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Più bizzarro dei Cappellaio matto, più imprevedibile della Regina di cuori, più elusivo del Gatto del Cheshire è il mondo dei quanti che la fisica dei Novecento ha rivelato a ricercatori che confessavano di "non credere ai propri occhi", cioè a quello che con formule ed esperimenti stavano dimostrando. Ricalcando le orme del grande Carroll Robert Gil-more ci presenta un'Alice che attraversa non più uno specchio ma uno schermo televisivo, finendo nel mondo degli oggetti infinitamente piccoli. Diventa così "particella onoraria" tra fotoni ed elettro-ni, curiosa osservatrice nella misteriosa Sala degli Esperimenti mentali, scolara diligente alla "Scuola Copenhagen" dove pone domande imbarazzanti a un maestro somigliantissimo a Niels Bohr. Sfidando le certezze dei senso comune e sfruttando con ironia le risorse del linguaggio ordinario, Gilmore si serve di Alice per spiegare quella "rivoluzione quantistica" che ha determinato una radicale revisione delle categorie fondamentali dei nostro pensiero. Come osserva Maria Luisa Dalla Chiara nella Prefazione all'edizione italiana, questo "è un libro che ammette letture diverse: i non esperti potranno considerarlo un racconto un po' strano e divertente, ma anche imparare concetti scientifici che vengono illustrati in modo intuitivo. Gli esperti si divertiranno a veder tradotte in immagini questioni profonde cui hanno lungamente riflettuto".
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