Paolo Attivissimo

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Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale.
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Updated: 29 min 4 sec ago

Archeoinformatica: la prima pagina Web di Microsoft compie vent'anni

Fri, 08/08/2014 - 11:45
Quello che vedete qui accanto era l'aspetto della pagina iniziale di Microsoft.com vent'anni fa, nel 1994, quando la parte Web di Internet era ancora embrionale e doveva fare i conti con il fatto che le velocità di connessione degli utenti erano scarsissime rispetto agli standard di oggi.

Non stupitevi, quindi, se la pagina di allora sembra scarna e minimalista: all'epoca ogni byte pesava e, come racconta Microsoft, era normale che quella paginetta ci mettesse anche cinque secondi a caricarsi.

Operazione nostalgia: Microsoft ha rimesso online quella pagina in versione funzionante. Unica concessione alla modernità: i link oggi portano alla versione attuale del sito Microsoft.com.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Furto di più di un miliardo di login e password, ma occhio a chi se ne approfitta

Fri, 08/08/2014 - 11:16
Un bottino senza precedenti: oltre un miliardo di login e password rubate in mano a un gruppo di criminali informatici russi. Lo ha annunciato una società di sicurezza del Wisconsin, la Hold Security: si tratterebbe di una collezione di nomi utente e di password relative a circa 420.000 siti grandi e piccoli, compresi quelli di molte aziende di punta.

Secondo le informazioni fornite da Hold Security, i criminali userebbero quest'immensa raccolta principalmente per fare spamming diretto ma anche per vendere credenziali d'accesso ad altre bande: si tratterebbe di una dozzina di persone che risiedono in una cittadina nella zona fra Kazakistan e Mongolia e si dividono i compiti: c'è chi scrive il software per rubare dati e chi effettua materialmente il furto usando il software che sfrutta le falle dei siti.

I furti sarebbero avvenuti grazie a vulnerabilità dei siti, non degli utenti, ed è anche per questo che la notizia è un buon promemoria del fatto che non bisogna utilizzare mai la stessa password per più di un sito importante, ma va comunque presa con circospezione, perché la società che l'ha diffusa ora sta chiedendo agli utenti ben 120 dollari a testa per sapere se il loro sito o il loro account è fra quelli violati.

La faccenda, insomma, puzza un po' di trovata autopromozionale, ma il messaggio di fondo resta valido: in generale, non fidatevi dei siti che propongono di “verificare” se le vostre password sono state rubate, perché potrebbe essere una tecnica astuta per convincervi a digitarle e quindi farvele rubare proprio da chi diceva di volervi proteggere.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Svizzera: dava ordini via mail su conto bancario milionario, la banca li accettava. Indovinate cos'è successo

Mon, 08/04/2014 - 22:03
Nel 2014 esistono ancora clienti milionari di banche svizzere che mandano ordini di bonifico via mail. Già questo è un bell'esempio di ottusità informatica: ma la cosa incomprensibile è che esistono ancora banche che accettano ordini del genere, buttando allegramente nel cesso decenni di raccomandazioni sulla sicurezza informatica di base e badilate di soldi spesi nello sviluppo di applicazioni e siti web di e-banking cifrati e sicuri e nella formazione del personale sulla sicurezza dei dati dei clienti.

Oggi è arrivata dalla RSI la notizia che un cliente di una banca luganese non meglio precisata si è trovato con il conto bancario alleggerito di un milione di franchi. Come è stato possibile? Intrusi informatici superscaltri che hanno violato i computer della banca? Noooo. Semplicemente, il cliente “effettuava i pagamenti per e-mail”.

E così, come era ovvio che dovesse accadere, un aggressore dall'estero (genericamente dall'Asia, secondo l'articolo) ha preso il controllo della sua casella di mail e l'ha usata per mandare alla banca ordini di bonifico verso “un conto estero aperto per l'occasione” e poi “ha prelevato i soldi ed è scomparso prima che si scoprisse l'ammanco”.

Non si sanno ancora i dettagli della vicenda, che ora è sotto indagine da parte della magistratura, ma per quel poco che conosco dell'ambiente bancario ticinese non sarei sorpreso se la banca avesse avvisato il cliente del rischio colossale di usare a) una mail in chiaro b) per dare ordini di bonifico con importi milionari c) verso conti non preventivamente concordati, e il cliente avesse insistito per mantenere un metodo di dare disposizioni che non lo facesse tribolare con codici, password e altre menate da informatici. Tanto, cosa poteva mai andare storto?

Della notizia si parla anche su Tio.ch, Ticinonews.ch e Cdt.ch, senza dettagli ulteriori. 








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Instagram, account rubabili usando Wi-Fi pubblici

Thu, 07/31/2014 - 12:33
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C'è una falla in Instagram che permette di rubare gli account di chi lo usa su una rete Wi-Fi pubblica: la correzione è stata promessa, ma non è ancora attiva, per cui fino a quel momento è meglio usare Instagram soltanto su reti Wi-Fi private (o che non possano ospitare aggressori) oppure tramite la trasmissione dati della rete cellulare.

