Paolo Attivissimo

Syndicate content
Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale.
Questo blog è tutelato dal diritto d'autore, ma i contenuti sono liberamente ripubblicabili seguendo alcune semplici regole. Le donazioni di focaccia sono comunque gradite.
Updated: 28 min 6 sec ago

La Terra vista in diretta dalla Stazione Spaziale, ora con indicazione delle località

Fri, 07/04/2014 - 11:44
Se siete anche solo vagamente interessati allo spazio, sapete già che da qualche tempo è disponibile in streaming, in alta definizione e in diretta, della vista della Terra che si gode dalla Stazione Spaziale Internazionale. Le immagini che scorrono lentamente (come in questo recente video) sono bellissime e ipnotiche e sono fornite (con qualche pausa periodica) dal progetto HDEV: quattro telecamere, una puntata in avanti, due puntate all'indietro e una diretta quasi verticalmente.

Uno dei problemi, però, è capire quale parte del mondo si sta guardando: nelle immagini dallo spazio non sono segnati i confini o i nomi degli stati o delle località, e oltretutto la prospettiva e la direzione della traiettoria della Stazione distorcono fortemente l'immagine rispetto a quella che siamo abituati a vedere sulle cartine.

Il sito di HDEV fornisce una mappa che indica dove si trova la Stazione, ma anche così non è facile capire cosa si sta guardando: anche una geografia familiare, se vista capovolta, può creare smarrimento.

Niente paura: @barze segnala che è ora disponibile su Satflare.com una visualizzazione sperimentale che sovrappone alle immagini della Terra una pratica mappa con i contorni degli stati e numerose città del pianeta e mostra il campo visivo delle telecamere della Stazione. Buona visione.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Le parole di Internet: boss key

Fri, 07/04/2014 - 11:23
boss key. Nei videogiochi per computer e in altre applicazioni, un tasto che serve per nascondere rapidamente il gioco e far comparire al suo posto sullo schermo un'immagine innocente, per esempio un grafico aziendale.

Nel Tetris per DOS, per esempio, premendo il tasto ESC compariva un foglio di calcolo con numeri di incassi da varie località (come mostrato qui accanto). Uno dei primi casi di boss key risale al 1982, in una collezione di giochi per il PC IBM.

Una variante del boss key è costituita da applicazioni che possono essere configurate per zittire l'audio e nascondere specifiche finestre di altre applicazioni se l'utente preme una particolare combinazione di tasti. Esistono anche i siti dotati di boss key: un pulsante cliccabile sullo schermo che nasconde la finestra o la scheda del browser contenente il sito in questione, come ha fatto anche di recente NCAA.comun sito dedicato al basket negli Stati Uniti (video).

Ci sono anche casi di boss key burloni: per esempio Leather Goddesses of Phobos, un gioco per adulti, nella versione per PC IBM aveva un foglio di calcolo che però elencava giocattoli decisamente particolari, compreso un “lattaio gonfiabile”, e Leisure Suit Larry aveva un finto boss key che terminava il gioco invece di sospenderlo.

Con l'avvento dei sistemi operativi a finestre il boss key è diventato meno popolare, sostituito da combinazioni di tasti già predisposte dal sistema che riducono a icona o nascondono la finestra corrente.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

“Questo l’ho fatto io!”: c'è un codice nascosto nel cerchio nel grano

Thu, 07/03/2014 - 23:40
Guido Rietti ha tweetato questa foto del cerchio nel grano al quale ho contribuito di recente: resiste ancora bene a distanza di quasi due settimane dalla sua creazione.



Francesco Grassi, progettista e direttore dei lavori del cerchio, sta tweetando una serie di indizi che rivelano la presenza di un codice nascosto nel disegno. Se volete scoprirlo, seguite l'hashtag #decodemarocchicircle. Ecco gli indizi fin qui:

Vuoi decodificare il cerchio di Marocchi/Poirino 2014? Primo indizio: poiché è legato a quello di Robella 2013 crop circle, devi legarli.

Indizio #2: Non siamo riusciti ad ultimare Robella 2013 per il sopraggiungere dell'alba

Indizio #3: L'interno di Robella è analogo al cerchio grande del 2014. Metti il codice del 2013 nel cerchio del 2014

Indizio #4: Cerchi e triangoli nella corona di Marocchi, qual è l'1 o lo 0? Troppo banale usare il cerchio per lo zero

Indizio #5: L'anello interno e esterno vanno letti in senso orario. Ora facciamo una pausa: [Facebook.com]


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Debutta “Apollo 11 Timeline”: lo sbarco sulla luna in foto e tweet in tempo reale

Thu, 07/03/2014 - 22:11
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. 

Il 20 luglio prossimo sarà il quarantacinquesimo anniversario del primo sbarco umano sulla Luna. Per ricordare quest'avventura, da un paio di giorni sto pubblicando, in ordine cronologico e in tempo reale, le foto in alta definizione della missione. Le trovate nel mio blog apposito, Apollo11timeline.blogspot.com.

Farò inoltre la cronaca della missione vera e propria tramite un livetweet: se la cosa vi interessa, seguitemi su @attivissimoLIVE.



Questa foto fu scattata il 3 luglio 1969: anche se mancavano ancora due settimane al decollo, il gigantesco vettore Saturn V era già sulla rampa di lancio 39A, illuminato di notte dai riflettori durante una prova generale del conto alla rovescia.

