Carl Sagan, visionario ma con i piedi per terra

A 30 anni dalla scomparsa, restano attuali i contributi all’esplorazione dello spazio, alla ricerca di vita e intelligenze nell’Universo e alla critica delle pseudoscienze. Sempre però con onestà intellettuale e forte razionalità scientifica

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© ipopba/iStock
Non aveva ancora dieci anni ma già aveva divorato gli 11 libri sulle avventure di John Carter sul pianeta Marte, che i locali chiamano Barsoom, scritti dal 1912 al 1943 da Edgar Rice Burroughs (1875-1950), geniale inventore anche di Tarzan, il signore della giungla allevato dalle scimmie. Quel precoce ragazzino, nato a New York il 9 novembre del 1934, si chiamava Carl Sagan: diventerà un rinomato planetologo e astrobiologo, un protagonista della nascente era spaziale americana, un divulgatore scientifico molto popolare. Laureato in Fisica alla Cornell University, ha firmato oltre 600 articoli scientifici e scritto una ventina di libri, alcuni pubblicati anche in Italia. Il libro The Dragons of Eden sull’evoluzione dell’intelligenza umana gli valse nel 1978 il Pulitzer per la Saggistica. È morto a Seattle il 20 dicembre 1996.

A trent’anni dalla scomp[...]

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