "Non credo".

Era quello che voleva sentirsi dire. Trionfalmente disse: "Questo significa  che è un settario dalla mentalità ristretta, che teme di far vacillare i propri pregiudizi con lo studio".
Avrei dovuto semplicemente stringermi nelle spalle, sorridere e allontanarmi, ma mi trovai coinvolto in una risposta per le rime. Le dissi: "Sia comprensiva, signorina, io penso di essere un po' settario nell'intimo e quindi sto attento a non esercitare tale mio settarismo con l'astrologia perché non voglio essere tentato di servirmi di essa su qualsiasi argomento senza alcun'ombra di pudore intellettuale". Batté i piedi adirata.
Il problema, vedete, non è che io non ho fatto ricerche sull'astrologia; è che lei non si era documentata affatto nel campo dell'astronomia e non era in grado di capire quanto vuota di contenuti sia l'astrologia.
E questo avviene perché gli americani considerano alla moda non avere alcuna nozione scientifica, anche se sono colti in altri campi, e sono quindi facile preda delle insensatezze.
Essi fanno parte degli eserciti della notte, dell'oscurantismo, degli approvvigionatori di stupidità, dei divulgatori di cibo intellettuale scadente, dei mangiatori di cartone mentale, ché la loro ignoranza li tiene lontani dal distinguere il nettare dal fango.
Tuttavia, in un certo senso, la mia astrologica avversaria aveva abbandonato il campo prematuramente. Ella non aveva usato armi che erano invece a sua disposizione e mi avrebbe potuto facilmente irretire in ulteriori discussioni completamente inutili.
Poteva richiamare l'attenzione sul fatto che grandi astronomi antichi si erano interessati di astrologia. L'importante curatore di libri di fantascienza John Campbell una volta usò questo argomento con me, per esempio.
Prendiamo Keplero! Egli è stato un astronomo di prima grandezza e il primo a realizzare il corretto disegno del sistema solare. E tuttavia egli faceva oroscopi.
In realtà a quei tempi, come oggi, si guadagnavano molti più soldi facendo l'astrologo che l'astronomo, e Keplero lo faceva per vivere. Dubito che credesse negli oroscopi che preparava e, anche se così fosse, non vorrebbe dire niente.
Quando Campbell usò questo argomento con me, quello che gli risposi fu: "Ipparco di Nicea e Tycho Brahe, due tra i più grandi astronomi di tutti i tempi, pensavano che il sole ruotasse intorno ad una Terra immobile. Con tutto il rispetto che ho per quelle due menti veramente geniali, non accetto la loro autorità su questo punto".
La giovane donna avrebbe anche potuto dire che la Luna ci influenza certamente nell'ambito delle maree e infatti per secoli moltissimi astronomi studiarono il fenomeno. Una delle loro osservazioni era che l'alta marea aveva luogo anche quando la Luna non era nel cielo.
E questo è abbastanza vero, e se fossi vissuto ai tempi di Galileo, avrei potuto ignorare l'influenza della Luna, come ha fatto lui; e avrei sbagliato,  come ha fatto lui.
Tuttavia il rapporto tra la Luna e le maree non è una credenza astrologica; l'esistenza di questa relazione  è stata dimostrata da astronomi e non da strologi, e una volta che questo nesso è stato provato non ha portato all'astrologia nemmeno un atomo di credibilità.
Il problema non è se la Luna influenza le maree, ma se la Luna (o qualsiasi altro corpo celeste) influenza noi in modo da persuaderci del fatto che un piccolo particolare del nostro comportamento sia determinato dai cambiamenti delle configurazioni di quei corpi celesti.
Sappiamo, voi ed io, che cosa sia l'astrologia. Se avete qualche dubbio, leggete l'oroscopo su qualsiasi giornale e non avrete problemi. Se siete nati in un certo giorno, dicono gli astrologi, state attenti  ai vostri investimenti, dovete essere prudenti con chi amate, non dovete aver paura di correre rischi eccetera eccetera.
Perché? Qual'é la relazione?
