Come funziona l'ipnosi?

Intervista con lo psicologo clinico Michael Heap

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Michael Heap

Come funziona l'ipnosi?

Intervista con lo psicologo clinico Michael Heap

Dr. Heap, lei è uno psicologo clinico, insegna ipnosi clinica al Dipartimento di psichiatria dell'Università di Sheffield, è autore di libri medici sull'argomento ed è anche uno dei principali investigatori "scettici" inglesi: mi sembra sia la persona adatta per spiegarci come funziona veramente l'ipnosi. Cominciamo con qualcosa di facile facile: come si diventa ipnotisti professionisti?

E chi lo sa? Sembra che ci siano tante strade quanti ipnotisti ci sono al mondo. Si possono frequentare corsi di formazione, ma, per quel che ne so, nessuno è realmente valido. La cosa migliore che io possa fare per rispondere alla domanda è fornire la mia esperienza personale, che probabilmente è valida quanto ogni altra.

Cominciai a interessarmi all'ipnosi quando vidi qualcuno eseguirla in maniera informale, mentre ero all'Università. Fui convinto a provarla io stesso, ed ebbi la fortuna di avere come primo soggetto un individuo molto sensibile. Passai i mesi successivi eseguendo ricerche sull'argomento, e sperimentando su tutti gli amici che riuscivo a persuadere a star fermi per venti minuti mentre io gradualmente raffinavo la mia tecnica.

Il grande cambiamento avvenne quando alcuni colleghi di università mi chiesero di tenere una conferenza sull'argomento all'Imperial College di Londra. Mi resi conto che non aveva senso limitarsi a parlare di un argomento tanto straordinario e di forte impatto visivo senza presentare anche qualche dimostrazione pratica. Così, scelsi alcuni volontari tra il pubblico e mostrai come le cose di cui avevo appena parlato potessero essere tradotte nella pratica. La conferenza ebbe un enorme successo, e mi venne immediatamente chiesto di tenerne altre.

Mentre la mia fama si spargeva in altre Università, ebbi sempre più richieste, fino a quando cominciai a guadagnare abbastanza da poter lasciare il mio lavoro. Un salto nel buio rischioso, ma divertente!

Secondo lei sarebbe possibile per chiunque, senza adeguata formazione, fare la stessa cosa, cioè imparare a ipnotizzare la gente?

È un po' come chiedere se sia possibile insegnare senza un'adeguata preparazione. In teoria, non c'è nulla di difficile a star di fronte a un gruppo di ragazzini e spiegar loro la grammatica francese. In pratica, come tutti sappiamo, è in gran parte questione di personalità e temperamento. Immagino che chiunque possa divenire ipnotista (dopo tutto, non c'è nulla di magico), ma non tutti hanno le capacità per essere buoni ipnotisti.

Sappiamo tutti che l'ipnosi che si vede in TV o a teatro ha ben poco a che vedere con quella clinica. Quali sono le differenze principali tra queste due attività?

Gran parte dell'ipnosi consiste, senza alcun dubbio, nel dare al soggetto il permesso di fare ciò che realmente desidera fare. Infiltrarsi tra le sue inibizioni, permettergli di dar voce alla propria mente e fronteggiare i propri problemi (nel caso dell'ipnosi medica), oppure di assecondare - come nel caso dell'ipnosi da spettacolo - le proprie tendenze esibizioniste, spesso probabilmente represse.

Ora, se questo sia "tutto" ciò che costituisce l'ipnosi è tuttora una questione aperta. Direi, però, che è così nel caso dell'ipnosi da spettacolo. Quando sono sul palcoscenico dico abbastanza apertamente al mio pubblico che è in questo modo che funziona l'ipnosi. Non faccio finta di mandare qualcuno in trance o di farlo addormentare. Eppure, le persone continuano a fare le strane cose che ci si aspetta da loro.

D'altro canto, ci sono sufficienti prove del fatto che l'ipnosi può essere impiegata per controllare il dolore. Il mio dentista dice di aver visto pazienti sottoporsi ad una devitalizzazione usando l'ipnosi come unico anestetico, e senza mostrare il minimo segno di dolore. Si potrebbe obiettare che ognuno ha la propria soglia del dolore, o che alcuni sono capaci di ignorare il dolore mediante la concentrazione o con altri metodi (una tecnica nota come distrazione), ma personalmente non trovo queste spiegazioni sufficientemente convincenti.

Si ricorda cosa succedeva nel film di Woody Allen, La maledizione dello scorpione di giada, in cui le vittime dell'ipnotizzatore si trasformavano in ladri ogni volta che sentivano la parola "Madagascar"? Ebbene, come è possibile (se è possibile) indurre qualcuno a reagire apparentemente contro la propria volontà (per esempio toccandosi il naso) a un semplice comando dell'ipnotista?

La migliore spiegazione di questo fenomeno credo sia quella che ho menzionato in precedenza, e di certo rende conto di molte istanze della "risposta specifica" così come questa è conosciuta. Il soggetto si toccherà il naso consapevolmente e coscientemente, anche se solitamente senza alcuna intenzione di "simulare" l'ipnosi. Perché si comporta così? Per varie ragioni.

