Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


Articoli :: Astrologia :: La Voce Scettica 13

Astrologia e sincronismo

Da The Tao is Silent, capitolo 38 - "Astrology"

Copertina del libro

Raymond Smullyan
The Tao is Silent
Harper, San Francisco

Capisco perché alcune università abbiano oggi dei corsi in astrologia. Come diceva un mio amico matematico molto arguto: "Il problema di assumere un professore di astrologia è relativamente facile. Assumere un matematico o un fisico richiede di verificare il suo curriculum, leggere gli articoli da lui pubblicati, controllare le sue referenze, ecc. mentre per assumere un astrologo basta leggere il suo oroscopo e vedere se sarà effettivamente un buon professore."
Ho sempre visto l'astrologia come il business più ridicolo che si possa immaginare. E ho sempre trovato le ragioni addotte dai suoi sostenitori ancor più assurde dell'astrologia stessa! Quando ero ragazzo ebbi una conversazione con una professoressa che credeva nell'astrologia. Le chiesi: "Ma come può la configurazione astronomica al momento della nascita di una persona influenzare anche minimamente la sua personalità?" Ella mi diede la solita risposta: "E' tutto un fatto di gravitazione..." Irritato le feci notare che l'attrazione gravitazionale esercitata da un pianeta come Marte o Venere su un neonato terrestre è ancor più piccola di quella esercitata da una sedia o da un tavolo presenti nella stanza al momento della nascita. Non ricordo che cosa mi rispose. Ora, se un astrologo mi dicesse francamente che i pianeti esercitano una sorta di influenza magica più che un'influenza gravitazionale su di noi, allora sarei più disposto a credergli. Non posso dire che gli crederei, ma certamente non la rifiuterei del tutto, come faccio di solito con le affermazioni pseudoscientifiche. La magia è qualcosa circa la quale non so assolutamente nulla (nonostante io sia stato prestigiatore professionista per molti anni), mentre ho qualche nozione sulla gravità. Almeno so che i pianeti non esercitano alcuna influenza gravitazionale significativa su di noi. Ma la magia? Come posso sapere quale influenza magica abbiano le cose l'una sull'altra? Non conoscendo nulla sulla magia, non posso affatto confutare spiegazioni magiche. Ma per favore, che siano spiegazioni magiche, non pseudoscientifiche!
A proposito di magia, sono sinceramente disposto ad ammettere la possibilità che l'intero universo si basi su principi magici più che su principi scientifici. Chissà, forse l'Universo è un grande mago che non vuole farci sospettare dei suoi poteri magici e quindi cerca di strutturare la maggior parte dei fenomeni visibili in modo che appaiano scientifici e ordinati per ingannarci e impedirci di conoscerlo come in realtà è. Sì, è una possibilità, e più ci penso, più mi l'idea piace. Ora assumiamo che la magia sia il principio ultimo dell'universo, e supponiamo che i pianeti abbiano davvero una significativa influenza sulle nostre vite. Rimane una domanda: quale pianeta esercita quale tipo di influenza magica? Supponiamo che Marte e Venere ci influenzino diversamente, come faccio a sapere quale ci influenza in quale modo? Chi può dirmelo, gli astrologi? Credo che se anche ammettiamo realtà magiche e soprannaturali, ancora non possiamo fidarci degli astrologi, perché in che modo essi possono conoscere le leggi che governano il magico e il soprannaturale? (e se la magia avesse le sue leggi, anche queste sarebbero magiche?)
Ora che mi sono preso gioco degli astrologi, permettetemi anche di difenderli, poiché - per quanto possa parer strano - era proprio l'obbiettivo che mi ero posto nello scrivere questo articolo. Mi sono posto questo obbiettivo con maggior impegno durante gli ultimi anni, come reazione nei confronti di un certo atteggiamento scientifico compiaciuto, snobistico e intollerante che ho riscontrato in alcuni. Ho recentemente avuto una conversazione con un matematico che mi disse che nessuna persona intelligente potrebbe credere in qualcosa come l'astrologia. Più tardi, nel corso della stessa conversazione, si contraddì dicendo che era preoccupato dal gran numero di persone intelligenti che conosceva le quali credevano nell'astrologia! Ora, non credo che credere nell'astrologia sia necessariamente indicativo di una mancanza di intelligenza. Devo ammettere che personalmente conosco solo tre o quattro persone che credono nell'astrologia, e tutte mi sembrano abbastanza stupide. Dunque dalla mia esperienza personale dovrei essere d'accordo con il mio amico. Ma non lo sono. Non credo che credere nell'astrologia sia totalmente irrazionale - ne parlerò