Il mistero del manoscritto di Voynich

Salve Massimo! Scusami se non riesco a darti del Lei, ma pur non conoscendoti di persona ma solo dai tuoi articoli e libri, ho l'impressione che tu sia come l'amico fedele con il quale si parla con interesse e complicità . Volevo chiederti cosa ne pensi del "manoscritto di Voynich" e a che punto sono le ricerche riguardo ad una sua decodificazione. Grazie
Dante Casale


Caro Dante, grazie per la mail e per i gentili complimenti. Il manoscritto, come saprai, prende il nome da Wilfrid Voynich, un antiquario che acquistò nel 1912 una serie di libri di origine medievale e rinascimentale. È un codice di 234 pagine illustrate e scritte in un linguaggio o in un codice del tutto sconosciuto. Voynich lo portò in America e cercò di decifrarlo. Allegato al libro, c'era una lettera che segnalava come il manoscritto fosse stato scritto da Ruggero Bacone, un frate franscecano scienziato e filosofo vissuto tra il 1214 e il 1294.
Le ipotesi nel corso degli anni si sono accavallate l'una sull'altra:
qualcuno ha indicato in Giordano Bruno l'autore, altri, (confondendo il cognome Bacon di Ruggero Bacone) nel filosofo rinascimentale Francis Bacon. Fino a oggi, comunque, tutti i tentativi di decrittazione del manoscritto sono falliti.
Tuttavia, ultimamente qualcosa sembra muoversi: il segreto di questo celebre mistero potrebbe essere finalmente svelato. Lo ha annunciato il dicembre scorso Gordon Rugg, un ricercatore della Keele University in Inghilterra che ha analizzato accuratamente il manoscritto, giungendo alla conclusione che si tratta di un falso cinquecentesco, realizzato dall'avventuriero elisabettiano Edward Kelley.
In un articolo che apparirà  sulla rivista Cryptologia, il ricercatore dimostra che è possibile ricostruire le caratteristiche linguistiche del manoscritto usando tecniche crittografiche note all'epoca, cosa che pur non dimostrando al di fuori di ogni dubbio che si tratta di un falso, comunque ne aumenta decisamente le probabilità .
MP