Avete mai sentito un astrologo che spiega esattamente perché mai una particolare data di nascita influenzi il vostro comportamento in un determinato modo? Egli potrebbe spiegarvi che quando Nettuno è in congiunzione con Saturno, gli affari finanziari (diciamo così) diventano precari ma vi ha mai spiegato perché dovrebbe accadere questo? O come sia giunto a questa conclusione?
Avete mai avuto notizia di due astrologi che discutessero seriamente di come una atipica configurazione di corpi celesti possa influenzare gli individui, presentando ognuno prove per la propria tesi? Avete mai avuto notizia del fatto che un astrologo abbia fatto una scoperta e abbia avanzato una teoria astrologica al riguardo?
L'astrologia consiste in nient'altro  che banali affermazioni. Quella che va per la maggiore è quella relativa al fatto che il numero di atleti (facciamo un esempio), nati sotto l'ascendente di Marte (o qualcos'altro), è maggiore di quella che ci si aspetta in una distribuzione casuale. Generalmente, anche questa sorta di dubitabili "scoperte" si rivela inconsistente, ad un esame più approfondito.

Facciamo un altro esempio. Alcuni anni fa è uscito un libro intitolato The Jupiter effect. In esso veniva proposta una complicata tesi riguardante gli effetti delle maree sul sole. Questi effetti delle maree esistono e Giove ne è una delle prime cause, sebbene anche altri pianeti (in particolare la Terra) vi contribuiscano.
Venivano portati argomenti a sostegno dell'ipotesi che queste maree fossero correlate all'attività solare come nel caso delle macchie e dei flares. Questi fenomeni, a loro volta, avrebbero delle conseguenze sul vento solare che, a sua volta, influenzerebbe la Terra e potrebbe, al limite, influenzare il delicato equilibrio dei movimenti tettonici della crosta terrestre.
I pianeti sarebbero stati più vicini del solito in cielo nel marzo 1982 e i loro effetti di maree combinati sarebbero stati un po' più intensi del solito. Se le macchie solari avessero raggiunto un massimo nel 1982, vi sarebbero state anche delle conseguenze più rilevanti e l'effetto sulla Terra sarebbe stato maggiore. Se allora la faglia di Sant'Andrea fosse stata sul punto di scorrere (come sostenuto da molti sismologi), l'influenza del vento solare avrebbe potuto fornire quest'ultima pagliuzza necessaria a tale evento e provocare un terremoto nel 1982.
Gli autori non facevano segreto di quanto il concatenamento degli avvenimenti fosse articolato e improbabile.
L'editore mi fece avere le bozze e mi chiese di scrivere un'introduzione. Io fui colpito da quell'ipotesi e scrissi un'introduzione, il che fu un errore. Non avevo immaginato quanta gente avrebbe letto quel libro e,  ignorando gli ammonimenti, lo avrebbe preso invece terribilmente sul serio. Cominciai ad essere bombardato da lettere di persone spaventatissime che mi chiedevano cosa sarebbe successo nel marzo 1982. Dapprima avevo risposto con delle cartoline con scritto: "Niente". Alla fine i messaggi che scrivevo dicevano: "Niente!!!!!!!!!".
E' accaduto che il picco nelle macchie solari sia stato raggiunto ben prima del 1982, e non vi è stato alcun evento catastrofico. Chiaramente non c'era alcuna connessione necessaria tra l'attività di maree planetaria e il ciclo delle macchie solari. Uno degli autori del libro disconobbe subito la teoria. (E se anche non lo avesse fatto, in fondo, tutto quello che aveva detto era che un terremoto che stava comunque per accadere poteva solo avere un piccolo anticipo a causa di effetti planetari - in marzo, diciamo, invece che in ottobre).
Ma l'autore si era rimangiato la sua teoria troppo tardi. The Jupiter effect aveva catturato l'attenzione degli eserciti della notte ed essi si erano innamorati dell'"allineamento dei pianeti".
Quello che avevo tratto dalle lettere era che essi avevano capito che i pianeti si sarebbero allineati l'uno con l'altro, dritti in riga. (In realtà sono sparsi, anche quando raggiungono la minima distanza relativa, in un quarto del cielo).