Sul palcoscenico, un ipnotista prepara uno spettacolo che - si presume - sarà divertente, e il soggetto inconsciamente sente che tradirà il pubblico se non si esibirà. Altri sul palcoscenico si comportano come se venisse fatta loro un'offerta, e forse c'è in loro qualcosa che non va se non si accetta l'opportunità.

In ogni caso, si otterrà una grande risata, l'apprezzamento si rifletterà anche sul soggetto per la sua bravura, e condividerà una fetta di gloria per il successo dello spettacolo.

Inoltre, un esperto ipnotista da palcoscenico fornirà suggerimenti ambigui. Il soggetto le interpreterà come istruzioni dirette alle quali ubbidire; ma per il pubblico sono suggerimenti ai quali il soggetto non ha altra scelta che conformarsi.

In ambito medico, un soggetto potrebbe obbedire per ragioni differenti. Non vuole ammettere con se stesso che i test non funzionano. Dopo tutto, se lui è un cattivo soggetto e l'esperimento non riesce, ha appena buttato via un sacco di soldi nella parcella del dottore, e non desidera apparire così sprovveduto, neanche verso se stesso.

È da notare che molto poco di tutto ciò passa attraverso la parte cosciente della mente del soggetto. Egli non pensa affatto: "Farò tutto quello che l'ipnotista mi chiede, così otterrò una bella risata." Ciononostante, molti degli esperimenti condotti hanno dimostrato che nulla costringe fisicamente il soggetto ad eseguire automaticamente il gesto richiesto.

Potrebbe indicare ai nostri lettori un semplice test o un esperimento sulla suggestione che essi possano eseguire?

La saliva. Pensate alla saliva, o allo sputo se preferite. Al modo in cui circola intorno alla vostra bocca e a come lubrifica la lingua e i denti. Concentratevi profondamente sulla sensazione della saliva nella bocca. Alcune volte, la bocca se ne riempie talmente tanto che è necessario inghiottirla. Non è necessario avere del cibo in bocca, e nemmeno l'odore o la vista del cibo. È sufficiente la semplice descrizione della saliva, e il pensiero di essa all'interno della bocca ci induce a sbavare e sputacchiare...

Allora, come vi siete sentiti leggendo il paragrafo? Avete inghiottito? Avete sentito la bocca improvvisamente riempirsi di saliva? Se non avete inghiottito mentre leggevate, scommetto che lo farete nei prossimi quindici secondi.

Prendiamo ora in esame il caso dell'ipnosi sugli animali: cosa succede qui, davvero è possibile suggestionare anche loro o esistono altre tecniche per darne l'illusione?

Come lei sa, io non credo nella "trance ipnotica" negli esseri umani - almeno, non come viene comunemente concepita. Non si tratta di un fenomeno fisiologico, e nel soggetto non subentra alcun tipo di "stato di coscienza alterata". Funziona unicamente perché la gente crede che funzionerà, e la suggestione, il giudizio degli altri, e la cieca obbedienza alle autorità (come nell'esperimento di Milgram) si combinano per produrre quella che è nota come "acquiescenza sociale", e quando ciò si mescola a un bel po' di abilità teatrale può essere utilizzato per creare l'illusione di uno stato di trance ipnotica.

Negli animali, ovviamente non può funzionare così. Non hanno alcuna nozione della necessità di comportarsi bene per mettere su un bello spettacolo. Piuttosto, pare che funzioni in uno dei seguenti tre modi:

1) Alcuni animali intelligenti amano essere accarezzati in una certa maniera. Un cane si metterà sul dorso e ci permetterà di solleticargli la pancia e, finché solletichiamo, continuerà a rimanere nella stessa posizione, godendosi la sensazione.

Ciò è molto vicino ai metodi per ipnotizzare gli umani. L'unica differenza è che non si può chiedere al cane di "tentare di resistere - tentare di rotolarsi sulla pancia" per evidenti ragioni. Nonostante questo, sembra chiaro che il cane resterà docilmente sul dorso semplicemente perché lo desidera -non per ragioni fisiche o fisiologiche.

2) Con animali meno intelligenti, esiste una tecnica più affine al modo tradizionale in cui funziona l'ipnosi. Alcuni animali sono affascinati da movimenti ritmici o visioni insolite, e resteranno passivi e docili, semplicemente guardando ciò che è stato loro dato da guardare.
L'esempio classico è la gallina, che resterà assolutamente affascinata da un oggetto vicino ai propri occhi, purché sia posto direttamente di fronte ad essa. Mio padre ricordava di come, da bambino, andava al mercato a guardare i contadini con polli da vendere. Il contadino disegnava con il gesso una linea sul terreno, e poi teneva la gallina con il becco contro la fine della linea, in modo che fosse obbligata a guardare la linea che si estendeva oltre il proprio becco.

Dopo qualche secondo la gallina cominciava a zoppicare, e il suo corpo diventava inanimato ed inerte. La testa però restava in posizione, completamente ossessionata nel guardare la linea sul pavimento.