Quello stesso giorno c'era un altro missile lunare gigante su un'altra rampa di lancio: era l'N-1 sovietico, parte del progetto segreto dell'Unione Sovietica per portare un russo sulla Luna. Ma il lancio di collaudo senza equipaggio fu un disastro devastante: il colosso esplose poco dopo che si era alzato dalla rampa di lancio, distruggendola completamente e rovinando le speranze russe di arrivare sulla Luna con un uomo. Di tutto questo, in Occidente, il pubblico non sapeva nulla, ma la CIA sapeva. Qui sotto vedete immagini che all'epoca erano segretissime, tratte dalle riprese del lancio sovietico. In basso a destra c'è la scansione del rapporto statunitense che ad agosto 1969 informò il presidente americano che la corsa alla Luna era diventata una corsa solitaria ancor prima che Apollo 11 decollasse.



Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Recensione: “Rivelazioni” di Massimo Polidoro

Thu, 07/03/2014 - 08:40
È uscito pochi giorni fa in libreria Rivelazioni, di Massimo Polidoro, amico di lunghissima data (sin dai tempi del feed di Scienza e Paranormale su Fidonet; è lì che ci siamo conosciuti) e compagno di tante avventure nella pseudoscienza. L'ho letto in anteprima d'un fiato: è una sorta di Complottopedia, ottima introduzione a tutte le tesi di complotto e di mistero più ricorrenti nei media, con relativo sbufalamento, ma offre anche un'analisi più profonda del perché queste storie così irrazionali e assurde hanno tanto successo, oggi come in passato, insieme a una miniguida alle tecniche per non farsi fregare dai televenditori di paccottiglia pseudoscientifica.

Mi ha fatto piacere, inoltre, trovare dietro quella copertina a dire il vero un po' inquietante (ci torno tra poco) numerose chicche, spiegazioni e tematiche che non conoscevo assolutamente: non vi anticipo nulla per non rovinarvi la sorpresa.

Il rischio di un mestiere come quello del debunker è che dopo qualche anno si scivola nel già visto e manca il brivido della novità, ma mi sono divertito a scoprire che là fuori ci sono ancora parecchi misteri che ancora aspettano di essere analizzati con la precisione chirurgica della scienza e del buon senso. Rivelazioni è edito da Piemme è disponibile su carta e come e-book.

Ho scambiato due parole online con Massimo: questo è il distillato della nostra chiacchierata.

Allora, Massimo, dopo i libri collettivi che hai curato e ai quali anch'io ho collaborato, come “11/9 la cospirazione impossibile” e “Complotti, bufale e leggende metropolitane”, esce finalmente un tuo libro interamente dedicato ai complotti svelati, compresi i complotti reali.

Come sai, sono anni che seguo questi argomenti. Avevo accumulato molto materiale e ho pensato che era giunto il momento per raccoglierlo in un unico libro.


Hai scelto il momento giusto, fra interpellanze parlamentari sulle scie chimiche e timori fasulli sui vaccini.

Esatto. Tutte queste idee, per quanto comprensibili perché nascono dalla paura e dall'umanissimo timore di trovarsi in una situazione a rischio, non sono solo idee infondate che incantano chi passa la giornata sul web, ma come ben sai possono provocare reali danni sociali.

Non vaccinare i propri figli perché si crede, sulla base di una ricerca truffaldina di un medico radiato dall’albo, Andrew Wakefield, pagato per dichiarare il falso, che possano provocare l’autismo nei bambini, può avere effetti devastanti. Chi rifiuta di vaccinare i propri figli non solo li espone al rischio di malattie che si ritenevano debellate come il vaiolo, la rabbia o il tetano, ma contribuisce alla diffusione dei virus anche nel resto della popolazione.

Alimentare paure infondate come quella per le scie chimiche, che è l’innocua condensa rilasciata dagli aerei, crea angosce ingiustificate. Senza contare che chi dirige la propria rabbia e protesta verso pericoli immaginari, distoglie l’attenzione da minacce autentiche. Ecco allora perché ho voluto capire con questo libro come nascono e si diffondono le teorie della cospirazione, oltre a indagare, e a smontare dove è il caso, alcune delle più celebri bufale.


Però non scrivi soltanto di complotti, veri o immaginari: il tuo libro ha un respiro più ampio, visto che ti sei prefisso di indagare e raccontare tutto (o quasi tutto) ciò che appare segreto. Parli infatti anche dei segreti di Leonardo e delle strane morti dei divi (non solo star come Michael Jackson o Elvis Presley, ma anche personaggi storici come Tutankhamon, Mozart, Napoleone, Hitler e altri). Parli di tesori nascosti e di codici cifrati. Ma è solo questione di smontare freddamente tutto, o dietro questo “accanimento contro il mistero” (come lo chiamano alcuni) c'è un'emozione che ti spinge?

L'idea della segretezza esercita sempre un grande fascino su tutti, me compreso. Viviamo in un’epoca in cui non sembra esserci più spazio per i segreti, dove le nostre telefonate possono essere ascoltate in ogni istante, i nostri movimenti monitorati passo dopo passo grazie al GPS del telefonino, i nostri gusti e le nostre preferenze rivelate dalla navigazione e dai siti che visitiamo su Internet. E viviamo in un tempo in cui siamo letteralmente bombardati da informazioni e notizie di ogni tipo, trasmesse da ogni sorta di media, a ogni ora del giorno e della notte.

