Il nonno defunto e la pallina

“I miei nonni possedevano una casetta in Lessinia a qualche decina di km da Verona, la usavano in alternativa alla casa di città essendo pensionati, un luogo sereno immerso nella natura in collina. Mio nonno amava molto quel posto, ogni particolare era stato da lui personalizzato; amava fare lavori di falegnameria, ed io e mia sorella passavamo spesso intere settimane estive in compagnia dei nonni come solitamente fanno i nipoti. Io ero affezionato molto a mio nonno, aveva un gran cuore. Una brutta malattia se lo portò via, aveva comunque 84 anni quando ci lasciò con mio profondo sgomento (era il primo lutto che vivevo da vicino). Passò qualche anno, mia nonna aveva deciso di tenere quella casa ed ogni tanto ci recavamo ancora in Lessinia per trascorrervi dei week end per farle piacere e tenerle compagnia. La casa però aveva continuo bisogno di manutenzione ed era ormai spoglia da tutti quei significati affettivi e simbolici che aveva avuto in passato. Una sera mi trovavo con mia nonna in questo "spettro" di abitazione, dopo cena ci augurammo la buona notte ed andammo a dormire. Avrò avuto 26-27 anni allora. Mi assopii lentamente quando proprio nel momento in cui solitamente si perde conoscenza e si passa dalla veglia al sonno la mia attenzione cadde sulla porta della stanza da letto dove vidi entrare con passo abbastanza deciso mio nonno! Lo vedevo bene, era nitido, eppure ero al buio, era come se riverberasse di luce propria, sembrava avvolto come da una leggera aura azzurrina ed era come dire sfavillante anche se in realtà non è che brillasse ma la sensazione visiva era quella; dalla porta girò attorno al letto matrimoniale fino ad arrivare dalla parte del letto dove dormivo io, si fermò innanzi a me e mi rimproverò con poche parole, in realtà rimproverò tutta la mia famiglia dicendo che avremmo dovuto essere più buoni e tolleranti con mia nonna, ma non fu tanto quello che disse (che ricordo a stento) ma quello che riuscii a percepire oltre il detto, in un attimo capii tante cose: mi trovavo di fronte a mio nonno ma in quel momento il suo "corpo" emanava una solennità e bellezza interiore che non conoscevo, in realtà non priva di ombre, capii che stava facendo un duro percorso di purificazione, ad ogni modo fu un'esperienza fortissima in quanto le sensazioni che provai non le avevo mai provate fino ad ora, era come se fossi entrato in un mondo che si poteva intuire usando dei sensi che avevo sempre ignorato. Finito di dirmi quello che aveva da riferirmi si voltò e ripercorse la stessa strada che aveva percorso prima quando si era avvicinato a me e che lo portò fuori dalla mia stanza. Ovviamente rimasi talmente scosso che dovetti assolutamente svegliare mia nonna e raccontargli l'accaduto. La mia razionalità, sebbene avessi vissuto una esperienza che aveva ben poco dell'onirico, cercò comunque di dare delle spiegazioni plausibili tipo: allucinazione realistica, sogno particolarmente vivo… non ne feci più menzione, se non in qualche rara occasione tra persone a cui potevo confidare il fatto senza temere di essere preso per visionario da chi difficilmente avrebbe potuto dar credito all'accaduto. Durante un altro week end diversi mesi dopo l'esperienza descritta mi trovai di nuovo nella casa in Lessina, questa volta in compagnia di mia sorella; i discorsi quella sera caddero su mio nonno che venne menzionato da me e subito dopo avvertimmo in maniera nitida ed inequivocabile una pallina di gomma che cadeva compiendo diversi rimbalzi sempre più repentinamente fino a fermarsi al piano di sopra, i rimbalzi avvenivano su una superficie piana, il fatto è che non esisteva nessun piano di sopra!! Sopra la nostra testa avevamo solo un tetto spiovente con tegole! se proprio qualcuno (la casa era isolata) si fosse divertito a lanciare la pallina sul tetto questa avrebbe compiuto qualche rimbalzo “obliquo” prima di cadere dal tetto mentre il rimbalzo era inequivocabilmente ortogonale ad un piano e la pallina rimbalzava sempre più velocemente fino a fermarsi !. Sbigottiti io e mia sorella ci guardammo chiedendoci una conferma reciproca a ciò che avevamo sentito, subito dopo un'altra pallina rimbalzò nel medesimo modo, questo fenomeno si è ripetuto per 4 volte e poi cessò. Non so che significato dare a ciò che ho descritto ne come spiegare razionalmente questi fatti. Volevo semplicemente raccontarlo in questa sede come spunto di riflessione, magari qualcuno potrebbe aiutarmi a capire l'arcano....”.
Dott. Luca Schiavon


Commento
Ringraziamo il lettore per la sua interessante testimonianza. Capisco la sua meraviglia, ma non necessariamente i due eventi accaduti sono correlati. Il primo episodio, visto che si è verificato “proprio nel momento in cui solitamente si perde conoscenza e si passa dalla veglia al sonno”, può essere interpretato in termini di visioni ipnagogiche (si veda, ad esempio, questa testimonianza e il relativo commento). L’episodio della presunta pallina di gomma è di più difficile interpretazione, a causa della mancanza di ulteriori dati oggettivi. L’ipotesi della pallina di gomma è, appunto, solo un’ipotesi. Il rumore potrebbe avere avuto altre origini. Non capisco poi come possa il lettore affermare con sicurezza che “il rimbalzo era inequivocabilmente ortogonale ad un piano”. Penso sia difficile affermarlo, basandosi esclusivamente sul rumore. Il rumore ritmico che va progressivamente rallentando potrebbe essere stato causato da qualsiasi altro oggetto che per qualche motivo sbatteva contro il tetto. Con così pochi elementi è davvero difficile formulare un’ipotesi interpretativa. Capisco infine che sia forte la tentazione di mettere in relazione i due episodi ma, come già detto, non vi è alcuna ragione per farlo.
Silvano Fuso