Paolo Attivissimo

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Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale.
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Updated: 7 hours 16 min ago

Antibufala: il video di Benedetto XVI snobbato dai vescovi [UPD 2013/04/06]

Sat, 04/06/2013 - 13:24
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Circola su Facebook e Youtube un video che sarebbe stato “ripreso dalla TV polacca” durante una “visita di Benedetto XVI in Germania il 22/9/2011” e mostra un gruppo di “Vescovi (probabilmente gli stessi che l'hanno indotto a dimettersi)” che “indietreggiano rifiutandosi di stringergli la mano”.


È un bell'esempio di errata (o forzata) interpretazione delle immagini, tolte dal proprio contesto, che era già stato discusso e sbufalato due anni fa, quando il video era apparso inizialmente su Internet, poco dopo gli avvenimenti mostrati: Benedetto XVI era ancora in carica ed era in visita in Germania presso lo Schloss Bellevue, la residenza ufficiale del presidente tedesco, Christian Wulff, il 22 settembre 2011.

Il Papa non sta porgendo la mano ai prelati, ma li sta presentando al presidente tedesco.

La versione integrale del video, ripreso dalla TV vaticana (non dalla “TV polacca”), mostra (da 5:00 in avanti) che il presidente tedesco fa lo stesso gesto di tendere la mano in segno di presentazione a Benedetto dei membri del proprio governo, come si vede qui accanto. L'equivoco qui è meno facile perché Wulff tende la mano sinistra, mentre Benedetto, quando presenta i propri prelati, tende quella destra.

In altre parole, i “vescovi” non stanno snobbando Benedetto, ma stanno fraintendendo il gesto del Papa, scambiandolo per una mano tesa da stringere (o cogliendo l'occasione per stringerla), quando in realtà a questo punto della cerimonia dovrebbero stringere la mano al presidente tedesco; quindi sono semmai i prelati che stringono la mano al Papa a compiere una gaffe, non quelli che “rifiutano” di farlo. L'audio italiano del video originale cita anche i nomi di alcuni di questi prelati (il cardinale Tarcisio Bertone, per esempio; altri sono identificati negli aggiornamenti qui sotto).

Attenzione, insomma, a non pensare che i video non possano mentire e a non interpretare le immagini secondo la propria visione del mondo invece che secondo il loro contesto.


Aggiornamenti
2013/04/04: questo articolo è stato citato da AGI e da L'Unità condendolo con una ragguardevole serie di strafalcioni.

2013/04/06: la citazione fatta da Tempi.it è molto più corretta. Inoltre Il Vaticanista ha identificato quasi tutti i prelati inquadrati e spiegato l'assurdità dell'idea che queste persone rifiutino di stringere la mano al Papa: molti di loro sono collaboratori strettissimi del Papa (per esempio Guido Marini, Maestro per le Celebrazioni Liturgiche, e il già citato Bertone, Segretario di Stato e responsabile degli Affari Esteri del Vaticano).Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Per il TGcom si va sui campi da golf in aliscafo

Fri, 04/05/2013 - 07:33
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “nessy81” e alla segnalazione di “manfar”.

Superato lo sgomento iniziale e la preoccupazione per i poveri giardinieri che si vedranno i campi da golf arati dagli aliscafi, ho soltanto una domanda: è più colpevole la capra che non sa cos'è un aliscafo, non riconosce un hovercraft neanche se lo vede in fotografia, ma comunque ha la pretesa di credersi titolato a scrivere in pubblico, o chi gli ha dato lavoro?

Ultimamente sento tanto parlare dell'introduzione del fact-checking, come se fosse una grande scoperta del giornalismo italiano, quando in realtà è semplicemente una forma chic per dire “prima scrivevamo qualunque cazzata senza controllarla”. Forse è il caso di affiancarle anche un po' di goat-checking.

Va notato che, come molto del giornalismo spazzatura, la notizia dell'hovercraft da golf è copiata pari pari dal Daily Mail britannico. Ovviamente senza citare la fonte.

Per gli increduli, il link all'originale del TGcom è qui.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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La dichiarazione sessista attribuita a Papa Francesco

Wed, 04/03/2013 - 20:52
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabio.avit*” e ai contributi di Alessandra Mer*, Remo Pon* e motogio ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Le donne sono naturalmente inadatte agli incarichi politici. L'ordine naturale e i fatti ci insegnano che l'uomo è l'essere politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che la donna da sempre è il supporto dell'uomo che pensa e realizza, ma niente più di questo”. Questa è la frase attribuita al neoeletto Papa Francesco, l'argentino Jorge Mario Bergoglio. Ma è veramente sua?

