Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Fobie "elettromagnetiche"

Vent'anni di lotte da parte degli ambientalisti hanno generato anche in Italia, seppure in maniera confusa e contraddittoria, una "coscienza ambientale" di massa. Sfortunatamente, a causa della diffusa e radicata ignoranza in campo scientifico, questa percezione rischia talvolta di risolversi nella supina accettazione di teorie e rimedi che di scientifico hanno poco o nulla.
Uno degli esempi più clamorosi di questo malinteso è l'annosa disputa legata all'inquinamento elettromagnetico, in tutte le sue forme. La questione è di stretta attualità, anche a causa della capillare diffusione nel nostro paese del telefono mobile o cellulare.
Ogni giorno schiere di comitati di quartiere se non intere giunte comunali insorgono contro il posizionamento delle fatidiche antenne su rilievi artificiali (condomini) o naturali (colline). La mia amica Maria Perucca, ingegnere alla TIM, incaricata di studiare nuovi siti per il piazzamento delle antenne, è ormai rassegnata a questi assalti.
E questo nonostante alcuni dati ormai acquisiti:

  1. il campo elettrico generato da queste antenne è dell'ordine del V/m, ben inferiore ai limiti stabiliti dalla normativa italiana, a loro volta molto più cautelativi di quelli fissati dall'OMS
  2. gli inquilini di un condominio sul quale sia stata piazzata un'antenna per la telefonia mobile sono investiti da un campo elettrico praticamente trascurabile.
  3. chi usa un telefono cellulare viene investito da quest'ultimo da un campo superiore più o meno di un ordine di grandezza a quello generato dall'antenna
  4. una maggiore densità di antenne comporta un minor campo generato da ogni telefono

Di solito le proteste svaniscono d'incanto quando si arriva a parlare dell'affitto pagato al condominio per la presenza dell'antenna: una quarantina di milioni all'anno, ossia il risparmio della maggior parte delle spese di gestione da parte degli inquilini. A questo punto le proteste non spariscono del tutto, ma traslocano nei condomini circostanti.
D'altro canto, con la paura dei campi elettromagnetici non solo si può far perdere un sacco di tempo, ma si può fare anche un sacco di soldi. Esistono numerose ditte che vendono servizi (misura dei campi, consulenze sulla schermatura) e prodotti (impianti di protezione, disgiuntori, ecc.) anti-EM: va da sé che molti dei prodotti proposti non solo non hanno alcun effetto dimostrato sui campi elettromagnetici, ma hanno anche un costo piuttosto alto.
Prime fra tutte, possiamo ricordare le famose "coccinelle" per la schermatura dei campi generati dai telefoni cellulari: una sentenza dell'Antitrust del 14/11/99 accusa la Zeropa (ditta produttrice dei simpatici gadget) di "pubblicità ingannevole", in quanto la zona d'ombra al campo indotto dal telefono cellulare offerta da tali dispositivi risulta limitata alle loro ridottissime dimensioni, dunque inutile. Del resto se la zona schermata fosse sufficientemente ampia da proteggere interamente la testa dell'utilizzatore, il radiotelefono smetterebbe di funzionare.
