Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


Articoli :: Curiosità scientifiche :: La Voce Scettica 6

L'esperimento "Fine del mondo"

Curiosità scientifiche: il Doomsday Experiment

Il 5 novembre 2000, la trasmissione Report si è occupata di fisica delle particelle. Per far sì che una trasmissione televisiva si interessasse di un simile "noioso" argomento è servito uno scenario da giorno del giudizio. Su Internet la trasmissione è stata presentata così: «Il 12 giugno scorso, nel laboratorio di Brookhaven a Long Island, sono stati inaugurati gli esperimenti dentro un acceleratore veloce di particelle. Obiettivo: conoscere lo stato della materia un attimo dopo il Big Bang, cioè avvicinarsi all'origine dell'universo.

Alcuni fisici teorici però sostengono che non si può escludere completamente che durante una di queste collisioni fra particelle possa nascere una materia strana che porterebbe alla distruzione totale dell'intero pianeta. La possibilità che questo avvenga è infinitamente piccola, ma il problema etico, morale e religioso che si apre è il seguente: quanto piccola deve essere questa probabilità, per mettere in gioco la vita di tutti, al fine di accrescere la comprensione dell'origine della materia?»

Lo script della trasmissione è disponibile on-line all'indirizzo:
http://www.report.rai.it/apocalypse.asp

Chi scrive, come molti altri fisici attivi in Piemonte, partecipa alla costruzione di ALICE, uno degli esperimenti di LHC, il prossimo acceleratore di particelle del CERN. LHC e ALICE dovrebbero essere operativi nel 2005. Gli esperimenti incriminati sono urti tra ioni pesanti, per esempio nuclei di piombo. Tali esperimenti sono in corso da anni al CERN e hanno portato alla scoperta di un nuovo stato della materia, il cosiddetto plasma di quark e gluoni. In tale stato i componenti elementari della materia sono liberi, invece di esser confinati in particelle più grandi. L'acceleratore di Brookhaven ha appena incominciato a funzionare e lascerà il posto, in una staffetta ideale, a LHC tra cinque anni.

Lo scenario da fine del mondo cui fa riferimento la trasmissione è stato discusso con grande attenzione dal mondo scientifico. Almeno due studi hanno mostrato l'estrema improbabilità dell'evento catastrofico. Ma di cosa si tratta? I quark sono solitamente confinati in particelle dove sono tenuti legati tra loro da altre particelle note come gluoni. In urti di altissima energia tra ioni pesanti, come quelli già ottenuti al CERN negli scorsi anni, i quark possono ricombinarsi formando uno "strangelet", una particella che contiene molti quark (invece dei soliti due o tre delle particelle ordinarie). Lo "strangelet" prende questo nome perché contiene quark di un tipo particolare detto "strano" ("strange" in inglese). Se questo "strangelet" è di carica elettrica negativa può cominciare ad attirare la materia circostante, dando origine a una reazione a catena che lo porterà a diventare sempre più denso fino a provocare un'esplosione che potrebbe distruggere il pianeta.
In realtà la teoria dei quark e dei gluoni (la cosiddetta cromodinamica quantistica) è molto complicata. Nessuno sa fare i conti esatti per verificare se uno "strangelet" negativo sia effettivamente stabile. Le teorie che prevedono la formazione di "strangelet" sono approssimate.
Inoltre, sino a oggi negli acceleratori non è stato osservato alcuno "strangelet", sia pure instabile, né positivo, né negativo.
Infine, se fossero stabili, simili particelle potrebbero formarsi a ogni istante con gli urti di raggi cosmici sulla Terra. Alcuni raggi cosmici hanno energie ben più elevate di quelle che si raggiungono negli acceleratori. Anche se il flusso di raggi cosmici è basso, essi arrivano continuamente da miliardi di anni. Il fatto che si sia ancora vivi permette di calcolare alcuni valori limite bassissimi per la probabilità di formazione di uno "strangelet" pericoloso. 

Enrico Scalas
Fisico ricercatore,
Università degli Studi del Piemonte Orientale

Per saperne di più

http://xxx.sissa.it:/abs/hep-ph/9910471
http://xxx.sissa.it/abs/hep-ph/9910333



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