Gli alieni ritornano a Poirino. Un nuovo esperimento sociale con i cerchi nel grano

Alle prime luci dellÂ’alba, dÂ’accordo con il proprietario di un drone in grado di eseguire voli radiocomandati e videoriprendere in alta definizione, abbiamo fotografato e filmato lÂ’opera dallÂ’alto con lÂ’obiettivo di divulgare al più presto le prime fotografie del cerchio specificando chiaramente i nomi e i cognomi dei circlemaker che avevano partecipato alla sua realizzazione

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  • 04-08-2014
  • di Francesco Grassi
Giugno, tempo di cerchi nel grano. Dopo aver realizzato l’esperimento del cerchio di Poirino[1] del 2011 e aver riproposto con una modalità leggermente diversa l’esperimento nel 2013 attraverso la formazione di Robella d’Asti, quest’anno sentivo la necessità di cambiare approccio.
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Oramai conosciamo bene come la comunità risponde a queste forme d’arte quando l’origine è misteriosa, ma quale può essere la risposta quando la paternità dell’opera è immediatamente dichiarata insieme alle fotografie che la ritraggono per la prima volta?
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Sulla base di quest’idea nasce dunque il mio progetto del 2014 con l’obiettivo di realizzare un’opera complessa in un campo concesso appositamente dal suo proprietario, così da informare tutta la comunità in tempo reale sia dell’esistenza del nuovo cerchio nel grano, sia della paternità umana dello stesso.
Nel 2013, nell’anello interno del cerchio di Robella, avevo scritto un misterioso codice binario e diversi esperti in tutto il mondo si erano prodigati per decifrarlo arrivando addirittura a trovare la formula della fusione fredda (LENR, Low Energy Nuclear Reactions). La realtà è a dire il vero meno prosaica, di fatto non eravamo riusciti a scrivere nell’anello più esterno un secondo codice binario poiché alle prime luci del mattino avevamo dovuto lasciare la formazione per evitare di essere scorti.
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Per il progetto grafico del 2014 ho dunque ripreso la struttura centrale di Robella e l’ho abbellita all’esterno con diversi cerchietti e triangoli, aggiungendo inoltre una struttura circolare laterale connessa alla principale da un corridoio di altri piccoli cerchietti. La scrittura del codice mancante nell’anno precedente era dunque un punto cruciale per la completa realizzazione di questa nuova opera e in questo caso la codifica prevedeva l’uso del cerchio per rappresentare il simbolo “1” e del triangolo per il simbolo “0”. La notte fra il 20 e il 21 giugno mi sono pertanto recato in località Marocchi, Poirino (To) presso il campo[2] concesso dal proprietario Francesco Avataneo, insieme agli altri amici circlemaker (Paolo Attivissimo, Elena Faro, Marco Morocutti, Simone Angioni, Antonio Ghidoni, Davide Dal Pos, Alessandra Pandolfi e Agent Vortex) per realizzare il cerchio progettato. Siamo riusciti a terminare quanto disegnato sulla carta e non abbiamo commesso errori nella scrittura del codice mancante nel 2013. Alle prime luci dell’alba, d’accordo con il proprietario di un drone in grado di eseguire voli radiocomandati e videoriprendere in alta definizione, Stefano Pisapia Fiore[3], abbiamo fotografato e filmato l’opera dall’alto con l’obiettivo di divulgare al più presto le prime fotografie del cerchio specificando chiaramente i nomi e i cognomi dei circlemaker che avevano partecipato alla sua realizzazione.
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La notizia[4] ha cominciato subito a circolare e, così come di solito avviene, è stata ripresa dalla stampa e da tutti i media. Una delle cose singolari che abbiamo potuto immediatamente verificare è che in molti hanno recepito facilmente il mio nome come il divulgatore delle foto, ma non hanno compreso il messaggio principale; il fatto che io fossi anche e soprattutto l’autore materiale dell’opera da me intitolata “Orologio a reazioni nucleari a bassa energia". Al di là della paternità umana recepita o meno, le prime decodifiche sono cominciate comunque a fiorire.
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Alcune riportano che la formazione punterebbe fisicamente alla sede del CERN in Svizzera, altre scorgerebbero dei riferimenti addirittura a Papa Francesco e al Nuovo Ordine Mondiale, altre ancora dicono che vi sarebbero codificate le coordinate per costruire uno Stargate. Nulla di tutto questo. Al momento di ultimare l’articolo solo io detengo (insieme al mio team) il segreto di come decriptare il codice combinato dei due cerchi e sto progressivamente rivelando[5] a chi segue in rete con interesse la vicenda, degli indizi che puntano alla corretta decodifica. Una volta rivelato il codice, ciò dimostrerà che anche il cerchio di Robella 2013 è senza ombra di dubbio stato ideato e creato da me? Non ne sono sicuro: oltre ad esserci persone che mi accusano di essere un impostore perché non è possibile che io sia l’autore del cerchio del 2014, c’è anche chi è disposto ad ammettere a malincuore che sarei l’autore del cerchio del 2014 ma che avrei costruito il nuovo disegno ispirandomi al cerchio di Robella del 2013 che invece sarebbe genuino, cioè non creato da esseri umani. E la mia conoscenza di come combinare insieme i due codici per ricavarne un unico messaggio di senso compiuto? Un risultato millantato, una forzatura che avrei architettato a partire da un disegno alieno. Volete sapere come andrà a finire? Quale sarà il messaggio nascosto? Seguitemi in rete oppure attendete di leggere su queste pagine la conclusione della vicenda. Prevedo che il tutto sarà molto interessante e istruttivo.

Note