Ma nonostante sembri che tutto sia ormai a portata di mano e non resti più nulla da scoprire, i segreti non solo resistono, ma sanno ancora essere seducenti. Pensa al successo di un romanzo come Il codice da Vinci...

[mio facepalm

...che ha venduto oltre 80 milioni di copie perché prometteva di rivelare segreti “proibitissimi” sulla storia della Chiesa. Che poi si trattasse di ipotesi già note e dimostrate false poco importa: il romanzo è riuscito a scatenare polemiche, proteste e dibattiti capaci di far esplodere una curiosità straordinaria.


Come sai, io vedo quasi quotidianamente i danni che la disinformazione crea sul web e fuori dal web e cerco di contrastarla. Tu che ne pensi? La Rete, invece di diffondere il sapere, è diventata una maledizione che amplifica le cretinate?

Penso che Internet sia uno strumento eccezionale,  ma – e questa è sia la sua fortuna che la sua maledizione – è privo di filtri. Vi si può trovare di tutto, dalle ricerche più serie e scientifiche alle assurdità più clamorose. La difficoltà per chi naviga, dunque, è proprio quella di capire se si trova di fronte alle prime o alle seconde. E non è un compito facile. I personaggi carismatici, che propagandano teorie suggestive, riescono ad avere tanto seguito sia perché rispondono al diffuso bisogno di certezze, sia perché chi va in cerca di certezze difficilmente si fa cogliere dal dubbio. Trovare qualcuno che sembra avere capito tutto del mondo e ci vende la sua teoria impacchettata e infiocchettata per molti rappresenta una tentazione irresistibile perché, parafrasando Pasolini, li libera dalla necessita di affrontare da soli un mondo che altrimenti appare del tutto imprevedibile e quindi poco rassicurante.


Sì, però è preoccupante quando vedi che anche in Parlamento (non solo in quello italiano) c'è chi si beve ogni tipo di sciocchezza, come quelli che credono che il governo americano impianterebbe dei microchip sotto la pelle dei cittadini per spiarli, quelli che credono alle scie chimiche o quelli che sostengono che l'AIDS non esiste o che i vaccini fanno male.

È molto preoccupante, sono d'accordo, ma non dobbiamo pensare che in Parlamento siedano solo le persone più capaci, preparate e intelligenti della nostra società. Ci stanno coloro che vengono votati dai cittadini (o, nel Parlamento votato con l'attuale sistema elettorale, ci stanno coloro che le segreterie dei partiti hanno scelto di sistemare lì). Quindi c'è veramente di tutto, c'è la persona con la terza media, che non sa nemmeno parlare, e c'è il professore universitario. C'è l'ex modella e quello che si fa suggestionare da ogni bufala che passa per la rete. E questi, per quanto sprovveduti, sono pur sempre in buona fede. Poi, però, c'è anche chi alimenta e diffonde le false notizie perché fanno più audience o – ed è pure peggio – perché gli fanno comodo: è molto più semplice distrarre le persone con qualche paura fantasiosa, piuttosto che rimboccarsi le maniche e cercare di risolvere i tanti problemi autentici che attendono risposte.


Una delle domande che mi fanno più spesso è se l'attrazione per tutto ciò che è misterioso continuerà ancora a lungo. Io penso che sia inevitabile e anzi indispensabile. Tu che ne dici?

Sono sicuro che il mistero continuerà all'infinito a incuriosirci perché l’uomo è un animale curioso. E meno male che è così! La curiosità è la molla che ha permesso ai nostri antenati di alzarsi su due gambe per esplorare il mondo che li circondava e, quindi, di evolversi. Proprio per questo Albert Einstein diceva che la più bella esperienza che si possa provare è quella del mistero, culla dell’arte e della scienza.

Ma al mistero, ed è questo il punto, è essenziale avvicinarsi con spirito critico. Farsi domande, chiedersi se qualcosa è vera o se può avere spiegazioni alternative, altrimenti si finisce per accettare tutto e credere a ogni sciocchezza solo perché ci piacerebbe che fosse vera. Chi propaganda il mistero senza fornire gli elementi per scoprire la verità alimenta la credulità ed espone i più deboli a truffe e raggiri. È contro questi propalatori di falsità che sia tu, che io che il CICAP combattiamo, non certo contro chi ci crede.


E con questo ti sei aggiudicato un posto d'onore nelle liste degli occultatori e insabbiatori care a tanti guru del complottismo. Un'ultima domanda. Abbi pazienza, ma non so resistere: mi vuoi dire com'è che hai scelto una copertina così... particolare?

A dire la verità, non è quasi mai l'autore a scegliere titolo e copertina del suo libro, ma l'editore. Editor, ufficio marketing e grafici si mettono insieme e studiano la copertina migliore per ogni libro, quella che più facilmente può catturare l'interesse del lettore. Così è stato anche nel mio caso, anche se puoi immaginare la mia reazione quando l'ho vista la prima volta...