Essi pensavano che fosse un misterioso avvenimento  che accadeva solo ogni milione di anni o quasi. In effetti questo raggruppamento avviene ogni secolo e un quarto. Infatti, non erano passati molti anni da quando c'era stato un allineamento ancor più stretto di quello del marzo 1982, ma in quell'occasione alcuni pianeti si trovavano da una parte del Sole e altri dall'altra.
Dal punto di vista delle maree non importa che i pianeti siano tutti dalla stessa parte del Sole o distribuiti da ambo le parti  purché siano approssimativamente allineati, ma per la gente, evidentemente, l'allineamento è tale solo se i pianeti si trovano tutti dalla stessa parte. Avendoli tutti da uno stesso lato, rispetto al Sole, sembrava che il Sistema solare si sarebbe potuto rovesciare, suppongo.
Ma c'è di più. I sostenitori dell'allineamento planetario non si sarebbero accontentati di un terremoto. La voce era che la California sarebbe scivolata in mare.
In realtà, per molti, nemmeno la perdita della California era sufficiente. Si sparse la voce che sarebbe arrivata la fine del mondo, e io penso che molta gente si sia svegliata nel giorno dell'allineamento pronta ad andare incontro a quella che fosse la sorte che essi pensavano di dover subire quando un grande FINE fosse apparso nel cielo.
E intanto,  non potevo fare a meno di chiedermi perché si fossero preoccupati di associare l'allineamento ad un giorno preciso. I pianeti si muovono lentamente nel cielo sulle loro traiettorie che non si intersecano e in un giorno particolare l'area in cui si sarebbero tutti trovati avrebbe avuto un minimo. Il giorno prima e il giorno dopo l'area era leggermente più grande di quella minima, e due giorni dopo e due giorni prima ancora un po' più grande. Qualunque fosse stato l'effetto materiale di quell'allineamento, non sarebbe potuto essere molto più grande, al momento dell'area minima, di quello realizzatosi nell'intervallo di diversi giorni, prima e dopo del giorno fatidico. Io, tuttavia, sospetto che i drogati dell'allineamento avessero la nozione che tutte le cose avvenissero sotto una qualche mistica influenza che si estrinsecava solo quando tutti i pianeti si fossero disposti l'uno accanto all'altro a formare una linea perfettamente retta (cosa mai avvenuta, naturalmente).
In ogni caso, il giorno dell'allineamento arrivò e passò senza che fosse avvenuto niente di funesto.
Sono certo che nessuno si sarà svegliato e avrà detto "Oh, mi ero sbagliato". Erano troppo preoccupati ad attendere la prossima manifestazione della fine-del-mondo. Forse la Cometa di Halley.

Gli ignoranti non si sono mai preoccupati di imparare ad usare correttamente il vocabolario.
Una teoria, quando è  proposta da uno scienziato competente, è un elaborato ed approfondito tentativo di rendere conto di una serie di osservazioni, peraltro sconnesse ed apparentemente scorrelate. Essa si basa su un'ampia fenomenologia, sofisticati ragionamenti e, dove necessario, su attente deduzioni matematiche. Perché abbia successo, una teoria deve essere confermata da altri scienziati mediante ulteriori numerosi esperimenti e verifiche e, dove sia possibile, deve fornire previsioni che possano essere verificate e confermate. La teoria può essere, e così, avviene, precisata e migliorata man mano che vengano eseguiti ulteriori e più sofisticati esperimenti.
Voglio fare degli esempi di teorie che hanno avuto successo, con delle date nelle quali sono state avanzate per la prima volta:
La teoria atomica, 1803
La teoria dell'evoluzione, 1859
La teoria quantistica, 1900
La teoria della relatività, 1905
Ciascuna di esse è stata continuamente sperimentata e verificata fin dalla sua prima enunciazione e, con i necessari miglioramenti e perfezionamenti, ha superato tutte le prove.
Nessuno scienziato con una certa reputazione dubita che atomi, sviluppo evoluzionistico, quanti, e moto relativistico esistano sebbene ulteriori miglioramenti e perfezionamenti dei dettagli possano risultare necessari.
