La talpa visionaria

dal diario del prof. Bickerstaff

  • In Articoli
  • 28-03-2001
  • di Isaac Bickerstaff

Oggi, XXX, sono partito per la volta di Piropao. Con me il mio caro amico Malinowski, famoso antropologo e studioso di semiologia preadamitica, nonché sagace compagno di tante discussioni sul paranormale.

Malinowski è un fermo scettico, crede infatti solamente nella telecinesi, nella telepatia, nell'astrologia e a Babbo Natale: la Befana per lui è solo una invenzione degli extraterrestri. Non c'è verso di fargli accettare la metempsicosi e i viaggi astrali; nonostante le sue vedute un po' ristrette è un ottimo studioso nel suo campo e i viaggi che compiamo insieme si rivelano sempre molto ricchi di scoperte ed emozioni, speriamo che anche questo eguagli i precedenti!

Due giorni dopo a Qxatromal. Cerchiamo due guide per condurci a Piropao con l'elicottero, ma non troviamo che un vecchio ubriaco e maleodorante. Lo assoldiamo non riuscendo a rimediare di meglio. Gli chiediamo di farsi un bagno prima di partire, ma rifiuta di togliersi la camicia; noto uno strano tatuaggio sulla schiena.

Il giorno successivo avvistiamo Piropao e atterriamo, la gente sembra ospitale, la nostra guida sembra conoscere tutti, deve essere nativo di qua. Notiamo subito che i campi sono devastati dalle talpe, e che le capanne non hanno sorte migliore, alla proposta di Malinowski di trovare un rimedio per questa invasione, alcuni indigeni si mostrano tremendamente offesi, alcuni mettono mano ai coltelli, fortunatamente interviene la guida che riesce a sedare gli animi.

Passiamo la notte in una capanna ogni tanto una talpa sbuca dal pavimento: non hanno paura dell'uomo anzi si mostrano piuttosto spavalde, a Malinowski una ha urinato sulle scarpe. Domani inizieremo la ricerca della...

Due giorni dopo. Riprendo il diario dopo l'improvvisa interruzione di quella notte: due selvaggi ci rapirono improvvisamente e ci portarono in una capanna al centro del villaggio, intorno tutti saltavano ignudi e sulla schiena avevano un tremendo tatuaggio di una talpa, in fondo ci aspettava la nostra guida anche lei tatuata. Con la poca energia rimasta cercai di confondere le loro menti primitive con uno shock telepatico, ma mi ricordai che la congiunzione di Alfa Gamma con la costellazione del Burro Celeste aveva temporaneamente disabilitato i collegamenti extrasensoriali.

Davanti a noi una talpa grassoccia era circondata da guerrieri armati e ipertatuati. Malinowski mi sussurrò che sicuramente non era una talpa ma un extraterrestre, e io non potei trattenere uno scatto d'ira: "Ti sembra questo il momento di dimostrarti così testardamente scettico e ciecamente legato alle categorie positivistiche? Non vedi che la talpa è in realtà un mutante che tiene tutta questa gente in suo potere grazie a un fluido magico? Perché non accetti l'evidenza?" Egli ammutolì. Lo scopo dei Piropaesici era chiaro: volevano sacrificarci alla talpa per acquistare il potere sufficiente per conquistare il mondo. Al che mi chiesi pure che cosa ci potesse fare una talpa con il mondo intero, ma la riflessione fu interrotta dall'insorgere di alcuni guerrieri nascosti tra gli alberi. Seppi poi dopo che si trattava di una fazione nemica che cercava di impossessarsi della corpulenta talpa. Approfittammo della confusione per scappare. L'elicottero era invaso dalle talpe restie a farsi cacciare, anzi piuttosto aggressive. Malinowski le disorientò con l'estintore e partimmo dopo poco.

Mentre scrivo queste righe penso alla talpa mutante e a come il suo magico potere potrebbe essere usato per il bene dell'umanità; certamente la giungla nasconde misteri inimmaginabili.