Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Il Santo Graal a Torre Canavese

Il 16 aprile l’Associazione Servizi Ambiente di Castellamonte ha ospitato una conferenza di Mariano Tomatis dal titolo “Tracce del Graal in Canavese”. Superiore alle aspettative la partecipazione del pubblico: chi è giunto con troppo poco anticipo non ha trovato liberi né un posto nel parcheggio né una sedia in sala.
Dopo una breve introduzione la parola è passata a Mariano, che ha mostrato ai circa centocinquanta spettatori come sia possibile, pur partendo da fatti storici assolutamente documentati, forzarne il significato fino a dare apparente credibilità ad ipotesi totalmente fantasiose.
In un breve libro scritto per scherzo nel 19961, Mariano sostiene che il Santo Graal 2 si trovi attualmente nascosto a Torre Canavese. La preziosa reliquia sarebbe stata trovata dai Templari in Terra Santa, e sarebbe stata all’origine della potenza dell’Ordine. Entrati in possesso del Graal, i marchesi di Monferrato3 l’avrebbero portato in Piemonte. La reliquia sarebbe stata conservata dapprima ad Ivrea, poi a Torre Canavese (ritenuta più sicura), ove si troverebbe nascosta ancora oggi. Prova della presenza del Graal sarebbero i numerosi riferimenti presenti in dipinti ed affreschi della zona.
Molti hanno dato credito alla fantasiosa teoria di Mariano, scambiandola per una tesi storicamente fondata. Nel 1998 il comune di Torre Canavese ha tra l'altro promosso ed ospitato un convegno nazionale intitolato "Alla ricerca del Graal".
Sebbene in un'appendice al libro sia esplicitamente dichiarata la natura goliardica dello scritto, qualcuno continua a credere alle bizzarre tesi in esso esposte. Su molti siti Torre Canavese è citata come probabile nascondiglio del Graal, accanto alle più celebri Montségur, Torino4, Genova, Bari, San Galgano, Valencia...
Esitono in commercio molti libri, alcuni di grande successo, i cui autori sostengono di aver scoperto la collocazione del Graal: se le "solide prove" su cui si basano queste opere fossero effettivamente tali, la reliquia si troverebbe in decine di luoghi contemporaneamente.
Dopo un breve intervallo, Mariano ha illustrato il procedimento da seguire per creare un falso storico come quello da lui elaborato. Queste tecniche, usate più o meno coscientemente da moltissimi autori, si possono così riassumere:

  • partire da dati storici fondati, citando fonti autorevoli, al fine di dare apparente credibilità anche a tesi inverosimili;
  • collegare i fatti documentati in modo che dagli episodi così riassemblati sembri conseguire la tesi che si vuole sostenere, anche quando le connessioni risultino essere del tutto arbitrarie;
  • attribuire il carattere di prova all’assenza di prove (“Nei documenti ufficiali non esiste alcun accenno che indichi che i Monferrato custodivano il Graal? Beh, è ovvio che chi vuole rimanere in possesso di un oggetto così prezioso e bramato da tutti cerchi di mantenere il segreto…”);
  • trovare significati simbolici ovunque sia possibile: in questo senso ogni segno vagamente rassomigliante alla croce patente5 è stato interpretato da Mariano come segno inequivocabile del passaggio dei Templari.

Quasi tutti gli spettatori si sono mostrati molto divertiti dalle trovate di Mariano, che ha tra l’altro dimostrato di avere una notevole fantasia (tra le altre cose è riuscito partendo da un’iscrizione ad attribuire ai Templari conoscenze di fisica delle particelle), ma potevamo dubitarne?.

Note

  1. Il libro è integralmente consultabile all’indirizzo http://www.marianotomatis.it/torre/torre.php
  2. Il Santo Graal, di cui si inizia a parlare intorno all’undicesimo secolo, sarebbe una reliquia dalle doti miracolose. Quasi tutti lo identificavano con un calice: per qualcuno sarebbe stata la coppa usata durante l’ultima cena, per altri vi sarebbe stato raccolto il sangue di Cristo (per altri ancora entrambe le cose). Vi era però chi riteneva che il Graal fosse una pietra, o una gemma, o ancora un libro. Tutti però erano concordi sul fatto che il Graal desse poteri immensi a chi ne fosse in possesso.
  3. La presenza dei marchesi di Monferrato in Palestina ed i loro rapporti con i Templari sono un fatto storicamente documentato. Nel 1191 Corrado di Monferrato fu incoronato re di Gerusalemme. Suo padre Guglielmo V partecipò alla seconda crociata e, a meno che non si tratti di un’omonimia, fu precettore dei Templari ad Antiochia.
  4. Il nascondiglio del Graal sarebbe presso la chiesa della Gran Madre.
  5. Simbolo templare.

Claudio Pastore



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