Che cosa non è una teoria? Non è un'"ipotesi".
Molta gente che non sa assolutamente nulla di scienza non crede alla teoria dell'evoluzione perché é "solo una teoria". Un cervello come Ronald Reagan, nella sua campagna elettorale del 1980, rivolgendosi ad un gruppo di fondamentalisti, respinse l'evoluzionismo in quanto era "solo una teoria".
Una volta inveii, sulla stampa, contro uno dei seguaci del "solo una teoria", dicendo che chiaramente non sapeva nulla di scienza. Il risultato fu che ricevetti una lettera da un quattordicenne che mi diceva che le teorie non sono altro che "ipotesi avventate" ed egli lo sapeva perché glielo avevano detto i suoi insegnanti. Rifiutava la teoria dell'evoluzione in modo grossolano e mi diceva con orgoglio che aveva pregato a scuola perché nessuna legge gli potesse mai impedire di continuare a farlo. Allegava una busta affrancata e con il suo indirizzo perché voleva che gli rispondessi sulla questione.
Pensai che l'unica cosa da fare era  di accettare l'invito. Gli scrissi chiedendogli di considerare seriamente se non poteva essere possibile che i suoi insegnanti fossero così digiuni di scienza come lui. Gli suggerii anche che nelle prossime preghiere implorasse Dio di concedergli l'opportunità di un'acculturazione, in modo che non rimanesse ignorante per tutta la vita.
E questo solleva una questione importante. Come si fa a non far rimanere ignoranti le persone se quelli che dovrebbero insegnare sono spesso essi stessi spaventosamente ignoranti?
Chiaramente vi sono delle magagne nel sistema scolastico americano e le scuole americane sono particolarmente carenti nell'insegnamento scientifico per un certo numero di ragioni.
Una di queste, suppongo, è che la vecchia buona tradizione pionieristica ha sempre nutrito dei profondi sospetti nei riguardi dell'"insegnamento libresco" e pensava che il vecchio "buon senso" fosse tutto quello che era realmente necessario.
Che negli Stati Uniti abbiano raggiunto e superato il primato nel mondo nella scienza e nella tecnologia è dovuto, in parte, ai suoi abili "geniacci" - i Thomas Edison e gli Henry Ford - e, in parte, al contributo di molti che si erano già formati culturalmente in Europa o avevano imparato dall'Europa il rispetto per l'apprendimento e si erano preoccupati che i loro figli fossero educati in maniera corretta.
Adolf Hitler è stato responsabile, negli anni trenta, dell'ingresso negli Stati Uniti di dozzine di scienziati di alto livello e i benefici effetti della loro presenza, e degli allievi che essi hanno formato, sono ancora davanti a noi e hanno a ridimensionare l'inadeguatezza del sistema educativo americano.
Questo non può durare in eterno. Man mano che la nostra tecnologia diventa più complessa, diventa meno probabile che possiamo dipendere da "geniacci" autonomi. Ed errori come quelli di Hitler non si ripeteranno. I sovietici, per esempio, fanno grandi sforzi per non permettere di espatriare a chiunque possa in qualche modo aiutare quelli che considerano loro nemici.
Tuttavia, al di là della generale inadeguatezza, sembra che la scuola americana si sia degradata enormemente negli ultimi vent'anni. Si fanno continuamente racconti terribili di gente che arriva all'università senza saper scrivere una frase corretta e sensata. Ed  è chiaro a chiunque voglia guardare alla situazione americana con occhio obiettivo che stiamo perdendo la nostra supremazia tecnologica, scientifica e industriale, nel Mondo.
Perché accade ciò? Vi espongo quello che penso.
Circa vent'anni  fa la Corte suprema decise che la Costituzione americana non doveva permettere la segregazione razziale e le corti furono istruite affinché i bambini venissero allontanati dal loro quartiere al fine di equilibrare il rapporto neri/bianchi. Ne seguì, come sappiamo, un allontanarsi dai sobborghi dei bianchi e un loro affollarsi nelle scuole private, con l'esito che le scuole pubbliche, nella maggior parte delle nostre città, sono frequentate soprattutto, ed in maniera sempre crescente, da gente di colore.
