Lo strano UFO di Maury Island

Come Kenneth Arnold, il primo avvistatore di UFO, cadde vittima della "più sporca beffa" nella storia dell'ufologia

  • In Articoli
  • 11-03-2002
  • di Sergio de Santis

Come Kenneth Arnold, il primo avvistatore di UFO, cadde

vittima della "più sporca beffa" nella storia dell'ufologia

Il 24 giugno 1947 un imprenditore dell'Idaho, Kenneth Arnold, in volo con il suo aereo privato su Mount Rainier nello stato di Washington avvista nove oggetti che sfrecciano nel cielo, compiendo evoluzioni incredibili.

Questo avvistamento (che precede di oltre una settimana lo storico crash di Roswell) è considerato da molti il primo episodio della lunga serie che farà del 1947 l'anno uno della ricca era ufologica post-bellica.

È Arnold, fra l'altro che, in un'intervista alla stampa, propone per la prima volta quel termine flying saucers (o discs) che poi attecchirà anche in tutto il resto del mondo (come "dischi volanti" in italiano, soucoupes volantes in francese e platillos voladores in spagnolo ) sino all'avvento del più scientifico acronimo UFO.

Ma Arnold è anche protagonista di un altro episodio meritevole di menzione. Alcune settimane dopo lo storico "incontro ravvicinato" del 24 giugno, e nel pieno dell'ondata di nuovi avvistamenti che sta percorrendo l'America, il commerciante dell'Idaho viene contattato da Ray Palmer, editore di una rivista di fantascienza, Amazing Stories, pronta a pubblicare anche articoli giornalistici a proposito di true mysteries della nostra epoca.

Palmer ha infatti ricevuto da un amico e collaboratore Fred Crisman la segnalazione di uno strano episodio avvenuto nei cieli di Tacoma Harbor (Washington) e vorrebbe che Arnold conducesse un'investigazione sul posto per accertare la veridicità e l'interesse dell'avvenimento, offrendogli 200 dollari per le spese e l'eventuale copertura giornalistica.

Non appena giunto sul posto, Arnold è accolto da Fred Crisman e Harold Dahl che si presentano come membri della locale guardia costiera. L'episodio che vogliono riferire e di cui sono pronti a fornire prove materiali è avvenuto il 21 giugno, cioè tre giorni prima del volo di Arnold su Mount Rainier. Quella mattina Dahl, accompagnato dal figlio, due uomini di equipaggio e un cane, si è avvicinato con l'imbarcazione all'isola disabitata di Maury Island nello stretto di Puget a circa tre chilometri dal porto di Tacoma. Il cielo è coperto, con banchi di nubi a circa mille metri d'altezza. All'improvviso, dal mare di nuvole sbucano sei oggetti volanti che si abbassano sino a circa 150 metri. Gli oggetti hanno forma di ciambella (doughnut) con un diametro di circa 30 metri. Sono color argento, dotati di oblò tutt'attorno all'orlo e perfettamente silenziosi. Uno degli oggetti volanti sembra in difficoltà, mentre gli altri gli girano attorno. Finalmente, uno di essi stabilisce un contatto con l'aeromobile in avaria per circa 5 minuti. Poi, dal buco centrale del disco volante cominciano a cadere lastre di metallo, seguite da una pioggia di materiale nerastro. E alla fine tutti gli oggetti (compreso quello in difficoltà, evidentemente riparato) si dileguano a velocità fantastica.

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I detriti sono caduti sulla spiaggia dell'isola, sulla superfice del mare e anche sull'imbarcazione, dove il cane rimane ucciso mentre il figlio di Harold viene ustionato al braccio da un frammento di metallo rovente. Campioni dei due diversi tipi di materiale vengono raccolti sulla spiaggia da Dahl, che durante l'episodio aereo ha avuto l'accortezza di scattare una serie di fotografie.