Gìà. Io ho pensato che avessi deciso di darti al crimine per finanziare il CICAP. In effetti è un po' malandrina. Non è la solita copertina da libro di debunking. Di certo andrà a pescare anche tra i molti che non hanno le idee chiare e che, dopo avere letto il tuo libro, potrebbero ritrovarsi un po' meno inermi di fronte alle bufale. In effetti è a loro che dobbiamo cercare di fare arrivare le informazioni; è inutile che predichiamo ai convertiti, per così dire. Ma devo anche dire che in questi giorni sul web si sono sprecati i paragoni con il personaggio di “Mistero”, Adam Kadmon, che si presenta per l'appunto con una maschera in viso.

Vero, ma per fortuna dai commenti che ho letto ho visto che l'ironia è stata capita e apprezzata.


Miracolo. Comunque mi assicuri che non vi siete messi d'accordo?

Assolutamente! Non lo conosco e nemmeno so se esiste realmente.


Sì, certo. E poi magari scopriamo che tu e lui siete la stessa persona...

Be', questo sì sarebbe un vero complotto!Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Video: magnifico sorvolo dell'Italia poco fa da parte della Stazione Spaziale Internazionale

Wed, 07/02/2014 - 19:53
Oggi alle 17:20 circa la Stazione Spaziale Internazionale ha sorvolato l'Italia arrivando da nord-ovest. Le telecamere HD montate a bordo della Stazione hanno regalato in diretta streaming delle immagini eccezionali, che vi ripropongo qui in versione leggermente accelerata. La musica è Space Coast, di Topher Mohr e Alex Elena, presa dalle selezioni libere offerte da Youtube. Buona visione.


La traiettoria del sorvolo è stata questa, segnalata da Astronomia Pratica, che ha iniziato da poco a segnalare anche i passaggi diurni della ISS sopra l'Italia e mi ha permesso di godermi questo sorvolo in diretta.


Trovo fantastico non solo il fatto di poter avere in diretta dallo spazio immagini HD così belle, ma anche il fatto di essere riuscito a catturarle, montarle (ho tolto l'interruzione di segnale, ho ruotato di 180° il sorvolo e ho accelerato il tutto, usando iMovie), convertirle e caricarle online una quarantina di minuti dopo che erano state trasmesse dallo spazio.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Due nuovi video del cerchio nel grano di Marocchi / Poirino

Wed, 07/02/2014 - 18:54
Guardo questi video e faccio fatica a credere che sono stato davvero io a contribuire alla creazione di questi cerchi sotto la guida del circlemaker Francesco Grassi. Sono contento anche che l'opera sia piaciuta tanto da attirare l'attenzione di visitatori dotati di droni che hanno gentilmente condiviso su Youtube i loro video. Ne parla anche Query.





Fra l'altro, per gli increduli che ancora hanno dei dubbi sulla natura molto umana di questo cerchio, qui sotto c'è il log delle geolocalizzazioni del mio telefonino (che si vede in alcune delle foto) riferito alla sera della creazione del cerchio. Ero in roaming dati, per cui non ho tenuto la connessione permanentemente aperta e i punti sono pochi, ma ci sono.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Ed Mitchell, astronauta lunare, sarà a Tramelan (Svizzera) il 7 luglio

Tue, 07/01/2014 - 18:53
Ed Mitchell, uno dei dodici uomini al mondo che hanno camminato sulla Luna, pilota del modulo lunare della missione Apollo 14, sarà a Tramelan (Svizzera) lunedì 7 luglio per un incontro pubblico gratuito organizzato da SwissApollo.

L'evento inizia alle 19:30 alla Salle de la Marelle e vedrà anche la partecipazione dell'astronauta svizzero Claude Nicollier (che ha volato sullo Shuttle) e del professor Johanness Geiss, responsabile dell'esperimento sul vento solare nelle missioni Apollo. La serata sarà condotta da Lukas Viglietti, presidente di SwissApollo. Sono disponibili mille posti.

Io ci vado con una squadra di amici e di appassionati di spazio. Ci vediamo là?Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Test di Turing: non è informatica, è filosofia

Mon, 06/30/2014 - 19:59
Da Her (2013). Photo by Courtesy of Warner Bros.Finalmente qualcuno ha scritto un articolo sul presunto “superamento” del Test di Turing che spazza via tutte le disquisizioni sui criteri di valutazione e riporta il Test alla sua valenza originale: è un test filosofico, non tecnico, e il suo soggetto siamo noi ancor prima che i computer.

Non dimentichiamoci, infatti, che Turing descrisse il test nell'ambito di una domanda fondamentale: le macchine possono pensare? Ma soprattutto, noi saremo disposti ad accettare che un'entità così diversa da noi sia senziente quanto e forse più di noi?

Se avete visto il bellissimo Her, avrete toccato con mano e col cuore cosa significa davvero interagire con una macchina intelligente (indubbiamente la voce calda e sensuale di Scarlett Johansson aiuta parecchio): dialoghi brillanti, creativi, originali, emozionanti, chiari sintomi di un intelletto, per quanto differente e incorporeo, lontani anni luce dalle risposte incoerenti e meccaniche dei tredicenni ucraini virtuali del recente test londinese.