Con questo si è determinato un calo di interesse nel sostenere le scuole pubbliche da parte della media borghesia bianca, che fornisce la maggior parte dei finanziamenti e anche la maggior parte degli insegnanti.
Dobbiamo capire che per insegnare bene le scienze sono necessari grossi finanziamenti. Occorrono testi piuttosto sofisticati, insegnanti formati con un alto livello di qualificazione e laboratori ben attrezzati. Se i fondi a disposizione diminuiscono, la formazione scientifica ne risente in maniera drammatica. Né serve guardare al futuro non considerando affatto la componente di colore. L'amministrazione Reagan sta decurtando ( si parla del 1984. NdR) considerevolmente i finanziamenti per la scuola pubblica e sta proponendo di erogare contributi per l'insegnamento nella scuola privata.
Bene, e allora, la scuola privata vuole insegnare le scienze?
Il sistema scolastico pubblico è finanziato dal governo. I singoli contribuenti non possono facilmente influenzare proprio coloro che dovranno spendere i loro contributi, e l'amministrazione scolastica, se ha qualche competenza professionale, insisterà su un sistema educativo ben funzionante. Gli insegnanti, come facenti parte di un pubblico servizio, difficilmente sono perseguibili per il reato di insegnare, e la Costituzione serve a prevenire i più grossolani abusi contro tale libertà. (Era così in passato, prima che il sistema scolastico pubblico fosse praticamente smantellato.)
Le scuole private, d'altra parte, sono finanziate dai genitori degli studenti, e la maggior parte di essi, rifiutando un sistema scolastico pubblico, che non gradisce per diverse ragioni, non può permettersi un insegnamento che abbia costi superiori a quelli delle tasse scolastiche. Naturalmente, non vogliono aumentare le spese che non siano strettamente necessarie.
Poichè una formazione scientifica qualificata implica un ulteriore sforzo sull'insegnamento, i genitori sono portati a vedere i pregi dei fondamentali, vecchi, tradizionali "leggere, scrivere e far di conto". E' una formazione al livello di quarta classe, ma permette diversi fronzoli come l'impegno all'obbedienza e le preghiere a scuola, e questo deve bastare.
Le scuole private devono essere sensibili ai desideri dei genitori e dei loro portafogli, così che possiamo considerarle finalizzate ad un'educazione sicura, qualcosa che qualifichi gli studenti ad un ruolo di giovani executive e sviluppi la loro abilità a maneggiare tre Martini, a pranzo. Ma è una buona educazione? Mi meraviglio.

Tuttavia non voglio dividere il mondo in buoni e cattivi in maniera semplicistica. Moltissimi di quelli che non hanno avuto una formazione scientifica sono intelligenti e razionali. E d'altra parte vi sono scienziati, anche famosi, che si sono impantanati sia nel passato che nel presente.
In effetti, non è sorprendente che accada ciò. Il metodo scientifico è un esercizio spartano e austero per il cervello. Comporta dei progressi lenti, raramente e a pochi dà origine a fenomeni tipo "Eureka" ed anche per quei pochi, certo non spesso. Perché gli scienziati non dovrebbero essere tentati di tornare indietro, per cercare qualche altra strada verso la verità?
Ero abbonato una volta a un giornale scientifico per studenti di scuola superiore, e venne il momento in cui provai disagio a leggerlo. Mi sembrava che l'editore mostrasse una chiara simpatia per il velikovskianesimo e l'astrologia. Una volta, quando un certo numero di astronomia firmò un documento contro l'astrologia, il giornale fece delle obiezioni e espresse il dubbio che gli astronomi non avessero in realtà studiato l'astrologia.
Fui spinto a scrivere una dura lettera di risentimento per quell'obiezione folle.
L'editore mi rispose con una lunga lettera, nella quale tentò di spiegarmi che la ragione e il metodo scientifico non erano l'unica strada che portasse alla verità e che dovevo essere più tollerante nei riguardi di metodi ad essi alternativi.