più diffusamente in seguito. Ma anche se fosse irrazionale, non credo che il crederci sia necessariamente dovuto ad una mancanza di intelligenza. In generale, non credo che un credo irrazionale sia dovuto ad una mancanza di intelligenza. Nemmeno le superstizioni sono dovute alla mancanza di intelligenza. Ho conosciuto moltissime persone intelligenti che avevano ogni sorta di strane superstizioni, alcune manifeste, altre represse. Certamente, la cosa che una persona deve fare al giorno d'oggi è di convincersi della falsità delle superstizioni; ma non sempre questo comportamento riesce a liberare le persone, e qualche volta le superstizioni vengono soltanto represse così che in seguito possono generare grande ansietà. Ad esempio c'è la persona che ammette apertamente d'essere superstiziosa e che dunque non viaggia mai di venerdì 13; e c'è la persona razionale, scientifica e sarcastica che non penserebbe mai di non viaggiare di venerdì 13, e che quindi in quel giorno viaggia ugualmente, ma per qualche ragione completamente sconosciuta viene colpita da un attacco d'ansia. Direste che questa persona è ignorante?
Lasciamo ora la superstizione e parliamo di religione. Coloro che di voi credono che non ci sia una vita dopo la morte, cosa pensano di chi su un piano razionale e conscio è d'accordo con voi, ma nonostante ciò trascorre tutta la vita con la paura terribile di finire un giorno all'inferno? Direste che una persona così è stupida? Più o meno stupidi di, poniamo, Pascal che credeva nel paradiso e nell'inferno già a livello conscio? O direste che ai tempi di Pascal le persone intelligenti potevano credere a queste cose mentre al giorno d'oggi, dopo l'illuminismo filosofico e la scienza moderna, solo gli imbecilli potrebbero credere a "tutte queste panzane"? Conosco molte persone che la pensano così. Secondo me queste persone sono abbastanza intelligenti, ma meno di quanto credano. Ad esempio, uno psichiatra che conosco (che, tra parentesi, è un accanito anti-Freudiano) mi stava parlando di un nostro amico comune. Disse di questo amico, "E' la persona più intelligente che io abbia mai incontrato, ad eccezione di me". Per qualche motivo lo psichiatra non sapeva che questa persona fosse cattolica fervente. Quando glielo dissi, ne fu assolutamente inorridito! Disse: "Ma è impossibile! Una persona intelligente non può credere nell'esistenza di Dio!" Gli spiegai gentilmente che anche se si crede in qualcosa di falso, questo non necessariamente implica una mancanza di intelligenza. Dissi: "Non è certamente segno di mancanza di intelligenza sentirsi intimanente costretti a seguire i consigli forniti in post-ipnosi, e l'educazione religiosa avuta durante l'infanzia può avere lo stesso effetto psicologico che si ha in post-ipnosi".
Essendo uno psicologo, capì subito ciò che intendevo dire, e con mia sorpresa rispose: "Non ci avevo mai pensato. L'analogia che hai proposto tra un credo religioso e la suggestione post-ipnotica è molto convincente" E quindi recuperò la sua - temporaneamente caduta - stima nei confronti del nostro amico cattolico.
L'intolleranza intellettuale nei confronti delle religioni, delle superstizioni e dei vari credo irazionali è notevole e interessante. Secondo me quelli che sono più intolleranti nei confronti dell'irrazionalità non sono i più razionali, ma quelli che reprimono le proprie irrazionalità affermando con orgoglio la propria alta razionalità.
Lo stesso avviene con l'astrologia. Il mio amico matematico che non riusciva a capire come una persona intelligente potesse credere in cose del genere sosteneva anche che credere nella astrologia era qualcosa di molto pericoloso e dannoso che impedisce il corso del progresso scientifico. Come esempio pratico di questi pericoli citava il caso di alcune giovani coppie che usavano l'astrologia per decidere se sposarsi. Ora quindi chiedo: c'è qualche dato statistico che dimostra che matrimoni basati su considerazioni astrologiche hanno meno successo di quelli basati considerazioni dette razionali? Se ci fossero penso che indicherebbero il contrario. Se due persone sentono che il proprio oroscopo è favorevole al loro matrimonio, allora si aspetteranno di essere felici, e la loro sincera attesa di felicità, il loro credere di essere davvero compatibili penso aumenterebbe la possibilità che lo fossero davvero. Per queste persone, la fede nell'astrologia si auto-confermerebbe. Lo feci notare al mio amico ed egli sorridendo si disse d'accordo con me. In ogni caso riteneva che l'astrologia fosse nel complesso qualcosa di stupido e dannoso. Terminò la conversazione dicendo che non si deve essere troppo tolleranti. Devo a questo punto fare una piccola digressione sulla tolleranza.