Questa citazione viene ripresa e diffusa anche se manca, per ora, una conferma della sua autenticità. La serietà professionale e il buon senso imporrebbero di verificare un'affermazione così grave prima di pubblicarla e diffonderla. Le redazioni che la citano, invece di limitarsi a riportarla o dire che circola in Rete (LiberoQuotidiano, TgCom), potrebbero adoperarsi per scoprire come stanno i fatti. Ma finora nessuna testata giornalistica italofona, a quanto mi risulta, ha svolto indagini approfondite (aggiornamento: l'ha fatto Giornalettismo). Vediamo cosa riusciamo a fare noi?

Questo articolo è un punto di partenza intorno al quale radunare gli sforzi d'indagine su questa specifica affermazione e non si occuperà di altre asserzioni riguardanti Papa Francesco. Vi chiedo quindi sin da subito di restare in tema nei commenti.

La fonte più vecchia di questa citazione è, come mi ha segnalato il lettore motogio, un post su Yahoo Answers en Español del 2007 che riprende un altro post di Yahoo Answers Argentina datato 5 luglio 2007, nel quale viene riportato il testo completo originale della presunta citazione:

Buenos Aires, 4 de junio (Télam).- El arzobispo de Buenos Aires, cardenal Jorge Bergoglio, afirmó que "las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos", refiriéndose a la candidatura presidencial de la Senadora Cristina Fernández de Kirchner.

"El orden natural y los hechos nos enseñan que el hombre es el ser político por excelencia; las Escrituras nos demuestran que la mujer siempre es el apoyo del hombre pensador y hacedor, pero nada más que eso".

En sus polémicas declaraciones, el arzobispo de Buenos Aires agregó que "hay que tener memoria; tuvimos una mujer como Presidente de la Nación y todos sabemos qué pasó", refiriéndose a la ex presidente Estela María Martínez de Perón.

Las organizaciones de derechos humanos y movimientos feministas no hicieron esperar su respuesta.
Questo post su Yahoo Answers cita una fonte (“Télam”) in modo generico. Télam è un'agenzia di stampa argentina: ma nel suo sito non c'è traccia delle parole attribuite al Papa dal post.

Più in generale, a parte questo post su Yahoo Answers non c'è in tutta Internet nessuna citazione della frase “las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos” prima del 13 marzo 2013. Sembra molto sospetto che una notizia del genere, contenente una dichiarazione così esplosiva da parte dell'arcivescovo di Buenos Aires, non sia stata ripresa da nessuno in Argentina e in tutto il resto del mondo: né da un giornale, né da un blog. Eppure altre dichiarazioni di Bergoglio sulla Kirchner dello stesso periodo (11 giugno 2007) furono riprese eccome, per esempio da Lavanguardia.

Le citazioni della frase controversa iniziano a comparire il 13 marzo 2013, in occasione dell'elezione di Bergoglio, senza però riportare dettagli sull'origine della frase o sulle circostanze nelle quali sarebbe stata scritta o pronunciata. Anche chi indica una fonte, come VaticanCrimes, cita il post su Yahoo attribuendolo all'agenzia Télam ma senza linkare l'ipotetico originale.

Per il momento, quindi, tutto sembra indicare che la frase sia una bufala. Spetta a chi l'ha spacciata per buona dimostrare che è vera, indicando la fonte precisa e l'occasione esatta nella quale Bergoglio l'avrebbe espressa. Nel frattempo la correttezza impone di non farla circolare, a prescindere dalle simpatie o antipatie personali.

Fonti aggiuntive: Outono.net, Snopes.com, Lanacion.cl, Diariocritico.com, Univision.com.


Aggiornamenti
2013-03-17 15:15-15:30. I lettori mi segnalano che l'UAAR (citata nell'immagine a inizio articolo) ha pubblicato una rettifica (anche su Facebook) e segnalano la smentita di Infocatolica e l'indagine di Giornalettismo.