Nei giorni successivi le foto vengono sviluppate e mostrano chiaramente i dischi volanti, anche se stranamente velati: come se la pellicola fosse stata esposta a qualche tipo di radiazione. Inoltre, Dahl viene avvicinato, mentre sta pranzando, da un uomo in abito scuro (il primo MIB o Man-in-Black nella storia dell'ufologia, poi destinato a gloriosa proliferazione negli anni successivi) che si dimostra perfettamente al corrente di quanto è accaduto e gli ingiunge - indovinate un po' - di non raccontare a nessuno quel che ha visto, a scanso di sgradevoli conseguenze per lui e la sua famiglia. Ma Crisman, con cui Dahl si è confidato appena tornato a riva, gli consiglia di ignorare la minaccia e spiattella tutto a Ray Palmer, dando l'avvio all'inchiesta giornalistica.

Arnold è così interessato dal racconto da chiedere la consulenza di un amico, E. J. Smith - pilota delle United Airlines e lui pure protagonista di un avvistamento di disco volante - che subito si precipita a Tacoma. L'incontro di Arnold e Smith con la coppia Crsiman/Dahl si svolge in una stanza d'albergo. I materiali recuperati vengono sottoposti a esame e giudicati di origine sconosciuta. Le foto invece non vengono esibite perchè "smarrite" da Crisman a cui erano state affidate in custodia.

La storia si complica con una serie di telefonate misteriose e minacciose ad Arnold da parte di uno sconosciuto presumibilmente in nero (ma la mancanza di un videotelefono non consente di esser sicuri), che gli fanno capire che ogni parola pronunciata nella stanza d'albergo è stata captata e registrata dagli ur-MIB presenti a Tacoma.

Arnold però non si lascia intimidire e informa il tenente Frank Brown dell'USAF intelligence nella base di Hamilton (Cal) con cui aveva aveva avuto contatti al tempo del suo precedente avvistamento su Mount Rainier.

Il 31 luglio 1947 il tenente Brown, accompagnato dal capitano William L. Davidson, atterra con un B-25 della USAF nella base di McChord e si precipita a incontrare Arnold & C. I due ufficiali esaminano i detriti raccolti da Dahl, ma non esprimono alcuna opinione, come se avessero capito immediatamente di cosa si trattava, e si limitano a prelevare il materiale, evidentemente per analisi più approfondite.

In tutta fretta, Brown e Davidson tornano al campo base di McChord da dove decollano sul loro B-25 dopo un colloquio con il locale ufficiale della USAF intelligence, portando con sé una misteriosa valigetta, probabilmente piena dei detriti raccolti a Maury Island. Ma il B-25 non arriverà mai a destinazione, perchè un motore s'incendia e l'aeroplano si schianta al suolo, uccidendo sul colpo i due ufficiali.

Sull'episodio l'USAF intelligence e altre agenzie (fra cui probabilmente l'FBI) avviano un'inchiesta che si conclude senza che ne vengano rese pubbliche le risultanze. E anche l'"incontro ravvicinato" di Maury Island viene archiviato nel 1949, con forti dubbi sulla sua veridicità, dalla commissione d'inchiesta nota come Project Sign convocata dalla USAF per indagare appunto sull'ondata di avvistamenti del 1947.

Così il "Mistero di Maury Island" finisce fatalmente per entrare a pieno titolo nella storia dell'ufologia non solo come prima apparizione dei MIB ma anche come primo caso di cover-up governativo sull'argomento.

La "sporca" verità

La verità sulla storia viene rivelata solo nel 1956 nel volume del capitano Edward J. Ruppelt, The Report on Unidentified Flying Objects. Ruppelt è stato a capo del USAF Project Investigating Flying Saucers dal 1951 al 1953 - anno in cui è andato in pensione - e il suo libro è definito "veritiero", "classico della letteratura ufologica" e "fra i più letti e citati sull'argomento" dal Dizionario enciclopedico di ufologia a cura del membro del Centro Ufologico Nazionale (CUN) Franco Ossola.

Nel suo libro, Ruppelt dedica al "Mistero di Maury Island" ampio spazio, limitandosi a coprire con pseudonimi o con l'anonimato i vari protagonisti (tutti oggi identificabili e identificati senza possibilità di malintesi).

