Quando i veggenti falliscono

Quanto è utile seguire le indicazioni dai veggenti nelle indagini sulle persone scomparse? I fatti parlano da soli, e non sembrano molto incoraggianti.

Come ricorda Marco Morocutti, membro del CICAP, "già  nel 1973 il pubblico italiano aveva seguito con passione le vicende del sensitivo olandese Gerard Croiset, magistralmente interpretato da Paolo Stoppa nello sceneggiato televisivo ESP.*** Il veggente aiutava la polizia a risolvere casi di persone scomparse, soprattutto bambini annegati. Tuttavia, per quanto affascinanti, i fatti narrati nel telefilm erano in gran parte romanzati. Come è stato evidenziato in seguito, nella realtà  Croiset non forniva agli inquirenti nulla di veramente utile alle indagini, pur facendo proprie, con grande partecipazione, le angosce ed i timori di chi era coinvolto nelle tristi vicende.

Oggi come allora," prosegue Morocutti, "se chi si professa veggente fornisce una indicazione che infine coincide con la realtà  dei fatti, si è facilmente portati a dare grande enfasi all'accaduto. Tuttavia, forse abbagliati dalla speranza di giungere a soluzioni "miracolose", si preferisce invece tacere sui molti insuccessi dei sensitivi."

Come nel caso di Mariarosa Busi, che nel settembre del 2005 si è attribuita il merito del ritrovamento del cadavere di Chaira Bariffi, scomparsa nel Lago di Como tre anni prima e rinvenuta poi nel tratto fra Dervio e Bellano. Peccato che il luogo del ritrovamento si trovi sotto una curva altamente pericolosa e ben conosciuta da chi risiede in zona, nonché unico punto del percorso in cui si potesse finire nel lago.

"Dopo il discutibile successo, pochi hanno invece evidenziato come la stessa sensitiva abbia fallito il compito di ritrovare il corpo di Matteo Pina, scomparso in un altro lago lombardo (il lago di Pusiano) e ricercato invano per mesi seguendo le indicazioni della veggente."

In questi giorni le attenzioni sono tutte per Costantina Comotari di Seregno (MI), che grazie ad oscure visioni ha indirizzato i Carabinieri a scandagliare un tratto del fiume Magra, dalle parti di Pontremoli, alla ricerca del piccolo Matteo Onofri rapito a Parma. Ricerche rivelatesi senza successo, ma neppure senza una denuncia alla veggente per procurato allarme, come in un primo tempo si era ipotizzato. Forse perché i Carabinieri avevano scelto di non trascurare nessuna pista: dietro ad una segnalazione "paranormale" potrebbe in realtà  nascondersi qualcosa di ben più terreno…

Conclude Morocutti: "Cosa pensano i veggenti dopo un evidente insuccesso? Raggiunta al telefono, la Comotari sorprende con una secca ed enigmatica dichiarazione: "Non c'è niente di paranormale, è tutta un'atra cosa. Arrivederci". Dal canto suo Mariarosa Busi, chiamata in causa inizialmente per un errore dei cronisti, approfitta dei riflettori della cronaca e dichiara di percepire che Tommaso è ancora vivo. Forse ha giocato bene la sua carta: pur senza la certezza di fare centro, se infine i fatti le daranno ragione saprà  cavalcare abilmente le passioni del pubblico, tentando di trasformare la sua puntata al 50% in un successo al 100%."

Come in altre occasioni, il CICAP continuerà  a seguire con attenzione le dichiarazioni dei veggenti su questa vicenda.