Dentro di me reagii con intolleranza alla sua frase per cui "non si deve essere troppo tolleranti", sebbene non espressi esteriormente questo stato d'animo. (Mi chiedo se avrebbe approvato la mia intolleranza!) Sono abbastanza sensibile sull'argomento della tolleranza e generalmente credo di essere abbastanza tollerante, ma una cosa che ancora non riesco a tollerare è l'intolleranza. Voglio dire, non penso che si debba essere intolleranti con l'intolleranza; credo sarebbe meglio essere tolleranti anche con l'intolleranza, ma non ne sono ancora capace. Forse un giorno raggiungerò uno stato per cui sarò tollerante con l'intolleranza o, se non ne sarò capace, almeno sarò tollerante con me stesso per non essere in grado di tollerare l'intolleranza. Ad ogni modo, per come stanno le cose oggi, sono meno tollerante di un atteggiamento di intolleranza nei confronti dell'astrologia di quanto lo sia nei confronti dell'astrologia stessa. Infatti, anche se non credo nell'astrologia, se dovessi scegliere tra credere nell'astrologia od essere intollerante nei suoi confronti, sceglierei di gran lunga di credere nell'astrologia.
Finora ho affermato che l'astrologia è qualcosa di completamente irrazionale ma che ad ogni modo merita una certa tolleranza. Ma è poi così irrazionale? Come ho già detto prima le spiegazioni pseudoscientifiche che riguardano concetti come la gravità o delle onde emesse dai pianeti sono semplicemente ridicole e nessuno che conoscesse almeno un po' di fisica le proporrebbe. Riguardo la mia ipotesi dell'universo "magico", è ovvio che stavo scherzando - ma è anche vero che sarei più disposto a credere in quell'ipotesi piuttosto che nelle spiegazioni pseudofisiche. Dunque escludo dall'astrologia sia forze fisiche che forze magiche. Cosa rimane dunque? Qualcosa che può essere di estrema importanza! E' il principio che Carl Jung chiama sincronismo. Si tratti di un concetto estremamente difficile da spiegare alle menti ormai "imbevute" del principio scientifico occidentale della causalità. Questo principio di sincronismo, per quanto non incompatibile con la causalità, è molto diverso da essa e quando viene studiato (fosse in futuro lo sarà più a fondo) pone le basi per una scienza alternativa e davvero notevole.
L'idea del sincronismo tra due eventi non è che uno è la causa dell'altro, ma che essi, per così dire, hanno una causa comune. Applicando il sincronismo all'astrologia, per esempio, l'idea è che se è vero che ci sono significative correlazioni tra la configurazione astronomica dell'universo al momento della nascita di una persona e le caratteristiche della stessa persona, non è che i corpi celesti stessi influenzano le caratteristiche della persona, bensì che le circostanze che hanno fatto sorgere una particolare configurazione dell'universo sono le stesse circostanze che hanno fatto sorgere un individuo in una particolare momento.
C'è un racconto molto conosciuto di un maestro Zen che un giorno era assorto in una meditazione nel suo giardino mentre i boccioli erano in piena fioritura. Improvvisamente percepì un pericolo. Si voltò ma non vide altri che il suo discepolo. La cosa lo sconvolse, perché non gli era mai successo prima di sbagliarsi circa un presentimento. Quando in passato si sentiva in pericolo, c'era sempre un pericolo. Era così preoccupato per questo incidente inesplicabile che si ritirò nella sua stanza, e non ne uscì nemmeno per mangiare. Alcuni servi si preoccuparono per la sua salute. Egli spiegò cosa lo preoccupava che continuava a dire: "Io non capisco! Non ho mai sbagliato prima!".
Notizia del fatto giunse alle orecchie degli altri servi e attendenti, finché il discepolo che si trovava nel giardino dietro di lui giunse tremante dal maestro e gli confessò: "Quando vi ho visto così assorto nel giardino, non potei fare a meno di pensare che nonostante la vostra abilità con la spada non sareste mai stato in grado di difendervi se all'improvviso vi avessi colpito alle spalle. E' proprio questo pensiero così profondo che voi avete percepito, mio signore." Il ragazzo si aspettava di essere punito, ma il maestro non intendeva farlo, essendo così sollevato dall'aver risolto il mistero.
Che cosa ci dice questa storia? Una logica possibilità certamente è che non sia vera. Ma supponiamo sia vera. Come potremmo spiegarla?