2013-03-18. Dai commenti è emerso che l'articolo del TGCom è stato corretto senza dichiararlo. Inizialmente (come si vede ancora nella cache di Google, catturata qui accanto) era intitolato “Papa Francesco: "Donne inette per la politica"” e poi è diventato “Francesco: tante luci, qualche ombra”. La frase incriminata veniva riportata senza dubbi e senza “si dice”: quello che ora è “In Rete circola una dichiarazione mai smentita datata 2007” prima era “Dall'armadio rispunta anche una dichiarazione del 2007” e l'attuale “il cardinal Bergoglio avrebbe sottolineato” era inizialmente “il cardinal Bergoglio sottolineò”. Per carità, sbagliare è comprensibile, ma non ammetterlo e nascondere l'errore è disonesto.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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La “suora-fantasma” sul campanile a Palermo

Wed, 04/03/2013 - 20:46
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “gpanzica” e alle segnalazioni di @andrea_massaro, @giorgio79 e @r73lio

A Palermo, sul campanile della chiesa di Santa Maria della Mercede, è stata vista ripetutamente la figura spettrale di una suora che si affaccia in gesto di preghiera (foto qui accanto). Il fenomeno si ripete verso sera da circa tre settimane e ha attirato molti curiosi e fedeli e naturalmente l'attenzione della stampa locale (SiciliaInformazioni).

Se ne occupa anche LiveSicilia, con ben nove minuti di video che riescono a evitare la considerazione più semplice: ma non si può puntare sul campanile un buon teleobiettivo e vedere meglio cos'è questa presunta figura? Magari inquadrandola da angolazioni differenti? E viste le dimensioni della cella campanaria, non è un po' troppo gigante quella suora-fantasma?

Finalmente arriva Roberto Villino, che in un minuto e quarantatré secondi smonta tutta la faccenda.


I credenti non s'offendano. Qui non si tratta di essere credenti, ma di essere creduli: a mio avviso, venerando un banale gioco di luci sminuiscono la propria fede.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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L'attracco spaziale più veloce della storia? Non è quello della Soyuz alla ISS

Wed, 04/03/2013 - 19:16
Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di cod328* ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Photo Credit: NASA/Carla Cioffi
Da Terra fino alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in sole sei ore, contro i due giorni normalmente necessari: un risultato notevolissimo, quello della Soyuz TMA-08M partita il 28 marzo scorso da Baikonur con a bordo lo statunitense Chris Cassidy e i russi Pavel Vinogradov e Aleksandr Misurkin, che si è meritato l'attenzione della stampa generalista (BBC, AGI, Repubblica) oltre che di quella specializzata (NASA Spaceflight). Oltre al risultato tecnico, questa drastica riduzione dei tempi di volo ha creato un'immagine di maggiore accessibilità dello spazio che ha colpito molto l'opinione pubblica ed è un notevole successo mediatico per l'astronautica russa.

Tuttavia non si tratta del record assoluto di velocità nella storia degli attracchi orbitali. La questione merita a mio parere di essere raccontata in dettaglio, per cui procedo con ordine. Prima, però, segnalo un altro record di questa missione passato quasi inosservato: il comandante Vinogradov, all'età di 59 anni, è ora l'astronauta professionista più anziano ad aver visitato la ISS. Lo battono di poco più di un anno i turisti spaziali Dennis Tito e Gregory Olsen, entrambi sessantenni quando visitarono la Stazione rispettivamente nel 2001 e nel 2005. C'è ancora speranza per un blogger che sta incanutendo.


Il volo della Soyuz TMA-08M: un intricato balletto spaziale a due
Un veicolo automatico Progress. L'impresa di Vinogradov, Misurkin e Cassidy rappresenta un'innovazione specificamente per quanto riguarda gli attracchi di equipaggi alla Stazione Spaziale Internazionale, ma era già stata sperimentata con tre lanci di veicoli di rifornimento Progress senza equipaggio (M-16M, agosto 2012; M-17M, ottobre 2012; M-18M, febbraio 2013) verso la ISS.

L'apparente facilità di quest'ultimo volo dei tre astronauti sulla Soyuz non deve trarre in inganno: arrivare a sei ore fra decollo e attracco ha richiesto l'adozione di nuovi sistemi di controllo del volo completamente digitali, un inserimento in orbita estremamente preciso da parte del lanciatore e una giornata estremamente intensa per gli astronauti, che in questo piano di volo possono trovarsi a non dormire per più di venti ore, fra preparativi e volo vero e proprio.

