Un supermarket della fede

  • In Articoli
  • 31-03-2017
  • di Riccardo Bottazzo
img
Mi capita di accompagnare scolaresche con i loro insegnanti nei luoghi simbolo di quell'immane tragedia che fu la guerra balcanica. Tappe obbligate sono la capitale della Bosnia ed Erzegovina, Sarajevo, teatro del sanguinoso assedio che si protrasse per quasi 4 anni, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996; Srebrenica, piccolo paese incastrato nel fondo di una stretta vallata dove nel luglio del '95 furono massacrati 8372 (stima in costante aggiornamento man mano che si recuperano ed identificano nuovi resti) civili bosniacchi senza che il contingente Onu che aveva l'incarico di proteggerli intervenisse in loro difesa; Tuzla, capoluogo dell'omonimo cantone della federazione bosniaca, dove, ad assedio concluso, nel maggio di quello stesso anno, una ultima granata uccise 71 ragazzi che festeggiavano la fine delle ostilità.

Il viaggio che organizzo senza scopo di lucro, in collaborazione con l'ass[...]

L'articolo completo, come alcuni di quelli pubblicati sugli ultimi 4 numeri di Query, è disponibile solo per gli abbonati. Se vuoi leggerlo per intero, puoi abbonarti a Query Se invece sei già abbonato, effettua il login.
Tutti gli altri articoli possono essere consultati qui . Grazie.