Stando alla descrizione di questa falla, rubare un account Instagram via Wi-Fi è davvero semplice a causa di una scelta tecnica ottusa da parte di Facebook, a riprova dell'idea che noi utenti, per i gestori dei social network, siamo carne da cannone: della nostra sicurezza e della nostra privacy, a loro, non frega assolutamente nulla.

Il problema è stato segnalato a Facebook da uno sviluppatore londinese, Stevie Graham, che però si è sentito dire che non verrà ricompensato per la sua segnalazione responsabile, come invece è avvenuto in altri casi, perché la falla è già nota a Facebook. Per cui ha deciso di rendere pubblica la vulnerabilità, in modo da spingere finalmente Facebook (proprietaria di Instagram) a sistemarla invece di ignorarla.

La falla sta nel fatto che l'app di Instagram usa l'HTTP per buona parte del proprio scambio di dati: il nome dell'account e il relativo numero vengono scambiati senza cifratura, per esempio, e c'è un cookie che può essere intercettato per accedere a Instagram spacciandosi per l'utente senza doversi riautenticare, potendo quindi leggere i messaggi dell'utente e postare a suo nome.

La tecnica è questa: l'aggressore si collega alla stessa rete Wi-Fi usata dalla vittima. Non importa se la rete è cifrata (Graham specifica WEP) o aperta. Poi l'aggressore mette la propria interfaccia di rete in modalità promiscua, ascoltando tutto il traffico della rete Wi-Fi, e lo filtra alla ricerca di riferimenti a i.instagram.com. Quando la vittima si collega a Instagram su quella rete Wi-Fi, l'aggressore cattura il cookie che viene trasmesso e lo usa per sostituirsi alla vittima e controllare il suo account. Tutto qui.

I dettagli sono descritti in questo post di Graham: nei miei test fatti di corsa, tuttavia, non sono riuscito a replicare l'attacco sui miei account Instagram usando dispositivi iOS e Android su una mia rete Wi-Fi senza cifratura. Se qualcuno riesce a fare di meglio, lo segnali nei commenti.

L'attacco è molto simile al Firesheep di qualche anno fa, tanto che Graham l'ha battezzato Instasheep. Un attacco praticamente identico è descritto qui da Mazin Ahmed, che consiglia di evitare l'app e di usare invece il sito Web per accedere a Instagram da dispositivi mobili.

Resta valida la raccomandazione di sempre: qualunque cosa postiate su un social network, date per scontato che sia pubblica e intercettabile.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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L’Italia vista di notte, senza nubi, dallo spazio lascia senza parole gli astronauti

Wed, 07/30/2014 - 08:52

Reid Wiseman, dalla Stazione Spaziale Internazionale, ci sta regalando una serie di fotografie spettacolari del nostro pianeta. Guardate come è riuscito a fotografare l'Italia. Via Twitter (@astro_reid) ha condiviso la foto scrivendo “I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty”. Ha contemplato con stupore ed è stato ammutolito da così tanta bellezza.

Qualcuno riesce a recuperare l'originale ad alta risoluzione di questa foto? Sarò ad Agrigento prossimamente per parlare di Luna e di spazio, e questa è una chicca che mi piacerebbe molto presentare sul grande schermo della serata.


2014/07/30 - ufffff e peppe hanno trovato i link alla versione originale di questa foto e di un'altra molto simile: uno, due. Buona visione!Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Fukushima, “un suicidio ogni dieci minuti” secondo il Fatto Quotidiano

Tue, 07/29/2014 - 22:53
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rush777” e “aldo.da*” e alla segnalazione di @fabioghibli ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Regola numero uno del giornalismo: se sbagli, ammettilo.

Regola numero uno del giornalismismo: se sbagli, prova a far sparire ogni traccia dello sbaglio e fa' finta di niente, tanto su Internet si può e non ti sgama nessuno.

Indovinate qual è stata la scelta del Fatto Quotidiano: ieri ha pubblicato un articolo, a firma di Pio d'Emilia, intitolato “Fukushima, la città del disastro nucleare con un suicidio ogni dieci minuti”. Mio screenshot:



Nell'articolo c'era questo calcolo che giustificava il dato davvero impressionante sui suicidi: “Dall'aprile 2011, nella prefettura di Fukushima, si sono registrati 1500 suicidi: più di 5 l'ora, uno ogni 10 minuti”. Sì, avete letto bene. Mio screenshot per gli increduli:


Il numero dei suicidi è drammatico, ma sarà vero? Se Pio d'Emilia riesce a massacrare l'aritmetica di base in questo modo, come faccio a fidarmi di qualunque cifra che mi propone? E in subordine, come è stato possibile commettere un errore così colossale e oltretutto pubblicarlo?

Il Fatto Quotidiano a questo punto aveva un problema: l'aritmeticretinata si poteva anche togliere dall'articolo facendo finta di nulla, ma l'URL dell'articolo era basato sul titolo e quindi avrebbe conservato “un-suicidio-ogni-dieci-minuti” come chiara prova del misfatto. L'URL, infatti, era questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/fukushima-la-citta-del-disastro-nucleare-con-un-suicidio-ogni-dieci-minuti/1071175/.