Anche la ISS deve fare la propria parte, alterando leggermente la propria orbita: questo può richiedere anche sei mesi di delicate manovre preliminari. Per l'attracco vero e proprio, inoltre, è necessario ruotare su se stesso l'intero avamposto.

Raggiungere un oggetto che orbita intorno alla Terra a circa 400 chilometri di quota e a circa 28.000 chilometri l'ora, come la ISS, è un po' come centrare un proiettile in volo usando un altro proiettile mentre si gira su una giostra: la precisione è tutto. Prima di tutto, il veicolo spaziale deve arrivare nello spazio nello stesso piano orbitale del proprio bersaglio, partendo da una base (la Terra) che ruota su se stessa e rispetto a questo piano, per cui il piano orbitale interseca la superficie in punti sempre differenti.

Il piano orbitale effettivo della ISS;
la Terra ruota rispetto ad esso Se si riesce a inserire il veicolo nel piano orbitale corretto e con la giusta velocità e quota (e ovviamente con il verso giusto), resta poi il problema delle posizioni relative del veicolo e del bersaglio lungo l'orbita, che è una circonferenza. Se immaginate il piano orbitante come il quadrante di un orologio, può capitare che il veicolo sia alle tre e il bersaglio sia alle sei: l'angolo fra queste due posizioni è l'angolo di fase, e recuperarlo richiede manovre correttive per nulla intuitive che non provo nemmeno a spiegare e che richiedono tempo e propellente. Grosso modo, più è grande quest'angolo e peggio stanno le cose.

Se tutto va bene, i due veicoli si trovano a volare insieme vicini, apparentemente immobili nel silenzio del vuoto, e possono iniziare le manovre di attracco.

Questa, con parecchie semplificazioni, è la teoria: passiamo alla pratica. Dopo il decollo e l'arrampicata fino all'orbita, che ha richiesto circa otto minuti, la Soyuz TMA-08M ha effettuato quasi subito due accensioni preprogrammate dei propri motori di manovra; nel corso della seconda delle quattro orbite previste ha ricevuto da terra i parametri orbitali effettivi, che hanno permesso di effettuare altre otto accensioni dei motori per correggere la traiettoria nel corso delle cinque ore successive. Durante questo periodo l'equipaggio ha avuto modo di sganciarsi dagli angusti seggiolini e sgranchirsi, ma senza potersi togliere le tute protettive Sokol, fino all'attracco con la ISS.

L'apertura dei portelli fra Soyuz e ISS è avvenuta più di un'ora dopo l'attracco: a quel punto gli astronauti non indossavano più la tuta di volo e hanno partecipato a una breve cerimonia di benvenuto a bordo e a un ripasso delle procedure d'emergenza a bordo della ISS. Poi, dopo un breve pasto, sono andati a dormire nelle proprie cuccette sulla Stazione insieme agli astronauti che sono già sul laboratorio orbitante.

Il rientro di Vinogradov, Misurkin e Cassidy è previsto per l'11 settembre prossimo.


Pro e contro del volo veloce
Il profilo di volo accelerato ha vari vantaggi:
  • l'equipaggio trascorre molto meno tempo nello strettissimo abitacolo della Soyuz proprio nel periodo di adattamento iniziale dell'organismo all'assenza di peso, quando è spesso vittima di vertigine e nausea;
  • rimane in ogni caso aperta la possibilità di tornare al profilo di volo “lento” (circa 50 ore) in caso di problemi, anche se questo comporta un consumo significativo di propellente di manovra;
  • diventa possibile consegnare alla Stazione Spaziale Internazionale esperimenti e materiali a rapida deperibilità (questo vale anche per le missioni automatiche Progress);
  • Astronautinews.it segnala inoltre la riduzione di costi dovuta al fatto che il personale del centro di controllo di Mosca viene impegnato per un giorno solo invece dei normali tre.