Marco Cagnotti ha rimesso al loro giusto posto i pezzi del rompicapo. Leggete il suo articolo su Dvel.ch per tutti i dettagli.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Airpod, 13 anni di promesse mancate: l’auto ad aria è una bufala fino a prova contraria

Mon, 06/30/2014 - 10:16
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sono ormai passati tredici anni (sì, tredici) da quando fu annunciata da Guy Negre l'auto ad aria che avrebbe rivoluzionato i trasporti. In questi tredici anni, per quel che mi risulta, nessuno l'ha mai vista funzionare come promesso. Abbiano pazienza gli imprenditori sardi che ora ne annunciano (di nuovo) l'imminente produzione, ma a questo punto la loro auto ad aria puzza proprio di bufala.

La Rai ha pubblicato oggi un articolo secondo il quale l'Airpod “sarà prodotta e distribuita a Bolotana (Nu) da Airmobility, una società di imprenditori sardi”. Ha scritto che “Tata Motors è in fase di predisposizione dei suoi modelli su tecnologia Mdi per il mercato indiano” e “la Sardegna si è candidata per la prima produzione europea del veicolo, prevista per il tardo autunno del 2014.”

Secondo l'articolo ci saranno “due versioni: motore 7 KW (guida con patente B) 80 km/h con autonomia di circa 120 km (circuito urbano); motore 4 KW (guida con patente A, motocicli) 45 km/h e stessa autonomia, entrambi dotate di un bagagliaio da 500 litri con incluso uno scomparto refrigerato da trenta litri.” L'Airpod “entrerà sul mercato con un modello base dal costo di 7.500 euro e sarà destinata al trasporto passeggeri... un pieno da 4 euro permette di percorrere 100 km alla velocità massima di 80 km/h... il rifornimento di aria compressa può avvenire tramite stazioni abilitate (2,5 minuti per un pieno) o presa di corrente domestica da almeno 10kw (3,5 ore per un pieno)”.

Sì, avete letto bene: per fare il pieno serve una presa di corrente da almeno 10 kW. Sa un tantinello di presa in giro, visto che in Italia il contratto domestico tipico è da 3 kW.

Non so voi, ma io dopo tredici anni senza mai vedere un veicolo funzionante come promesso (almeno 100 km con un pieno) mi sento legittimato a dire che l'Airpod è una bufala fino a prova contraria. Spetta ad Airmobility dimostrare che non lo è.

Se volete leggere tutta la storia di questa vicenda grottesca, leggete il mio articolo di approfondimento.



Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Spettacolari illusioni ottiche fisiche nel video degli OK Go. Zero computer grafica

Mon, 06/30/2014 - 08:54
Non è il mio genere di musica, ma ho un debole per gli effetti speciali e le illusioni ottiche realizzate con tecniche fisiche invece che con la grafica digitale. Hanno un certo non so che di realismo, di luce e di dettaglio che anche la migliore CGI per ora non riesce a raggiungere. Nel nuovo video degli OK Go ci sono parecchi momenti che lasciano a bocca aperta dalla sorpresa. Buona visione.



Aggiornamento (2014/06/30): Se volete sapere come è stato realizzato, è disponibile un video che va dietro le quinte.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Dietro le quinte del video degli OK Go

Mon, 06/30/2014 - 08:52
Ricordate il video musicale degli OK Go pieno di effetti speciali fisici? È stato pubblicato un video che ne mostra gli effetti speciali fisici e la complessa coreografia da dietro le quinte. Affascinante.



Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Disinformatico radiofonico 2014/06/28

Sun, 06/29/2014 - 00:41
Rituale appuntamento con il podcast scaricabile della diretta radiofonica del Disinformatico di ieri sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. Ecco i link ai temi trattati:

Amazon, consegna merci con droni: trovata pubblicitaria o intento reale?

Archeoinformatica: ma cosa vuol dire la sigla Wi-Fi?

Il capo della sicurezza dei mondiali di calcio rivela la password Wi-Fi

Uomo entra in Facebook. Sul computer della casa che sta svaligiando



Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Il capo della sicurezza dei mondiali di calcio rivela la password Wi-Fi

Sun, 06/29/2014 - 00:39
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'uomo nella foto qui accanto è Luiz Cravo Dorea, capo della sicurezza ai Mondiali in Brasile, ritratto nella sala controllo di uno stadio nel quale si disputano le partite. È coinvolto in una gaffe classica di sicurezza che ha fatto sorridere gli informatici, compresi quelli che non seguono affatto il calcio.

La foto è stata pubblicata dal Correio Braziliense e poi ritirata, ma troppo tardi: l'immagine stava infatti già facendo il giro del mondo su Twitter fra l'ilarità generale, perché nella foto, sul megaschermo del centro di sicurezza alle spalle di Luiz Cravo Dorea, campeggia questa dicitura:

Wifi Network: WORLDCUP
Password: b5a2112014

Presumibilmente la password è stata cambiata dopo la divulgazione, e non è la prima volta che questo genere d'incidente si verifica nei centri di sicurezza degli eventi sportivi (per esempio al Super Bowl di febbraio scorso), ma è un segno che le regole fondamentali della sicurezza non sono ancora state ben capite: se una password deve restare segreta, non la si mette su un megaschermo, e comunque in un centro di sicurezza (anche non sportivo, come questo nel Regno Unito) non deve essere permesso fare fotografie. Neanche allo scopo di farsi belli e di vantarsi delle dimensioni del proprio megaschermo.


