Se ti riconosci nel titolo, abbiamo qualcosa che potrebbe fare al caso tuo.
Da quest'anno il CICAP promuove "Dolomiti Science & Comms LAB", un laboratorio- vacanza residenziale di quattro giorni ideato in collaborazione con Cristina Da Rold e Angela Moriggi (ricercatrice TESAF, Università di Padova). Si terrà dal 3 al 6 settembre 2026 a San Gregorio nelle Alpi (BL), ai piedi delle Dolomiti Bellunesi, presso la splendida Fondazione Lucia De Conz.
Non è un corso, ma uno spazio pensato per un gruppo ristretto — massimo 15 persone — in cui lavorare seriamente su orientamento e prospettive professionali, camminando, mangiando e discutendo insieme. Con la libertà di fare le domande che di solito non sai a chi porre.
Durante i quattro giorni si rifletterà sulle motivazioni personali nel comunicare la scienza, si esplorerà cosa significa oggi operare in questo campo tra ruoli ibridi e confini sfumati, si parlerà di percorsi freelance, reti di collaborazione e solitudine professionale. Si lavorerà in piccoli gruppi sui dubbi reali che ciascuno porta con sé, per provare a immaginare scenari professionali concreti e praticabili.
Si parte dalle motivazioni più profonde: perché si vuole comunicare la scienza, cosa si cerca davvero in questo lavoro — visibilità, impatto, riconoscimento, senso — e quanto le aspettative che ci portiamo dietro corrispondano alla realtà del mestiere.
Si passa poi a fare i conti con quella realtà: la distanza tra la retorica e il lavoro concreto, le competenze che servono davvero rispetto a quelle che si pensa di dover avere, il mito dell'"essere pronti", la sindrome dell'impostore e il suo opposto, l'overconfidence. Una parte del programma, gestita dal CICAP e curata dal presidente Lorenzo Montali, sarà dedicata a capire la varietà di possibili iniziative che caratterizzano il campo della comunicazione della scienza e ad esplorare i percorsi organizzativi e di sostegno economico che possono permettere di realizzarle.
C'è poi il tema del lavoro freelance e della solitudine che spesso lo accompagna: come costruire alleanze e reti di collaborazione, come gestire aspettative, tempi e risorse, come orientarsi quando il percorso non è lineare e i cambi di rotta fanno parte del gioco.
E infine uno sguardo in avanti: una parte del laboratorio, guidata da Angela Moriggi, sarà dedicata a immaginare il futuro della comunicazione scientifica e il posto che ciascuno potrebbe volerci occupare.
Il tutto si intreccia con una mattina in natura — una camminata con guida escursionistica tra San Gregorio nelle Alpi e i Monti del Sole — e con i momenti informali a tavola e dopo cena, spesso i più preziosi per scambiare idee e costruire connessioni durature.
Il laboratorio è pensato per dottorandi, assegnisti, ricercatori early career, giornalisti in transizione, comunicatori e divulgatori emergenti, professionisti STEM che vogliono esplorare la comunicazione prima di fare scelte strutturali — e per chiunque, a qualsiasi età, si stia interrogando sul proprio rapporto con la comunicazione della scienza. È prevista anche una proposta dedicata alle neomamme.
I posti sono solo 15 e le candidature chiudono il 15 giugno 2026. Non vengono valutati i CV più competitivi, ma le persone più motivate. Per candidarsi basta scrivere a [email protected] raccontando perché si vuole partecipare, in quale momento professionale ci si trova e qual è il proprio legame con questi temi.
Per informazioni sui costi e sull’alloggio, visita il sito www.dolomitiscicommlab.com .
Da quest'anno il CICAP promuove "Dolomiti Science & Comms LAB", un laboratorio- vacanza residenziale di quattro giorni ideato in collaborazione con Cristina Da Rold e Angela Moriggi (ricercatrice TESAF, Università di Padova). Si terrà dal 3 al 6 settembre 2026 a San Gregorio nelle Alpi (BL), ai piedi delle Dolomiti Bellunesi, presso la splendida Fondazione Lucia De Conz.
Non è un corso, ma uno spazio pensato per un gruppo ristretto — massimo 15 persone — in cui lavorare seriamente su orientamento e prospettive professionali, camminando, mangiando e discutendo insieme. Con la libertà di fare le domande che di solito non sai a chi porre.
Come funziona
Durante i quattro giorni si rifletterà sulle motivazioni personali nel comunicare la scienza, si esplorerà cosa significa oggi operare in questo campo tra ruoli ibridi e confini sfumati, si parlerà di percorsi freelance, reti di collaborazione e solitudine professionale. Si lavorerà in piccoli gruppi sui dubbi reali che ciascuno porta con sé, per provare a immaginare scenari professionali concreti e praticabili.
Si parte dalle motivazioni più profonde: perché si vuole comunicare la scienza, cosa si cerca davvero in questo lavoro — visibilità, impatto, riconoscimento, senso — e quanto le aspettative che ci portiamo dietro corrispondano alla realtà del mestiere.
Si passa poi a fare i conti con quella realtà: la distanza tra la retorica e il lavoro concreto, le competenze che servono davvero rispetto a quelle che si pensa di dover avere, il mito dell'"essere pronti", la sindrome dell'impostore e il suo opposto, l'overconfidence. Una parte del programma, gestita dal CICAP e curata dal presidente Lorenzo Montali, sarà dedicata a capire la varietà di possibili iniziative che caratterizzano il campo della comunicazione della scienza e ad esplorare i percorsi organizzativi e di sostegno economico che possono permettere di realizzarle.
C'è poi il tema del lavoro freelance e della solitudine che spesso lo accompagna: come costruire alleanze e reti di collaborazione, come gestire aspettative, tempi e risorse, come orientarsi quando il percorso non è lineare e i cambi di rotta fanno parte del gioco.
E infine uno sguardo in avanti: una parte del laboratorio, guidata da Angela Moriggi, sarà dedicata a immaginare il futuro della comunicazione scientifica e il posto che ciascuno potrebbe volerci occupare.
Il tutto si intreccia con una mattina in natura — una camminata con guida escursionistica tra San Gregorio nelle Alpi e i Monti del Sole — e con i momenti informali a tavola e dopo cena, spesso i più preziosi per scambiare idee e costruire connessioni durature.
A chi è rivolto
Il laboratorio è pensato per dottorandi, assegnisti, ricercatori early career, giornalisti in transizione, comunicatori e divulgatori emergenti, professionisti STEM che vogliono esplorare la comunicazione prima di fare scelte strutturali — e per chiunque, a qualsiasi età, si stia interrogando sul proprio rapporto con la comunicazione della scienza. È prevista anche una proposta dedicata alle neomamme.
Come candidarsi
I posti sono solo 15 e le candidature chiudono il 15 giugno 2026. Non vengono valutati i CV più competitivi, ma le persone più motivate. Per candidarsi basta scrivere a [email protected] raccontando perché si vuole partecipare, in quale momento professionale ci si trova e qual è il proprio legame con questi temi.
Per informazioni sui costi e sull’alloggio, visita il sito www.dolomitiscicommlab.com .