Per contro comporta delle limitazioni non trascurabili, secondo questo articolo di James Oberg e questa analisi di NASA Spaceflight:

  • richiede un allineamento molto preciso del punto di lancio con la ISS, per cui è possibile soltanto da alcuni siti (per esempio Baikonur) ma non da altri, a meno di consumare quantità inaccettabili di propellente, e quindi non può essere adottato da lanciatori privati o di altri paesi (questo, per i russi, è chiaramente un bonus competitivo notevole);
  • il decollo deve avvenire precisamente nel breve periodo nel quale la rotazione terrestre porta il sito di lancio nel piano orbitale della ISS, altrimenti i piani delle orbite del veicolo e della ISS saranno troppo differenti per una manovra di correzione;
  • il decollo deve essere effettuato inoltre quando la ISS si trova in punti precisi della propria orbita: con il profilo normale è sfruttabile il 42% dell'orbita, mentre con quello accelerato si scende a meno del 6%;
  • secondo Oberg, per via di queste restrizioni orbitali possono passare anche settimane fra un'occasione e la successiva (per NASA Spaceflight, invece, le occasioni di volo veloce da Baikonur càpitano ogni tre giorni, mentre quelle di volo lento sono quotidiane), e se il vettore non è molto affidabile e non riesce a partire puntualmente l'occasione svanisce;
  • sono necessarie correzioni accuratamente pianificate dell'orbita della ISS, che possono essere rese vane da un ritardo nel lancio o da una manovra della ISS per evitare detriti spaziali;
  • l'inserimento in orbita ha dei margini di tolleranza molto ridotti, per cui un malfunzionamento anche minore del lanciatore può far fallire il piano di volo;
  • l'equipaggio non può togliersi la tuta di volo Sokol, che è piuttosto scomoda, e può soltanto togliere i guanti e aprire il casco fino all'attracco;
  • l'equipaggio ha una scaletta estremamente serrata di operazioni da compiere e questo può risultare particolarmente stressante.

Per tutte queste ragioni, non è ancora stato deciso se questo nuovo profilo di volo verrà adottato anche per le missioni Soyuz successive.


Questioni di record
Un attracco in sole sei ore è un risultato particolarmente notevole anche perché solo uno dei due oggetti coinvolti aveva ampi margini di manovra: la Stazione, a parte qualche correzioncella, ha un'orbita sostanzialmente non modificabile. Sta insomma alla Soyuz fare quasi tutto il lavoro di adeguamento.

Richard Gordon e Pete Conrad nel 1966.
Foto NASA S65-58504 Ma in altri casi, nei quali entrambi i veicoli spaziali potevano cooperare ed essere coordinati significativamente, questo record è stato battuto ampiamente: per esempio, nel lontano dicembre del 1966 la missione statunitense Gemini XI (con a bordo Pete Conrad e Richard Gordon, foto qui a destra) riuscì a compiere un attracco nel corso della prima orbita, in soli 94 minuti, al proprio bersaglio automatico Agena, in orbita intorno alla Terra.

Va detto, però, che in questo caso i due veicoli erano stati lanciati a poche ore di distanza l'uno dall'altro, semplificando molto la determinazione delle posizioni relative e riducendo l'angolo di fase; inoltre uno dei due veicoli non era dotato di equipaggio.

Fra l'altro, già che c'erano, Conrad e Gordon usarono il motore del veicolo Agena per spingersi fin a 1374 chilometri di distanza dalla Terra, ben più in alto delle successive missioni Shuttle, stabilendo un record d'altitudine battuto soltanto dagli equipaggi delle missioni lunari Apollo. Furono i primi esseri umani a vedere la Terra intera come una sfera, ancora prima di quelli dell'Apollo 8.

A quanto mi risulta, questo della Gemini XI è in assoluto l'attracco orbitale più veloce nel quale almeno uno dei due veicoli aveva un equipaggio a bordo.


Rendezvous fra equipaggi
Se vogliamo limitarci agli attracchi nei quali entrambi i veicoli avevano a bordo astronauti e non erano stati entrambi lanciati dalla superficie poco prima, a prima vista il volo della Soyuz non sembra avere rivali. Ma se accettiamo di allargare leggermente i criteri, per esempio ponendo che la superficie di partenza non debba essere necessariamente quella terrestre, il record della Soyuz è battuto.

Le missioni lunari Apollo, infatti, prevedevano il decollo dalla Luna di un veicolo, con a bordo due astronauti, che doveva attraccare con un altro veicolo, sul quale c'era il terzo astronauta, stando in orbita intorno alla Luna. Le missioni Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17 attraccarono tutte in meno di quattro ore dopo il decollo dalla Luna.

