Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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I cerchi delle streghe

Se in prato vedete comparire una misteriosa traccia di forma più o meno circolare, non pensate subito ai segni lasciati da un disco volante, o ai cerchi prodotti dalle streghe, come potrebbe suggerire il nome di “cerchi delle streghe” che di solito è associato a queste formazioni. Chiedete consiglio ad un naturalista, e la risposta vi potrebbe stupire.
Ma andiamo per ordine, iniziando con una visita presso uno dei cerchi: uno di quelli più noti in Piemonte si trova a Villa Tornaforte, nei pressi di Cuneo, dove nei prati è possibile trovare numerose formazioni, a cerchio e semicerchio; un altro fenomeno simile è stato recentemente segnalato al CICAP Cuneo nei pressi di Demonte. Il sopralluogo in questo caso ha mostrato un tracciato irregolare, che si rinnova ad ogni anno in primavera, sia pure con entità sempre più ridotta.
Secondo le leggende medievali, questi cerchi segnavano il luogo dove le streghe avevano danzato durante un rito notturno. La tradizione varia però da paese a paese: in inglese ad esempio vengono chiamati fairy circles (cerchi delle fate) o elf circles (cerchi degli elfi), a seconda della creatura magica che li avrebbe creati; oltre a fate, elfi e streghe, ci sono anche altre creature magiche che vengono chiamate in causa, diverse da paese a paese, in una tradizione che è presente in tutta Europa.
In ogni caso si tratterebbe di luoghi da cui tenersi lontani, a rischio di incorrere in una maledizione, o addirittura di venire catturati dalla fate danzanti e rimanere loro prigioniero. Anche gli erbivori percepirebbero queste zone come pericolose ed eviterebbero di brucarvi l'erba. I cerchi si sono guadagnati anche un posto nella letteratura: nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare una fata racconta al folletto Puck dei cerchi che traccia in onore della sua regina.
Il fenomeno resta comunque interessante, perché molto spesso il tracciato dei cerchi è alquanto regolare, anche se con il tempo lo stesso cerchio ha la tendenza ad allargarsi e a deformarsi. Cos'è allora che provoca i cerchi? I naturalisti hanno scoperto da tempo il vero responsabile: si tratta di funghi, più precisamente di basidiomiceti saprotrofi, che consumano rapidamente i nutrimenti del terreno, provocando talora la morte dell'erba. In alcuni casi si può però verificare l'effetto opposto: il fungo emette sostanze che favoriscono la crescita dell'erba, che diventa più rigogliosa. La forma più o meno regolare dipende solitamente dalle caratteristiche del terreno: se questo è sufficientemente omogeneo, come è il caso del giardino di un parco, i funghi si sviluppano in maniera più regolare; su un terreno più disuguale, come quello del prato di Demonte, la crescita è più irregolare.

Come mai allora i funghi non si vedono? La risposta è sottoterra, ed è sorprendente: i funghi che vediamo nei boschi e portiamo sulle nostre tavole, sono in realtà solo una parte della colonia presente nel terreno. Il “corpo” di questi funghi è composto da filamenti molto sottili, non visibili ad occhi nudo, detti ife ed il loro insieme forma il micelio; ad apparire in superficie sono solo i corpi fruttiferi del fungo.
Questa rete può essere molto intricata, ed estendersi anche per alcune centinaia di metri; potrebbe quindi capitare di passeggiare in un bosco e di incontrare sempre lo stesso fungo anche in luoghi distanti fra loro. I corpi fruttiferi del fungo sono visibili in alcuni casi anche nei pressi dei cerchi delle streghe, ma per la maggior parte dell'anno è presente solamente la struttura sotterranea che non è visibile.



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