Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Rol: un fenomeno torinese

È possibile indagare scientificamente i fenomeni attribuiti a Rol?

Rol e la fisica: una porta chiusa

Tutto quel che ci rimane di Rol sono le sue opere letterarie e artistiche e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Anche se le sue doti umane e intellettuali sono innegabili, certamente il maggiore contributo alla fama che ne ha fatto un'icona dell'immaginario torinese viene dalle "facoltà" espresse in molteplici occasioni e che - secondo i racconti dei testimoni - superavano di gran lunga quelle dei comuni mortali. Sebbene non si fosse mai riconosciuto nel lessico della parapsicologia, è certamente da questa branca del sapere che dobbiamo prendere a prestito i termini per descrivere gli esperimenti di Rol: nei ricordi di chi lo vide all'opera si identificano casi di telepatia, telecinesi, chiaroveggenza e precognizione, oltre che di coincidenze straordinarie e di teletrasporto.
Con la sua morte, una valutazione scientifica diretta di queste facoltà è divenuta impossibile poiché i fenomeni correlati non sono riproducibili. Né mentre era in vita Rol espresse mai il desiderio di essere esaminato da una commissione scientifica (nonostante i ripetuti inviti da parte di Arturo Carlo Jemolo e del professor Granone). "La scienza non può ancora analizzare lo spirito" fu la sua risposta ad ogni invito.
Che dire, dunque, delle affermazioni straordinarie che lo riguardano?
In primo luogo va ricordato, a costo di essere noiosi, che le testimonianze oculari non hanno potere probatorio nelle scienze fisiche, né esiste una corrispondenza perfetta tra ciò che viene percepito e raccontato e ciò che è avvenuto nella realtà; sono ben note le illusioni sensoriali di cui tutti siamo quotidianamente vittime, e anzi, una disciplina scientifica, la psicologia cognitiva, indaga proprio sulle distorsioni nella percezione del mondo e nei ricordi di situazioni vissute in prima persona.
Le scienze fisiche, a cui fanno capo i fenomeni attribuiti a Rol, non possono limitarsi a raccogliere delle testimonianze, ma devono entrare in contatto diretto con il fenomeno studiato per depurare da qualsiasi soggettività le esperienze analizzate. Le affermazioni su Rol riguardano fatti così straordinari che - se realmente avvenuti - aprirebbero una porta sul mondo del paranormale e amplierebbero enormemente il campo di studi della scienza.
Ma se per affermazioni ordinarie le testimonianze sono sufficienti e possono - in certe circostanze, come nei tribunali - avere valore probatorio, per affermazioni senza precedenti come quelle che riguardano Rol sono necessarie prove ben più solide. In caso contrario l'intero corpus delle testimonianze su Rol, per quanto autorevole, mantiene un grande interesse umano ma purtroppo non può avere alcuna utilità scientifica.

Illusionista o sensitivo?

Non necessariamente, però, i racconti su Rol sono da ricondurre a falsi ricordi.
Ecco un esempio. Immaginate che qualcuno racconti questo episodio:

"Rol ha fatto acquistare un mazzo di carte da uno di noi. Appena dissigillato, Rol glielo ha consegnato perché lo mescolasse. Appoggiato il mazzo sul tavolo con il dorso in alto, ha annunciato il colore rosso. Voltata la prima carta, questa era rossa. Ha poi detto nero, e la carta successiva era realmente nera. È andato avanti così, indovinando tutte le 52 carte soltanto osservandole dal dorso."
Uno scettico potrebbe spiegare il fatto ipotizzando di trovarsi di fronte ad un falso ricordo o ad una testimonianza incompleta. Magari, direbbe, il tavolo era di vetro e specchiava la faccia delle carte, elemento andato perduto dai ricordi del testimone.
In un caso del genere, soltanto un prestigiatore può affermare se può trattarsi di un ricordo preciso. In questo specifico caso è proprio così: il fatto può essere avvenuto proprio nei termini descritti dal testimone, e non c'è affatto bisogno di supporre la presenza di altri elementi (come "superfici a specchio") per spiegare come Rol avrebbe potuto eseguire tale esperimento.
In effetti Rol mostrò più volte questo fenomeno, forse sfruttando l'ingegnoso principio One Way molto conosciuto nell'ambiente della prestigiazione.
Ho scritto "forse" perché non sappiamo se Rol utilizzasse un trucco, come fanno i prestigiatori, o se avesse davvero la facoltà della chiaroveggenza, così da vedere in modo paranormale le carte. Un prestigiatore deve necessariamente limitarsi ad osservare gli effetti prodotti e chiedersi come sarebbe possibile riprodurli con l'arte dell'illusionismo. La possibilità di riprodurre un effetto straordinario per mezzo della prestidigitazione non implica che il sensitivo che afferma di ottenere lo stesso effetto per via paranormale sia un truffatore.
È però vero che se un prestigiatore si accorge di poter riprodurre un effetto straordinario in un modo esteriormente indistinguibile da quello di un sensitivo, può sorgere qualche dubbio sulla soprannaturalità dell'effetto originale.
Se poi il sensitivo fa delle affermazioni a riguardo di "forze sconosciute" che la scienza non può ancora capire, è lecito che uno scienziato - dopo essersi rivolto al prestigiatore per scoprire le vie attraverso cui si può creare l'illusione di un effetto miracoloso - desideri andare alla radice di tali "facoltà" e predisponga i controlli in modo da evitare che possano occorrere fatti estranei (volgarmente detti "trucchi") nel corso dell'avvenimento paranormale. Dopotutto, se il sensitivo avesse ragione, lo scienziato avrebbe un'occasione favolosa per espandere i propri orizzonti culturali.
Rol disse più volte che la scienza non poteva spiegare quel che lo circondava e gli avvenimenti di cui era artefice (o "intermediario", per utilizzare un termine che preferiva, ritenendosi una "grondaia" attraverso la quale lo spirito si rivelava). L'affermazione era oltremodo appropriata: la scienza non poteva spiegare quel che avveniva intorno alla sua persona perché ne era tenuta al di fuori. Il rifiuto dei laboratori scientifici quali giudici delle sue facoltà era totale. Il suo pubblico, inoltre, era composto da persone del tutto ignare dei meccanismi dell'illusionismo e della prestidigitazione, in particolare della branca del mentalismo. Il mago Silvan non fu mai accettato nella sua casa, né il torinese Alexander andò mai oltre un amichevole dialogo con lui.
I sostenitori di Rol non sembrano avere dubbi. Scrive Giuditta Dembech: "Tutti noi abbiamo ammirato la bravura di Silvan […] nel fare a pezzi la ragazza nella cassa per poi tirarla fuori indenne; trucchi ben riusciti e ben congegnati permettono di fare qualunque cosa. Rol non ne ha bisogno perché utilizza il suo spirito".
Come detto in precedenza, lo studioso di oggi non ha alcun modo per smentire l'affermazione della Dembech, a proposito dello "spirito" quale artefice dei prodigi compiuti da Rol. Può soltanto fare un'analisi delle testimonianze che sono state raccolte sul personaggio e disegnare uno scenario coerente.
Come già visto in precedenza, si deve fare molta attenzione a "bollare" i ricordi come "falsi" o "distorti". Si deve, infatti, tener presente che basta l'incompletezza per indebolire tali testimonianze; eccone un esempio. Mi chiamò una volta un amico dicendomi di aver assistito ad una dimostrazione di presunta chiaroveggenza da parte di un signore che affermava di riuscire a "vedere" attraverso delle tazze. Disponeva tre tazzine da caffè su un tavolo e chiedeva che qualcuno, a sua insaputa, mettesse un oggetto sotto una delle tazze. Passando una mano sulle tazze, senza toccarle, questi riusciva ad individuare in quale delle tre era occultato l'oggetto. Il fenomeno aveva certamente dello straordinario, ed in effetti il modo in cui mi era stato raccontato non si prestava a facili interpretazioni su ricordi "falsi" o "distorti". Poi mi ricordai di un libro di Martin Gardner, il prestigiatore scettico cofondatore con James Randi e Paul Kurtz dello CSICOP, che avevo letto tempo prima (si tratta di Enigmi e giochi matematici vol.5, Editrice Sansoni). Gli elementi in gioco erano gli stessi, tre tazzine ed un oggetto qualsiasi. L'esperimento in questione si basava su una semplice considerazione matematica, ma richiedeva a chi metteva l'oggetto sotto la tazza un movimento particolare, indispensabile per la riuscita del gioco. L'amico mi confermò che tale mossa era stata eseguita durante l'esperimento del signore. Certamente quel movimento non era rimasto vivo nel ricordo del mio amico, e aveva tutta l'aria di essere ininfluente ai fini della riuscita dell'effetto. Si trattava, invece, del nucleo stesso del gioco, ma soltanto un prestigiatore avrebbe potuto risalire a questo ricordo e a metterne in luce l'importanza fondamentale nel resoconto da dare su quanto avvenuto.
Ancora oggi non so se quel signore possieda realmente il dono della chiaroveggenza. Mi chiedo soltanto perché dovesse aggiungere quella particolare mossa alla sequenza di occultamento dell'oggetto, quando un vero chiaroveggente avrebbe potuto individuare l'oggetto senza quel semplice artifizio