In particolare, è l'Apollo 14 a detenere il record assoluto di velocità per un attracco orbitale fra due veicoli dotati di equipaggio. Fra il momento in cui il modulo lunare Antares decollò dalla superficie della Luna, con a bordo Edgar Mitchell e Alan Shepard, e quello in cui attraccò al modulo di comando Kitty Hawk che lo attendeva in orbita intorno alla Luna ai comandi di Stuart Roosa passarono infatti soltanto un'ora e 47 minuti (fonte). Era il 6 febbraio 1971.
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Intervista sui complotti lunari a Class TV MSNBC

Sun, 03/31/2013 - 00:15
Il 27 marzo scorso sono stato intervistato via Skype dal programma Prometeo di Class TV MSNBC. L'emittente ha pubblicato su Youtube l'intervista, che vi ripropongo qui sotto. Lo so, il mio fermo immagine non è dei più riusciti. Io inizio, dopo il brano dell'intervista d'epoca a Neil Armstrong e le opinioni delle persone per strada, a 5:00. Se vi piace e volete farlo sapere all'emittente, c'è l'apposito post su Facebook.

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“Attacco a Internet”: servono dati, non titoloni da panico

Sat, 03/30/2013 - 16:27
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “cavalieremita” e “f.momoni” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho letto ieri sulla BBC che Internet sta subendo “il più grande attacco della storia”. Ars Technica parla di un attacco “grande abbastanza da minacciare Internet”. Ma qui al Maniero Digitale non si sente nessun effetto, nessun rallentamento, niente. Nessuno dei servizi che uso online ha mostrato problemi.

Poi noto un fatto curioso: nessuno degli articoli catastrofisti fornisce dati precisi sui rallentamenti causati dall'attacco, che durerebbe da "ben oltre una settimana" (BBC). Solo frasi generiche e un riferimento a un picco di 300 Gb/s di traffico. Ma dati concreti, zero. Altre fonti, come Wired e La Stampa, attingono semplicemente alla BBC o al New York Times, senza verifiche.

La vicenda è legata, a quanto pare, a un attacco DDOS rivolto a Spamhaus, società che si occupa di elencare gli spammer e offre liste nere di siti da bloccare per arginare lo spam, da parte di Cyberbunker, società olandese di hosting un po' controversa.

Poi trovo un articolo su Gizmodo che fa le mie stesse domande, nota che tutte le dichiarazioni d'Apocalisse partono da Spamhaus e da Cloudflare (società specializzata, guarda caso, nella difesa contro i DDOS) e va a cercare un po' di dati concreti. L'Internet Traffic Report segnala traffico stabile negli ultimi trenta giorni. L'articolo di Gizmodo include anche una smentita da parte di Renesys, altra società che si occupa di monitoraggio della Rete. L'enorme infrastruttura di Amazon non mostra problemi. Al MIX-it tutto tranquillo da giorni.

Qui in Svizzera, Melani non ha segnalazioni in merito. L'Internet Storm Center ha poche righe ben poco preoccupate. L'unica segnalazione vagamente interessante è un breve calo presso LINX il 23 marzo. Akamai segnala, in questo momento, un calo del traffico del 2% a livello mondiale. Un po' misero, come effetto di un “attacco nucleare”.

Internet Traffic report del 28/3

Amazon stamattina (28/3)

Akamai stamattina (28/3)

Viene il forte dubbio, a questo punto, che siamo di fronte a una notizia montata perché offriva lo spunto per titoli sensazionali e chi l'ha alimentata non s'è reso conto di essere incappato nel Principio di Belzebù del giornalismo: mai fidarsi di notizie che provengono da una fonte interessata (fra l'altro, noto che online questo principio comincia a essere attribuito a me, ma non è mio, anche se non ricordo la fonte originale). Cloudflare ha molto interesse a dimostrare di saper resistere ad attacchi DDOS massicci e spettacolari (con strilli come “il DDOS che ha quasi spezzato Internet”) e Spamhaus ha molto interesse a far notare la propria indubbia utilità nella lotta allo spam.

Certo, 300Gb/s di DDOS sono un attacco da record e dimostrano l'aggressività dei criminali informatici, ma prima di gridare all'attacco nucleare che ammazza tutta Internet magari è meglio guardarsi intorno e vedere se davvero stanno piovendo bombe.

Maggiori info: Cloudflare, NY Times, Mashable, ZDNet.