Soluzione: ammettere l'umana fallibilità e chiedere scusa? Assolutamente no. Quell'URL ora porta infatti a quest'altro URL immacolato: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/fukushima-nella-citta-del-disastro-nucleare-1500-suicidi-da-aprile-2011/1071175/, dove c'è un articolo riscritto e corretto. Errore? Quale errore? Non c'è mai stato nessun errore. Screenshot attuali:





Ecco fatto! Problema risolto! Figuraccia evitata! Non siamo mai stati asini in aritmetica! Nessuno si accorgerà mai che abbiamo scritto una scempiaggine che squalifica tutto l'articolo e chi l'ha scritto.

...Come hai detto? La copia cache di Google? E cos'è?

Sveglia, Fatto Quotidiano. I tempi in cui le cazzate giornalistiche si coprivano cacciandole nel dimenticatoio della carta stampata, che oggi è giornale e domani è carta igienica, sono finiti da un pezzo. Oggi, se si vuole essere presi sul serio, bisogna essere trasparenti. Perché i lettori non sono scemi, non vogliono essere presi per scemi e oggi hanno a disposizione gli strumenti per farvi le pulci.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Ci vediamo ad Agrigento il 5 agosto al Festival della Scienza?

Tue, 07/29/2014 - 19:57
Il 4 agosto prossimo inizierà ad Agrigento, nella Valle dei Templi, il Festival della Scienza: fra gli ospiti ci saranno gli astronauti Paolo Nespoli (10 agosto, in carne e ossa) e Luca Parmitano (sempre 10 agosto, in collegamento da Houston) e molti divulgatori di scienza, in particolare di astronomia e tecnologia spaziale. Sono previste osservazioni del cielo con il telescopio insieme a molti altri eventi fra scienza e arte.

Io sarò insieme a Paolo D'Angelo e Raimondo Moncada il 5 agosto, dalle 21 in poi, per la serata Una notte di 45 anni fa: il racconto della Luna tra realtà e fantasia, nella quale io mi occuperò delle tesi di complotto lunare vere e fasulle, D'Angelo combinerà musica e testi dedicati alla Luna e alle stelle e Moncada sarà la voce narrante delle parti letterarie.

Come consueto, porterò con me una manciata di copie del mio libro sul lunacomplottismo e un po' di penne USB contenenti il mio documentario Moonscape. Vi aspetto! Per tutti i dettagli e il calendario completo degli eventi, visitate questa pagina di Notteconlestelle.it.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Record spaziale: quaranta chilometri su un altro pianeta

Tue, 07/29/2014 - 15:27
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “lawg*” e “emme-pi” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A volte sembra che l'esplorazione spaziale sia un po' ferma, probabilmente perché dal 1972 le missioni umane, di grande impatto sul pubblico, sono limitate all'orbita terrestre, con distanze da Terra misurate in centinaia di chilometri anziché in centinaia di migliaia, ma in realtà l'avventura nello spazio è attiva come non mai, grazie alle missioni robotiche. Abbiamo sonde spaziali al lavoro un po' dappertutto nel sistema solare.

Da Marte è arrivata ieri la notizia del superamento di un record spaziale che era imbattuto dagli anni Settanta: quello per la massima distanza percorsa sulla superficie di un altro corpo celeste.

Il veicolo Opportunity della NASA, atterrato su Marte nel 2004, ha totalizzato quaranta chilometri di percorrenza sulle proprie ruotine, togliendo il primato al Lunokhod russo, che lo deteneva dal 1973 per aver percorso sulla Luna 39 chilometri. Al terzo posto c'è ora il rover di Apollo 17, che coprì quasi 36 chilometri sulla Luna nel 1972 ma si merita una menzione speciale perché aveva a bordo due astronauti.

Abbiamo costruito un robot che ha fatto quaranta chilometri su Marte ed è riuscito a durare dieci anni in un ambiente ostile senza riparazioni. Mica male. Di fronte a massacri, tragedie e continue dimostrazioni dell'idiozia umana, ogni tanto è bene ricordarsi di cosa siamo capaci quando smettiamo di litigare.

Questa è una mappa della strada fatta fin qui da Opportunity:

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS/NMMNHSScritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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La regola delle cinque W del giornalismo? La Stampa la applica alla lettera

Tue, 07/29/2014 - 11:24
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mariantg” e alla segnalazione di @DPlavan.

In inglese le cinque W (who, what, when, where, why) sono la base assoluta della composizione giornalistica: l'articolo deve spiegare chi, cosa, quando, dove e perché è successo il fatto raccontato.

Ma a La Stampa qualcuno, specificamente Raphaël Zanotti, le ha prese un po' troppo alla lettera (link). Trattare così la morte di due persone non è una bella dimostrazione di serietà redazionale.




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Regole di sicurezza informatica semiserie per luddisti digitali

Fri, 07/25/2014 - 11:49
SecMeme, un sito dedicato ai memi umoristici riguardanti la sicurezza informatica, ha pubblicato l'immagine di un bizzarro articolo di giornale che propone una serie di regole di sicurezza informatica un po' particolari.

