Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Il veggente di Stupinigi

Il CICAP Torino è venuto a conoscenza di una presunta apparizione mariana, accompagnata da strane luci nel cielo, avvenuta presso Stupinigi, nella prima cintura di Torino. L'apparizione avrebbe coinvolto un operaio della FIAT e si sarebbe ripetuta per almeno sette anni, dal 1994 al 2001. Intorno all'evento si è creato un gruppo di preghiera attivo ancora oggi, che nel corso degli anni ha “fissato” una descrizione degli avvenimenti piuttosto contraddittoria e controversa.

Il bosco di Stupinigi

La parte più consistente dell'indagine è stato reperire il materiale (per lo più edito da testate a diffusione locale) e mettere le informazioni in ordine cronologico per cercare di ricavare i maggiori dettagli possibili.
Il lavoro si è presentato subito difficile: nonostante la prima apparizione risalga all'aprile del 1994, il primo articolo che ne parla è stato pubblicato nel dicembre 1999. Questi cinque anni e mezzo di silenzio sono un grosso filtro per la scoperta della verità. Infatti gli articoli che parlano dell'accaduto si somigliano molto e riportano, chi più chi meno, alla lettera il materiale fornito dai fedeli del veggente. Un particolare rivelatore è che il veggente ha sempre 38 anni, anche in articoli pubblicati a distanza di 5 o 6 anni l'uno dall'altro. Inoltre le informazioni sono spesso contraddittorie. I giornalisti che hanno incontrato il veggente sono pochi, pare che solo due giornalisti lo abbiano visto di persona e che solo uno sia riuscito ad intervistarlo.

Ricostruzione

Eugenio Pailo (o Palio o Pali), operaio alla Fiat Rivalta, residente a Nichelino, racconta così il suo incontro.

È lunedì 11 aprile 1994. Alle ore 4.50 saluto i miei per andare al lavoro. E' un periodo che faccio sempre il primo turno alla Fiat. Sulla strada per Stupinigi a quest'ora non c'è nessuno. Da lontano, alla destra del parabrezza scorgo una sfera lucente di color oro. Pur avendo paura, lascio l'auto e mi avvio a piedi verso quella luce. Pare appoggiata delicatamente su una pianta. Mi soffermo a una decina di metri da essa, quando la vedo aprirsi e uscirne raggi dorati molto luminosi. Vengo assalito da una terribile paura. Mi volto per fuggire, ma sono raggiunto da una voce melodiosa: “Avvicinati, non temere!” Guardo in giro, ma non c'è nessuno. Per la terza volta la voce mi invita: “Eugenio, non avere timore, avvicinati!” All'udire il mio nome scandito con tanto amore da una voce così melodiosa, mi fermai, e la mia paura mi era passata. Mi voltai e vidi formarsi da quella sfera una figura di donna

Da quel giorno l'Immacolata della Misericordia appare a Eugenio con una certa frequenza (non sempre regolare) e consegna al veggente dei messaggi. L'ultimo messaggio è un addio accompagnato dalla richiesta della costruzione di una cappella.
Il primo articolo di giornale che riporta la vicenda risale al dicembre 1999 ed è stato scritto da Massimiliano Peggio su La Stampa. In questo si evidenzia come circa 200 persone si radunino per pregare e riferisce di effetti strani apparsi sulle fotografie scattate durante il raduno nonché di strani fenomeni ottici riguardanti il soleil sole sparisce e poi pulsa come un cuore umano»). Sembra inoltre esistere una organizzazione formata dai Volontari della Misericordia che distribuiscono volantini e raccolgono offerte. Successivamente si fa riferimento anche ad una statua della Madonna che sarebbe stata trovata tra le sterpaglie in seguito ad uno dei messaggi ricevuti dal Palio.
Contattare il veggente è molto difficile: un giornalista riesce a parlare con lui e a sapere che le apparizioni avvengono alla quercia della prima apparizione, sul posto di lavoro, a casa o in diversi luoghi sacri visitati. Con un altro che prova a contattarlo telefonicamente si rifiuta di parlare, minacciando perfino una denuncia: dice di chiedere ad un comitato che stava per nascere (Luce all'Aurora) con lo scopo di organizzare gli incontri. In un'altra occasione afferma di non poter incontrare giornalisti perché «sotto protezione della Curia». Curia che, nel 2001, invita i fedeli a non partecipare alle apparizioni.

