Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) Ŕ un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Ricerca di pianeti extrasolari e vita intelligente nell'Universo

L'incontro si Ŕ aperto alle ore 18 presso il Centro Pannunzio, in una saletta di capienza massima di 60 posti. L'etÓ dei partecipanti, a parte pochissimi giovani, era di ultrasessantenni di varia estrazione sociale.
Il relatore, Pietro Galeotti, docente di Astrofisica e Cosmologia all'UniversitÓ di Torino, dimostrando estrema capacitÓ e disponibilitÓ a dialogare con persone non del settore, ha iniziato con la tipica domanda: esistono altre forme di vita nell'universo?
Dall'antichitÓ sino a qualche secolo fa, prima dell'industrializzazione, l'uomo era attratto dal cielo e dal movimento delle stelle sia per motivi pratici (la navigazione, i viaggi carovanieri, le migrazioni, ..etc) sia per motivi intellettuali.
Le tipiche domande: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, hanno sempre attratto l'uomo amante della conoscenza.
Sebbene non esistano prove dell'esistenza di vita intelligente (e poi cosa significa intelligente, noi ci possiamo definire intelligenti?) oggi, grazie alla tecnologia, siamo in grado di asserire che esistono almeno 80pianeti con forse qualche forma di vita.
La vita sul nostro pianeta si Ŕ sviluppata nell'acqua (Anassimandro 610-546 a.C. filosofo e scienziato, aveva ipotizzato l'origine della vita dell'uomo dal mare) e successivamente sulla terra ferma, trovando un ambiente favorevole alla sua evoluzione, tanto da presumere che anche su altri pianeti l'acqua possa essere una discriminate per il sorgere della vita.
La IAU, una associazione di astronomi a carattere internazionale, si interessa di una branca della Bioastronomia che studia le possibilitÓ di vita extraterrestri. L'osservatorio di Ginevra si cura particolarmente della ricerca di pianeti extrasolari e continuamente aggiorna l'elenco delle scoperte, grazie anche alla collaborazione di astrofili americani che con l'uso diffuso delle parabole e con un sofisticato software, possono captare quei segnali necessari per elaborare l'esistenza di pianeti.
Naturalmente il nostro sistema solare Ŕ preso ad esempio e, come il sole influenza gravitazionalmente i suoi pianeti ( la forza gravitazionale controbilancia la forza centrifuga), anche i pianeti influenzano l'orbita del sole intorno alla galassia.
I mezzi tecnologici usati dagli scienziati vanno da apparecchi stratosferici per osservare le fluttuazioni delle stelle, alla rilevazione della diminuzione di luminositÓ ( massimo 1% -difficile da rilevare) al pi¨ conosciuto effetto Doppler.
Da questo ne deriva che i pianeti extrasolari oggi rilevati, sono di una massa vicina a quella di Giove (a causa della difficoltÓ di rintracciarne pi¨ piccoli per i deboli effetti gravitazionali derivanti) e che se le stelle sono"ferme" (non barcollano) sono prive di pianeti.
Ma Ŕ possibile comunicare con eventuali intelligenze extraterrestri?
L'universo Ŕ praticamente vuoto (a parte il problema della massa mancante - vedi "Il mistero della massa mancante nell'Universo" di L.Krauss- Cortina Editore) e la stella pi¨ vicina, Proxima Centauri dista 4,3 anni luce, la stella di Barnard 5,8 anni luce ..Sirio 8,7 anni luce, per cui anche solo le comunicazioni sarebbero improponibili. E poi bisogna considerare la "finestra temporale" ovverosia quell'arco di tempo in cui due civiltÓ abbiano contemporaneamente sviluppato una tecnologia affine.
I primi lavori che indicavano la possibilitÓ di contatti radio, sono stati effettuati nel 1959 da G.Cocconi e P.Morrison (pubblicati su "Nature") che suggerivano di usare la frequenza di 1420 MHz, corrispondente ad una lunghezza d'onda di 21 cm, per le ricerche di civiltÓ extraterrestri.
Questa lunghezza d'onda viene emessa spontaneamente dall'idrogeno neutro, tale da rendere la riga a 21cm "un campione di frequenza unico ed oggettivo, conosciuto necessariamente da qualsiasi osservatore dell'universo".
Sono state proposte anche altre frequenze che si trovano nella stessa regione spettrale della 1420 MHz; l'intervallo di frequenza tra 1420 e 1721 MHz, viene spesso indicato come "waterhole"("pozza d'acqua" intorno a cui si radunano le civiltÓ galattiche).
Il tipico tentativo di inviare, messaggi nello spazio (programma CETI-Communication with Extraterrestrial Intelligence), Ŕ stato quello di Arecibo (radiotelescopio di 305 metri di diametro nei pressi della cittÓ di Puerto Rico), contenente 1679 caratteri binari che, per renderli intelligibili, vanno ordinati e che, nell'interpretazione grafica, risulta di 73 righe ognuna contenente 23 colonne.
Altro programma Ŕ il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) che si propone, pi¨ cautamente, di ascoltare eventuali messaggi che arrivano dal cosmo; la storia insegna che le civiltÓ pi¨ avanzate, hanno sempre soggiogato, e a volte distrutto, le civiltÓ meno progredite.
Ma dopo venti anni di tentativi senza alcun risultato positivo, dobbiamo ritenere di essere soli nel cosmo? Se no quante sono le eventuali civiltÓ galattiche?
L'astronomo americano F.Drake ha elaborato una equazione per valutare il numero di civiltÓ galattiche, Nc = N x Fp x Fc x Fv x Fi x Ft x L/T, che tiene conto dei seguenti fattori:

  1. il numero totale di stelle nella galassia (N);
  2. la probabilitÓ che queste siano dotate di sistemi planetari (Fp);
  3. il numero di pianeti, per sistema planetario, in cui vi siano condizioni fisiche adatte al sorgere della vita (Fc);
  4. la probabilitÓ che la vita si sviluppi in quei sistemi che, in linea di principio, la ammetterebbero (Fv);
  5. la probabilitÓ che tale vita sia intelligente (Fi);
  6. la percentuale di civiltÓ tecnologiche sviluppate dall'insieme delle civiltÓ intelligenti Ft);
  7. la durata di tali civiltÓ tecnologiche (L);
  8. l'etÓ della galassia (T).

Sfortunatamente molti di questi fattori sono di difficile valutazione per cui alcuni dicono che la formula di Drake condensa, in poco spazio, tanta ignoranza.
In ogni caso il risultato, per quanto incerto, potrebbe risultare da un minimo di 1 (noi ci siamo nell'universo) a milioni; il che, considerata la valutazione positiva, ingenera altri problemi di natura filosofica e religiosa di difficile valutazione.
La conferenza si Ŕ chiusa con alcune domande del pubblico al docente, e tra queste una che ha chiuso con una nota di colore. In un italiano incerto, dopo avere elogiato la scienza, un signore di mezza etÓ, ha concluso che la vita sulla terra Ŕ nata migliaia di anni fa grazie all'ingegneria genetica di una civiltÓ extraterrestre, gli Elohim (movimento Raeliano, nato nel 1973 a seguito di un ipotetico incontro di un uomo della terra,Rael, con il rappresentante di una civiltÓ extraterrestre).
Al dissenso della sala , il docente ha risposto che nonostante tutto sia possibile, non vi sono tracce, documentazioni e prove che comprovino quanto dichiarato dai raelisti, quindi la scienza non pu˛ prenderla in considerazione.
Concludo la relazione con la considerazione che il voler trovare le risposte ai grandi quesiti esistenziali, Ŕ pi¨ che comprensibile, ma Ŕ altrettanto necessario, senza pregiudizi, percorrere la via della scienza, senza costruzioni artificiose, senza postulare entitÓ inutili, ma usare il metodo scientifico come strumento culturale.

Mario Perazzini



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