Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Leggende in rete

Lauril solfato di sodio: nemico o amico?

In rete oramai girano molti e-mail allarmanti, basati sugli argomenti più disparati, quasi sempre sono leggende metropolitane di nessun fondamento, di seguito è mostrata una di queste e-mail, che demonizza uno dei più comuni tensioattivi, utilizzato in quasi tutti i detersivi.

> fai molta attenzione alla mail che mi è arrivata.....
> Controlla gli ingredienti sulle bottiglie di shampoo e controlla se
> contengono una sostanza chiamata SODIUM
> LAURETH (o lauryl) SULFATE, o semplicemente SLS.
> Questa sostanza si trova nella maggior parte degli shampoo, i produttori
> la usano perche. fa molta schiuma ed e. economica.
> Ma il fatto È che l'SLS si usa per strofinare i pavimenti dei garage ed è
> molto forte.
> È anche provato che puo. provocare il cancro a lungo andare, e questo
> non è uno scherzo. Livello di cancerosita È pari a quello del benzene.
> Il VO5, Palmolive, Paul Mitchel, il nuovo shampoo della Hemp
> contengono questa sostanza. Allora ho chiamato
> una ditta e gli ho detto che il loro prodotto contiene una sostanza che fara.
> venire il cancro.
> Hanno risposto:“Si , lo sappiamo, ma non possiamo farci niente perché
> abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre la schiuma”.
> Anche il dentifricio Colgate contiene quella sostanza per sostanza per
> produrre le bolle.
> Dicono che mi manderanno delle informazioni La ricerca ha dimostrato
> che negli anni '80 le probabilita. di prendere il cancro erano 1 su 800 e
> ora, negli anni '90, sono 1 su 3, e cio è molto preoccupante.
> Così spero che prendiate questa lettera sul serio e la passiate a tutti quelli
> che conoscete, nella speranza
> di impedire di provocarci il cancro..
> La cosa è seria, dopo che avete letto questa lettera cercate di informare
> tutti quelli che potete.
> Contengono quella sostanza:
> Shampoo dell'Antica Erboristeria
> Bagnoschiuma Bionsen
> Bagnoschiuma Nivea
> Collutorio L'Angelica
> Shampoo Clear
> Shampoo Garnier
> Shampoo L'Oreal
> Dentifricio Macleens Extrafresh
> Dentifricio Oral-B Sensitive Fluoride
> Dentifricio AZ verde protezione carie
> Shampoo OSMOSE e BIOPOINT
> Non so quelli dell'Erbolario, con l'occasione ho scoperto che non hanno
> gli ingredienti sulla confezione.
> SE HAI ANCORA DUBBI LEGGI “SALUTE” IL SETTIMANALE DI
> REPUBBLICA SULLA SALUTE DEL 9 NOVEMBRE 2000. ALLA
> PAG 40 - 41 (riquadro verde in alto al centro) TROVERAI UN ARTICOLO
> CHE PARLA PROPRIO DI QUESTA SOSTANZA.
> CONCLUSIONE: NESSUNO NEGA LA PRESENZA DI TALE
> SOSTANZA, MA LA GIUSTIFICANO; ANZI, PER MOTIVI PURAMENTE
> ECONOMICI, DICONO CHE LE BASSE DOSI SAREBBERO
> ININFLUENTI, MA UNA BASSA DOSE CON LA DOCCIA,UNA PER
> LAVARE I DENTI , UNA PER LAVARE I CAPELLI ..... A LUNGO
> ANDARE QUANTO FA?
> E SE COLORO CHE GIUSTIFICANO L'UTILIZZO DI TALE SOSTANZA
> INVECE DI PENSARE ALLA SALUTE DEI CONSUMATORI
> PENSASSERO SOLO A NON FARE ANDARE IN ROVINA LE
> MULTINAZIONALI?
> Ti consiglio di cliccare su inoltra e inviare questa mail a tutti quelli
> che conosci.

Si tratta di un messaggio originato negli Stati Uniti intorno al 1998 e che circola da allora in varie forme, in almeno quattro lingue; si diffonde con lo stesso meccanismo (e per ragioni analoghe) delle leggende metropolitane. Chiaramente, questo non implica automaticamente che il contenuto sia falso; in questo caso specifico, tuttavia, lo è. Prima di entrare nel merito dei contenuti, qualche aspetto comune a voci di questo genere.

