Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Pensieri sulla magia

Storia, tradizioni e suggestioni del pensiero magico

Per definizione, la magia è l'arte che, per mezzo di pratiche occulte, pretende di produrre accadimenti diversi da quelli che accadrebbero naturalmente.
Sin dall'antichità la mentalità magica ha segnato profondamente la mente dell'uomo primitivo, dando origine ad una cultura di forte impronta dualistica, dove bene e male venivano contrapposti.
Questo culto consolidato, istaurava un vero iter rituale anche nell'intento di dominare la natura per fini pratici, materiali, separati nettamente dalle prime istanze religiose.
Col nascere delle prime civiltà, veniva a contatto con le religioni monoteiste (nella Genesi e nel Levitico ci sono severe proibizioni di riti magici) tanto da entrarne in contrasto.
Nel mondo classico greco e romano, la magia era un miscuglio di pratiche di culture diverse, orientali, prevalentemente di tradizione egizia (i papiri magici), a dimostrazione di quanto qualsiasi cultura, dominante o meno, sia soggetta al sincretismo.
La figura del mago (il nome deriva dalla tribù dei Magoi, popolazione dei Medi in cui i membri forse appartenevano alla classe sacerdotale) si impone come continuatore e rinnovatore della figura dello sciamano, mezzo e strumento tra immanente e trascendente, conoscitore di riti dove la parola, formulata nell'iter simbolizzante della gestualità, acquisisce forza autonoma, creativa e magica, ed è usata come una sorta di amuleto a protezione della persona.
Dalla parola si passa al segno e nascono i "Filatteri", sorta di segni rituali tracciati sul corpo con funzione di protezione; una tradizione prima demonizzata nell'Antico Testamento, poi trasformata in segno religioso (testi dell'Antico Testamento parlano di prescrizioni religiose portate sul corpo come talismani) e nuovamente rientrata nella pratica magica, arricchita di un apparato culturale ricco di elementi dialettici sacri.
La magia, così arricchita, si fonde con l'esoterismo, una dottrina che non può essere comunicata ai non iniziati, diventando un sistema di credenze religiose-filosofiche, con alla base pratiche e tecniche occulte, complesso linguaggio criptico di segni e simboli che raccolgono significati molteplici, percepibili unicamente da quelli che conoscono il sistema di comunicazione.
Il Medioevo, con la sua cultura religiosa dominante, ha demonizzato certe esperienze esoteriche, perché considerate portatrici di negatività, identificate come eresie, comportanti l'intervento di un essere diabolico e per questo condannabile con tutti i mezzi.
Con l'Inquisizione medievale (XIII secolo) si apre un periodo di intensa attività di lotta per contrastare l'eresia e il malcostume, ricorrendo, come mezzo lecito, anche alla tortura (stabilito dal papa Innocenzo IV con una bolla nel 1252). Nonostante le persecuzioni la magia e l'esoterismo sopravvissero sia negli ambienti cristiani, sia in quelli ebraici; le dottrine cabalistiche, sorte antecedentemente al cristianesimo ma sistematizzate nel XIV secolo, fornirono la base ideologica per l'uso dei talismani, di scongiuri e per credenze sul potere di alcuni rabbini di dar vita a una statua (golem) per mezzo di un talismano recante un versetto biblico.
Questo sviluppo dottrinale, da considerarsi come un prodotto culturale fortemente intimistico e attuabile unicamente nell'ambito delle persone che ne conoscono il complesso linguaggio, ha portato alla formazione di associazioni come i Templari, i Rosacroce e i Massoni, fortemente demonizzati dalla religione cristiana.
Lo sviluppo della scienza ha però ribaltato questo mondo interiore e, sviluppandosi unicamente in senso materiale, ha portato alla laicizzazione dell'esoterismo, determinando l'apertura alle prerogative dell'arte magica che ha ossessionato, con l'idea dell'ignoto e l'immaginazione, anche i nostri poeti e i nostri romanzieri.
Come si vede la magia riceve il proprio senso storico dal processo culturale in cui è inserita ed è vista, erroneamente, come il sistema che offre la soluzione dei conflitti che scaturiscono dall'impotenza dell'uomo ad affrontare i rischi, le sue nevrosi, le angosce esistenziali, con il solo ausilio della conoscenza.
Quest'umanità irrazionale e esasperata che accetta come realtà ogni forma di magia, di mitologia, di divinazione, dovrebbe affidarsi maggiormente alla conoscenza che la rivoluzione scientifica ha operato e dimostrato nella costruzione del nostro benessere, della nostra libertà e della democrazia; tutte conquiste che non sarebbero potute accadere senza lo smascheramento di quei privilegi che l'ignoranza ha nutrito per secoli.
Senza presunzione, nell'atavico bisogno di trovare risposte alle tante domande quotidiane, dovremo considerare cosa la scienza, libera dai lacci di natura religiosa, ha prodotto in quattro secoli rispetto la magia.
Non tutto è da scartare, naturalmente, e non bisogna mettere sullo stesso piano magia, miti e leggende che formano il prodotto culturale che l'uomo ha elaborato dal momento in cui ha raggiunto la sua più ampia consapevolezza.
Bisogna però dare una giusta collocazione a quest'espressività, a quella forza astrattiva che risiede in quell'"Io" modulare che è il cervello, dove irrazionale e razionale convivono soggetti alla complessa rappresentazione della realtà che lo circonda; questo "Io", messo in crisi dalla sua consapevolezza, ha proceduto alla costruzione di un immaginario che lo ha visto effetto di una causa trascendente necessaria alla sua sopravvivenza, ma ha anche prodotto quel disincanto che ha permesso all'uomo di arrivare al più alto gradino di umanità.

Mario Perazzini



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