Aggiornamento (13:40): La prima stesura di questo articolo indicava la società israeliana RISCO come responsabile del centro di controllo mostrato nella foto, come riportato da numerose fonti (per esempio Sophos, The Hacker News, Hackread, Giornalettismo, Il Secolo XIX), che indicavano inoltre che si trattava del centro di controllo dello stadio Arena Pantanal di Cuiaba, la cui sicurezza è appunto gestita da RISCO. Tuttavia un comunicato stampa della Risco Group Srl, ricevuto dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, dichiara l'estraneità di RISCO alla foto in questione e chiarisce che la foto è stata scattata nella sala controllo di un altro stadio, del quale RISCO non gestisce la sicurezza. In sintesi, RISCO non c'entra nulla con questa foto. L'articolo è stato aggiornato per rispecchiare questi nuovi dati.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Amazon, consegna merci con droni: trovata pubblicitaria o intento reale?

Sun, 06/29/2014 - 00:36
A dicembre scorso ha suscitato scalpore la notizia che Amazon aveva intenzione di avviare la consegna dei propri libri e altri prodotti utilizzando dei droni che avrebbero volato automaticamente fino a casa del cliente. La consegna robotica avrebbe ridotto i costi e reso ancora più celere il servizio, recapitando addirittura entro mezz'ora dall'ordine online.

L'annuncio, tuttavia, è in conflitto con le norme che regolano l'aviazione negli Stati Uniti. La FAA (Federal Aviation Administration), l'ente preposto a gestire tutto il traffico aereo statunitense, ha da poco pubblicato un documento nel quale specifica “la consegna di pacchetti alle persone in cambio di un compenso” fra gli esempi di attività non consentite dalla regolamentazione dei droni, il cui uso commerciale è vietato.

Amazon si è affrettata ad argomentare che il documento della FAA si limita a dire che l'uso commerciale di droni non è equiparabile a quello per hobby o ricreativo (cosa ovvia ma che andava puntualizzata formalmente). La FAA, da parte sua, ha ribadito che comunque ogni attività aerea commerciale richiede un'autorizzazione specifica e che al momento l'autorizzazione viene data soltanto a velivoli certificati e comandati da un pilota con brevetto; quindi niente aerei automatici. Finora soltanto due attività commerciali basate su droni hanno ricevuto quest'autorizzazione ed entrambe sono nell'Artico.

Sia come sia, l'annuncio di Amazon resta per ora principalmente una trovata geniale per far parlare dell'azienda: chi si aspettava di assistere presto allo spettacolo discutibile di recapiti aerei ronzanti dovrà attendere a lungo e forse per sempre. Regolamenti a parte, far volare e atterrare autonomamente un drone incustodito in aree densamente abitate non sembra un'idea molto pratica.

Fonti: Ars Technica, Bizjournals.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Archeoinformatica: ma cosa vuol dire la sigla Wi-Fi?

Fri, 06/27/2014 - 11:44
L'informatica è spesso vista dai non appassionati e non addetti ai lavori come un'insalata incomprensibile di sigle e abbreviazioni. Consolatevi: a volte in queste sigle si perdono anche gli esperti. Per esempio, sapete per che cosa sta la sigla WiFi che contraddistingue la tecnologia per collegare dispositivi digitali fra loro o con Internet? Probabilmente pensate, come molti, che sia l'abbreviazione di Wireless Fidelity. 

Lo pensavo anch'io, perché è la spiegazione più diffusa, ma è sbagliata. L'equivoco iniziò nel 1999, quando si formò la Wireless Ethernet Compatibility Alliance (WECA), un consorzio di aziende pensato per incoraggiare l'adozione di un sistema compatibile e standardizzato per la trasmissione di dati senza fili. Il nome tecnico ufficiale del sistema, ossia IEEE 802.11b Direct Sequence, era poco accattivante, e così il consorzio commissionò un nome più facile alla Interbrand, società specializzata nella creazione di nomi di prodotti (suoi sono, per esempio, Compaq e Prozac). La Interbrand ne propose parecchi e quello che vinse fu appunto Wi-Fi. Altri candidati erano Trapeze (trapezio), Dragonfly (libellula) e Hornet (calabrone).

La WECA si ribattezzò quindi Wi-Fi Alliance. Ma c'era un problema: Phil Belanger, uno dei fondatori della Wi-Fi Alliance, racconta che i suoi colleghi, che erano tecnici e non capivano nulla di branding o di marketing, non riuscivano a concepire che Wi-Fi non avesse un significato e quindi gli appiccicarono una spiegazione. Decisero che voleva dire Wireless Fidelity, ossia “Fedeltà senza fili”. Che però a sua volta non vuol dire niente.

Certo, c'è l'assonanza con Hi-Fi, “alta fedeltà”, sigla cara agli audiofili, ma nel campo della trasmissione di dati non ci sono questioni di fedeltà o meno: i dati ricevuti devono essere esattamente quelli inviati. Non è accettabile una loro versione approssimata, come invece succede in campo musicale. Per aumentare la confusione, la Wi-Fi Alliance incluse inizialmente nel proprio materiale promozionale lo slogan “The standard for Wireless Fidelity”. E così nacque il mito che Wi-Fi significhi Wireless Fidelity, quando in realtà non è una sigla di nulla.

Fonti: Wi-Fi Planet, BoingBoing.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Uomo entra in Facebook. Sul computer della casa che sta svaligiando

Fri, 06/27/2014 - 11:08
Ogni ladro è convinto di essere un genio del crimine e di farla franca, ma ci sono persone alle quali la carriera di malvivente proprio non si adatta.