Sembra una di quelle liste classiche di consigli pratici: una “guida su come gestire quel virus informatico letale che ti sta venendo incontro”. Poi la si legge e si capisce che è un po' diversa:

1. Compra una penna e un taccuino.

2. Compra un diario vero e un giornale vero.

3. Vai a fare acquisti in un negozio reale.

4. Comprati un'enciclopedia le cui voci non possono essere cambiate per divertimento dalla gente.

5. Procurati degli amici veri.

6. Vai a un negozio di scommesse e perdi tutti i tuoi soldi.

7. Comprati un po' di riviste per adulti come si deve.

Ovviamente è una presa in giro, ma ha un fondo di verità: in effetti la maggior parte dei problemi informatici deriva dai comportamenti degli utenti, che usano Internet come diario personale, s'informano e fanno acquisti su siti totalmente inattendibili, usano impropriamente Wikipedia come fonte primaria, si confidano con sconosciuti e usano siti discutibili sui computer che poi adoperano anche per lavoro.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Promemoria: ci vediamo stasera a Spotorno?

Fri, 07/25/2014 - 04:25
Come avevo preannunciato, stasera sarò a Spotorno per Scienza Fantastica, rassegna di scienza, fantascienza e dintorni organizzata dal Comune di Spotorno: oltre alla premiazione del concorso letterario di fantascienza, terrò una conferenza divulgativa sul tema di quest'anno della rassegna, ossia l'intelligenza artificiale. L'ho intitolata, con un'ovvia citazione, Gli androidi sognano pecore elettriche?

L'appuntamento è a Piazza della Vittoria alle 21,30. L'ingresso è libero per tutte le forme di vita senzienti, androidi e replicanti compresi.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Se volete seguire l'allunaggio in tempo reale, fate partire questo video alle 22:03 italiane stasera

Sun, 07/20/2014 - 10:17
Il video Contact Light che potete vedere qui sotto (meglio se a tutto schermo) ripercorre in tempo reale l'allunaggio di Apollo 11, di cui stasera si celebra il quarantacinquesimo anniversario. Se lo fate partire esattamente alle 22:03 italiane, potrete assistere allo sbarco sulla Luna meglio di quanto fu possibile allora, durante gli eventi: infatti non furono trasmesse immagini in diretta dal veicolo di allunaggio, ma la discesa fu ripresa su pellicola cinematografica 16mm, che rimase a bordo. Dopo il ritorno a Terra dell'Apollo 11, fu sviluppata e finalmente mostrata al mondo. In diretta, 45 anni fa, ci fu soltanto la voce degli astronauti, trasmessa via radio dalla Luna.

Inoltre la traduzione di allora della RAI, complice anche un segnale molto distorto, non fu delle migliori, e ci fu anche il famoso battibecco fra Tito Stagno e Ruggero Orlando per annunciare l'esatto momento di contatto con la superficie lunare; in questo video, invece, ci sono i sottotitoli in italiano che traducono integralmente quello che dissero gli astronauti e c'è l'indicazione della quota e della velocità. Se preferite la versione sottotitolata in inglese, è qui.

Altra chicca assente nella diretta di 45 anni fa: in Contact Light c'è incluso anche quello che si dissero privatamente i due astronauti durante l'allunaggio. Le loro parole furono infatti raccolte dal registratore di bordo.


Se siete assidui frequentatori di questo blog, sapete già che questo video fa parte del mio progetto Moonscape, che ricostruisce l'allunaggio e l'escursione lunare di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Moonscape esiste e continua a crescere soltanto grazie al vostro contributo di lavoro e di donazioni per acquistare i diritti e i riversamenti digitali diretti delle pellicole e delle fotografie di allora. Se volete saperne di più e/o collaborare, visitate Moonscape.info.

Per i curiosi: il video s'intitola Contact Light (spia di contatto) perché queste furono le primissime parole pronunciate sulla Luna (l'annuncio di Neil Armstrong “L'Aquila è atterrata” arrivò alcuni secondi dopo). Sotto le zampe del veicolo, infatti, c'erano delle sonde di contatto, lunghe circa 170 centimetri, e quando una di queste sonde entrava in contatto con il suolo si accendeva in cabina una spia etichettata appunto Contact light. Quando Buzz Aldrin vide accendersi la spia, lo annunciò via radio, per cui le prime parole pronunciate in contatto con la superficie lunare sono sue, non di Neil Armstrong.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Il 20 luglio ci vediamo a Volandia per festeggiare insieme l'allunaggio su grande schermo?

Sat, 07/19/2014 - 20:25
Il Museo del Volo di Volandia, a due passi dall'aeroporto di Malpensa, organizza per la sera del 20 luglio una maratona televisiva per seguire in compagnia di esperti e appassionati la trasmissione Stregati dalla Luna della Rai, che ripercorrerà in tempo reale la notte di 45 anni fa che vide i primi esseri umani mettere piede su un altro mondo, in diretta TV planetaria.