Se preferite un'alternativa naturale alle coccinelle, potete scegliere il metodo consigliato dal centro di naturopatia "Kheops" (sedi a Genova e Mondoví), che propone una schermatura dei cellulari "con oli essenziali e naturali", ad un prezzo sensibilmente più contenuto.
Per i maniaci della tecnologia, invece, la Celtech s.r.l. mette a disposizione il Recovery®, un sistema che ottimizza per via software l'emissione di onde elettromagnetiche, riducendola "fino al 90%". L'idea in sé è tutt'altro che peregrina, per di più i produttori mostrano tra le proprie credenziali la collaborazione del CNR, ma alla richiesta di maggiori dettagli sul funzionamento le spiegazioni risultano piuttosto eteree (come del resto il pericolo da cui ci proteggono), mentre a Palermo Emiliano Farinella scopre che la sperimentazione del CNR c'è effettivamente stata, ma ha dato esiti negativi.
Se soffrite di insonnia vi consiglio un coprimaterasso di lana Merinos innervato da una griglia di rame anti-EM e farcito di provvidenziali "sali del Mar Morto e propoli", offerto dalla ditta BIO SYSTEM ITALIA s.r.l. che, al modico prezzo di lit. 5.000.000 e rotti proposto in un preventivo ufficioso mi ha garantito protezione contro i campi elettromagnetici ed i "punti cancro" (incroci tra un fiume sotterraneo o una tubatura dell'acqua ed un nodo di Hartmann, di cui parlerò in seguito). Un'esilarante dimostrazione del prodotto è stata eseguita l'anno scorso di fronte ad un certo numero di testimoni, tra i quali alcuni autorevoli membri del direttivo del CICAP Piemonte e la sottoscritta.
Infine, come dimenticare la sempre maggiore attenzione che i guru dell'arredamento moderno dedicano alla mobilia "biocompatibile"? Merita quantomeno un cenno il letto "Equilibrio" di Zigflex, costituito da una base di faggio massiccio priva di parti metalliche "in modo da isolare il corpo da qualsiasi onda elettromagnetica" (fonte: Casa Viva, giugno 2000). Il letto in questione costa Lit. 2.720.000: dal mio punto di vista non è affatto caro, visto che un letto che non lascia passare neanche la luce consente di risparmiare sugli infissi e sui tendaggi!
Tutto questo polverone sulle terribili onde magnetiche mi porta soffermarmi sui famigerati nodi di Hartmann, dei quali ho accennato in precedenza. Riassumendo a grandi linee, si tratta di una teoria elaborata negli anni Cinquanta dal tedesco Ernst Hartmann, secondo la quale esiste un campo patogeno terrestre, sovrapposto e (secondo interpretazioni successive) fuso con quello magnetico, che si manifesterebbe in una serie di linee avvolgenti l'intero pianeta. Tali linee, incrociandosi, formerebbero maglie rettangolari di dimensioni 2 x 2,5 m, delimitate a loro volta da bande larghe 21 cm: i cosiddetti "Nodi di Hartmann" non sarebbero altro che le intersezioni di tali bande.
Secondo Hartmann la permanenza prolungata in corrispondenza dei nodi (ad esempio a causa dell'errata posizione del letto o delle poltrone), può provocare disagi psicologici e fisici (ansia, irritabilità, cefalee o addirittura l'insorgenza di tumori).
Fin qui, la teoria. Giova ricordare che:

  1. questa rivoluzionaria teoria, che sbaraglia le equazioni di Maxwell (dalle quali si evince che le linee di campo magnetico non si incrociano) e la loro robusta evidenza sperimentale, non è mai stata esposta in alcuna pubblicazione scientifica degna di questo nome, ossia che sia stata sottoposta al vaglio di altri ricercatori competenti nel ramo;
  2. le bande della griglia sopra menzionata non sarebbero misurabili, lo sarebbero soltanto i Nodi, e non con gli usuali sistemi di misura dei campi elettromagnetici, ma attraverso l'opera di sensitivi e rabdomanti, oppure (in base agli sviluppi più recenti della teoria, non previsti dallo stesso Hartmann) con l'aiuto di speciali strumenti (vecchie sonde magnetiche quando non strumenti dal funzionamento dubbio).

A dispetto di queste evidenti deficienze in credibilità scientifica, al momento la teoria di Hartmann è molto gettonata nella bioarchitettura ® (si tratta di un marchio registrato), o architettura geobiologica.
L'architettura geobiologica, a differenza della quasi omonima (e rispettabilissima) architettura bioclimatica (che studia i fattori ambientali, energetici e meteorologici connessi alla costruzione e all'abitabilità), postula l'esistenza dei sopra menzionati campi biopatogeni, e di come questi ultimi interagiscano con i campi elettromagnetici generati dall'uomo. Ad esempio, per ragioni mai spiegate scientificamente, la vicinanza di una faglia tettonica, di un falda acquifera (cfr. "punto cancro") o in generale di una cavità sotterranea amplificherebbe l'irraggiamento delle strisce e dei Nodi di Hartmann, con le conseguenze più disastrose per la salute ed il benessere di chi vi si trova a transitare.
La bioarchitettura ® (che trova spazio, oltre che su molte riviste di arredamento, anche in alcuni manuali e libri di testo delle facoltà di Architettura di tutta Italia) ha un precursore orientale nel Feng Shui, l'antica arte cinese che dà indicazioni sull'edificazione, l'urbanistica ed i più minuti dettagli dell'arredamento e della decorazione di interni.
Il Feng Shui si basa sulla ricerca dell'armonia dell'ambiente (ovvero l'assenza di disagio psico-fisico) relativamente alla distribuzione del Qi ("energia" universale che permea il creato ed interagisce con quella dei viventi); quest'armonia dipenderebbe strettamente dalle caratteristiche individuali degli individui che vivono e lavorano nell'ambiente in questione, caratteristiche che si desumono dall'ora e dalla data di nascita (come i cari vecchi oroscopi occidentali) e formano i Pilastri del Destino (basati sulla tipologia Yin-Yang e sui cinque elementi Legno, Terra, Fuoco, Metallo ed Acqua).
Questo infernale guazzabuglio di credenze magiche e consigli pratici sta avendo un certo credito presso alcuni arredatori, preferibilmente se il cliente è dotato di adeguata copertura finanziaria. Dal manuale "Il mio Feng Shui" dell' architetto Evelyn Lip, che vanta tra le sue credenziali l'aver scritto libri sulla scelta dei nomi fortunati, si traggono gustose indicazioni come la seguente, che ai miei occhi cinici e disincantati ricorda da vicino la pubblicità della celeberrima "Croce di Betlemme" contro il malocchio:
"Tre anni fa la signorina L ha aperto una boutique. L'architetto le aveva suggerito di optare per uno stile high-tech con pannelli triangolari su cui esporre i capi più belli. All'inizio gli affari andavano malissimo. Si è rivolta ad un esperto che ha analizzato i suoi Pilastri del Destino, rivelandole che il suo elemento essenziale è l'Acqua ed i triangoli rappresentano il Fuoco, che osteggia il suo elemento Acqua. La signorina L ha incaricato l'architetto di interni di modificare la struttura della sua boutique scegliendo uno stile fluido, creativo e dinamico. Da allora l'attività è in costante ripresa". Buon per lei.
E se lo squilibrio bioenergetico riguarda una persona e non un ambiente? Niente paura, esistono terapie cosiddette "naturali" che risolvono il problema. Sempre per non fare nomi, nel centro benessere MEI.MO, con sede a Borgo San Dalmazzo (CN), si può apprendere il "Metodo ONLUS", ossia una bella miscellanea di tutte queste discipline (tra le quali Pranoterapia, Cromoterapia e Aromaterapia, senza dimenticare corsi di lettura veloce che arricchiscono il curriculum) per la modica cifra di Lit. 2.500.000: e meno male che tra le finalità del metodo c'è anche "risparmiare"! (come si legge nell'opuscolo).
Ho cominciato a parlare di inquinamento elettromagnetico e sono arrivata da tutt'altra parte; in realtà. trovo parecchie analogie tra tutte le teorie o rimedi che ho menzionato in questa veloce carrellata, per esempio:

  1. i concetti ricorrenti e fumosi di "Energia" (termine buono per tutte le stagioni, cui si possono associare grandezze misurabili e non), "Campo Elettrico", "Campo Magnetico".
  2. l'accostamento di pensiero magico e affermazioni pseudoscientifiche (nel senso che si adoperano i concetti sopra menzionati senza alcun riscontro sperimentale).
  3. la venerazione per teorie appartenenti a epoche passate o popolazioni lontane (o entrambe contemporaneamente).
  4. la sicura fortuna finanziaria di chi si fa promotore di una qualunque iniziativa commerciale che contenga nell'opuscolo relativo le parole "schermatura elettromagnetica", " metodo naturale", "equilibrio bioenergetico".

L'aspetto comune più triste in tutte queste pratiche è però il distrarre dai reali problemi ambientali e sanitari.

Paola Parodi
ingegnere, lavora a Torino

Bibliografia

Evelyn Lip, Il tuo Feng Shui (2000 Xenia Edizioni, Milano)
CASA VIVA giugno 2000, Mondadori
Lisa Maccari, Elettromagnetismo e salute: miti, equivoci e truffe di ieri e di oggi, in: Margherita Fronte, Campi elettromagnetici: innocui o pericolosi? 1999 Avverbi, Roma)



Elettrosmog
Campi elettromagnetici a bassa frequenza e salute


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