Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è un'organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze.


Crop circles piemontesi - Stagione 2005

Anche quest'anno in terra piemontese sono apparse alcune figure tracciate nei campi di cereali: a Macello si trattava di un semplice disco; a Roddi di tre cerchi; a Caravino ha l'aspetto di un piccolo sistema planetario, composto da un corpo centrale e da tre orbite esterne; ignota la forma del cerchio di Canove di Govone, avvistato domenica 10 luglio;è una complessa stella a sette punte la formazione di Monteu da Po, anch'essa avvistata il 10 luglio. Lunedì 11 luglio il settimanale "La voce del Canavese" ha parlato di una formazione che sarebbe apparsa nel mese di giugno a Mazzè e che non sarebbe stata fotografata se non dopo la trebbiatura; secondo la giornalista - la traccia consisteva in tre cerchi disposti a triangolo. La formazione più recente è quella segnalata il 24 luglio ad Alessandria.
I "segni" trovati nel novarese sono i meno significativi perché non mostrano alcuna simmetria o disegno riconoscibile; vengono ricordati in questa pagina soltanto perché qualche giornale li ha legati al fenomeni Crop Circles.

L'unica formazione la cui paternità è certa è quella comparsa a Bra (CN) la notte tra il 2 e il 3 luglio:

In quell'occasione il CICAP ha offerto agli allievi del IV Corso di indagine scientifica del presunto paranormale la possibilità di creare un vero crop circle in un campo di grano. Per sapere com'è andata, visitate L'esercitazione del corso del CICAP.

La forma delle tracce

Ecco una ricostruzione grafica delle tracce ritrovate in Piemonte nel 2005 di cui si ha una testimonianza fotografica:


Macello


Roddi


Caravino


Bra


Monteu da Po


Alessandria

Le dichiarazioni di autenticità

Quasi tutti i crop circles comparsi nel corso del 2005 nella nostra regione sono stati ritenuti opera umana. Fa eccezione il cerchio di Macello, che secondo Giovanna De Liso non sarebbe opera di un burlone. Le prove di quanto afferma sarebbero tre:

  • L'assenza di tracce d'ingresso al campo
  • L'intreccio a "nido d'uccello", con andamento rotatorio in senso orario
  • L'allungamento dei nodi delle spighe

L'assenza di tracce d'ingresso al campo

Durante l'indagine dell'anno scorso presso il crop circle di Fossano avevamo già dimostrato che è possibile aggirarsi per un campo di grano senza lasciare alcuna traccia di passaggio: è sufficiente camminare lungo le tramlines - ovvero le tracce lasciate dalle ruote dei trattori dove non sono cresciute piante. Rimandiamo dunque all'indagine 2004, dove abbiamo pubblicato anche qualche fotografia dell'esperimento.

Intreccio a nido d'uccello

L'intreccio a nido d'uccello è esattamente quanto si produce con la tecnica dell'asse sotto il piede: la pressione meccanica eseguita in senso rotatorio non crea l'effetto domino (che invece è osservabile nei tratti rettilinei dei crop circles) ma l'effetto "nido d'uccello". E' sufficiente una prova pratica per rendersene conto.

L'allungamento dei nodi delle spighe

Quando si accede all'interno di un crop circle, le spighe coricate che si raccolgono mostrano delle vistose pieghe sui nodi. Se si prova a piegare manualmente una spiga in un nodo, questa si spezza oppure la spiga si appiattisce senza allungare il nodo. Ecco un confronto tra un nodo allungato "naturalmente" (a sinistra) e ad uno forzato "manualmente" (a destra):

L'esperienza di ritrovare nodi piegati in quel modo è sorprendente per chi non conosce bene la natura delle spighe e il comportamento che hanno quando vengono "allettate" da una forza meccanica (quale può essere il vento, la pioggia o l'asse di legno di un circlemaker).

Tre di questi quattro campioni sono stati raccolti all'interno di un campo di grano in cui era transitata un'automobile:

Sulle due tracce lasciate dagli pneumatici, le spighe piegate mostravano caratteristiche diverse. Il campione indicato con il numero 3, invece, proveniva da un punto all'esterno delle due tracce, ed è stato piegato manualmente per mostrare la differenza rispetto alle pieghe "naturali".