Il padiglione Spazio di Volandia sarà aperto per l'occasione dalle 20 fino all'una del mattino, con ingresso gratuito. L'evento è a numero chiuso, per cui è consigliabile prenotarsi scrivendo a booking@volandia.it oppure telefonando al numero italiano 0331-230007. Io ci sarò, e porterò con me un paio di chicche spaziali rare da condividere con i partecipanti.

Se la trasmissione rispetta il tempo reale come previsto, il momento clou dell'allunaggio verrà trasmesso alle 22:17. L'escursione degli astronauti sulla superficie della Luna è all'alba, dalle 4.57 in poi, dopo la chiusura del Museo, per cui andrà seguita sintonizzandosi su Rai Scuola (canale 147 oppure canale 33 Tivusat).

Un gruppo d'ascolto sarà aperto anche presso l'Osservatorio Astronomico di Tradate.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Stregati dalla Luna: la Rai celebra lo sbarco sulla Luna mostrando anche “Moonscape” (con trailer)

Sat, 07/19/2014 - 20:09
Moonscape, il mio documentario che restaura in HD e risincronizza le immagini dello sbarco sulla Luna di cui si celebra tra pochi giorni il quarantacinquesimo anniversario, verrà trasmesso dalla Rai all'interno dello speciale Stregati dalla Luna che andrà in onda come allora ininterrottamente per 12 ore, dalle 21.00 del 20 luglio alle 9 del 21 luglio su Rai Scuola, visibile sul canale 146 del digitale terrestre e sul 33 di Tivùsat e in streaming all’indirizzo www.raiscuola.rai.it/direttatv.aspx.

Il programma sarà condotto da Luigi Bignami, che lo firma insieme a Renzo Salvi e al regista Dario Barezzi. La trasmissione ripercorre tutta la diretta dell’epoca, sincronizzata al secondo (la successione e l’orario degli avvenimenti sono rigidamente rispettati), e ripropone immagini dell’epoca ritrovate nelle teche della Rai oltre a Moonscape.

Fra gli ospiti in studio ci saranno (cito il comunicato stampa Rai) “gli scienziati dell’Università di Pavia Chiara Domeneghetti e Cesare Perotti, che hanno analizzato frammenti di superficie lunare, e il direttore del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, Fiorenzo Galli, che mostrerà per la prima volta la tuta che i russi avrebbero utilizzato se fossero arrivati per primi sulla luna. Il fotografo Edo Prando spiega invece come vennero scattate le fotografie dello sbarco, smontando la teoria complottista negazionista dell’allunaggio, costruita sulle incongruenze delle immagini.”

Ci sarà anche un collegamento esterno con il Museo del Volo di Volandia (Somma Lombardo), dove verrà mostrato il funzionamento del modulo di comando della missione Apollo, che è riprodotto a grandezza naturale presso il Museo, e delle tute spaziali americane.

In occasione di Stregati dalla Luna, presso l'Osservatorio Astronomico di Tradate FOAM13 (via ai Ronchi 75) si terrà una serata speciale, a partire dalle 20:30, per seguire insieme la trasmissione e fare (meteo permettendo) osservazioni astronomiche con gli esperti di astronomia ed esplorazione spaziale.

Qui sotto potete vedere il trailer della trasmissione, che avevo preannunciato qualche tempo fa:




Come dicevo alla Cena dei Disinformatici, è un risultato eccezionale che è merito dell'aiuto di tanti di voi (oltre 500) che hanno contribuito sia con donazioni per l'acquisto di filmati e software, sia con lavoro di elaborazione grafica, sottotitolazione e controllo incrociato. Grazie!


Ci vediamo a Volandia per l'allunaggio?
Sempre per la trasmissione di Stregati dalla Luna, il Museo del Volo di Volandia (dove c'è esposta la replica della capsula Apollo usata per il programma, frutto del lavoro di appassionati coordinati da Luigi Pizzimenti, curatore del padiglione Spazio del Museo) ha organizzato una proiezione del documentario su grande schermo alla presenza di esperti, a disposizione per le domande dei partecipanti. La serata a Volandia inizierà alle 20; l'allunaggio verrà trasmesso poco dopo le 22. A Volandia ci sarò anch'io, con un po' di penne USB contenenti Moonscape per chi non ha modo di scaricarsi tutti e 13 i giga di file video che lo costituiscono.

Queste sono alcune immagini scattate dietro le quinte della produzione della trasmissione: i due archeoastronauti sono Luigi Pizzimenti e Luigi Bignami.



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BeppeGrillo.it e i macachi di Modena: se siete nel giusto, perché falsificate i video?

Wed, 07/16/2014 - 11:14
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “magget*”.

BeppeGrillo.it ha pubblicato una petizione affinché “sia immediatamente interrotta la sperimentazione su primati presso lo stabulario dell'Università di Modena e Reggio Emilia” e un video che mostra presunti cinismi e crudeltà dichiarate dagli sperimentatori. Nella diffusione del video è coinvolto anche Paolo Bernini (quello del microchip sottopelle), che ha contribuito alla sua realizzazione.

Pensatela come volete sulla sperimentazione animale; le opinioni sono libere, ma i fatti sono fatti e sono uguali per tutti, ed è meglio conoscerli prima di farsi un'opinione. Soprattutto se poi c'è chi vuole manipolare le opinioni presentando distorsioni e falsificazioni.

