Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


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Sindone: la voce di un sindonologo

Baima Bollone a Farigliano rivela i segreti racchiusi nella Sindone

Venerdì 17 novembre a Farigliano (CN), preso la Biblioteca Civica, si è tenuto un incontro con il prof. Pierluigi Baima Bollone, ordinario di Medicina Legale all'Università di Torino e autore di 120 pubblicazioni scientifiche e 15 libri di notevole diffusione su vari argomenti legati alla medicina legale e alla criminologia. Baima Bollone, che si autodefinisce "l'ultimo epigono di Lombroso", ha presentato il suo più recente libro «Sindone e scienza all'inizio del 3° millennio» (ed. La Stampa) in cui ha affrontato l'annoso problema dell'autenticità del Sacro Lino.

Bollone ha illustrato le teorie esposte nel suo libro, che si vuole proporre come un approfondito trattato di sindonologia; applicando le diverse discipline scientifiche legate alla medicina legale e chiamando in causa, tra le altre, anche l'archeologia e l'esegesi biblica, si dovrebbe arrivare alla conferma dell'autenticità della reliquia.

In primo luogo Baima Bollone ha analizzato il tipo di lenzuolo: un telo di lino dall'ordito estremamente particolare, con cuciture di cui si trovano esempi soltanto nella Rocca di Masnada, dove avvenne l'ultima strenua resistenza degli Ebrei contro i Romani. Il tipo di tela, le analisi sulle essenze vegetali e sui pollini, il tipo di polveri trovate sulla Sindone porterebbero a restringere la provenienza di questa reliquia all'area della Palestina di 2000 anni fa.

Il docente ha proseguito poi prendendo in esame il tipo di impronta che è, a suo avviso, inequivocabilmente quella di un cadavere le cui ferite (comprovate dalle tracce di liquido ematico) corrispondono esattamente a quelle della Passione di Gesù. Inoltre il tipo di sepoltura, come verrebbe confermato dalle tombe coeve trovate a Qumran e Masada, sarebbe di quelle in uso proprio in quel periodo in Palestina. Altra conferma per la datazione la si avrebbe da due monete scoperte sulle palpebre e sull'arcata sopraccigliare del defunto: da un'attenta analisi computerizzata si è scoperto trattarsi di monete presumibilmente fatte coniare da Ponzio Pilato intorno al 30 d.C.

Inoltre, i pollini e le essenze dimostrerebbero che le impronte sulla Sindone risalgono a un periodo primaverile, probabilmente intorno alla Pasqua ebraica.

Baima Bollone ha poi ricostruito il percorso storico della Sindone: la comparsa del Sacro Lino a Costantinopoli, la probabile appartenenza ai templari e le vicende che lo hanno portato a Torino.

Assai interessanti anche le ipotesi su tracce della Sindone in periodi precedenti, consistenti in volti del Cristo sindonico impressi su monete o dipinti in affreschi e la probabilità che il cosiddetto Mandylion, la reliquia che viene collocata nel secolo VII, sia in realtà la Sindone stessa.

L'ultima parte della relazione riguardava gli studi effettuati sulla Sindone in anni recenti; Bollone ha fortemente contestato le analisi del carbonio 14 che daterebbero la Sindone in epoca medioevale: i discutibili criteri di prelievo dei campioni e l'errato trattamento statistico dei dati forniti dai test (eseguiti da tre laboratori indipendenti) avrebbero comportato il macroscopico errore di datazione.

Un vivace dibattito ha seguito la relazione: si sono evidenziate perplessità su vari aspetti a partire dall'effetto "calco" che mancherebbe nel Sacro lino, e dubbi sulle incisioni presenti sulle monete. L'oratore, malcelando una certa irritazione soprattutto in seguito ad alcune precise obiezioni da parte dello scrivente, ha risposto alle domande, spiegando, fra l'altro, il metodo più probabile con cui si sarebbe impressa l'immagine sindonica: la combinazione delle esalazioni organiche del cadavere con l'albe e gli olii di conservazione.

Bollone ha dato prova di essere un ottimo oratore, anche se, purtroppo, la conferenza è stata condotta come una sorta di relazione: poco tempo per le domande del pubblico e, soprattutto, la discussione non è stata sufficientemente stimolata.

Nulla di nuovo è stato presentato, e tutte le "inconfutabili prove" che sono state portate avanti si sono rivelate essere le medesime che vengono proposte dagli "autenticisti" ormai da molto tempo.

Maurizio Casti
maurizio.casti@tin.it
 fisico, progettista digitale
Antenna CICAP per Niella Tanaro (CN) e Gorgonzola (MI)



Sindone
Ricerca scientifica e pseudoscientifica sul telo conservato nel Duomo di Torino


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