I punti oscuri

  1. Identità del veggente: gli articoli di giornale non sono concordi sul cognome del veggente, indicato a volte in “Palio”, a volte “Palo”, più spesso “Pailo”. In quest'ultima forma appare nei volantini distribuiti dai fedeli, ed è quindi per questa sua “ufficialità” che lo abbiamo considerato come il vero nome del veggente. Durante le indagini è nato il dubbio che “Pailo” sia in realtà uno pseudonimo, usato forse per proteggere il veggente dai curiosi. Il dubbio si è acuito con la scoperta che anche uno dei fedeli che organizzano le preghiere si chiama Eugenio. Ovviamente non è pensabile che i giornalisti chiedano i documenti a tutte le persone che intervistano o su cui scrivono articoli, ma si è ritenuto comunque difficile che di tanti giornalisti nessuno abbia controllato le sue fonti, neanche con i semplici “trucchi del mestiere” di giornalista, ed abbia semplicemente riportato le parole dei fedeli senza verifica. Si è quindi concluso che Eugenio Pailo sia con molta probabilità il vero nome del veggente, tenendo fermi i piccoli dubbi residui.
  2. Prima apparizione: il fatto che il veggente abbia dei contatti con un entità che solo lui può vedere e sentire non è argomento di interesse CICAP, in quanto affermazione non falsificabile scientificamente. La prima apparizione, però, presa singolarmente potrebbe essere considerata come fenomeno mysterioso, data la sua somiglianza con fenomeni UFO di varia natura. I soci del CISU hanno raccolto negli anni un'ampia casistica di fenomeni luminosi, spiegati e non, che hanno avuto diverse interpretazioni metafisiche a seconda della cultura e della religione dei testimoni. Nell'esperienza del CISU accade frequentemente che in soggetti “predisposti” una fenomenologia celeste dia l'avvio ad una visione metafisica che si protrae anche per molto tempo dopo la fine dell'evento “scatenante”. La prima apparizione di Stupinigi avrebbe tutte le caratteristiche per far parte di questo tipo di esperienze. Il problema è che gli unici dati certi che abbiamo sono il luogo, la data e l'ora dell'apparizione, ma in quella data al CISU non risultano fenomeni di interesse ufologico. Di solito infatti un fenomeno naturale, come per esempio una meteora o un bolide, oppure artificiale, come un pallone meteorologico, è osservato da decine di testimoni, anche a grande distanza fra loro (non è raro che un fenomeno sia osservabile per esempio in tutto il nord Italia). Ma quel giorno nessun altro segnalò nulla di anomalo in cielo. Rimangono altre possibili fonti di luci notturne, come per esempio i trattori che di notte lavorano nei campi, ma dato che sono passati quattordici anni da quel giorno risulta impossibile trovare oggi testimoni attendibili che possano confermare o smentire l'effettiva presenza di luci anomale a Stupinigi.
  3. La statua ritrovata: secondo i fedeli in un messaggio la Madonna avrebbe indicato al veggente dove trovare una sua immagine. Nel punto indicato, non molto lontano dal luogo delle apparizioni, coperta dalle sterpaglie venne ritrovata una statua raffigurante la Madonna di Lourdes, posta in quel luogo da un fedele cinquant'anni prima. La vicenda ad un occhio scettico sembra però poco miracolosa, sia perché la statua non era sepolta ma solo coperta dalle erbacce, ed il veggente avrebbe potuto notarla durante una passeggiata nei dintorni del luogo delle apparizioni sia perché cinquant'anni non sono un tempo così grande e il veggente avrebbe potuto aver visto quella statua anni prima ed essersi ricordato della sua presenza. Gli stessi fedeli affermano di sapere quando e da chi sia stata posta la statua, forse perché vi era un'iscrizione apposta o forse perché qualcuno ricordava quei fatti. Inoltre, secondo altri racconti, la statua sarebbe stata donata da un anonimo fedele.
  4. I fenomeni ottici: i fedeli riferiscono di “miracoli” come il sole che pulsa, che si ferma, che si sdoppia, che cambia colore o altro. Tutti questi fenomeni sono ampiamente conosciuti e possono essere dovuti al semplice fissare il sole troppo a lungo (retinopatia solare). I fedeli allegano una foto un cui il sole si trova all'interno di un disco luminoso, ma questa foto ritrae con ogni probabilità un riflesso delle lenti che compongono l'ottica della macchina fotografica usata. L'assenza di testimonianze multiple documentate e concordanti non permette di indagare meglio questi presunti fenomeni.
  5. L'interessamento della Chiesa: alcune fonti citano l'interesse della Curia sull'accaduto. In un articolo il veggente afferma che la Curia gli ha consigliato il riserbo sull'accaduto (secondo altre fonti il silenzio gli sarebbe stato ordinato) e negli annunci su Internet si riferisce che la Chiesa Cattolica ha istituito una commissione di indagine sul fenomeno. Alla nostra richiesta vie e-mail la Segreteria del vicariato Generale della Curia di Torino si è trincerata dietro la riservatezza indicata dal Magistero. Non è quindi possibile sapere se esista veramente questa commissione e se sia giunta ad una qualche conclusione.

Conclusioni

L'indagine ha contribuito alla ricostruzione cronologica degli avvenimenti che hanno circondato le presunte apparizioni mariane, fornendo una serie di riferimenti documentati attraverso i quali farsi un'idea più precisa degli avvenimenti.
Parallelamente, non è stato identificato nessun fenomeno paranormale direttamente investigabile.
Altre indagini potrebbero seguire alcuni filoni aperti da questa indagine. Sarebbe interessante monitorare l'evolversi dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti di Eugenio e dell'apparizione, approfondire lo studio dei fenomeni ottici provocati dal sole sulle fotografie e verificare che alla data della prima apparizione non fosse effettivamente possibile vedere qualche luce brillante nel cielo.

Ringraziamenti

Questa indagine è stata supportata dal punto di vista documentario da Paolo Fiorino e Gianpaolo Grassino.



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