Fatto: il video è stato montato scegliendo ad arte le dichiarazioni dei ricercatori in modo da farli sembrare cinici e spietati vivisezionisti.

Per esempio, il video cita una voce che dice che si tratta di “esperimenti condotti in assenza di anestesia”. Detto così, a prima vista sembra che i ricercatori aprano la testa ai macachi mentre sono svegli, per il gusto di far soffrire una creatura. In realtà l'operazione chirurgica necessaria per preparare la sperimentazione (inserimento di elettrodi sensibilissimi nel cervello) viene effettuata eccome in anestesia; è l'esperimento che avviene senza anestesia. Differenza fondamentale, perché la sperimentazione consiste nel vedere quali impulsi viaggiano nel cervello quando il macaco esegue dei compiti e quindi sarebbe difficile farglieli fare in anestesia, e perché il cervello non prova dolore (lo si vede anche nella chirurgia umana).

Un altro esempio: il video sceglie anche una frase di una persona che dice che “essendo ricerca di base ha il puro scopo della conoscenza”. Presa così e tolta dal suo contesto, la frase dà l'impressione che questi ricercatori ficchino elettrodi nei cervelli dei macachi un po' a caso, per vedere che succede e per il puro piacere della conoscenza fine a se stessa, senza lo scopo di curare qualche malattia specifica.

Forse chi pensa ai microchip magici ha una visione poco chiara di come funziona la scienza: la ricerca di base non è astratta. Si chiama di base perché è il fondamento indispensabile sul quale poggiano le ricerche delle cure delle malattie. Niente ricerca di base, niente cure. Se qualcuno pensa che le scoperte mediche emergano belle e pronte da asettici laboratori pieni di grandi pensatori con regoli calcolatori e foglietti di carta, ha bisogno di un ripasso urgente di realtà.

Quello che stanno dicendo i ricercatori, prudentemente, è che non possono garantire che la loro ricerca fornirà specificamente una cura per questa o quella malattia: semplicemente, se non sappiamo come funziona di base il cervello, non potremo mai sviluppare cure per le sue malattie. Sarebbe come pretendere che il vostro meccanico vi ripari l'auto che non va senza sapere come funziona un motore a scoppio.

Veniamo al colpo più basso: la foto della siringa piantata vicino all'occhio di un macaco. Raccapricciante. Ma non proviene dallo stabulario di Modena e non è una crudeltà inutile: è il test della tubercolina, necessario per evitare che la tubercolosi si diffonda fra gli animali. Se avete un gatto o un cane, sapete bene che a volte le siringhe servono anche dal veterinario. Non sono un bello spettacolo, ma servono. Ma c'è chi invece sceglie di prendere un'immagine che non c'entra nulla con la situazione di Modena, la toglie dal suo contesto e la carica di emozioni che impediscono di riflettere.

Questi sono metodi disonesti. Selezionare ad arte le immagini, tagliare e rimontare le dichiarazioni, fraintendere quello che è stato realmente detto, affrontare i temi senza saperne nulla e senza consultare gli esperti, fidandosi soltanto delle proprie sensazioni di pancia e dei propri preconcetti, non è informazione: è il repertorio tipico del complottismo più inutile.

Se volete saperne di più e verificare i fatti, leggete Autismo: una speranza grazie alla ricerca sui macachi dello stabulario di Modena; La verità sullo stabulario di Modena; Esperimenti comportamentali secondo il Cittadino Paolo Bernini. Poi leggete questa guida di Telethon sui fatti della sperimentazione animale. e sentite anche la campana diretta degli accusati, ossia dei ricercatori, in questo video:


La verità sui macachi dello stabulario di Modena from Francesco Sblendorio on Vimeo.
Lo so, ci vuole tempo, ed è tutto più facile se si ignorano i fatti e si decide con l'intestino invece che con il cervello: dal cervello emergono soluzioni, dall'intestino... no. A voi la scelta.

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Bufale e Luna stasera a Modena

Wed, 07/16/2014 - 02:23
Stasera alle 19, presso i Giardini Ducali (Parco Ducale Estense) di Modena, parteciperò alla serata Sotto la Luna con un incontro pubblico sul tema delle bufale della Rete e dei complottismi online, raccontando come funziona (o non funziona) l'informazione in Rete ma anche sui media tradizionali che attingono a Internet.

Visti il titolo e la ricorrenza (45 anni fa partivano per la Luna i primi uomini a mettervi piede), parlerò anche di complottismi lunari e più seriamente dell'esplorazione spaziale. Ci sarà ampio spazio per le domande e le curiosità, e alla fine ci sarà una sonorizzazione-spettacolo musicale basato sul mio documentario Moonscape. Non chiedetemi cosa vuol dire; sarà una sorpresa anche per me.

Ci saranno stand gastronomici e di artigianato e gazebo dedicati a diverse associazioni, con un aperitivo, cena e dopocena curati da alcuni ristoratori della zona; dopo il tramonto sarà possibile partecipare alle osservazioni astronomiche curate dal Planetario Comunale “F. Martino”. Sono previsti anche altri stand di divulgazione scientifica, grazie alle associazioni culturali “J.W. Draper” e “Inco.Scienza” e mostre fotografiche.

