A caccia di fantasmi

La tecnologia dei moderni "acchiappafantasmi" si fa sempre più sofisticata: ma serve a qualcosa?

Sul numero di dicembre 98-gennaio 99 della rivista New Scientist, è stato pubblicato un articolo, a firma Andy Coghlan, dedicato ai "cacciatori di fantasmi".

L'articolo illustra una rassegna delle più moderne tecniche e dei dispositivi più sofisticati impiegati nelle indagini su fenomeni spiritici. Infatti, come afferma l'investigatore di fantasmi Randy Liebeck del New Jersey, in questo settore: «Ci sono stati più progressi negli ultimi due decenni, che nei passati 200 anni».

Rivelatori di campi elettromagnetici, termometri a infrarossi, contatori Geiger, macchine fotografiche e telecamere sensibili nelle varie regioni dello spettro elettromagnetico e binocoli a visione notturna fanno oramai parte del classico armamentario di ogni buon cacciatore di fantasmi. Non mancano apparecchiature appositamente costruite come lo SPIDER (Spontaneous Psychophysical Incident Data Electronic Recorder), inventato da Howard Wilkinson, psicologo in pensione dell'Università di Nottingham e veterano dell'investigazione spiritica. Si tratta di uno scatolone della grandezza di un televisore da cui partono lunghi fili simili alle gambe di un ragno (da cui il nome), capace di attivare una macchina fotografica o una videocamera non appena i sensori avvertono qualcosa di anomalo.

Per evitare di alimentare facili illusioni in coloro che credono ai fantasmi, diciamo subito che nessun abitante dell'al di là, al momento, è stato immortalato (è proprio il caso di dirlo) su pellicola. Tuttavia, l'articolo del New Scientist, illustra altri dati sui quali varrebbe la pena approfondire gli studi. Secondo Loyd Auerbach dell'American Society for Psychical Research, ad esempio, nelle zone dove si sarebbero verificati avvistamenti di fantasmi sarebbero state rilevate ampie fluttuazioni di campi magnetici con picchi fino a 100 milligauss (contro 1 o 2 milligauss normalmente presenti). Michael Persinger, della Lurentian University di Sudbury nell'Ontario, sostiene che queste variazioni di campi elettromagnetici possono indurre allucinazioni, quali visioni di fantasmi, esperienze fuori del corpo e, addirittura, rapimenti da parte di alieni. Di parere analogo è anche William Roll, psicologo della State University della West Georgia, che, in un luogo dove erano stati avvistati fantasmi, rilevò la presenza di disturbi magnetici causati da particolari fenomeni geologici. Wilkinson e Gauld hanno addirittura pubblicato un lavoro (Proceedings of the Society for Psychical Research vol 57, p. 275) in cui vengono messe in correlazione molte apparizioni, verificatesi dalla metà dell'ottocento fino a oggi, con le fluttuazioni del campo magnetico terrestre. A favore della teoria delle allucinazioni prodotte da eventi fisici, l'articolo del New Scientist cita pure l'ipotesi di Vic Tandy di cui abbiamo parlato in un precedente intervento (S&P 22: 9).

Decisamente meno plausibili appaiono le ipotesi sulla natura materiale dei fantasmi. Ad esempio, Dave Oester, cofondatore dell'International Ghost Hunters Society a Crooked River, Oregon, sostiene che i fantasmi possiedono una massa e una densità. Secondo Oester, i fantasmi rimarrebbero in uno stato latente finché le fluttuazioni di campi elettromagnetici fornirebbero "il combustibile energetico" che consentirebbe loro di manifestarsi. L'apparizione dei fantasmi, infatti, secondo altri investigatori sarebbe associata a una brusca diminuzione di temperatura e questo, secondo Oester, sarebbe interpretabile con la sua "fantasiosa" teoria.

Poco credibile appare anche l'affermazione di William Roll, secondo la quale alcune apparizioni di fantasmi sarebbero associate a insolite rilevazioni di radioattività o quella di Liebeck che afferma di aver rilevato raggi gamma (a meno che qualche furbone non abbia utilizzato sostanze radioattive per creare insolite luminescenze da spacciare per fantasmi).

Liebeck è riuscito addirittura a classificare i fantasmi in due categorie. Ci sarebbero gli hauntings che apparirebbero senza interagire con le persone e con l'ambiente. Esisterebbero poi le apparitions, che interagirebbero invece con gli umani e mostrerebbero di possedere un'intelligenza. Per meglio spiegarsi Liebeck azzarda addirittura un paragone tecnologico: «Un haunting è come un nastro video preregistrato, mentre un'apparition è come una videoconferenza» (sic).

I cacciatori di fantasmi, inoltre, sfatano molti luoghi comuni. Innanzitutto non è vero che le apparizioni siano più frequenti in vecchi edifici fatiscenti: i fantasmi sembrerebbero preferire le case nuove. Inoltre non è vero che i fantasmi siano cattivi o demoniaci: essi, quasi sempre, manifestano un carattere benevolo, quasi materno, simile a quello di un angelo custode.

Nel complesso l'articolo desta molte perplessità, tanto più che è stato pubblicato su una rivista di divulgazione scientifica. Particolarmente allarmate è un'affermazione conclusiva. L'autore riconosce che il pericolo di trucchi e imbrogli è costantemente presente. Ma, osserva, se tanti scienziati dedicano il loro tempo e il loro entusiasmo allo studio dei fantasmi chissà che non emerga qualcosa di autentico. Affermazione rischiosa che può essere facilmente confusa con il solito luogo comune: se tanta gente ci crede, qualcosa di vero ci deve pur essere.