Prendete per esempio Nicholas Steven Wig, un uomo di 27 anni di South St. Paul, nel Minnesota. È stato arrestato con l'accusa di essersi introdotto abusivamente in una casa e averne rubato denaro, carte di credito, un orologio, un libretto degli assegni, le chiavi dell'auto della vittima, degli indumenti e un iPod shuffle.

Certo, non è un bottino di quelli che solitamente fanno notizia. Ma è speciale la ragione che ha permesso di identificare il superlestofante: quando la vittima è tornata a casa, si è accorta che il ladro aveva usato il computer dell'abitazione per entrare in Facebook. Cosa più importante, il ladro non era uscito dal proprio account.

Non è stato quindi molto difficile identificarlo e successivamente arrestarlo. Al momento dell'arresto Nicholas Wig indossava l'orologio rubato e ha dichiarato che avrebbe restituito la refurtiva, secondo il rapporto della polizia. Capisco il desiderio di essere social e restare sempre in contatto con gli amici, ma forse farlo durante un furto è un po' troppo.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Le foto della costruzione del cerchio nel grano

Thu, 06/26/2014 - 20:49
I creatori al centro del cerchio, a fine lavoro.L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

C'è gente che rifiuta di credere che il cerchio nel grano comparso a Marocchi / Poirino pochi giorni fa sia opera umana (alla quale ho partecipato di persona) e pretende prove e controprove. A questa gente non basta il fatto che siamo stati i primi ad annunciare il cerchio e che l'abbiamo addirittura anticipato via Twitter. Se non siamo stati noi, come facevamo a saperne in anticipo e prima di chiunque altro?

Comunque sia, ecco qualche foto fra quelle rese pubbliche su Facebook poco fa da Francesco Grassi, progettista e coordinatore dell'esecuzione del cerchio. Confermo che sono state scattate in mia presenza o da me sul luogo dove è comparso il cerchio (a parte la prima, che è stata fatta in una pizzeria). Le foto sono state scattate con uno dei miei telefonini: non avevo di meglio e il tempo disponibile era pochissimo. Faremo di meglio la prossima volta.

Tra poco, inoltre, verrà reso pubblico un video del sorvolo del cerchio.

Aggiornamento (20:45): ecco il video.

Il piano.Il posto. Ci siamo fermati ad ammirare il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale,
poi abbiamo cominciato.La squadra dei circlemaker si dirige verso il campo.L'attrezzatura è semplice: questa è una tavola usata per spianare il grano.È fondamentale pianificare e non sbagliare: le correzioni non sono possibili.Avevamo un visore notturno, ma non è servito: la luce dell'illuminazione stradale era più che sufficiente,
anzi a tratti fastidiosa, una volta che gli occhi si erano abituati all'oscurità.Il centro di uno dei cerchi principali. Alcuni partecipanti hanno chiesto di non divulgare la propria immagine,
che quindi è stata mascherata.Un cerchio principale quasi terminato.Controlliamo i dettagli.Anche se ero lì e ci ho lavorato, mi sembra ancora incredibile che siamo riusciti
a spianare tutta quella superficie in così poco tempo.Resta qualche errore da correggere.Finito! Un attimo di pausa per documentare che c'ero anch'io, in tenuta agricola ultima moda.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Il cerchio nel grano di stanotte a Marocchi/Poirino/Chieri l’ho fatto io con gli amici circlemaker

Thu, 06/26/2014 - 20:38
L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: The crop circle that appeared in a field near Marocchi / Poirino / Chieri (Turin, Italy) on June 21 was made overnight by a small group of Italian circlemakers led by Francesco Grassi. I am one of these circlemakers. We had the farmer's permission. Details will follow. In the meantime, enjoy!

La mattina del 21 giugno scorso è comparso a Marocchi / Poirino / Chieri (Torino) il cerchio nel grano che vedete nella foto qui sopra. La foto proviene da un tweet di Francesco Grassi, autore del libro Cerchi nel grano, tracce d'intelligenza:

francescograssi
Il mistero notturno di @disinformatico è in queste immagini e gli autori sono citati qui! https://t.co/aC67AChVdG http://t.co/ZMpTwmsqZL
21/06/14 09:09
Il cerchio è stato realizzato da Francesco e alcune altre persone nella notte fra il 20 e il 21 giugno. Nessun alieno, nessuna apparecchiatura militare top secret: solo tanto ingegno e lavoro da parte di normali esseri umani con attrezzature semplici alla portata di tutti. Lo so per certo, perché una di quelle persone sono io.

Infatti il “mistero notturno” di cui parla Francesco si riferisce a questi miei tweet criptici delle ore precedenti:

disinformatico
Se avete sentito il jingle pochi minuti fa su @ReteTre, tenetelo bene presente. Per ora non posso dire altro.
20/06/14 11:22
disinformatico
sono in una località segreta per un'operazione segreta con persone segrete. non ditelo a nessuno.
20/06/14 21:14
disinformatico
14 30 22.5 dettagli domani
20/06/14 22:56
disinformatico
4am. missione compiuta.
21/06/14 04:01
Ora posso spiegarli. Il jingle di Rete Tre, andato in onda durante la mia trasmissione Il Disinformatico, parlava di cerchi nel grano. I numeri 14 30 22.5 sono alcune dimensioni dell'opera. Le 4 del mattino sono l'ora alla quale abbiamo finito il lavoro.