Trovate maggior dettagli sulla scaletta della serata, che ha un'impronta decisamente informale e divulgativa, presso il sito del Comune di Modena e su Modena24.net.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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12 regole per fiutare un articolo di scienza fuffaldina

Tue, 07/15/2014 - 07:59
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rsigno*” e grazie alla segnalazione di @happy_cactus. Il suo testo, essendo traduzione di un documento su licenza Creative Commons, è liberamente copiabile e usabile secondo le norme della suddetta licenza.

Compoundchem.com ha pubblicato qualche tempo fa una bella infografica su come riconoscere un articolo che si ammanta di un'apparenza scientifica ma in realtà è fuffa nel migliore dei casi e truffa nel peggiore. L'ho tradotta al volo; se trovate errori o migliorie possibili, segnalatemele.

Guida rapida per riconoscere la cattiva scienza

1. Titoli sensazionalisti

I titoli degli articoli vengono concepiti normalmente per indurre i lettori a cliccare e leggere l'articolo. Nel caso migliore semplificano eccessivamente i risultati della ricerca; nel peggiore li esprimono con toni sensazionalisti e li presentano in modo distorto.


2. Risultati fraintesi

Gli articoli dei media generalisti a volte distorcono o interpretano male, intenzionalmente o meno, i risultati di una ricerca pur di tirarne fuori una buona storia. Se possibile, cercate di informarvi leggendo la ricerca originale invece di affidarvi all'articolo che l'ha usata come base.


3. Conflitto d'interessi

Molte aziende stipendiano gli scienziati per svolgere e pubblicare ricerche: anche se questo non invalida necessariamente una ricerca, occorre analizzarla tenendo presente questo fatto. La ricerca può inoltre essere presentata in modo ingannevole per un tornaconto personale o economico.


4. Correlazione e causalità

Diffidate della confusione fra correlazione e causalità. La correlazione tra due variabili non implica automaticamente che una sia la causa dell'altra. Il riscaldamento globale è aumentato dal 1800 e il numero dei pirati è diminuito, ma la penuria di pirati non causa il riscaldamento globale.


5. Linguaggio ipotetico

Le ipotesi che derivano da una ricerca sono semplicemente, appunto, ipotesi: fate attenzione a parole come “potrebbe”, “forse” e simili, perché è improbabile che la ricerca fornisca sostegno concreto alle conclusioni proposte dopo queste parole.


6. Campione troppo piccolo

Negli esperimenti, più è piccolo il campione, meno sono affidabili i risultati ottenuti da quel campione. Le conclusioni che vengono tratte vanno valutate tenendone conto, anche se a volte un campione ristretto è inevitabile. Se un campione più grande era disponibile ma non è stato usato, questo può essere motivo di sospetto.


7. Campioni non rappresentativi

Nella sperimentazione umana, i ricercatori tendono a selezionare individui che rappresentano una popolazione più ampia. Se il campione è differente dall'intera popolazione, le conclusioni possono essere altrettanto differenti.


8. Mancanza di un gruppo di controllo

Nei test clinici, i risultati dei soggetti di un test vanno confrontati con un “gruppo di controllo” al quale non è stata somministrata la sostanza testata. I gruppi dovrebbero inoltre essere assegnati in modo casuale. Negli esperimenti generali, è necessario usare un test di controllo nel quale sono controllate tutte le variabili.


9. Mancato uso di test in cieco

Per evitare qualunque distorsione, i soggetti non devono sapere se fanno parte del gruppo di test o del gruppo di controllo. Nei test in doppio cieco, neppure i ricercatori devono sapere a quale dei due gruppi appartiene un soggetto fino a dopo la conclusione del test. Va notato che il test in cieco non è sempre fattibile o eticamente accettabile.


10. Risultati selezionati ad arte

La selezione ad arte sceglie dagli esperimenti i dati che avvalorano la conclusione di una ricerca e ignora quelli contrari. Se un articolo di ricerca trae conclusioni da una selezione dei propri risultati invece che da tutti, può darsi che stia facendo selezione ad arte (cherry-picking).


11. Risultati non replicabili

I risultati devono essere replicabili da una ricerca indipendente e verificati in una vasta gamma di condizioni (se possibile) per assicurarsi che siano generalizzabili. Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie: in altre parole, richiedono molto più di un singolo studio indipendente.


12. Riviste e citazioni

Una ricerca pubblicata nelle riviste scientifiche più importanti avrà subìto un processo di revisione, ma può essere comunque difettosa, per cui va valutata tenendo conto di questi fatti. Allo stesso modo, un numero elevato di citazioni non implica necessariamente che una ricerca è tenuta in alta considerazione.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Umorismo nerd: fisica

Mon, 07/14/2014 - 20:10
Heisenberg e Schrödinger sono in auto insieme. Un poliziotto li fa accostare e chiede: “Sapete a che velocità stavate andando?”.