Quando la gallina veniva venduta, il nuovo proprietario la scalciava via dalla linea, e quella improvvisamente si "risvegliava", e ricominciava a correre intorno chiocciando e comportandosi generalmente di nuovo come una normale gallina.

Esistono anche relazioni su animali come le volpi e i serpenti che "usano l'ipnosi" sulle galline. Una volpe ad esempio si ferma accanto al percorso di una gallina e scodinzola lievemente e aritmicamente avanti e indietro. La gallina osserva la coda, e ne diviene ossessionata, fino al punto di andare in uno stato di trance e confusione mentale -ovviamente, l'ultima cosa che farà nella propria vita.

3) Infine, c'è la tecnica ipnotica vecchio stile che, quando viene esercitata sugli umani, viene definita la "tecnica del bulldog", anche se di questo non sono assolutamente certo (e anche se, sicuramente, ha che vedere con la razza di cani).

Comunque, negli umani la tecnica consiste nello stringere leggermente i lati del collo, comprimendo l'arteria carotide. Questa azione riduce l'afflusso di sangue al cervello, e provoca lo svenimento. Al proprio pubblico questa procedura può essere fatta passare per ipnotizzazione del soggetto.

Va da sé che tale tecnica è incredibilmente pericolosa, e oggi non la si vede mai sul palcoscenico. Può essere comunque eseguita sugli animali, dal momento che un animale può essere, forse, messo a repentaglio in un modo che con gli umani non è permesso.

Mi viene in mente che ci sono ancora più informazioni sull' "ipnosi" degli animali nel corso di Derek Lever sull'Ipnosi da Palcoscenico. Credo sia disponibile solo su audiocassetta, e gran parte di essa non è di buona qualità. Nonostante ciò, fornisce effettivamente molte informazioni circa le teorie comunemente accettate sull'ipnosi animale. Qualcuno realmente in gamba potrebbe rintracciarne una copia, ma onestamente non credo ne varrebbe la pena. (Nel corso di Derek Lever c'è un affascinante resoconto su come stimolare l'ipnosi teatrale in un'aragosta. Mi piacerebbe vederlo, per il puro aspetto surreale della faccenda!)

Per concludere, cosa ne pensa dei casi di presunte "rapine sotto ipnosi" di cui si parla ogni tanto nel nostro Paese? Ritorniamo qui al discorso se sia possibile o meno costringere qualcuno a fare qualcosa contro la sua volontà...

Mi sono interessato a parecchi casi di presunti atti osceni (e occasionalmente di stupro) avvenuti durante l'ipnosi. L'onere della prova appartiene a coloro che dichiarano che l'ipnosi ha la facoltà di rendere le persone simili ad automi, obbedienti alle istruzioni dell'ipnotista, anche quando viene trasceso il codice morale della persona interessata. Anche le giustificazioni teoriche per simili affermazioni sono minime.

Le prove al riguardo sono solo aneddotiche, mentre studi di laboratorio hanno mostrato che le persone non sono più obbedienti nell'ipnosi di quanto non siano in altri contesti, purché le richieste e le aspettative siano equivalenti. Può darsi che in determinate circostanze le persone possano essere più passive e accomodanti durante l'ipnosi perché ritengono che questa sia una caratteristica dell'ipnosi, ma personalmente non credo sia possibile rendere una persona obbediente al comando di consegnare il proprio denaro, o cose simili.

Nel contesto in cui l'ipnosi viene condotta (per esempio sul palcoscenico, in clinica o in laboratorio) i soggetti risentono già fortemente delle richieste e delle aspettative che li hanno resi obbedienti agli ordini dell'ipnotista. Nella mia esperienza di denunce di violenze sessuali durante la terapia, ho sempre ritenuto l'ipnosi irrilevante tra le motivazioni per le quali una persona non aveva saputo resistere alle avances dell'ipnotista. Comunque, un'ulteriore vulnerabilità potrebbe venire dal fatto che durante l'ipnosi il soggetto - in questo caso una donna - ha gli occhi chiusi e spesso è sdraiato. Inoltre, le "regole di coinvolgimento" dell'ipnosi non sono mai ben chiare al soggetto, sicché a volte potrebbe esserci incertezza su quanto costituisce comportamento legittimo da parte dell'ipnotista, in particolare per ciò che riguarda il contatto fisico.

Io non credo che l'ipnosi abbia la proprietà di indurre qualcuno a consegnare il proprio denaro a qualcun altro per strada nel contesto di un'azione criminosa. In questo caso devono esserci altri fattori scatenanti. Ad esempio, la vittima potrebbe dare il denaro per paura, giustificando poi l'atto come conseguenza di ipnosi. Oppure, potrebbe aver obbedito ritenendo che le intenzioni dell'ipnotizzatore fossero benevole, o confuso su quanto stava accadendo, e, anche in questo caso, attribuendo l'azione al fatto che "mi hanno ipnotizzato".

Tra parentesi, anche se esistono alcune rare denunce storicamente interessanti di persone che hanno commesso reati sotto ipnosi, in Inghilterra non ho mai sentito parlare di casi simili a quelli che mi ha descritto.