Una possibilità è che si tratti di una mera coincidenza, ma trovo che sia assolutamente improbabile. Credo che la spiegazione più diffusa di un fatto del genere sia la telepatia, ma io preferisco continuare a rifiutare categoricamente l'esistenza della telepatia (mi scuso con coloro che pensano che io sia infantile e caparbiamente dogmatico su questo punto, ma sono fatto così. Se scoperte future proveranno che mi sbaglio, ne sarò sinceramente felice.)
La sola spiegazione che secondo me abbia senso è quella che riguarda il sincronismo - c'è stata una causa comune tra il senso di pericolo del maestro e il pensiero di colpire il maestro fatto dal discepolo. Forse conversazioni precedenti o altri fatti possono aver generato paralleli processi di pensiero nelle due menti.
Riferisco questo fatto perché lo lessi quattro anni prima di conoscere il principio del sincronismo di Jung, e già allora me lo spiegai come un processo di pensieri in parallelo (dunque fui doppiamente sorpreso di venire a conoscenza solo in seguito del principio di Jung).
Curiosamente quando raccontai questo episodio ad un logico matematico e gli proposi la mia spiegazione sincronistica, egli replicò: "Crederei più facilmente alla telepatia!". Sono molto stupito per la disponibilità di molte menti scientifiche di saltare direttamente alla possibilità della telepatia! Ho visto nella mia vita molti episodi che sembrerebbero coinvolgere la telepatia, ma praticamente in tutti questi casi era possibile trovare una spiegazione più plausibile in termini di processi di pensiero paralleli.
Il tipo di sincronismo di cui ho appena parlato si può applicare ai processi di pensiero paralleli ma difficilmente si applicherebbe a qualcosa come l'astrologia che, se potesse essere spiegata con questo concetto, coinvolgerebbe un sincronismo di un ordine molto più profondo.
Infatti vi dico francamente che non riesco a immaginare che tipo di sincronismo potrebbe essere, a meno di ammettere l'ipotesi di una Intelligenza Universale. Se ci fosse un'Intelligenza Universale, allora non mi stupirei dell'esistenza del sincronismo, non importa quanto inverosimile (in effetti, sotto un'ipotesi così grande, nei confronti della quale non sono assolutamente chiuso, nulla più mi sorprenderebbe).
Ad ogni modo, il mio interesse principale nei confronti di qualcosa come l'astrologia riguarda la sua possibilità di diventare un interessante terreno di studi futuri sul principio del sincronismo. Per come stanno le cose oggi, sospetto che la maggior parte degli astrologi siano fraudolenti (intendo gli astrologi, non quelli che credono nell'astrologia). Dopo tutto gli astrologi affermano che esistono alcune importanti correlazioni, ma pure di conoscerle. Io non credo che siano fraudolenti perché non sono in grado di dare una spiegazione scientifica di che cosa causerebbe queste presunte correlazioni, in quanto a mio parere queste correlazioni potrebbero esistere anche solo per principio, senza alcuna base causale. Il mio sospetto è basato sul fatto che non credo che le presunte correlazioni siano ancora state verificate, né gli astrologi mi sembrano aperti ad alcuna verifica obiettiva. Forse è prematuro da parte mia dire queste cose. Forse ci sono alcuni astrologi intellettualmente onesti che stanno faticosamente mettendo insieme un gran numero di dati statistici per testare queste presunte correlazioni. Se esistessero astrologi del genere, li chiamerei "astrologi scientifici", e la mia accusa di frode non sarebbe a loro applicabile! Infatti un tale lavoro sarebbe di grande valore.
Riassumendo, sono aperto alla possibilità di una scienza astrologica, ma ho grossi dubbi che l'astrologia odierna vada in questa direzione.
Ma potrebbe esser precursore di qualcosa che un giorno esisterà. Così non posso rifiutarla in toto, come fanno molti miei amici puramente empirici. Dopo tutto, è terribilmente affascinante!

Raymond Smullyan
Traduzione italiana a cura di Mariano Tomatis

Link

Una chiosa a Raymond Smullyan, di Stefano Bagnasco
(http://www.cicap.org/piemonte/vs/13/13_chiosa_smullyan.htm)

The Tao is silent, Raymond Smullyan su Amazon
(http://www.amazon.co.uk/exec/obidos/ASIN/0060674695/ref=sr_aps_books_1_2/026-8454504-0934055)



Astrologia



Indagini locali
Scopri le indagini che abbiamo fatto in terra piemontese:


Indagini extra-regione
Scopri le indagini di più ampio respiro che abbiamo condotto in questi anni:


X-files
Scopri i casi in attesa di un investigatore del mistero:


Il Progetto Scuole
Le conferenze che proponiamo alle scuole:


Scienza & misteri


L'archivio stampa
Consulta l'archivio di articoli curata da Ivo Maistrelli:


Le nostre interviste
Leggi le interviste ad alcuni amici del CICAP Piemonte:


© 2004-2017 CICAP Piemonte · Webmaster: Sergio Chiappino - Trattamento dei dati personali