Come diventare Rol

Immaginate di essere invitati ad una festa in una lussuosa villa della collina torinese. Ad un certo punto della serata vi alzate con il pretesto di andare alla toilette, e - mentre attraversate un corridoio - vi avvicinate ad un quadro; lo staccate dal muro e, sulla parete bianca, apponete una grossa firma. Rimesso a posto il quadro, tornate tra gli invitati e riprendete la conversazione. Ad un tratto lanciate un misterioso sospiro, come se una parte spirituale di voi si fosse "staccata" dal vostro corpo e avesse raggiunto la stanza accanto. "Il mio nome… il mio nome sul bianco…" potreste sussurrare. Poi, come risvegliati da questa brutta esperienza, guardate la padrona di casa e le chiedete se per caso ci sia in qualche altra stanza un quadro fatto così e così. Lei riconosce la descrizione e vi conduce al quadro: quando lo sollevate, tutti possono ammirare la vostra firma sul muro bianco.
Come racconterebbero questo episodio i convitati? Probabilmente nessuno si ricorderà del momento in cui siete stati alla toilette, né penserà mai che una persona seria come voi abbia potuto prendere un pennarello e scrivere su un muro… via! sono cose da bambini! Lo spirito… dev'essere stato lo spirito!
Un fatto analogo è attribuito a Gustavo Rol. Durante una festa "comparve" dietro un quadro la sua firma. Siamo ben lungi dall'affermare che Rol abbia utilizzato un metodo del genere. Eppure è proprio l'aspetto così "infantile" e "insolito" della tecnica descritta che la rende difficile da immaginare. Ma prima di accettare l'impossibile, va valutato anche l'improbabile…
Sono moltissimi i mentalisti che, in passato, hanno proposto veri e propri "miracoli" basati - almeno nel 90% dei casi - su tecniche simili a quella descritta. È sufficiente leggere le biografie di Chan Canasta o Dunninger (per citare due tra i più grandi mentalisti del secolo) per accorgersi di ciò che la fantasia umana permette di realizzare se messa a frutto con ingegno e savoir faire.
Né, una volta letti i principali manuali di cold reading, appare così straordinaria la capacità che aveva Rol di "leggere" in modo corretto e preciso nella mente e nel passato delle persone che incontrava. Anche in questo campo sono moltissime le tecniche per ottenere su gente sconosciuta una serie enorme di informazioni da "vendere" poi in modo avvincente ed emozionante.
A questo proposito non va sottovalutato il contesto "emotivo" negli esperimenti presentati da Rol. Nel corso delle serate trascorse con lui non si sapeva in anticipo se sarebbe avvenuto qualche "miracolo" o se invece l'anziano signore si sarebbe limitato ad intrattenere gli ospiti con riflessioni culturali e filosofiche. Quando giungeva il momento, era maestro nel librare gli animi degli astanti su note poetiche e atmosfere solenni, né si abbassava in alcun modo ad usare la terminologia dei prestigiatori per presentare i suoi effetti. L'idea di un "trucco" cui fare attenzione per eventualmente scorgerlo era del tutto assente negli astanti e Rol non ne faceva nemmeno lontano riferimento, creando così un ambiente nel quale qualsiasi "artifizio" sarebbe potuto passare inosservato. C'è da dire, inoltre, che era sempre lui a gestire spazi e tempi delle "esibizioni": gli ambienti erano quasi sempre le sale di casa sua, luoghi - ovvero - sotto il suo controllo completo, e i momenti mai prevedibili. Insomma, la libertà di movimenti che aveva Rol nel presentare i suoi effetti sarebbe il sogno di ogni prestigiatore; nella realtà gli illusionisti si devono esibire in momenti e luoghi stabiliti dagli impresari, con gli occhi del pubblico mirati alla scoperta del trucco e costantemente puntati sulle loro dita.

"Io c'ero!"

Se anche Gustavo Rol cercava di tenere lontani i prestigiatori, in un'occasione si esibì - a propria insaputa - di fronte ad uno di loro. A metà degli anni Ottanta il quotidiano "La Stampa" aveva organizzato a Torino una settimana di scambi culinari con altre regioni. La manifestazione, dal titolo "Torino Centro Tavola", si teneva in alcuni ristoranti del centro. Per animare le serate erano stati ingaggiati diversi artisti: musicisti, attori e prestigiatori. Marco Aimone, prestigiatore professionista del Circolo Amici della Magia di Torino nonché Bachelor di una delle Università della Magia più prestigiose al mondo, la Silvan Magic Academy, aveva appena terminato il suo spettacolo in un ristorante di via Mazzini e stava smontando.

