Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


Articoli :: Curiosità scientifiche :: La Voce Scettica 7

Il lancio di Leonardo

Curiosità scientifiche - Il primo contributo italiano alla Stazione Spaziale Internazionale

Con la messa in orbita del modulo MPLM "Leonardo" a bordo dello Shuttle Discovery, lo scorso 8 marzo, l'Italia è diventato il terzo Paese al mondo, dopo Russia e Stati Uniti, a fornire un componente della Stazione Spaziale Internazionale.

Trasportato nel vano di carico dello Shuttle sia all'andata che al ritorno, il modulo logistico Leonardo, noto come MPLM (Multi-Purpose Logistics Module), è stato collegato alla stazione usando il braccio robotico dello Shuttle dopo l'attracco di questo alla stazione. Durante il collegamento alla stazione, che è durato 6 giorni, sono stati trasferiti sul modulo americano Destiny attrezzature e rifornimenti. Poi il modulo logistico è stato staccato dalla stazione e rimesso nel vano di carico dello shuttle per il viaggio di ritorno. Il secondo modulo logistico, Raffaello, è stato lanciato il 19 aprile ed è rimasto in orbita 11 giorni. In questo lancio è stato trasportato altro materiale per il laboratorio americano ed è stato montato il braccio robotico della Stazione Spaziale. Di questa missione ha fatto parte anche l'astronauta genovese Umberto Guidoni, che è diventato così il primo europeo a salire sulla stazione spaziale.

La costruzione del modulo Leonardo è iniziata ad aprile 1996 nello stabilimento Alenia Spazio di Torino, in corso Marche. Il modulo è stato trasportato al centro di controllo Kennedy ad agosto del 1998 con uno speciale aereo Beluga. Il modulo ha un diametro di circa 4,6 metri e una lunghezza di circa 6,4 metri, con un peso di oltre 4 tonnellate, e può trasportare fino a 9 tonnellate di carico stivato in 16 scompartimenti. Il modulo Raffaello è arrivato al Kennedy ad agosto del 1999 e Donatello a febbraio 2001. Ognuno dei tre moduli è stato progettato per poter compiere 25 missioni durante l'intera vita operativa della stazione spaziale.

Quando la Stazione Spaziale sarà completata, non prima di cinque anni, il nostro Paese sarà il terzo dopo Stati Uniti e Russia anche per volume pressurizzato. Oltre i tre MPLM (Leonardo, Raffaello e Donatello), realizzati dall'Agenzia spaziale italiana e costruiti dalla Alenia Spazio con una commessa diretta da parte della NASA (la commessa vale 500 miliardi) così come due dei tre nodi di interconnessione, l'Italia avrà un importante ruolo anche nella costruzione del laboratorio europeo Columbus e di CRV.

In cambio di questo lavoro, l'Italia otterrà dalla NASA l'utilizzo della stazione per ricerche scientifiche e di 60 ore l'anno per astronauta. Inoltre è stato costruito a Torino un centro di controllo denominato ALTEC che, una volta a regime, terrà sotto controllo l'attività della Stazione la gestione a terra delle apparecchiature con esperimenti in cui è implicata l'Italia, con una forza lavoro di circa 300 tecnici.

Il costo per l'Italia nella fase di sviluppo del programma è di circa 1500 miliardi (un terzo programma bilaterale, due terzi programma Esa), mentre per la fase operativa si prevede un costo annuale, a partire dal 2003, di circa 100 miliardi di lire. I componenti della stazione saranno messi in orbita con lanci che partiranno sia dagli Usa che dalla Russia e verranno montati in orbita. Sono previste 91 attività extraveicolari per 550 ore, più del totale (377 ore) accumulato da tutti gli astronauti americani dalla prima uscita nello spazio di Ed White nel 1964 da una capsula Gemini.
Attualmente, la Stazione è composta dal modulo russo FGB "Zarya" (Aurora), da un nodo di interconnessione, "Unity" e dal modulo-laboratorio americano, "Destiny". Al termine della costruzione, Stati Uniti, Europa, Russia e Giappone disporranno in totale di sette moduli per esperimenti, mentre gli astronauti canadesi saranno ospitati nei moduli delle altre nazioni. In dettaglio, vi saranno: il laboratorio multidisciplinare statunitense, il laboratorio che ospita la centrifuga per esperimenti di scienze della vita, il laboratorio europeo, quello giapponese, tre laboratori russi. Una volta completata nel 2006, la Stazione Spaziale Internazionale, costituirà una struttura reticolare lunga circa 100 metri, con uno spazio abitabile di 1300 metri cubi.

La Stazione Spaziale Internazionale deriva da un progetto nato nel 1984, quando il presidente degli USA Reagan invitò formalmente i capi di stato europei ad entrare a far parte di questo programma. Risale al 1988 la firma del primo accordo intergovernativo tra i paesi partecipanti: Stati Uniti, Canada, Giappone, e dieci paesi europei, tra cui l'Italia, rappresentati dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA).
A bordo della stazione, gli astronauti svolgeranno esperimenti di fisica, chimica, biologia, medicina, fisiologia umana e scienze tecnologiche. In assenza di gravità, ad esempio, è possibile ottenere cristalli purissimi sia per impieghi farmaceutici che in microelettronica. Saranno inoltre studiate nuove tecnologie destinate all'esplorazione dello spazio che, con la Stazione come base di partenza, possano mettere a punto nuovi tipi di satelliti o di piattaforme scientifiche non abitate. La stazione spaziale è inoltre considerata come un "trampolino di lancio" verso future missioni interplanetarie con e senza equipaggio.

Andrea Ferrero
ingegnere di Alenia Spazio
Contatti: andrea.gf@tiscali.it

Links

http://spaceflight.nasa.gov/
http://www.marsfriends.com/approfondimenti_space.htm



Curiosità scientifiche



Indagini locali
Scopri le indagini che abbiamo fatto in terra piemontese:


Indagini extra-regione
Scopri le indagini di più ampio respiro che abbiamo condotto in questi anni:


X-files
Scopri i casi in attesa di un investigatore del mistero:


Il Progetto Scuole
Le conferenze che proponiamo alle scuole:


Scienza & misteri


L'archivio stampa
Consulta l'archivio di articoli curata da Ivo Maistrelli:


Le nostre interviste
Leggi le interviste ad alcuni amici del CICAP Piemonte:


© 2004-2017 CICAP Piemonte · Webmaster: Sergio Chiappino - Trattamento dei dati personali