Francesco Grassi ha inoltre pubblicato su Facebook questo, insieme ad altre foto: “Il cerchio nel grano "orologio a reazioni nucleari a bassa energia" è stato realizzato questa notte (20 - 21 giugno 2014) nella località Marocchi (Poirino) da Francesco Grassi, Paolo Attivissimo, Marco Morocutti, Simone Angioni, Antonio Ghidoni, Davide Dal Pos, Alessandra Pandolfi”.

Questo è tutto quello che posso dire per ora:

– Ho partecipato alla creazione del cerchio, che si è svolta interamente fra le 22 e le 4 circa della notte fra il 20 e il 21 giugno.

– Nessun alieno è stato maltrattato per la realizzazione di quest'opera.

– Sono rimasto sorpreso dalla rapidità con la quale l'abbiamo realizzata.

– Il proprietario del campo ha dato il permesso.

– Le coordinate esatte del campo sono 44°56'01.3"N 7°49'43.2"E (link).

– Il disegno misura 65 x 120 metri.

Maggiori dettagli e immagini arriveranno nelle prossime ore. Per ogni dubbio, domanda o richiesta di contatto, sentite direttamente l'autore, Francesco Grassi, che spiega le tecniche e le motivazioni dietro questa creazione.



Reazioni
Del cerchio si parla già in giro:

La Stampa 2014/06/21
Quotidiano Piemontese 2014/06/21
BoingBoing 2014/06/21
Io9 2014/06/21
Repubblica 2014/06/21La Stampa 2014/06/22
(screenshot inviatomi da lettore)
Segnalo anche International Business Times (edizione in italiano), 2014/06/22; Affaritaliani, 2014/06/23; Chierioggi, 2014/06/23; Doubtful News, 2014/06/25.

Altri aggiornamenti
2014/06/22. Sono già iniziati i tentativi di decodifica (su Cropcircleconnector.com, in inglese). Lo chiamano “capolavoro”: grazie, mi sento lusingato del mio piccolo contributo. Se ne parla anche su Cropfiles.it in italiano.

2014/06/22. Iniziano ad arrivarmi i commenti di chi a tutti costi vuole continuare a credere che alcuni cerchi siano opera di alieni o altre entità invece di accettare la spiegazione più semplice. Verascienza.com: “Perchè si continua a credere a questo ed ad altri eventi che non hanno una base scientifica?” Forse perché a scuola non si insegnano le basi della scienza: prove, sperimentazione, logica, misurazione, deduzione, metodo.

2014/06/22. Compare un cerchio anche a Rea Po: la Provincia Pavese ne parla e mi cita per una battuta sui cerchi nel grano su Twitter, ma io e Francesco non c'entriamo nulla con questo cerchio.

2014/06/23. Francesco Grassi spiega ancora una volta le motivazioni che lo spingono a creare cerchi nel grano: "Per fare in modo che le persone capiscano se qualcosa è veramente possibile per gli esseri umani e per amore della verità. Ora sapete che la formazione di Marocchi/Poirino 2014 è stata realizzata in poche ore durante la notte da uomini, 65 metri x 120 metri. Adesso, consideriamo che i primi semplici cerchi cominciarono ad apparire nel 1980 e avevano diametri inferiori a 10 metri. Così nacque il fenomeno, la gente diceva che era impossibile creare quei semplici cerchi con raggio di pochi metri. Siete in grado di proseguire il sillogismo?"

2014/06/24. Francesco ha pubblicato su Twitter lo schema del cerchio nel grano:


2014/06/24. Non mancano gli indignati su Facebook, che usano toni da minaccia: “il padrone del campo (un contadino), si è messo con un tavolino (dove si accede all'interno del pittogramma) a vendere i libri di Francesco Grassi del CICAP. Un gruppo di appassionati Francesi, è rimasto deluso da questa mafiosa attività. Questo fatto è un ATTO DIFFAMATORIO E VERGOGNOSO...da DENUNCIA!!! Il CICAP sta facendo del tutto per RIDICOLIZZARE la realtà dei Crop Circle e diffamare, denigrare tutti i ricercatori dei Crop, nonché tutta la comunità di appassionati del fenomeno.” Leggete anche il resto dei commenti e fatevi un'idea della mentalità di chi vuole credere a tutti i costi. Grazie a @Davidem* per la segnalazione.

2014/06/26. Sono state pubblicate le foto della costruzione del cerchio; ho inoltre montato e pubblicato un video con riprese aeree del cerchio appena completato.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web

Video: riprese aeree del cerchio nel grano di Marocchi / Poirino

Thu, 06/26/2014 - 18:38
Ho appena finito di montare il video delle riprese aeree del cerchio nel grano alla cui costruzione ho partecipato pochi giorni fa. Le riprese sono state effettuate con un drone da AeroDronika alle prime luci di sabato 21 giugno, prima che l'esistenza del cerchio fosse nota ad altri a parte noi creatori. Io non ero presente durante l'uso del drone: stavo recuperando la notte insonne di lavoro. Buona visione.


Crop Circle at Marocchi (Poirino), Italy, June 2014 from Paolo Attivissimo on Vimeo.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Categories: Ultime dal web