Questo mi irritò. Gli mandai una lettera abbastanza breve in cui dicevo qualcosa del tipo: "Ho ricevuto la sua lettera nella quale mi spiega che la ragione non è l'unica strada che conduce alla verità. Tuttavia la sua spiegazione consiste sostanzialmente in un tentativo di spiegazione di questo. Non me lo dica a parole, me lo dimostri! Mi convinca venendomi in sogno, o me lo faccia intuire. Od anche mi scriva una sinfonia, mi dipinga un quadro, mi faccia meditare su una meditazione. Faccia qualcosa - qualsiasi cosa - che mi porti dalla sua parte e che non sia questione di ragionamento!".
Non l'ho più sentito.
Ma c'è dell'altro. Alcuni mesi fa, Science Digest programmò di pubblicare un articolo su scienziati contemporanei di prima grandezza, inclusi dei premi Nobel, che avevano sviluppato degli argomenti mistici e inusuali sulla mente umana, che tentavano di penetrare i segreti della natura con la meditazione,  che erano stati fortemente colpiti dalle filosofie orientali, e così via. Science Digest mi inviò il manoscritto e mi chiese dei commenti.
Gli inviai una lettera di risposta, contenuta in una scatola (con l'intestazione "Follie scientifiche") e che accompagnava l'articolo poi pubblicato nel numero di luglio 1982 del giornale. Ecco la lettera,  parola per parola:
"Nel corso della storia, moltissimi grandi scienziati hanno lavorato su qualche idea bislacca. Keplero fu un astrologo professionista. Isaac Newton tentò di trasformare metalli vili in argento e oro. E Nepero, che aveva inventato i logaritmi, produsse un'imponente assurda interpretazione del Libro della Rivelazione.
Questa lista non finisce qui. William Herschel, lo scopritore di Urano, pensò che il Sole fosse oscuro, freddo ed abitabile sotto la sua superficie fiammeggiante. L'astronomo americano Percival Lowell disse con insistenza di vedere dei canali su marte. Robert Hare, un chimico americano molto esperto, inventò un apparecchio con il quale poteva comunicare con l'aldilà. William Weber, un fisico tedesco, e Alfred Wallace, coideatore della moderna teoria dell'evoluzione, furono accaniti cultori dello spiritismo. Ed il fisico inglese Oliver Lodge fu fautore di ricerche medianiche. 
"Conoscendo questa documentazione da primato, sarei enormemente meravigliato se nel 1982 non vi fosse nessun grande scienziato innamorato di una qualche teoria speculativa che, alle menti inferiori come la mia, sembri essere irrazionale.
"Sfortunatamente la maggior parte di queste teorie speculative non può essere verificata in alcun modo ragionevole, non può essere usata per fare previsioni e non è presentata con argomenti irresistibili che possano convincere altri scienziati. Infatti, tra tutti questi devoti immaginatori non ve ne sono due che si trovino d'accordo su tutto. Ognuno dubita della razionalità dell'altro.
"Può essere, naturalmente, che al di là di tutte le apparenti sciocchezze, qualche pepita d'oro possa brillare e qualche utile genio venga fuori. Quello che è avvenuto in precedenza basta a giustificare tutto ciò. Tuttavia io ho il sospetto che queste pepite saranno poche e sporadiche. Molte delle speculazioni che sembrano senza senso - anche quando  originate da grandi scienziati - alla fine, si rivelano delle sciocchezze.

Ecco fatto. Io sto decisamente con la ragione, e mi oppongo a tutto quanto mi sembri irrazionale, qualunque ne sia l'origine.
Se voi siete dalla mia parte, debbo avvertirvi che l'esercito della notte ha il vantaggio della superiorità numerica, e per sua natura è insensibile alla ragione, quindi è estremamente improbabile che voi ed io possiamo vincere.
Rimarremo sempre una piccola minoranza, probabilmente senza speranze, ma non stanchiamoci mai di sostenere la nostra opinione e di combattere la nobile battaglia per il giusto.

                                                                                                               Isaac Asimov 
  
da X stands for unknown, Nightfall Inc. USA, 1984.