Cos'ha provocato l'allungamento dei nodi nei campioni 1, 2 e 4 (che nel primo caso ha quasi raggiunto l'angolo di 90 gradi)?

Il fenomeno è noto agli agronomi come fototropismo: molti organismi vegetali tendono a dirigersi naturalmente verso gli stimoli luminosi. Nel caso delle spighe, dopo che una sollecitazione meccanica le ha coricate, queste tendono a rialzarsi facendo forza sui nodi:

L'allettamento notturno della spiga

Effetto diurno del fototropismo, con la fotografia di un particolare

Le spighe che riescono ad alzarsi, si trovano poi sollevate rispetto al piano del terreno. Altre si intrecceranno naturalmente fra di loro, formando degli estetici effetti "canestro". Il tutto senza l'intervento di forze sconosciute.

Il fototropismo non è l'unica causa dell'allungamento dei nodi: esistono anche ragioni patologiche legate alla natura delle spighe coinvolte.

Per un approfondimento circa il piegamento dei nodi, si veda l'articolo di Grassi et al. sotto.

La posizione del CICAP sull'origine dei "Crop Circle"

La distinzione tra genuinità o meno di un crop circle non è ben definita. Non esistendo alcun ente di certificazione di autenticità delle formazioni né un definitivo criterio stabilito per capire se una serie di cerchi nel grano sia opera umana o no, esistono diversi atteggiamenti. Il CICAP ha una posizione ben precisa, e dichiara che la paternità delle formazioni nel grano è umana fino a prova contraria; molti altri gruppi, ufologici o meno, e i sostenitori della misteriosità del fenomeno trovano invece un vantaggio nel non prendere posizione. Il CICAP esprime una propria tesi, accettando il rischio che possa essere contestata; i sostenitori della misteriosità del fenomeno, invece, hanno in genere poco interesse a pronunciarsi sulla genuinità delle singole formazioni perché questo esporrebbe gli eventuali “esperti” a essere smentiti dagli autori delle stesse.

Il CICAP ritiene che la giusta chiave di lettura sia quella di interpretare i crop circles come espressioni artistiche, e che dietro a tutto questo non ci sia nulla di paranormale o alieno, ma un folto gruppo di artisti che approfittano dell'oscurità per dare vita ad una vera e propria forma di “Land Art”, seppure avvolta da un affascinante alone di mistero.

Un elemento molto evidente fra gli altri, a riprova dell'origine umana delle formazioni, è l'evoluzione progressiva, da semplici cerchi in disegni via via più complicati. Ciò mostra chiaramente delle abilità umane all'opera.

È infatti possibile riscontrare nell'evoluzione delle formazioni la presenza di idee artistiche che vengono iniziate, esplorate, portate all'esasperazione e poi abbandonate, così come in qualsiasi attività artistica umana.

Quello in corso è il terzo anno del fenomeno in Italia; nel corso del 2004 sono state segnalate più di 15 formazioni, alcune delle quali sicuramente più complesse di quelle del 2003. Il fenomeno potrebbe crescere nei prossimi anni ed è facile prevedere che le formazioni diventeranno sempre più articolate. Una delle qualità umane, d’altronde, è proprio cercare di migliorarsi sempre.

Cerchi nel grano: una pubblicazione scientifica del CICAP

Il numero 19 del Journal of Scientific Exploration (JSE vol. 19/2 Estate 2005) contiene un articolo intitolato "Balls of Light: The Questionable Science of Crop Circles" che vede come autori Francesco Grassi, Claudio Cocheo e Paolo Russo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).

L'articolo rivede in chiave critica le ipotesi contenute in tre articoli scritti rispettivamente da W.C. Levengood (1994), W.C.Levengood & N.P. Talbott (1999) e da E.H. Haselhoff (2001). Questi tre articoli suggerivano il coinvolgimento di qualche genere di radiazione elettromagnetica durante la formazione dei cerchi nel grano di cui sono attualmente considerati il "punto di riferimento scientifico".

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