E' morta Pasqualina Pezzola, la veggente di Civitanova Marche

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Pasqualina Pezzola.

Civitanova. Il 30 giugno scorso è morta, all'età di 97 anni, Pasqualina Pezzola. La Pezzola era divenuta celebre in quanto sosteneva di essere dotata di poteri paranormali che le avrebbero consentito di avere premonizioni e di possedere facoltà diagnostiche e terapeutiche. La "Montesanta", così era chiamata dalle sue parti, sosteneva di avere scoperto i propri poteri settant'anni fa, quando una sera il marito tardava a rientrare a casa. Pasqualina tranquillizzò tutti sostenendo che il coniuge aveva sì avuto un incidente, ma non gli era accaduto nulla di grave. La sua precognizione venne poi confermata.

La Pezzola acquisì progressivamente prestigio prima nell'ambiente in cui viveva e, successivamente, anche ben al di fuori di esso. Si narra che personaggi come Franco Zeffirelli, Federico Fellini e Fred Buongusto fossero suoi abituali frequentatori. Si dice addirittura che alcuni messi pontifici si rivolsero a lei quando le condizioni di salute di papa Pio XII prima e di papa Giovanni XXII poi si fecero critiche e portarono i due pontefici alla morte.

Il CICAP ebbe modo di constatare quanto la credenza nelle facoltà della Pezzola fosse diffusa nelle sue zone in occasione del IV Convegno Nazionale di Macerata nel 1995: buona parte del pubblico infatti non perdeva occasione di decantare i poteri della Pezzola. In realtà anche la Pezzola non sfuggiva alla famosa legge di Angela, secondo la quale i fenomeni sono 100 quando i controlli sono zero, ma diventano zero quando i controlli sono 100.

Il CICAP infatti ebbe modo di controllare i presunti poteri della Pezzola nel 1996, attraverso un'indagine del fisico Paolo Diodati dell'Università di Perugia (si veda l'articolo di Paolo Diodati "Il mistero di Pasqualina Pezzola" negli atti del V convegno nazionale del CICAP, New Age. Nuova Era o vecchie idee, 25-26 ottobre 1997). Diodati ebbe l'occasione di accompagnare un amico che, in un momento di debolezza, aveva deciso di ricorrere alla sedicente guaritrice. Diodati poté osservare all'opera Pasqualina, che faceva le sue diagnosi con una semplice osservazione, e si rese conto che in realtà la guaritrice "rivendeva" semplicemente al cliente tutte le informazioni che riusciva a carpirgli. L'ipotesi venne confermata da un successivo incontro, in cui Diodati stesso fece finta di accusare alcune malattie inesistenti che vennero prontamente "diagnosticate" da Pasqualina.