Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Dibattito sulla magia all’associazione “Giordano Bruno”

Giovedì 7 novembre, nella sala di via Matteo Pescatore 7 a Torino, si si è svolto un dibattito sul tema: “La magia: una sfida per la ragione” a cura dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” . L’incontro, tenutosi davanti a circa quaranta persone, è stato moderato dall’avvocato Bruno Segre, presidente dell’associazione “Giordano Bruno”. Erano presenti Massimo Centini, antropologo presso il museo di scienze naturali di Bergamo e, per il CICAP Piemonte, Stefano Bagnasco, ricercatore presso il dipartimento di fisica sperimentale dell’Università di Torino e presso il CERN di Ginevra e Mariano Tomatis, laureato in informatica, mentalista e prestigiatore, autore di vari saggi sull’illusionismo.
L’avvocato Segre introduce il dibattito ricordando quanto sia diffusa la credulità popolare: dalla raccolta di fondi per la vedova del milite ignoto negli USA del primo dopoguerra, a Vanna Marchi dei giorni nostri; può la ragione sconfiggere, con il senso critico, la magia? perchè non solo individui psicologicamente deboli si rivolgono a maghi, guaritori, astrologi ecc..?
Stefano Bagnasco ribadisce le funzioni del CICAP nel contesto italiano dove il 40% crede nell’efficacia degli oroscopi, il 35% dice di comunicare con i morti, il 55% crede possibile assistere a miracoli; la credulità non diminuisce con l’istruzione e porta ad un giro d’affari di svariati milioni di euro. Paranormale è un fenomeno non spiegabile da leggi fisiche, che vìola sia il principio della causalità che quello di vedere il mondo con i cinque sensi; il metodo scientifico è un modo di progredire nella conoscenza di quanto ci circonda che ha dato, finora, ottimi risultati. A proposito dell’astrologia, il profilo psicologico degli individui collima con quello previsto degli astrologi nell’ambito della casualità; l’astrologo, nella propria azione, “gioca in casa” e “butta esche” al suo interlocutore, cercandone l’aiuto, per dopo gratificarlo di numerose, generiche e contraddittorie previsioni; la nostra memoria selettiva ricorderà solo le poche giuste e non terrà conto delle numerose errate.
Mariano Tomatis spiega la funzione del prestigiatore, dichiaratamente artista con finalità ricreative e che denuncia il suo trucco pur senza rivelarlo, mentre il sensitivo froda i suoi interlocutori dicendosi portatore di doti che non possiede. Allo scienziato che vuole indagare nel mondo del paranormale, siccome non sa identificare i trucchi in quanto abituato a lavorare con oggetti inanimati che si comportano sempre nello stesso modo - non barano - è utile affiancare un prestigiatore nel ruolo di esperto di trucchi. Il sensitivo sfrutta le occasioni e la propagazione delle notizie a suo favore vendendo come paranormale quello che invece non è; a tal proposito Mariano Tomatis invita la platea ad osservare come un lungo chiodo possa entrare nel suo naso sfruttando un orifizio naturale che tutti abbiamo e come un martello resti appiccicato alla sua mano, rivelando poi il trucco alla platea. L’avvocato Segre interloquisce dicendo che una certa percentuale di fenomeni non è, comunque, spiegabile; l’associazione di cui è presidente si ispira alla laicità del pensiero e ricorda che personaggi quali Hitler, con gli indovini, e Fellini, con Rol, siano approdati al paranormale.
L’antropologo Massimo Centini afferma di interessarsi prevalentemente del mondo contadino; ribadisce che, nel suo lavoro, quando ci si avvicina ad un’altra cultura è bene lasciare a casa la propria e che in ogni professione in cui si esercitano strumenti di potere vi sono imbroglioni. Pur scettico di formazione, nulla sa dire del confine tra religione e superstizione tranne che la gente ha bisogno di credere in qualcosa per normalizzare la propria esistenza, soprattutto se crollano delle certezze in un mondo che ha alterato la concezione antrolpologica della vita stessa. Fede, scienza e magia sono le tre strade per cercare la sicurezza perduta; gli shock culturali subiti per gli accadimenti dell’esistenza fanno emergere le nostre non certezze e di conseguenza nasce il bisogno di credere in qualcuno che ha dei “poteri” magici o religiosi; tutto ciò può essere segno di una civiltà in declino, che aspetta qualcuno che cambi qualcosa mentre noi attribuiamo a quanto ci circonda o ci accade il significato che vogliamo trovare. Come i draghi popolavano le caverne del medioevo, cosi i coccodrilli nuotano oggi nelle fogne di New York; negli anni 60 la catarsi era il viaggio in India alla scoperta di spiritualità perdute; cambiano le mode ma restano i bisogni. Alla fine degli anni 80 chi si rivolgeva ai maghi erano per 2/3 donne, l’età media 40-60 anni, il 30% laureati e il 40% diplomati; gli operatori dell’occulto avevano un’età tra i 40-60 e probabilmente sfruttavano, in quell’età di bilanci esistenziali, una possibilità di lavoro, palliativa di occasioni perdute; il 46% aveva la licenza media, il 24% il diploma, l’8% aveva frequentato l’università; a clienti di istruzione medio alta, diplomati o laureati, rispondevano maghi di istruzione medio-bassa; il 56% dei clienti credeva in poteri derivati da Dio; ovvio lo scontro culturale tra il mago e un cliente che non trovava soluzioni ai suoi problemi nella fede o nella scienza.

Si apre il dibattito con il pubblico presente: essendo l’uomo irrazionale non è bene rinnegare l’esistenza del paranormale; l’umanità crede nei sacri testi siano essi bibbia, vangeli, corano e ci si affida talvolta con interpretazioni radicali.
Massimo Centini, affermando che talvolta religione e magia coincidono, chiede se il CICAP può indicare in che cosa consiste il metodo scientifico che persegue, ritenendo comunque importante il metodo del non credere a priori.
Stefano Bagnasco e Mariano Tomatis indicano, a grandi linee, le coordinate del metodo scientifico, naturale per la maggior parte delle persone di scienza, e riconoscono che la seconda funzione del CICAP è proprio l’educazione scientifica; per questo si svolgono incontri con gli studenti delle scuole medie superiori. Stefano Bagnasco non ha obiezioni sul profilo psicologico che un astrologo può indicare per una certa persone, ma cosa c’entra il suo segno astrologico natale e, soprattuttto, tale profilo è fatto conoscendo la persona stessa, inconsciamente fonte di informazioni sul proprio conto. Un cortese scettico afferma dalla platea che mentre molto si spende per l’istruzione scientifica pubblica attraverso le scuole, che tutti paghiamo, basta un media particolarmente ignorante a mettere in discussioni scontate verità scientifiche, anche attraverso oroscopi e previsioni prive di fondamento. Dopo l’inevitabile domanda sui cerchi nel grano, la cui risposta, vista l’ora tarda, è demandata al sito cicap.org la platea sciama verso casa attraverso la bella Torino impreziosita dalle luci d’artista, splendide quanto non paranormali.

Michelangelo Ferragatta



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