Come piegare uno scettico

Metodi legali e non per convincere dell'esistenza dei fenomeni paranormali qualsivoglia miscredente

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  • 03-08-2002
  • di Prof. Bickerstaff

Duole, compagni lettori, che la forza cosmica sia con voi e i vostri corpi astrali, rendersi conto che ancora oggi esistono millantatori capaci di gettare discredito sulla nobile disciplina parapsicologica ormai entrata a pieno titolo tra le scienze contemporanee, come attestano le adesioni di numerosi premi nobel come Enrico Misley ed Henry Bessemer. Ormai solo uno sparuto gruppo di retrogradi, incompetenti, viscidi, volgari e probabilmente con cospicui scompensi ormonali scettici crede ancora che i fantasmi non esistano, o che la telepatia, la chiaroveggenza o la psicocinesi siano solo semplici trucchi. Il loro karma è negativo e puzza come il loro alito. Ne conoscevo uno che uscì di casa nonostante l'oroscopo l'avesse avvertito di rimanere tappato in casa, ebbene quel giorno stesso è morto... un signore sconosciuto(!) a esattamente 532 chilometri di distanza. Tutto questo non può essere una coincidenza, egli stesso, distrutto dal rimorso, è entrato in una setta di ex assicuratori (dove adorano una divinità chiamata Cedola Celeste). Se fossimo infidi, inferiori, promiscui, cenciosi come loro probabilmente li lasceremmo nel loro brodo, ma poiché il gran santo Box J. insegna che Nostradamus profetizzò che la grande Aquila mangiò il Biscotto secco, noi dobbiamo fare ogni sforzo in nostro possesso per convenire alla luce questi laidi, indecenti, ignobili, derelitti, nonostante essi continuino a parlare di Scienza (sembra si tratti di una sorta di pesce che vive nell'oceano e che segua i naviganti sotto la luna), e di frode e di imbrogli e di malafede.

Se per caso ne incontraste uno sappiate che essi sono di vedute molto ristrette, e che non vi daranno mai ragione anche se sanno che hanno torto marcio, cari fratelli dello Spirito Cosmico Spaziale, illuminateli tramite i metodi collaudati che esporrò tra breve, ricambiate con amore il loro odio sconsiderato.

La prima tecnica richiede prestanza fisica e una lama benedetta nel plenilunio, ma una qualsiasi rivoltella andrà bene (se vi chiedono come mai avete una rivoltella addosso dite che si è materializzata e non ne sapete niente). Davanti al volgare schifoso nauseabondo scettico che nega l'immortalità dell'anima e se la ride dello spiritismo, voi acchiappate un qualsiasi passante, meglio se un bambino, fa più scena ed è più maneggevole; e liberategli l'anima dal peso del corpo davanti agli occhi dell'infedele assassino, e poi esclamate (con enfasi): "Ora non ridi più eh? Ora smetti di fare tanto il saputello eh? Spiegami un po' questo fatto se sei tanto bravo!!" Sicuramente lo scettico rimarrà senza parole e voi avrete agio di convertirlo, a casa vostra su appuntamento, oppure, se si mostra ancora reticente, di eliminarlo in maniera sbrigativa urlando: "Un proiettile si è materializzato proprio sulla sua testa!", o in alternativa: "Ho dovuto farlo, era idrofobo".

Se non sopportate la vista del sangue, forse in una vostra vita precedente eravate una zecca, esistono modi alternativi ma efficaci. Il seguente metodo si attua in presenza di grandi folle, ad esempio ad un talk show. Se il vostro interlocutore comincia a vaneggiare dicendo che non esistono fenomeni autentici dimostrati, voi alzatevi in piedi e rossi di collera urlate che una vostra zia è morta durante una seduta spiritica e che lui non ne sa niente, ma se gli fosse morta una zia forse parlerebbe con più rispetto. Insistete sul fatto che lui è irrispettoso verso i morti, dategli del nazista e dell'ebreo, e possibilmente piangete o svenite in modo da attirarvi le apprensioni del pubblico e appena rinvenite guardate lo scettico con sommo disprezzo e sussurrate a denti stretti: "Assassino!".

Possono esistere scettici che neppure davanti ad argomentazioni così stringenti abbassano la loro alterigia. Qualcuno potrebbe pensare che mostrargli un fenomeno paranormale autentico potrebbe farlo ricredere, ma non è così: non c'è peggior cieco di chi non vuole crederci sulla parola, e lo scettico (dall'etimologia "colui che ha un moscerino nell'occhio e non pensa ad altro che a togliere la trave che c'è nel nostro") non si lascia convincere nemmeno dalle prove. Dopotutto queste non mancano: la televisione, la stampa, i veri scienziati ci mostrano ogni giorno milioni di tali fatti; solo un piccolo gruppo di cialtroni si intestardisce al punto che offendono le sacre immagini della fede che piangono per loro.

Isaac Bickerstaff