  • L'indizio più forte di tutti è proprio il tipo di messaggio, cioè un avvertimento. È proprio dello “Xerox-lore", cioè dei testi che, di fotocopia in fotocopia, vengono diffusi per avvertire di un possibile pericolo; con l'avvento del Web, la fotocopiatrice è stata sostituita dalla posta elettronica. I due più celebri sono quello sugli additivi alimentari (completamente falso), quello sui "tatuaggi" o sulle "figurine" all'LSD (basata su elementi reali, ma completamente travisati) che hanno circolato a lungo negli anni '70 e '803. Si differenziano dalle "leggende urbane" propriamente dette in quanto non hanno struttura narrativa, anche se la ragione della diffusione è analoga a quella delle leggende dette "cautionary tales", cioè avvertire di un "supposto" pericolo; il fatto che sia la paura, in generale, a muovere questa forma di comunicazione è, ovviamente, testimoniato dalla rarità di voci "positive"4. Il messaggio, una volta originato non si sa da chi e non si sa come, si propaga poi perché "la rumeur est une nouvelle”5 importante e da cui può dipendere la salute.
  • Il messaggio contiene un rinvio ad autorità di qualche genere: il supplemento Salute di Repubblica, in questo caso, ma l'anno scorso era un numero verde di un ospedale americano, che tuttavia dichiarava di non saperne nulla. La prima versione era “benedetta” da una dottoressa Michelle Hailey della University of Pennsylvania la quale, manco a dirlo, non ne sapeva nulla.
  • Cita poi qualche dato numerico per dare una parvenza di rigore (tra l'altro, una versione che sta circolando in francese riporta 1 su 8000 invece di uno su 800, ad esempio) L'apparente ricchezza di dettagli (in special modo quantitativi o, almeno apparentemente, verificabili come i nomi e indirizzi di poco sopra) fornisce credibilità al testo1.
  • Gli errori (più spesso di ortografia nei testi in inglese, di sintassi o di logica in quelli in italiano) mostrano come “la precisione apparente del testo si accompagna ad una certa incomprensione degli elementi, l'essenziale essendo il messaggio nella sua globalità, la sua credibilità e la necessità di diffonderlo”.2
  • Fa un elenco di prodotti che lo contengono, citandone misteriosamente alcuni e non altri (praticamente qualunque shampoo o sapone liquido ne contiene). Ricordate, all'epoca dello “Xerox-lore”, l'ormai celebre volantino fotocopiato “dell'Ospedale Villejuif di Parigi” sugli additivi alimentari? Riportava, nella versione in italiano anche se non in quella francese, un elenco del genere (e notate il rinvio all'autorità!) Anche qui, l'intento di chi racconta è fornire autorevolezza al testo.
  • Il contenuto conferma alcuni modelli mentali (anche qui, non necessariamente ingiustificati!) di chi legge: il sospetto nei confronti delle sostanza chimiche che non si conoscono, l'idea della grande industria che “complotta” incurante della salute dei consumatori. Un messaggio può circolare più facilmente se suscita forti “assonanze cognitive”, come quando supporta i preconcetti di chi lo trasmette.
Come scrivevo sopra, una voce che si propaga in questo modo non è necessariamente falsa; l'appello per la ragazza nigeriana che circola in questi giorni ha molte delle caratteristiche di una leggenda metropolitana (anche se di tipo differente), ma è tristemente vera. Bisognerà vedere se sarà ancora in giro tra qualche mese o anno8, a faccenda conclusa; come quello per le cartoline al bambino malato terminale. Circola ancora anni dopo il raggiungimento del record auspicato con più di cento milioni di cartoline, l'operazione e la guarigione di Craig Shergold (oggi ha, se non sbaglio, ventidue anni) e numerosi appelli da parte della Royal Mail per far cessare la pioggia di cartoline...
Il Sodio Laurilsolfato (SLS) ed il Sodio Lauriletere Solfato (SLES, sono due sostanze differenti) sono effettivamente usati in praticamente tutti i detergenti, per uso personale o meno, in commercio; e sono effettivamente irritanti (come, peraltro, la capsicina del peperoncino che fa così bene). In più, SLS è leggermente purgativo. Ma questi sono i soli rischi (noti) per la salute: almeno tre differenti agenzie (OSHA, che si occupa della sicurezza nel lavoro, il National Toxicology Program NTP e l'International Agency for Research on Cancer IARC) non hanno classificato SLS o SLES né nella categoria dei cancerogeni noti né in quella dei “ragionevolmente probabili“ (anche se questo non vuol certo dire che nelle liste non ci possano andare a finire in futuro). La classificazione nella stessa categoria del benzene, semplicemente, non esiste6. Ho letto anche che è stato classificato nella categoria dei “probabilmente NON cancerogeni”, ma non sono riuscito a trovare la fonte originale; le indagini proseguono. Questo non significa “non sono cancerogeni se a basso dosaggio”; significa “non sono cancerogeni” punto e basta. Al massimo, una irritazione ripetuta e continuativa può provocare alcune forme di cancro, ma a questo punto è cancerogeno anche l'elastico delle mutande. A quanto sostiene Barbara Mikkelson, una possibile origine del messaggio è un caso degli anni '70, in cui alcune partite di shampoo furono contaminate da nitrosamine (che sono, queste sì, cancerogene), provenienti proprio da un laurilsolfato differente, che da allora non è più usato.7
Ciò non significa che si possa bere allegramente un bicchierino di SLS puro tutte le sere prima di andare a dormire, né che future ricerche possano scoprire qualche effetto, ma certo l'allarme suscitato dal messaggio non è giustificato. A meno che non siate produttori di shampoo “naturali”, "olistici" o "ayurvedici", i cui siti web riportano quasi sempre il testo…

Saluti a tutti e buon anno, per piacere NON forwardate a cinque amici questo articolo perché tanto non porta fortuna.

Stefano Bagnasco
Responsabile Progetto Scuole CICAP Piemonte
Contatti: bagnasco@to.infn.it

Note

  1. J. H. Brunvand, The Vanishing Hitchhiker. American urban legends and their meaning. New York: Norton (1981) Pagg. 95 e seguenti.
  2. V. Campion-Vincent, J. B. Renard, Légendes urbaines. Rumeurs d.aujourd.hui Paris: Payot (1992).Pag. 197.
  3. C. Bermani, Il bambino è servito. Leggende metropolitane in Italia. Bari: Dedalo (1991)
  4. S. Casillo, Le false voci sui prodotti e i marchi industriali. Napoli: Liguori (1996) Pagg. 37 e seguenti.
  5. J.-N. Kapferer, Rumeurs: le plus vieux média du monde. Paris: Seuil (1987) Pagg. 56 e 60.
  6. Ad esempio: National Toxicology Program, Report on Carcinogens, 9th edition Washington: EHIS (2000).
  7. B. Mikkelson, http://www.snopes.com/toxins/shampoo.htm
  8. In effetti, ha continuato.


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