Aggiornamenti
13:30. Avevo scritto che Spamhaus è olandese, ma in realtà ha base a Ginevra e sede legale a Londra (fonte: Spamhaus). Ho corretto l'errore. Al Jazeera riporta una dichiarazione del portavoce di LINX, secondo il quale la sua organizzazione aveva visto “un grado modesto d'intasamento in una piccola parte della rete”.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Il Disinformatico radio del 2013/03/29

Sat, 03/30/2013 - 01:50
Ieri mattina ho condotto la rituale puntata settimanale del Disinformatico radiofonico per la RSI. Il podcast è qui a disposizione e gli argomenti sono i seguenti:

Strani messaggi e password rubate su Twitter

Antibufala: la guardia del corpo aliena di Obama

Fotocamere WiFi? Belle ma vulnerabili

Ansia da aggiornamenti software? Come distinguere quelli veri dai falsi

Android, Google traduce anche senza Internet Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
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Curiosity, megapanoramica da Marte, viene in Italia il suo pilota; Soyuz spettacolare

Fri, 03/29/2013 - 17:09
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “attiliomarc*”.

Che meraviglia. Pochi minuti fa ho potuto seguire in diretta via Internet il lancio della missione spaziale Expedition 35 su un vettore Soyuz, che porterà tre astronauti (Chris Cassidy, Pavel Vinogradov e Alexander Misurkin, un americano e due russi) alla Stazione Spaziale Internazionale nel tempo record di sei ore invece dei soliti due giorni. Considerato quanto è stretta la capsula Soyuz, la differenza è notevole.


Magari per chi non ha i miei anni sulle spalle questo può sembrare banale e scontato, ma pensateci un attimo. Russi e americani, acerrimi nemici pochi decenni fa, ora volano nello spazio insieme; i russi, che vivevano le proprie missioni spaziali nel segreto più assoluto, oggi le trasmettono in diretta; e grazie a Internet non dobbiamo dipendere dagli umori di qualche direttore di rete televisiva, ma possiamo seguire queste imprese, riceverne immediatamente le foto (come quella qui sopra) e addirittura vedere gli astronauti in diretta dentro la capsula. Ne abbiamo fatta di strada.

Prossimamente ci saranno, a bordo dello stesso tipo di veicolo, Luca Parmitano e poi Samantha Cristoforetti. Speriamo che per quelle occasioni qualcuno nei media tradizionali si dia una svegliata.

In aggiunta a queste belle dimostrazioni di come Internet ha cambiato le cose, c'è questa panoramica incredibile in gigapixel di Andrew Bodrov che ci arriva da Marte: questo è quello che vede la sonda Curiosity. Guardatela a tutto schermo e poi zoomate e notate che risoluzione riusciamo ad avere da un altro pianeta. Sembra di essere lì.

A proposito: se volete parlare di persona, dal vivo, con uno dei piloti di Curiosity, l'italiano Paolo Bellutta, sarà in Italia dai primi di aprile. Queste sono le date annunciate:

3 aprile: Gruppo Astrofili, Tesero (TN)

4 aprile: Liceo Rosmini, Rovereto (TN), e Fondazione Bruno Kessler, Povo (TN)

6 aprile: Planetario Hoepli, Milano 7 aprile: Museo delle Scienze, Milano

8 aprile: Istituto Italiano di Tecnologia, Torino

9 aprile: Istituto d'Istruzione Alcide Degasperi, Borgo Valsugana (TN)

10 aprile: Liceo Rainerum, Bolzano

11 aprile: Fondazione Bruno Kessler, Povo (TN), e Liceo Galilei, Trento

12 aprile: Università di Padova e Liceo Copernico, Bologna

14 aprile: Museo Caproni, Trento

16 aprile: Agenzia Spaziale Italiana, Roma


Aggiornamenti
2013-03-29 3:00. Il comandante della Stazione Spaziale Internazionale, Chris Hadfield, è riuscito a scattare una foto eccezionale del bagliore notturno della Soyuz mentre si arrampica per raggiungere l'avamposto orbitante. Il lancio è stato effettuato di notte, proprio mentre la Stazione sorvolava la zona di decollo. Spettacolare.


2013-03-29 16:00. Aggiungo questo fermo immagine dalla diretta TV dell'arrivo a bordo per mostrare i baffi finti sfoggiati da Chris Cassidy (a 7:55) e segnalo l'audio dell'attracco registrato dall'interno della ISS da Chris Hadfield.

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