"Erano le 21.30 circa. Mi ero cambiato e il gestore del ristorante mi aveva offerto la cena. Avevo preso posto a un tavolino d'angolo, e davanti a me si apriva tutta la sala. Dopo alcuni minuti entrò una comitiva, tra cui spiccava Gustavo Rol: amico personale del gestore del ristorante, avrebbe cenato in un tavolo sul lato opposto della sala, esattamente di fronte a me. Avrei desiderato avvicinarmi, ma sapendo che in presenza di prestigiatori non si sarebbe esibito, dovetti tenermi a debita distanza. Si sedettero e, dopo un po', lo vidi pasticciare con un tovagliolo appartenente alla signora che gli sedeva accanto."
A questo punto Marco Aimone descrive una avanzata tecnica da mentalista che gli parve di scorgere, che qui non presenteremo ma si può trovare su qualsiasi manuale avanzato sul mentalismo (uno per tutti l'enciclopedico Thirteen Steps to Mentalism di Tony Corinda). "Dopo averlo visto armeggiare in quel modo mi aspettavo che quel tovagliolo prima o poi sarebbe entrato in scena. Nessuno ci aveva fatto caso, perché il suo movimento era un particolare che soltanto un prestigiatore abituato a far cadere l'occhio sui punti caldi dell'azione avrebbe potuto notare. Né egli aveva annunciato che quel tovagliolo sarebbe diventato l'oggetto centrale dell'esperimento che stava per eseguire. Dopo un po' Rol fece spazio sul tavolo con le mani, accantonando tutte le stoviglie che aveva davanti, e iniziò un lunghissimo discorso di carattere filosofico, con uno stile lontanissimo da quello di un mentalista classico - a tratti addirittura noioso per me che attendevo il "miracolo". Interrogò più volte gli astanti, finché una donna pronunciò - per qualche motivo che non ricordo - la parola amore. Erano trascorsi almeno venti minuti dall'inizio della conversazione e dalla strana manipolazione del tovagliolo. Ad un tratto Rol esclamò qualcosa del tipo: "Lo spirito ha materializzato questa parola" e raccolse un tovagliolo: era proprio quello manipolato in precedenza. Al centro dello stesso, compariva - scritta a matita - la parola amore. In seguito il discorso si spostò sull'arte torinese, in particolare sull'architettura delle chiese cittadine. Dopo averne citate un buon numero, qualcuno (forse Rol stesso) nominò una chiesa particolare. Al che Rol interruppe la conversazione attirando l'attenzione di tutti sulla sua tasca, dalla quale estrasse un santino della chiesa appena nominata. Forse disse qualcosa sul fatto che si era materializzato in quel momento, ma non fu avvenimento che mi stupì più di tanto."

Un punto di incontro?

Il 22 maggio 2000 è stata costituita una associazione, denominata "Associazione Scientifica Gustavo Adolfo Rol", il cui oggetto e scopo è, secondo gli Statuti del gruppo, "l'esclusivo perseguimento di finalità di interesse sociale nel settore della ricerca scientifica svolta direttamente ovvero affidata ad università, enti di ricerca e organizzazioni con la collaborazione di studiosi, docenti universitari, professionisti, esperti nel settore della fisica, chimica, medicina, biologia, teologia, filosofia, arte." In particolare, l'Associazione si prefigge di dimostrare scientificamente l'esistenza di leggi fisiche ancora non spiegate che sarebbero alla base delle straordinarie facoltà che Rol avrebbe dato mostra di possedere. L'interesse del CICAP per una simile iniziativa è certamente grande, e credo che nessuno scienziato si tirerebbe indietro di fronte alla possibilità, offerta dall'Associazione, di poter "riprodurre in modo sperimentale e verificabile quei fenomeni che sono patrimonio della scienza di domani e prerogativa naturale dell'Uomo" - per utilizzare i termini stessi dell'Associazione.
Dovrebbe essere nelle sue stesse intenzioni mettere in atto tutti i controlli necessari ad evitare quei possibili meccanismi di inganno di cui abbiamo parlato sopra.
E ci spiace che il il sito Web dell'Associazione, www.gustavorol.it, si esprima in questi termini: "Immaginiamo il sorriso degli scettici, e ce ne rallegriamo, perchè anche far sorridere è un'opera umanitaria..."
Prendendo le distanze dal sorriso sarcastico che ci viene attribuito, non possiamo che esprimere un sorriso di speranza, primo passo per una collaborazione che potrebbe svolgersi non tra due ideologie nemiche ma tra due gruppi accomunati dalla ricerca dell'evidenza scientifica, al di là di qualsiasi possibile illusione ed inganno.

Mariano Tomatis
Mentalista prestigiatore, studia e lavora nel campo dell'informatica
Contatti: tomatismariano@hotmail.com

Si ringrazia Andrea Ferrero per la collaborazione.



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