Ecco il risultato dell'indagine condotta dall'USAF Intelligence/FBI nel 1947. Il Mistero di Maury Island è stato soltanto una beffa, un hoax, anzi the dirtiest hoax in UFO history ("la più sporca beffa nella storia degli UFO").

Crisman e Dahl - che non facevano affatto parte della guardia costiera ma semplicemente possedevano una barca che utilizzavano per raccogliere e rivendere il legname galleggiante al largo di Tacoma Harbor - hanno infatti "ammesso... che l'intera faccenda era stata una beffa (had admitted that the whole thing was a hoax)".

Non hanno fatto alcun avvistamento, non hanno raccolto alcun detrito, non hanno scattato alcuna fotografia, non sono stati avvicinati da nessun MIB e sono stati loro a effettuare le telefonate misteriose ad Arnold.

I due ufficiali della USAF intelligence si sono resi subito conto che i materiali offerti in esame erano semplicemente pezzi di lamiera aeronautica in normale alluminio e frammenti di roccia lavica: e se ne sono andati senza dir niente perché avevano davvero "capito tutto" ( cioè che il "mistero" era una beffa) e non volevano far perdere la faccia ad Arnold e al suo amico pilota civile, non coinvolti nella mistificazione.

Nella misteriosa valigetta era contenuto solo materiale classificato non connesso con il caso, che era stato loro affidato per il trasporto ad Hamilton dal loro collega della base di McChord al quale avevano comunicato il loro convincimento a proposito della "beffa di Maury Island". Il crash dell'aereo era stato del tutto accidentale, e l'inchiesta era stata archiviata senza troppo chiasso perché non sussistevano elementi sufficenti per un'incriminazione della coppia Crisman/Dahl, data la loro completa estraneità all'incidente aereo.

A differenza di Arnold e Smith, il direttore di Amazing Stories, Ray Palmer era stato invece probabilmente complice nella mistificazione, ma neanche per lui erano emersi elementi a carico sufficenti per una qualsiasi azione penale.

Tutto finito? Non proprio. "Maury Island: nasce il cover-up" è infatti il titolo di un articolo dedicato al caso da Ufo X Dossier, la raccolta di fascicoli diretta da Roberto Pinotti e pubblicata da Fabbri editori nel 1997.

La tesi è quella di rigore: "il caso di Maury Island... non può essere ritenuto una burla o una mistificazione" e la sua archiviazione - malgrado il parere contrario di Arnold (!) e di Palmer (!) non è altro che un precoce caso di cover-up. Nell'episodio resta "inquietante" solo la presenza di Crisman, presentato come agente segreto al servizio della Cia, coinvolto in "depistaggi e inquinamenti" oltre che coinvolto - e quando mai - nel tourbillon delle varie piste connesse nientemeno che con l'assassinio del presidente Kennedy.

Sarà. Peccato che dal suo curriculum sia omesso che Crisman era anche un noto "cacciaballe", autore di un articolo per Amazing Stories dove si presentava come protagonista di uno scontro a fuoco in una caverna abitata da una malvagia razza sotterranea; e soprattutto che aveva "ammesso" (leggi confessato) di aver confezionato l'intero dirty hoax di Maury Island.

Come dire che anche i nemici dei cover-up, qualche volta nel loro piccolo (come le formiche) non disdegnano dal far ricorso ai loro piccoli cover-up personali.

 

 

Per saperne di più:

Mike Dash, Al di là dei confini. Corbaccio Milano 1999 (Borderlands 1998) pp.145, 492.

John Keeel, "The Maury Island Caper" in H. Evans & J. Spencer (editors), UFO's 1947- 1987: The Forty Years for Explanation. Fortean Times, London 1987

"Maury Island nasce il cover-up" sta nella raccolta Ufo X Dossier a cura di Roberto Pinotti, Fabbri editori Milano 1997.

Franco Ossola, Dizionario enciclopedico di ufologia. Siad, Milano 1981.

Edward Ruppelt, The Report on Unidentified Flying Objects. Ace Books, New York 1956.

 

Sergio De Santis, giornalista e storico, è direttore della collana "StoricaMente" della casa editrice Avverbi.

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