Risponde Heisenberg: “No, però so dove mi trovo”.

La risposta fa insospettire l'agente, che chiede di aprire il bagagliaio dell'auto. Ci guarda dentro ed esclama: “Ma sapevate che dentro il bagagliaio c'è un gatto morto?”

Stavolta risponde Schrödinger: “Ora sì”.


(da George Takei)

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Doctor Who, la prossima puntata è finita online. Tranquilli, non faccio spoiler

Mon, 07/14/2014 - 14:59
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “lori10*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sono finiti online non solo i copioni, ma anche il video integrale della prossima puntata di Doctor Who, attesissima dai fan (me compreso) per il debutto di Peter Capaldi nei panni del Dottore, previsto per il 23 agosto prossimo. Non vi preoccupate: qui non rivelo nulla della trama.

Il video (che ho visto soltanto in parte per controllarne l'attendibilità) è in bianco e nero, non ha la colonna sonora musicale, è più lungo di una puntata normale e ha gli effetti speciali ancora incompleti e la sigla della stagione precedente. Se lo guardate, quasi sicuramente vi guasterete la puntata; può essere un cimelio interessante soltanto dopo la messa in onda della puntata, per vedere le differenze rispetto al prodotto finito.

A parte questo, è interessante capire la dinamica della fuga di immagini da una produzione comprensibilmente ossessionata dal segreto come quella di Doctor Who.

Il Radio Times ha dato la notizia della fuga del materiale, dicendo che i file dei copioni e dei video delle puntate erano reperibili attraverso una ricerca in Google, perché erano stati messi online, su un server della BBC di nome BBCmiami.com, piazzandoli in chiaro (senza cifrarli) e in una directory indicizzata da Google e pubblicamente accessibile senza neanche una password. E come si chiamava la directory? Doctor Who Season 8.

Credit: Graham Cluley

Un fail che ridefinisce il concetto di epic, dal punto di vista informatico. Un errore dilettantesco multiplo che conferma che c'è ancora troppa gente che ragiona in termini di security through obscurity: non c'è bisogno di proteggere i dati con la crittografia o gli accessi limitati, basta che li metti in un posto pubblico senza però dire a tutti dove sono. È l'equivalente informatico della chiave di casa sotto lo zerbino. Ma nell'era dei motori di ricerca, che vedono e catalogano qualunque cosa sia alla loro portata, questo è un modo di pensare pericolosamente stupido.

Se ve lo state chiedendo, il Marcelo Camargo at Drei Marc nel sottotitolo è presumibilmente un riferimento a questa azienda brasiliana di sottotitolazione.


Aggiornamento (2014/07/14 11:50): La BBC dice che la fuga di materiale è stata causata da un ufficio della BBC negli Stati Uniti (“BBC Worldwide said the breach was caused by a BBC office in the US”).


Aggiornamento (2014/07/14 13:20): Guardate questa sigla iniziale amatoriale per la nuova stagione di Doctor Who: ha attirato l'attenzione del Radio Times e a giudicare dai credits nei copioni trafugati (immagine qui accanto) la BBC avrebbe deciso di usarla come ispirazione per la sigla effettiva, con tanto di riconoscimento ufficiale all'autore, Billy Hanshaw.

Se confermata, sarebbe una bella dimostrazione di come i fan possono essere visti come alleati da coltivare invece che come pirati da reprimere.


Doctor Who Title Sequence Concept from Billy Hanshaw on Vimeo.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Si avvicina il 45° anniversario dello sbarco sulla Luna: gli orari italiani degli eventi salienti

Sun, 07/13/2014 - 15:52


Sto producendo un livetweet (già in corso su @AttivissimoLIVE) e un blog fotografico (Apollo 11 Timeline) per celebrare in tempo reale il quarantacinquesimo anniversario dello sbarco sulla Luna di Apollo 11, a partire dal decollo della missione il 16 luglio.

Se per caso avete intenzione di festeggiare in tempo reale le tappe salienti del viaggio, magari possono esservi utili alcuni orari italiani di riferimento, tratti dalla documentazione dell'epoca: quello che vedete qui sopra è un campione della mia collezione di giornali e riviste originali di 45 anni fa, donatimi gentilmente da Renato e Giorgio Villella e da Daniele Bolognari.

Fra l'altro, il quarantacinquesimo anniversario cade negli stessi giorni della settimana nei quali si svolsero gli eventi originali, per cui l'effetto “tempo reale” è ancora più forte.

– Decollo dalla Terra: 15:32 italiane, 9:32 della Florida, 8:32 di Houston di mercoledì 16 luglio
– Allunaggio: 22:17 italiane di domenica 20 luglio
– Primo passo di Neil Armstrong sulla Luna: 4:57 italiane di lunedì 21 luglio
– Ripartenza dalla Luna: 19:54 italiane di lunedì 21 luglio
– Riaggancio del modulo lunare Eagle al modulo di comando e servizio Columbia in orbita lunare: 23:34 italiane di lunedì 21 luglio
– Ammaraggio nell'Oceano Pacifico e fine della missione: 18:50 italiane, 11:50 di Houston di giovedì 24 luglioScritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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